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Inventa tu la prossima scusa: un esperimento di scrittura partecipativa

45 Commenti »

Ricapitoliamo:

  • Claudio Scajola afferma che se Anemone ha sborsato 900.000 euro per contribuire a comprargli l'appartamento lo ha fatto a sua insaputa;
  • Francesco Pittorru ammette di aver ricevuto 800.000 euro da Anemone per l'acquisto di due immobili, ma sostiene che si trattasse di un prestito, anche se purtroppo in Sardegna gli hanno rubato le ricevute che provavano la restituzione.
Vi confesso che per qualche secondo ho accarezzato l'idea di confezionare un bel generatore automatico; poi, però, ho pensato che sarebbe stato molto più divertente lanciare un vero e proprio esperimento di scrittura partecipativa.
Ragion per cui, vi invito tutti ad inventare voi stessi la prossima scusa e a scriverla nei commenti: quando ne avremo messe insieme abbastanza vedrò di farne qualcosa di divertente.
Per dare il buon esempio, vi propongo la mia scusa personale:

E' vero, Anemone mi ha dato 900.000 euro, ma glieli avevo vinti a Monopoli; purtroppo però non posso dimostrarlo perché il cane si è mangiato tutte le casette scambiandoli per pistacchi, di cui è ghiotto.

Allora, che aspettate? Resto in trepida attesa dei vostri contributi.

Allora è un vizio

8 Commenti »

gianturco
Il portone che vedete nell'immagine è il civico 5 di Via Emanuele Gianturco a Roma: più avanti di qualche centinaio di metri si vede Piazzale Flaminio, subito dopo il quale c'è Piazza del Popolo.
Ebbene, il 7 luglio del 2004 un appartamento di cinque camere e servizi in questo palazzo è stato acquistato da un certo Alberto Donati per un corrispettivo di 390.000 euro (più o meno il prezzo di un bilocale sulla Casilina).
Il bello è che lo stesso giorno l'Architetto Angelo Zampolini (quello dell'appartamento di Scajola) aveva versato 520.000 euro in contanti messi a disposizione da Diego Anemone, prelevando subito dopo 52 assegni circolari da 10.000 euro l'uno intestati a Maurizio De Carolis, ovvero il venditore dell'immobile.
Ancora più singolare è il fatto che Alberto Donati, ossia l'acquirente, sia il genero di Ercole Incalza, all'epoca consulente dell'allora Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, e oggi capo della "struttura tecnica di missione" dell'attuale Ministro Altero Matteoli.
Insomma, a quanto pare siamo recidivi: la vogliamo smettere o no, di pagare le case alle persone perbene a loro insaputa?

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