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Appunti /3

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Insomma, se non ho capito male secondo Fioroni per poter correre alle primarie del centrosinistra è necessario essere più o meno uguale agli altri.
Per la serie: va bene consentire alla gente di scegliere, ma non tra cose troppo diverse.
Sennò, capirete, va a finire che diventa una scelta sul serio.

Verticismo antiverticista

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Mi ripeto, ma francamente trovo la cosa sconcertante: vi pare credibile che per inaugurare un nuovo corso, caratterizzato dalle primarie quale strumento indispensabile per dare una svolta rispetto ad "un'impostazione troppo verticistica", un partito politico si affidi a un segretario designato dal capo, non ancora ratificato da un organo collegiale e neppure previsto dallo statuto?
Non sarebbe stato un tantino meno "verticistico" il procedimento inverso, ovvero modificare lo statuto attraverso l'organo competente introducendo la figura del segretario e poi indire le primarie necessarie per eleggerlo?
Cos'è, cercate di convincere gli elettori di essere improvvisamente diventati democratici, e intanto continuate a fare le cose come le avete sempre fatte?

Primarie per tutti gli altri

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Vediamo se ho capito: il nuovo segretario del PdL, nominato non si capisce bene da chi in barba al fatto che la figura del segretario non è neppure prevista dallo statuto del suo partito, inaugura il suo mandato al grido di "primarie per tutti".
Tutti gli altri, evidentemente.

Appello: "Preferenze, non corsie preferenziali"

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Peter Gomez spiega senza giri di parole cosa succederebbe se potessimo scegliere i futuri candidati.
E pensare che quando abbiamo cominciato a parlarne, come ricorda Pippo Civati, siamo passati per maleducati, vili e traditori della patria.

Occorre un atto di coraggio da Milano e dalla Lombardia, un forte segno di discontinuità con il passato e un segnale di innovazione politica al partito e verso l'opinione pubblica. Scegliere i candidati al Parlamento con le primarie significa tutto questo. Ecco perché chiediamo al nostro partito di assumere questa decisione, che dovrà essere poi discussa nelle direzioni regionale e provinciale, e chiediamo di assumerla in totale autonomia. Chiediamo che la Lombardia si faccia promotrice di un nuovo metodo di selezione dei rappresentanti dei territori a Roma, aprendo così la strada a un percorso di innovazione politica di cui siamo certi il nostro partito ha un forte bisogno. [...]
Per questo chiediamo che il partito assuma un orientamento chiaro: che tutti i candidati al Parlamento, anche coloro che sono al primo mandato, debbano essere scelti attraverso le primarie, questo garantendo, come stabilisce lo Statuto, il 50 per cento della rappresentanza femminile, e che non possano contare su alcuna deroga coloro che hanno già accumulato due mandati negli organi legislativi (Parlamento nazionale ed europeo o consiglio regionale), come peraltro già previsto nello Statuto del Partito democratico lombardo per i consiglieri regionali.
Per aderire all'appello, scrivete a ilpdchesceglie@gmail.com
Qui la pagina Facebook.

Il richiamo alla correttezza deve valere sempre

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Onida2

Questa vicenda mi ha colpito moltissimo, perchè Onida per me è una stella polare. Raffigura l'emblema della correttezza, quella stessa che lui ha più volte richiamato in campagna elettorale durante le primarie milanesi: va bene la lealtà verso i sostenitori, ma se uno di questi è scorretto, con tutto il garbo e la lealtà possibili, lo si censura. Per coerenza, ma soprattutto, per conseguenza.
Se Onida scriverà ancora, vi terrò aggiornati.

Caro Bersani

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Caro segretario,
siamo un gruppo di iscritti e elettori del PD, abbiamo creduto in questo progetto e vogliamo continuare a crederci.
Per questo avanziamo una richiesta precisa: chiediamo che in occasione delle prossime elezioni politiche (siano esse tra tre anni o tra tre mesi) lo Statuto del PD venga rispettato davvero. In particolare chiediamo il rispetto dell'articolo 19 (Candidature per le Assemblee rappresentative):
"1. Il Regolamento quadro di cui all’articolo 18, comma 3, nel disciplinare le diverse modalità di selezione democratica dei candidati per le assemblee elettive, si attiene ai seguenti principi:
a) l’uguaglianza di tutti gli iscritti e di tutti gli elettori;
b) la democrazia paritaria tra donne e uomini;
c) il pluralismo politico nelle modalità riconosciute dallo Statuto;
d) l’ineleggibilità in caso di cumulo di diversi mandati elettivi;
e) la rappresentatività sociale, politica e territoriale dei candidati;
f) il principio del merito che assicuri la selezione di candidati competenti, anche in relazione ai diversi ambiti dell’attività parlamentare e alle precedenti esperienze svolte;
g) la pubblicità della procedura di selezione.
2. Il Regolamento di cui all’articolo 18, comma 9, è approvato dal Coordinamento nazionale entro tre mesi dalla scadenza della presentazione delle liste o, in caso di scioglimento anticipato, entro tre giorni dalla pubblicazione del relativo decreto. Tale Regolamento: a) individua gli organi responsabili per ricevere le proposte di candidatura e i criteri per selezionarle;
b) determina le modalità con cui le candidature sono sottoposte, con metodo democratico, all’approvazione di iscritti o elettori, in via diretta o attraverso gli organi rappresentativi;
c) nomina una Commissione elettorale di garanzia, i cui componenti non sono candidabili, che esamina i ricorsi relativi alle violazioni del Regolamento e che decide in modo tempestivo e inappellabile."
Chiediamo anche che i regolamenti che verranno approvati non snaturino la scelta: i candidati devono essere scelti davvero, non è ammissibile si debbano votare liste bloccate, perché ciò violerebbe il punto f del comma 1 dell'articolo 19. Chiediamo che sia dato modo ad iscritti ed elettori di scegliere davvero chi candidare, esprimendo delle preferenze per le singole persone. Chiediamo che le liste che verranno presentate per il Parlamento siano composte mettendo in lista le persone seguendo l'ordine dettato dalle preferenze raccolte alle Primarie, senza trucchi e senza eccezioni.
Lo chiediamo con forza, perché vogliamo il PD sia il partito delle persone per bene. Perdonaci, ma questa volta non accettiamo motivazioni o scuse per scelte diverse. A un segretario laureato in filosofia ci permettiamo di citare un'opera filosofica, il Critone, nel punto in cui Socrate inizia una risposta dicendo: "Le persone per bene - ed è di loro che ci deve importare - penseranno, invece, ... ". Perché, caro segretario, che penseranno le persone per bene se non rispettiamo noi stessi la sostanza del nostro Statuto? Anche al PD è di loro che deve importare.
Per finire, caro segretario, un'affermazione forte: se questa volta non sceglieremo noi i nostri candidati, poi non chiedeteci di votarli o di sostenerli sul territorio, perché questa volta noi siamo disposti a sostenere solo candidati scelti democraticamente.

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Chi volesse aderire scriva a "alesiro" chiocciola "gmail.com" indicando nome, cognome, luogo e data di nascita e città di residenza.

La Volpe del Tavoliere rimase impagliata (cit.)

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Troppo facile scrivere oggi contro D'Alema, ma una riflessione va fatta, perche' il voto di Puglia qualche cosa ce la dice.
La prima cosa e' che dalle primarie non si torna indietro. Chi continua a ripetere che siano controproducenti, che siano una perdita di tempo o altro, vuol dire che non ha capito di che pasta sia fatto il nostro elettorato.
La seconda cosa e' che le primarie possono essere organizzate in una settimana, con risultati imponenti. 200.000 persone ai gazebo vorranno dire qualcosa ? Dunque, basta con i "non c'e' tempo", basta, ne abbiamo le scatole piene di decisione prese al chiuso di una stanza e fra quattro persone.
La terza cosa che queste primarie ci dicono e' che non esiste alcun laboratorio politico, qualunque fosse il significato.
La quarta cosa e' che il nostro elettorato e' di centro sinistra, non quello dell'UdC e se vogliamo ritornare ad essere un partito importante e' quello a cui dobbiamo puntare.
Adesso, se non bastasse, un po' di autocritica, perche' se e' vero che non si puo' andare con le tendenze, e' pur vero che noi non abbiamo una base politica su cui dialogare. La politica delle alleanze non funziona se non e' convincente. E per convincere c'e' bisogno di contenuti.
Vendola ha vinto perche' i contenuti li ha messi ed e' evidente che il 70% del centro sinistra giudica la sua politica in Puglia efficace. O ce ne rendiamo conto o non avremo alcunche' da dire.
Si conferma che la strategia, senza il consenso e' nulla e la strategia si costruisce, si pianifica avendo presente il polso dell'elettorato. Se questo non c'e', vuol dire che si e' leader di cartapesta o del salotto di casa, perche' oltre non si va. Questo e' il punto.
Adesso, nel Lazio, va fatto un ragionamento chiaro, perche' non vorrei che nello scambio Puglia-Lazio, il centro sinistra perdesse anche quest'ultimo, perche' non vorrei che l'incapacita' dei piani alti di leggere il Paese, ci costringesse, con scelte che gia' stanno prefigurando uno scenario incomprensibile, a una campagna asfittica, perche' vorrei capire dai grandi strateghi se gli elettori in tutto questo sono compresi.
Allora, io credo che abbiamo bisogno di un cambio chiaro, non di rimettere in discussione il segretario, e, stavolta per favore, mettiamoci la politica dentro.
(Sergio Gaudio)

La famosa via di mezzo

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La maggioranza:
La scelta del candidato alle regionali potrebbe rivelarsi una bega determinante per l'equilibrio della maggioranza. Berlusconi ormai ha deciso di concedere tutto alla Lega, ma c'è chi non ci sta a dare il Piemonte e il Veneto a Bossi e si fa già sentire (Galan, Fini, e chi pensa con la testa sua).
Proposta: delle belle primarie, di quelle vere, che servono cioè a scegliere il candidato alle elezioni, non sarebbero un escamotage producente rispetto ai patti notturni cui Berlusconi dovrà sottoporsi?
Quando le primarie non ci sono, e sarebbe meglio averle.

L'opposizione:
Coloro che dovrebbero contrastare le scelte del governo sono scomparsi dalla scena politica italiana: troppo impegnati a eleggere il coordinatore di circolo, quello cittadino, quello provinciale, quello regionale, e il Segretario nazionale. Non c'è elezione interna che non venga fatta attraverso un'elezione primaria: non sarà un po' troppo? Ma soprattutto, perché fare le primarie per scegliere gli organi interni del partito, e non farle quando c'è da compilare le liste per le elezioni cui saranno chiamati i cittadini a decidere?
Quando le primarie ci sono, fin troppo, e soprattutto per la decisione sbagliata.

Ecco finalmente un caso in cui, in Italia, la via di mezzo sarebbe auspicabile: le primarie.

Massimo D'Alema...

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Mi punge vaghezza, come direbbe un mio amico, che il Grande Timoniere cominci a considerare con fastidio quella cosa democratica che noi del Pd chiamiamo "primarie". Poscritto: un accenno alle voci "antipatia" e "responsabilità politiche".

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