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Abbia il coraggio

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La notizia:

Decine di coppie italiane da qualche giorno vivono nel panico. Il centro di fecondazione assistita a Cipro al quale si erano rivolte per avere un figlio è stato chiuso improvvisamente dal ministero della Sanità locale il 14 maggio. E gli embrioni congelati che questi nostri connazionali avevano tanto faticosamente ottenuto sono ora sotto sequestro a Nicosia.
Eugenia Roccella, sottosegretaria alla salute:
Quando vanno all’estero devono sapere che possono andare incontro a incidenti del genere.
Silvio Viale, dirigente radicale:
Abbia il coraggio, Eugenia Roccella, di affermare che le coppie che si sono rivolte a Cipro hanno fatto qualcosa di illegale, ma non le prenda in giro. Si tratta di cinismo oltre misura. Ribadisca pure, senza ipocrisie, che queste donne non hanno alcun diritto di avere gravidanza proprie e che non possono rivolgersi all'estero per ottenere nell’Unione Europea quei trattamenti che la legge 40 vieta in Italia. Dimostri di sapere applicare con estremo cinismo ed ipocrisia una legge barbara che costringe centinaia di donne ad andare all'estero per potere aspirare ad una gravidanza. Se fosse convinta della bontà della propria legge, avrebbe annunciato la richiesta della lista delle ree al governo di Cipro, invece di schernire le coppie da lei costrette ad andare a Cipro, alle quali dovrebbe chiedere scusa.
Silvio è stato impeccabile: non ho da aggiungere neanche una parola.

Il magazzino delle coscienze

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cota
Da una parte c'è chi non fa in tempo ad vincere e già comincia ad imporre la propria coscienza su quella dei suoi avversari: dall'altra, invece, c'è chi continuerà a battersi per il diritto di tutte le donne, senza distinzione di orientamento politico, a decidere sul proprio corpo e ad abortire soffrendo il meno possibile.
Questa, governatore Cota, è la differenza tra voi e noi: provi a chiuderla in un magazzino, se le riesce.

Voleva salvarla, ma non andò neppure a trovarla

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Io quei giorni li ricordo bene. E ricordo bene, ahimè, anche il particolare vergognoso che ieri ci è stato segnalato da Silvio Viale:

Berlusconi parla di una persona che non ha mai visto e di cui non ha voluto verificare di persona le condizioni. In quei giorni, ben prima del padre di Eluana, avevo invitato lui e Sacconi ad andare a Udine, e prima ancora a Lecco, ma nessuno dei due volle mettersi alla prova. Berlusconi preferì farsi suggestionare da Eugenia Roccella e di approfittare del caso per tentare un colpo di mano con il Presidente della Repubblica. Se avesse avuto davvero a cuore le sorti di Eluana, se avesse davvero voluto "salvarla" come dice, avrebbe potuto muoversi ben prima e soprattutto avrebbe potuto contare sull'effetto mediatico di una visita. Al contrario non lo fece perché sapeva che la vista di Eluana avrebbe demolito ogni ragionevole dubbio verso un estremo gesto di pietà e di rispetto della persona che Eluana era stata e non era più. Quel gesto di vigliaccheria del Premier è destinato a rimanere come una macchia indelebile sulla propria coscienza. Ben diverso è il pietoso rispetto con cui la famiglia Englaro ha difeso l'immagine e la memoria della figlia fissata per sempre alle foto dei suoi anni più belli e di vita di 17 anni prima. Nell'anniversario della scomparsa di Eluana sfido il Presidente del Consiglio a favorire un referendum popolare sul testamento biologico.

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