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I migliori amici dello stupratore seriale

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Adesso viene fuori che Muammar Gheddafi, oltre ad aver rapito, torturato ed eliminato i suoi oppositori, avrebbe ordinato violenze sessuali in serie distribuendo viagra ai soldati per consentire loro di eseguirle con il necessario vigore.
Serve altro perché qualcuno dei 413 deputati e dei 232 senatori che nel 2009 hanno votato in senso favorevole alla ratifica del trattato di amicizia con questo individuo si decida a dichiarare pubblicamente di aver fatto una cazzata?

Il neo-colonialismo non è quello di adesso, ma quello di prima

1 Commento »

La storia, a occhio e croce, è sempre la stessa: si individua un potenziale dittatore disponibile a fare carne di porco di una nazione e poi non solo si fa finta di non vedere le efferatezze delle quali si rende protagonista e si chiude un occhio sul modo in cui calpesta sistematicamente ogni diritto civile, ma addirittura gli si vendono le armi necessarie a rafforzare il suo regime, lo si lusinga, gli si bacia il culo compiacendolo in ogni modo possibile e si fanno affari d'oro con lui; poi, quando alla fine i poveri abitanti di quel paese si incazzano e lui li reprime in un bagno di sangue, si prende atto dell'impossibilità di assistere impotenti al massacro e si interviene con impressionante dispiegamento di forze militari per ripristinare la democrazia.
In questo collaudatissimo schema, che negli ultimi quarant'anni si è ripetuto pressoché identico a se stesso in ogni angolo del globo, il crimine vero non consiste nell'intervenire quando le cose sono ormai andate in merda, ma nell'aver pazientemente e scientificamente costruito le condizioni perché ciò avvenisse.
Quelli che adesso si stracciano le vesti e parlano di neo-colonialismo, ma nei trent'anni precedenti si sono ben guardati dal fare un fiato, o sono in malafede o non ci hanno capito un granché.
In entrambi i casi, per come la vedo io, farebbero bene a tacere e ad occuparsi di altro.

Da saggio a pazzo, senza passare per il via

2 Commenti »

Non trovate anche voi che tra "un leader di grande saggezza" e "un pazzo" passi una differenza difficilmente colmabile in un anno e mezzo?

Diecimila

20 Commenti »

Provate a contare fino a diecimila.
Al ritmo di un numero al secondo ci vogliono quasi tre ore.
Giusto il tempo che serve per arrivare in Libia, prendere il simpaticone che si sta producendo in questo orrore, chiuderlo a chiave da qualche parte e processarlo per crimini contro l'umanità.
Che ne dite, volete farci un pensierino, oppure preferite darci a bere la stronzata di quella "non ingerenza" che adoperate solo quando vi fa comodo e aspettare che il conteggio diventi lungo il doppio?

Trovate una scusa e cambiate discorso

8 Commenti »

Diciamo le cose come stanno: Gheddafi, in un modo o nell'altro, è stato corteggiato e compiaciuto da tutti quelli che hanno governato questo paese, a partire da Moro e Andreotti, passando per Craxi e proseguendo fino ai giorni nostri con Prodi, D'Alema e Berlusconi.
Ne consegue che tutta questa solidarietà con le popolazioni che si ribellano, tutto questo sdegno nei confronti delle disumane violenze alle quali vengono sottoposte, tutta questa preoccupazione per fare in modo che la carneficina cessi immediatamente, altro non sono che esemplari declinazioni dell'ipocrisia con la quale ci tocca fare i conti più o meno tutti i giorni.
Sapete cosa? Non ve lo potete permettere, di stracciarvi le vesti: perché voi sapevate perfettamente che razza di aguzzino fosse, il tizio con cui avevate a che fare, e baciandogli il culo avete contribuito a legittimare le atrocità che sta commettendo.
Datemi retta: quando vi chiedono un parere su quello che sta succedendo in Libia, trovate una scusa e cambiate discorso.
Ci fate miglior figura.

Invitereste a cena un torturatore pazzo?

18 Commenti »

Mentre i suoi sbirri hanno già fatto fuori un migliaio di persone, questo compare in televisione vestito come una carta del mercante in fiera e dice che sarà presidente fino all'eternità, che morirà come un martire, che i manifestanti hanno drogato i ragazzini, che bisogna attaccarli perché sono dei ratti, che le televisioni straniere sono gestite da cani randagi, che la rivolta sarà schiacciata, che se non se la piantano ripulirà la Libia casa per casa, che andrà a finire come a Tienanmen e a Falluja.
Ecco, farei notare che abbiamo gentilmente invitato a Roma questa risma di individuo in preda al delirio, che gli abbiamo permesso di piantare una tenda beduina in mezzo a Villa Pamphili, che gli abbiamo consentito di andarsene in giro in centro a mangiarsi il gelato col suo codazzo paralizzando il traffico, che l'abbiamo compiaciuto scaricandogli sotto casa un paio di pullman pieni di ventenni munite di Corano e poi, non contenti, che gli abbiamo pure organizzato un bel ricevimento pirotecnico con tanto di cavalli berberi.
Mettetela come vi pare, parlatemi del gas, del petrolio, dell'economia, dei rapporti commerciali, ma io continuo a pensare -esattamente come pensavo allora- che a tutto, perfino alla realpolitik, debba esserci un limite: e che nel caso di Gheddafi quel limite sia stato superato almeno di una buona spanna.
Come dite? Non siete d'accordo? Benissimo. Però allora ditemi -e ditelo chiaramente, sillabando le parole per farvi capire bene- che invitereste un torturatore squilibrato a cena a casa vostra, accogliendolo con tutti gli onori, agghindando vostra moglie come una geisha per farlo contento e facendolo sedere a capotavola coi vostri figli intorno, solo perché avete in mente di farci degli affari insieme.
Coraggio, sono tutt'orecchi.

Déjà vu

4 Commenti »

Dal Corriere.it:

Nel nuovo intervento atteso nel pomeriggio, il colonnello, da Tripoli, annuncerà «importanti riforme» fra le quali la creazione di amministrazioni locali, con bilanci indipendenti.
Per la serie: ti pare con tutto il casino che gli sta scoppiando intorno, questo pensa a fare il federalismo?
Non so , mi ricorda qualcuno.

Amici miei

9 Commenti »

Il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista, stipulato a Bengasi il 30 agosto 2008, è stato ratificato dalla Camera dei Deputati il 21 gennaio 2009, con 413 voti favorevoli, 63 contrari e 37 astenuti, e dal Senato della Repubblica il 3 febbraio 2009, con 232 voti favorevoli, 22 contrari e 12 astenuti.
Si sono pronunciati in senso favorevole alla ratifica del Trattato il PdL (tranne la Mussolini e Paglia, oltre a 9 astenuti, alla Camera, e 2 astenuti al Senato), la Lega Nord (compatta come un sol uomo sia alla Camera che al Senato), il Partito Democratico (tranne Luisa Bossa, Furio Colombo, Andrea Sarubbi e i 6 radicali, oltre a 24 astenuti, alla Camera, e Marcucci, Mazzucconi, Sircana e i 3 radicali, oltre a 9 astenuti, al Senato); contrari, in modo pressoché unanime, l'UDC e l'IDV.
Tutta questa pappardella per segnalare che essere amici di Gheddafi, almeno fino all'inizio del 2009 e checché se ne dica oggi, piaceva un sacco anche a molti di quelli che oggi si stracciano le vesti.
Se ci spiegassero il perché, magari con parole loro e possibilmente cercando di essere convincenti, ci farebbero davvero una gran cortesia.

I care

14 Commenti »

Walter Veltroni sulla situazione in Libia:

E' una delle crisi più gravi del Mediterraneo per i suoi molteplici aspetti, da quello degli immigrati a quello energetico, fino alla sicurezza degli stessi cittadini locali che stanno subendo una drammatica repressione con tanto di bombardamenti.
Non so se avete notato la sequenza: primo problema, quello degli immigrati che andranno a rompere i coglioni in giro; secondo problema, quello dell'energia; terzo ed ultimo problema, quello dei disperati che si stanno prendendo i razzi e le bombe dall'aguzzino contro cui si ribellano.
Ora, l'avesse detta Bossi, una cosa così, ci sarei pure passato sopra: ma Veltroni è uno che si dà il tono dell'intellettuale, che si picca di saper misurare le parole e che tra l'altro ha scritto pure qualche libro, ragion per cui sono certo che l'importanza del modo in cui si dicono le cose non gli sfugga affatto.
Com'era? Ah, già: "I care".
Grazie a Giampaolo per la segnalazione.

L'esportazione differenziata di Frattini

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Adesso che il casino è scoppiato in Libia, Frattini dice che "l'Europa non deve esportare la democrazia".
Strano, però, perché invece quando si trattava dell'Afghanistan lo stesso Frattini tenne a precisare testualmente che "la democrazia si esporta con tutti i mezzi necessari".
Insomma, ministro, ci faccia capire: 'sta democrazia si esporta o non si esporta?
Oppure si esporta solo quando gli "importatori", diciamo così, non sono amici di Berlusconi?

Meno male che è un saggio

9 Commenti »

Silvio Berlusconi, 11 giugno 2009:

In questi quindici anni io ho avuto modo di incontrare più volte il leader e di legarmi a lui da una vera e profonda amicizia: al leader riconosco una grande saggezza.
L'occasione mi è gradita per segnalare che il leader in questione, cioè il Colonnello Muammar Gheddafi, sta ordinando ai suoi sbirri di sparare sui manifestanti con i razzi RPG, e che con questo simpatico sistema ne ha già fatti secchi quasi trecento.
Insomma, meno male che si tratta di una persona saggia: fosse stato una testa calda avrebbe lanciato sulla folla un paio di testate nucleari.

Non mi permetto di disturbare nessuno

6 Commenti »

A quanto pare quando i poliziotti sono italiani e arrestano per furto una minorenne marocchina possono essere tranquillamente disturbati.
Quando invece sono libici e ammazzano i manifestanti in mezzo alla strada per ordine di Gheddafi, allora no.
Curioso che tanta riservata educazione si manifesti solo al cospetto dei dittatori, o sbaglio?

Manca solo Sauron di Mordor, e poi siamo a posto

9 Commenti »

Il governo cinese? Apprezzo la loro politica dell’armonia.
(Silvio Berlusconi, 6 luglio 2009)
L’amore del popolo bielorusso per il presidente Aleksandr Lukashenko si vede dai risultati elettorali che sono sotto gli occhi di tutti.
(Silvio Berlusconi, 30 novembre 2009)
Medvedev e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese.
(Silvio Berlusconi, 11 settembre 2010)
Io sono legato da amicizia vera con il presidente egiziano Mubarak, con il presidente libico Gheddafi e con il presidente della Tunisia Ben Ali.
(Silvio Berlusconi, 23 dicembre 2010)
Confido e credo che tutti gli occidentali pensino la stessa cosa: che ci possa essere in Egitto una transizione ad un sistema più democratico senza rotture con un presidente come Mubarak che da tutto l'occidente, Stati Uniti in testa, è stato sempre considerato l'uomo più saggio ed un punto di riferimento preciso per tutto il Medio oriente.
(Silvio Berlusconi, 4 febbraio 2011)

C'è dramma e dramma, c'è pena e pena

19 Commenti »

Dai giornali di oggi apprendiamo che Silvio Berlusconi prova molta pena, tanto da segnalarla per l'affidamento (dice lui) o da regalarle un'Audi (dice lei) per una ragazzina marocchina che gli ha "raccontato una storia drammatica".
Dai giornali dei mesi precedenti, invece, si evince che il premier non provi analoga compassione per tutti gli africani che finiscono nei lager di Gheddafi in base agli accordi stipulati dal nostro governo col dittatore libico.
Chissà, si vede che la loro storia non è abbastanza "drammatica".

Ah, se sono immigrati si può?

16 Commenti »

Il comandante del peschereccio mitragliato dai libici:

Non so perchè il ministro dica queste cose, ma tutto si può affermare tranne che sia stato un incidente. Nè è possibile sostenere che ci abbiano scambiati per immigrati, per clandestini. Come possono farlo? Era evidente chi fossimo: dei pescatori italiani. Glielo avevo detto prima dell'attacco. Erano dunque informati. Eppure quelli ci hanno sparato ad altezza d'uomo, hanno sparato per colpirci e potevano ucciderci. Lo ripeto: siamo vivi per puro miracolo. Come era possibile cadere nell'equivoco? Questa storia non sta in piedi.
Ma perché, scusate, agli immigrati clandestini si può sparare ad altezza d'uomo per ammazzarli?

Uno più uno meno...

8 Commenti »

Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl:

Sono il primo a dire che la Libia può essere imbarazzante sul piano dei diritti umani, ma in passato quante volte abbiamo avuto rapporti con dittature ben più serie?
Per la serie: se una volta eravamo pappa e ciccia con Barbablù, allora via, che c'è di male a farsi una scampagnata ogni tanto col mostro di Firenze?
Molto educativo, davvero.

E il suo, di sdegno, dov'era?

23 Commenti »

E invece il suo sdegno dov'era, signora Santanchè, mentre nel compiacimento generale il nostro governo scaricava dai pullman una vagonata di ragazze -alcune delle quali velate- allo scopo di omaggiare il dittatore Gheddafi?

Ti ricordi, Danie'?

18 Commenti »

Dai, sforzati, vedrai che te lo ricordi...

Nelle tragedie che ancora una volta stanno caratterizzando il Mediterraneo, ferme restando le questioni di fondo sul grande tema dell'immigrazione (su cui mi pare saggia la direzione di marcia che il ministro Amato sembra avere scelto), credo che debba essere accertata la gravissima responsabilità di Gheddafi.
E' infatti il capo del regime libico che, con grande cinismo, sembra "aprire" e "chiudere" i rubinetti, giocando sulla pelle di migliaia di disperati, e con l'obiettivo neanche troppo nascosto di utilizzare questo genere di "pressione" per le sue interminabili rivendicazioni e trattative con l'Italia.
Lo ripeto: da una parte, occorre quindi dare risposte lungimiranti e di apertura sul tema dell'immigrazione (ricordando che i maggiori paesi occidentali sanno farsi forti di questa grande risorsa); ma dall'altra non possiamo nasconderci la partita opaca e poco limpida che ancora una volta sembra giocata dai vertici libici.
Daniele Capezzone, 21 agosto 2006.

Ieri sera ero qua

29 Commenti »

Da 1:50 in poi mi chiedono come la vedo, e io glielo dico.

L'Islam di serie A, l'Islam di serie B

44 Commenti »

Quando Gheddafi blatera che l'Islam dovrebbe diventare la religione d'Europa sono tutti lì appecoronati che lo assecondano, gli portano vagoni di hostess da convertire e lo accompagnano compiaciuti a prendere il gelato, e poi se un povero cristo chiede che vengano messe insieme quattro mura che assomiglino vagamente a una moschea per andarci a pregare per i cazzi suoi non solo glielo impediscono, ma ad abundantiam lo insultano, gli danno del terrorista e tanto per andare sul sicuro portano i maiali a fare una pisciatina sul terreno, perché non si sa mai.
Dite, non pare assai curioso anche a voi?

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Grazie a Tiziana per lo spunto.

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