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Insomma, 'sto parlamento è supremo e centrale o inutile e controproducente?

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Non è che io mi scandalizzi perché qualcuno vuole modificare la Costituzione, ci mancherebbe altro; però, insomma, sarebbe il caso di mettersi d'accordo, perché tra questa roba:

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale.
e quest'altra:
Adesso diranno che io offendo il parlamento, ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducenti.
c'è, come dire, una differenza piuttosto evidente, com'è agevole rilevare avendo cura di consultare un dizionario qualsiasi.
Insomma, amici del PdL, o ci spiegate se 'sto Parlamento è centrale e supremo o inutile e controproducente -perché così, abbiate pazienza, va a finire che uno non ci capisce più niente e finisce per confondersi- oppure fate un'altra proposta di legge, magari costituzionale, per cambiare il significato degli aggettivi come meglio vi aggrada.
D'altra parte siete legittimati dal popolo, no?

Come se fosse antani

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Alberto Tedesco, senatore del PD :

Non ritengo di dovermi dimettere perché dimettendomi darei ragione a chi sostiene che la mia condizione di senatore mi metta nelle condizioni di reiterare il reato.
Senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti con il tarapia tapioca.

Chi cazzo credete di essere?

12 Commenti »

I parlamentari che hanno messo in scena l'indecorosa gazzarra in aula alla quale ci è toccato assistere dovrebbero avere il coraggio di firmare un disegno di legge che permetta a tutti gli alunni delle scuole di mandare a fare in culo gli insegnanti, di insultarsi a voce alta durante l'orario delle lezioni e di lanciarsi addosso gomme per cancellare, pallette di carta e proiettili fatti con il pongo, il tutto senza dover subire sanzioni disciplinari di sorta.
Oppure, più semplicemente, dovrebbero dimettersi e lasciare il posto a qualcun altro, così come succederebbe a qualunque operaio, impiegato, professionista o dirigente d'azienda cui capitasse di esibirsi davanti a tutti in intemperanze del genere.
Perché sapete qual è il punto? Al limite potrei pure fregarmene del fatto che costoro annoverino tra le proprie fila dei maleducati da competizione internazionale, dei cialtroni che se ne strafottono di fornire al paese il peggior esempio possibile, delle mezze calzette che si sentono degli eletti mentre non sono altro che una combriccola di nominati: ma quello che proprio non mi va né su né giù è che a questi fenomeni debbano essere consentiti comportamenti che per tutti gli altri, nessuno escluso, sono tassativamente vietati.
Dite la verità: chi cazzo credete di essere?

Le Istituzioni al tempo di B

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Non so se era meglio quando il Parlamento era al Billionaire o adesso che il Billionaire è in Parlamento.

Prendete lezione dai nostri figli, "onorevoli"

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Non per fare il populista, ma sono davvero stanco di assistere al miserrimo spettacolo di parlamentari -parlamentari della Repubblica, cristo- che fanno cose per le quali metteremmo in castigo i nostri figli: strillare, insultarsi, non ascoltare mentre gli altri parlano, sfottersi, picchiarsi e chi più ne ha più ne metta; senza pudore, senza vergogna, senza il minimo senso della decenza.
Sarebbe questa la gente che deve guidare il paese? Sarebbero questi, gli "onorevoli"?
Ma fatemi il piacere.

Pause

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Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma, propone:

Non ho fatto nessuna proposta di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l'ho abolita da vent'anni e lo stesso consiglio alla Camera dei deputati, perchè quella è l'ora in cui si lavora meglio.
Un'idea davvero brillante, non c'è che dire.

Tuttavia, mi corre l'obbligo di ricordare al ministro che secondo le statistiche i deputati trascorrono in aula solo otto ore a settimana.

Ben venga la riforma proposta da Rotondi, quindi: con l'avvertenza che per i parlamentari, ai ritmi cui sono abituati, la pausa pranzo non sarebbe tanto l'ora in cui si lavora meglio, quanto l'unica in cui si lavora.

Discriminazioni "storicamente" acquisite

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Se si riesce ad andare oltre il titolo, le motivazioni addotte oggi da L'Avvenire potrebbero ad una prima lettura avere un fondamento logico:

Ora qualcuno si avventurerà ad affermare che c’è libertà di aggressione nei confronti degli omosessuali. E qualcun altro, in un impeto di esecrazione, magari si spingerà a sostenere che lo "scellerato" via libera (se non l’incitamento) è venuto addirittura dalla Camera dei deputati, con un voto trasversale che starebbe lì a testimoniare la sostanziale cultura omofobica dei nostri rappresentanti. Si tratta di falsità, dalle quali qui – per quanto ci è possibile – vogliamo mettere in guardia.. ..Ma torniamo al cuore della questione: la legge Concia è stata "stoppata" perché il Parlamento ha ritenuto che contenesse in sé un rischio gravissimo, cioè quello di provocare una discriminazione nei confronti di chi omosessuale non è, proprio in virtù dell’introduzione nel codice penale di un’aggravante specifica, tesa a creare una sorta di super-protezione riconosciuta solo e soltanto alle persone che si dichiarano omosessuali. Il legislatore, insomma, in questa occasione ha saputo guardare lontano. E ha fatto anche di più: ha saputo riconoscere quello che appare come il rischio più elevato per una comunità civile: l’introduzione di un nuovo reato di opinione.
peccato che il pezzo prosegua:

..Un reato nel quale sarebbe potuto cadere, ad esempio, chi avesse pubblicamente sostenuto la bellezza e la bontà sociale del matrimonio storicamente definito, ovvero fra un uomo e una donna. Con simili norme per i portatori di questa opinione si sarebbe aperta la porta all’imputazione per «discriminazione» nei confronti di quanti, appunto gli omosessuali, non possono accedere al matrimonio fra persone dello stesso sesso.
Ricapitolando, il pericolo insito nella legge Concia consterebbe nel rischio di discriminare i portatori di discriminazioni "storicamente definite"...
Eh, non fa una piega...

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