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Due volte disabile

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A quanto pare le cose stanno così: la legge prevede che il deambulatore di un disabile possa essere sostituito al massimo ogni otto anni, con la conseguenza che se il disabile stesso utilizza quel deambulatore (anche) per andare al mare, e quindi lo usura in un tempo più ridotto, non può averne uno nuovo prima della scadenza del termine.
Il che, a meno che non ci sia qualcosa che mi sfugge, equivale a dire che quel disabile, il quale di suo sarebbe disabile una volta sola, finisce per diventarlo due volte: primo, perché ha difficoltà di deambulazione; secondo, perché la legge non gli consente neppure di usare lo strumento con cui si sposta per andare dove gli pare.
Onestamente, mi pare troppo.

Trascurabili dettagli

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In estrema sintesi: se è vero che nella seduta di oggi un deputato si è rivolto a Ileana Argentin gridando "Falla stare zitta, quell'handicappata del cazzo!", ritengo che l'assemblea -tutta intera e all'unanimità- avrebbe dovuto chiedere di interrompere i lavori e rifiutarsi di proseguire finché l'autore dell'insulto non fosse stato individuato e allontanato dall'aula.
Perché in uno stato di diritto che voglia autenticamente ritenersi tale, almeno per come la vedo io, alcune questioni sono prioritarie rispetto a tutte le altre: le scuse, i distinguo, lo stupore e lo sdegno, paragonati all'inaudita gravità dell'accaduto, non sono che trascurabili dettagli.

Semplicemente

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Semplicemente c'è chi pensa che non vale la pena praticare sport, se sei disabile

(Andrea Pellegrini, scherma, bronzo a Pechino 2008)

Mi fate schifo

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Dove sono i difensori della vita "senza se e senza ma", i crociati che hanno fatto fuoco e fiamme contro i malati che chiedevano una morte dignitosa, i beghini genuflessi che in nome del diritto alla vita scagliano anatemi contro l'aborto, la pillola del giorno dopo, la contraccezione e i preservativi, quando si lascia morire in carcere un disabile mentale di 186 chili che ragiona come un bambino di tre anni, invalido al 100%, epilettico e semiparalizzato, che era finito in prigione per una serie di piccoli furti dei quali probabilmente non era neppure consapevole?
Come mai la loro voce maledicente non si leva con altrettanta forza e cristiana determinazione, di fronte ad un abominio del genere?
Sapete cosa, amici fondamentalisti? La vostra ipocrisia mi fa schifo.
Stavolta davvero, senza se e senza ma.

Costituzione con diritto di replica e altre amenità

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Il rito del sabato mattina prevede tazza di caffè americano e giornali, così, giusto perchè se mi evito il rodimento di cool da giornata lavorativa devo almeno procurarmi un altro tipo di irritazione.
Oggi scopro, ad esempio, che il Comune di Roma ha accolto e fatto sua la richiesta al diritto di replica (alla Costituzione) dei cultori della razza pura, informandoci che

L'articolo 3 della Costituzione nella prima parte enuncia il principio di uguaglianza, formale in quanto esseri umani (assenza di norme discriminatorie). Non bisogna però considerare uguali a noi persone in condizioni inferiori alle nostre (handicappati)"
Non solo, anche Verdini, preso dalla moda del momento si sente di replicare al Quirinale che fa notare di avere delle prerogative, con un solenne
Noi sappiamo che le ha ma ce ne freghiamo
In Italia, il diritto di replica è talmente garantito che chi non sa a chi dare i resti può replicare a se stesso. Basta non fargli notare che la cosa equivale a parlare da soli, e che superato un certo limite diventa una patologia.
Leggo anche con piacere della nuova splendida idea della Lega in Lombardia. Seguitemi che è un ragionamento da Oscar. Allora, in regione mancano più di 8.000 infermieri, la regione quindi che fa? Li cerca ovunque, anche in Europa, incentivando le persone interessate con la promessa di una casa popolare. La lega insorge. Perchè la lega è integra, non fa differenze, lo straniero non lo vuole di nessun colore! Chiede un "momento di riflessione" e blocca il provvedimento in tutta la provincia. Se poi qualcuno dei malati lasciasse le strutture ospedaliere co'n'bel cappotto de quercia ("morisse" NotaDiRossa), meglio ancora, si potrà anche dire che la Lega ha fatto molto per risolvere il problema.
Dite che basta? No, scopro il nuovo iPD (idea PD), la nuova applicazione suicidio (Rossa pensiero del tutto opinabile) del più grande partito di sinistra o di centro ma che strizza l'occhio a Casini, la cui più grande dote non è certo l'aver individuato da che parte stare.
Per la "cronaca" mi pregio di segnalarvi i mirabolanti effetti sulla povera scuola dell' editto - pardon, decreto- Brunetta: scuole come caserme e per i più piccoli...pipì una volta giorno!
No, per favore, ditemi dove sono le telecamere e quando esce l'attore che dice "Sorridi, sei su Candid Camera!"

Era il 1994

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Capitan Uncino per Metilparaben.

Era il 1994, ascoltavo gli 883, avevo appena smesso di leggere "Cioè" e la mia smemoranda era alta mezzo metro sin da metà settembre.
Ho frequentato un istituto superiore di cui mi lamentavo tantissimo, vantavano di avere i laboratori linguistici ma non funzionavano le cuffie oppure le cuffie se le era fregate qualcuno, avevamo la sala computer ma la prof. preferiva farci usare i calcolatori o le vecchie Olivetti. Avevamo una palestra enorme, ma il prof. ci portava a far nuoto nella piscina del parco davanti alla scuola.
La verità è che un pochetto ci piaceva lamentarci, ci piaceva manifestare, la mozione per i pinguini che avevano freddo, i distributori automatici che avevano poco, la Iervolino.
Dal terzo anno ho iniziato a seguire il percorso di studi differenziato rispetto al biennio comune, le materie si facevano più interessanti, avevo geografia turistica, storia dell’arte, economia aziendale, tecnica turistica.

Lavoro e disabilità

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Ricevo dall'amico (fraterno, è il caso di dirlo) Federico Girelli, presidente del Comitato Siblings, e pubblico davvero volentieri, perché si tratta di un tema che mi sta molto a cuore.

Sono stati pubblicati gli atti del Seminario "Lavoro e disabilità", organizzato a giugno del 2008 dalla Fondazione Giulio Pastore e dal Comitato Siblings Onlus – Sorelle e fratelli di persone con disabilità.
Il volume, curato dal sottoscritto, ha ricevuto la promozione scientifica del Centro di Ricerca Interdipartimentale per gli Studi Politico-costituzionali e di Legislazione comparata dell’Università degli Studi Roma Tre (C.R.I.S.P.E.L.).
A circa dieci anni dal'’approvazione della legge 68/1999, significativamente intitolata "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", abbiamo provato a verificare la vitalità del suo spirito, improntato alla valorizzazione della "abilità residua" delle persone con disabilità attraverso un inserimento "mirato" nel mondo del lavoro.
Per misurare l'attuale concretezza del "diritto al lavoro dei disabili" si è scelto non solo di delineare il quadro normativo di riferimento e la giurisprudenza, ma anche di presentare alcune esperienze di inserimento lavorativo realizzate "sul campo" da parte di chi quotidianamente opera per assicurare la migliore qualità della vita delle persone con disabilità.
Per acquistare il libro, che costa 12,50 euro, è possibile anche contattare direttamente via mail la casa editrice.

La scuola si libera dei disabili

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I dati parlano chiaro: nella provincia di Roma c'è in media un solo insegnante di sostegno ogni tre persone che ne avrebbero bisogno. Il che (ho un fratello con sindrome Down e parlo con assoluta cognizione di causa) sta a significare che molti bambini e ragazzi con disabilità frequenteranno la scuola con grandi difficoltà, o addirittura che saranno costretti a rinunciare.
L'effetto finale di questa situazione è che la scuola si sta progressivamente liberando dei disabili.
Stiamo diventando davvero un paese di serie C.

Ve la darei io, la "campagna choc"

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Il Gazzettino definisce l'iniziativa del Comune di Padova una "campagna choc".
Ma il vero choc, datemi retta, ce l'hanno tutti i disabili che tornano a casa, trovano il posto occupato dall'imbecille di turno e debbono sottoporsi alla solita trafila: telefona ai vigili, aspetta che arrivino, affronta l'idiota che torna lamentandosi del fatto che lui aveva fretta e non c'era parcheggio e me ne vado subito e dieci minuti cosa saranno mai, eccetera eccetera.
Sapete cosa penso? La vera "campagna choc", in un paese nel quale le città sono delle vere e proprie giungle in cui per i disabili può diventare un problema insormontabile perfino attraversare la strada, sarebbe prendere questi fenomeni e costringerli a vivere una settimana insieme a quelli che sono costretti su una carrozzina, in modo che si rendano conto delle difficoltà enormi che debbono affrontare tutti i giorni.
Cosa volete scommettere che poi la macchina sulle strisce gialle non ce la mettono più?

Quando toccherà a te?

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Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
(non riesco a capire se Bertold Brecht o Martin Niemöller, ma fa niente)

Pavia per i disabili

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La manovra correttiva ha trovato dove reperire nuove risorse : nelle tasche, notoriamente già piene, dei disabili. Dopo rassicuranti promesse fatte alle Associazioni dei disabili e delle loro famiglie, che giustamente avevano levato alta la loro protesta contro il preannunciato innalzamento (dal 74% all’85%) della soglia minima di percentuale di invalidità necessaria per la concessione dell’assegno mensile di assistenza, di ben 256,67 euro, la Commissione Bilancio del Senato ha presentato un emendamento all’articolo 10 della manovra correttiva ancora più subdolo e peggiorativo.
Due sono gli elementi di questa orribile proposta:
- L’”ambito” traguardo dell’assegno mensile di assistenza (256,67 euro al mese, ossia poco più di 8 euro al giorno), che già ora viene concesso solo a chi ha un reddito annuale inferiore a euro 4.408,95, ovvero a chi è indigente o non ha un lavoro degno di questo nome, spetterà solo a chi ha la “fortuna” di avere una patologia singola superiore al 74% di invalidità, mentre chi è affetto da più patologie, che singolarmente non raggiungono il 74% e sommate sono al di sotto dell’85%, non ha diritto a nulla.
- L’indennità di accompagnamento verrà concessa solo nei casi di gravissima o totale compromissione dell’autonomia, nel senso più restrittivo, ovvero solo a chi è immobilizzato o non è in grado di svolgere senza assistenza tutte le funzioni fisiologiche. Saranno pertanto escluse le persone affette da sindrome di Down, le persone colpite da demenza senile o da sindrome di Alzheimer con permanenza, se pur transitoria, di qualche autonomia.
Di fronte a una simile iniqua e disumana proposta, indegna di un paese, un tempo civile, che ha il corpus legislativo più avanzato del mondo nei riguardi della disabilità, si invitano tutte le persone di buon senso a unirsi alla protesta delle Associazioni dei disabili e ad attivarsi per far cadere questo obbrobrio legislativo, invitando i legislatori a cercare i risparmi di spesa nel mondo dei privilegi della classe politica, tra i furbetti delle caste e delle cricche, tra gli evasori esperti e incalliti e tra i redditi elevati, che non sono toccati dalla manovra.
mercoledì 7 luglio 2010 dalle ore: 17.30 alle 19.30 in piazza della Vittoria si protesta contro questo obbrobrio e si informano i cittadini.

Quando si punta l'indice

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disabili
Ora, come al solito, qualcuno mi accuserà di prendermela solo con la Chiesa, mi rinfaccerà di essere anticattolico e mi chiederà come mai mi occupo di questo caso, mentre non ho detto una parola sui (frequenti, ahimè) maltrattamenti che avvengono nelle strutture pubbliche.
L'occasione mi è gradita per precisare che non sono anticattolico (ognuno fa quello che vuole, figurarsi) e che non ce l'ho affatto con la Chiesa in quanto tale: solo, non sopporto (ma proprio non sopporto) che simili nefandezze avvengano nell'ambito di un'organizzazione i cui esponenti stanno dalla mattina alla sera a giudicare, criticare e criminalizzare gli altri (omosessuali, donne che abortiscono, divorziati, atei e via discorrendo).
Quando si punta l'indice sugli altri si deve essere ineccepibili.
Punto.

Chi è che allarma la clientela?

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Secondo voi la clientela del ristorante di un centro commerciale dovrebbe "allarmarsi" per la presenza di una bimba autistica che mangia imboccata dalla sua pedagogista, oppure per il fatto che a sorvegliare quel posto ci sia una guardia giurata che ha l'alzata d'ingegno di cacciarla perché è disabile?

---
Grazie a Marco e Alessandro per la segnalazione.

Dal concepimento alla morte naturale

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Mentre in tutto il mondo infuriano le polemiche sulla piaga dei preti pedofili, dal Belgio arriva una notizia a dir poco raccapricciante: un sacerdote è accusato (da un suo collega, by the way, mica da un laicista qualsiasi) di aver abusato per dieci anni di alcune donne in coma.
Se la notizia venisse confermata sarebbe appena il caso di ricordare il celeberrimo adagio secondo il quale la dignità umana va tutelata dal concepimento alla morte naturale.
Oltre a rilevare che questa gente, quando ci si mette, ha un'inventiva inarrivabile.

Spesa improduttiva

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Giulio Tremonti:
E' ora di ridurre effettivamente il peso della mano pubblica: [...] dovranno preoccuparsi solo i falsi invalidi e gli evasori.
Da quando ho letto questa dichiarazione mi sono chiesta: ma il ministro dell'economia ha dovuto aspettare il crack della Grecia e l'allarme Italia per decidere di farla finita con chi truffa lo stato? Sembrerebbe un po' ingenuo da parte di una persona accorta come Tremonti.
Il sospetto, allora, è ben più inquietante: non è che si ha l'intenzione di tagliare le indennità alle famiglie con persone disabili, facendo passare la manovra all'opinione pubblica come un repulisti di fannulloni e ciarlatani?
Se così fosse, consiglio a Tremonti di guardarsi questo video: capirebbe cosa significa accudire e amare una persona con disabilità. Al momento, come dice la mamma di Claudia, l'indennità di accompagnamento non copre neanche le spese, e con l'abbandono del lavoro per poterle stare accanto, riescono a sopravvivere solo grazie alla pensione del papà.
Ecco, Tremonti: cerchiamo di non fare preoccupare troppo i veri invalidi, che di preoccupazioni ne hanno già tante.

Asimmetrie temporali elettorali

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(Virginia Fiume per Metilparaben)

Passati dieci giorni dalle elezioni, superata quella fastidiosa ed eufemistica sensazione di acidita' di stomaco data dal susseguirsi di illegalità, ingiustizie e brutte facce in "italia visione", la sottoscritta pensava di poter stare un po' tranquilla e dimenticare i giorni duri delle elezioni regionali.
E invece no.
Camminando per le vie di Milano una settimana dopo la fine delle elezioni mi imbatto in un interessante avviso:

Immagino sia risalente alla settimana precedente le elezioni, immagino che siano le indicazioni per i disabili. Mi torna alla mente la denuncia del diritto di voto negato ai disabili intrasportabili.
E penso: "To', il Comune di Milano almeno ci ha pensato".
Poi lo sguardo cade su un dettaglio dell'affissione. Da brava radicale ho imparato a guardare timbri e date:

Allora è proprio un vizio la difficoltà a rispettare i tempi!
Spero davvero con tutto il cuore che qualcuno mi spieghi la storia di questa strana asimmetria temporale.
Spero che abbia un senso diverso da questa fastidiosa sensazione di presa in giro.

Ci si viene a creare un problema

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A quanto pare le scuole private, sempre pronte a rivendicare il diritto all'uguaglianza di trattamento quando si tratta di chiedere fondi allo stato, lo dimenticano improvvisamente nel momento in cui si trovano a dover valutare (e respingere) le domande di iscrizione dei ragazzi disabili.

Il tanto sbandierato diritto alla libertà di educazione, insomma, si deve considerare inalienabile solo quando fa comodo a loro: appena si prospetta qualche problemino in più, invece, la patata bollente passa senza colpo ferire alla scuola pubblica.

Bel modo di intendere il concetto di parità, eh?

Niente sconti, siete disabili

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A Napoli hanno deciso di applicare una sentenza della Corte di Cassazione secondo la quale le automobili che trasportano i disabili, ancorché provviste di regolare contrassegno, non possono più posteggiare gratuitamente negli spazi contrassegnati con la striscia blu (per intenderci, quelli che normalmente sono a pagamento), a meno che non dimostrino che i parcheggi riservati ai portatori di handicap (sempre per capirci, quelli con il cartello e la striscia gialla) erano tutti occupati.

Il che equivale a dire, se non ho capito male, che se tizio deve accompagnare suo fratello disabile dal logopedista, e una volta giunto a destinazione trova tutti i parcheggi con la striscia gialla occupati (magari da chi non ne avrebbe neppure diritto), si deve rassegnare a pagare la tariffa oraria come tutti gli altri, a meno che non si prenda la briga di:

  • munirsi di macchina fotografica;
  • fotografare tutti i parcheggi per disabili della zona, avendo cura di non trascurarne neppure uno, e facendo in modo che sulle foto risulti l'orario in cui sono state scattate;
  • conservare i file fino al momento in cui gli arriverà a casa il verbale dei vigili urbani;
  • fare ricorso allegando le fotografie e sperare che il giudice di pace annulli la multa.
Insomma, se uno ha un parente disabile e intende esercitare quel minimo di diritti che gli spettano, si deve trasformare in una specie di reporter e tenere un archivio fotografico accuratamente organizzato in ordine cronologico da esibire nelle sedi opportune. Oppure si attacca.

Davvero un bel modo di aiutare quelli che sono in difficoltà, eh?

La Chiesa a volte chiude un occhio, ma mai con i deboli

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Vedete, non è che io voglia incaponirmi sul caso specifico, né trascurare che esso possa essersi articolato in modo un po' più complesso di quanto un semplice articolo di giornale riesca a raccontare: però sul principio, quello sì, credo che una riflessione vada fatta.

In un contesto nel quale può accadere, a titolo meramente esemplificativo, che un sanguinario criminale venga seppellito in una basilica, che un divorziato continui a guidare il principale partito cattolico del paese, che le gerarchie ecclesiastiche facciano finta di niente su alcune oscure trame che le hanno viste protagoniste, la Chiesa si ricorda di essere inflessibile quando si tratta di negare la comunione a una bambina disabile.

Lo strappo alla regola, insomma, si può di tanto in tanto tollerare, ma solo nei casi più gravi e nei confronti delle persone più potenti, mentre viene considerato del tutto inammissibile quando si ha a che fare con i più deboli.

Ecco, se qualcuno mi spiegasse come inquadrare questo atteggiamento nella predicazione di Gesù Cristo, gliene sarei davvero grato.

I cattolici meritano più rispetto dei "mongoloidi"

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Altro che chiacchiere: il Grande Fratello è una formidabile cartina di tornasole per capire in che paese di merda viviamo.

Stasera, per esempio, un concorrente è stato espulso perché nei giorni scorsi aveva bestemmiato, offendendo in tal modo tutti i cattolici davanti al teleschermo; mentre annunciava il provvedimento, già che c'era, la Marcuzzi ha colto l'occasione per scusarsi con le famiglie delle persone con Sindrome Down per l'eccessiva disinvoltura con cui alcuni concorrenti continuano ad utilizzare la parola "mongoloide": con il particolare che, scuse a parte, quei concorrenti non sono stati espulsi.

Se ne deduce con una certa evidenza che in Italia bestemmiare è più grave che prendere per il culo i disabili.

Oppure, più probabilmente, che i disabili non contano un cazzo, mentre i cattolici contano eccome.

P.S. Mi scuso per la parolacce (merda, culo, cazzo) che ho usato in questo post: d'altronde, siccome non ho bestemmiato, nessuno dovrebbe avere l'alzata d'ingegno di chiuderlo.

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