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Belpietro, Giulia, Pavlov e la Serracchiani

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La sequenza è più o meno questa: Giulia dice che la prostituzione esiste anche tra i giornalisti, Belpietro si incazza pavlovianamente, ignora stoicamente l'incendio divampato nella propria coda di paglia, aziona al volo la macchina del fango e le dà della velina, Giulia cerca di replicare, Belpietro le urla sopra impedendole di parlare in modo davvero liberale, Castelli cerca di buttarla in vacca con un paio di battute da colonnelli di fanteria in pensione al circolo della caccia, Paragone abbozza il minimo sindacale di difesa dell'ospite, timbra il cartellino e cambia argomento, Telese invece ci ritorna invitando Belpietro a chiedere scusa, Belpietro sente nuovamente il campanellino di Pavlov e ripete parola per parola quello che aveva detto prima, Giulia riprova a parlare nuovamente sovrastata dalle urla viepiù liberali di Belpietro e alla fine si riesce finalmente a parlare d'altro; la Serracchiani, nel frattempo, è come se non ci fosse.
Però domani va alla manifestazione in difesa della dignità delle donne, ché lei ci tiene parecchio.

Virus

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Al Comitato nazionale di Radicali Italiani ho espresso la mia contrarietà all'art. 3, comma 9, del regolamento Beltrandi, in cui prevedeva che le tribune politiche potessero essere trasmesse "anche in sostituzione" delle trasmissioni di approfondimento.
Ritengo infatti che i Radicali, contro la partitocrazia e le sue conseguenze nefaste sul paese, dovrebbero essere i primi difensori dell'informazione libera. E dell'informazione che non si ferma e non si arresta, neanche per fare spazio alle tribune: il diritto di cronaca non deve avere ostacoli.
Il discorso cambia se non si considerano Annozero, Ballarò, Porta a porta, etc., programmi di informazione: in tal caso la battaglia dovrebbe riguardare il trasferimento di quei programmi negli spazi della comunicazione politica (la differenza ha valore per la legge, che distingue fra comunicazione e informazione).
Con sorpresa ascolto il commento di Marco Pannella nella sua conversazione settimanale con Massimo Bordin:

Bordin: Tu dici: c'è stata un'unità, non sono emerse critiche sostanziali, non ci sono state posizioni contrapposte. Questo è sicuramente vero. Però, appunto, pescando, giusto per amor di dibattito e cercando spunti, un paio di cose forse si possono trovare. Da un lato la questione dell'informazione televisiva, un intervento di Giulia Innocenzi, che si è tirata diverse critiche, e la questione ancora della proposta di regolamento, poi approvata, da parte della Commissione di vigilanza, su stesura di Marco Beltrandi. Ha creato un po' di dibattito, a un certo punto, ecco.
Pannella: Sì. Io l'ho trovato evocato in due o tre interventi al massimo. Cioè sul piano di non avere forse calcolato le reazioni.
Bordin: Io ne ho citato uno solo, quindi figuriamoci.
Pannella: Sì, tu dicevi giustamente. Ma io dico forse altri due o tre. Però, diciamo che Giulia Innocenzi era in un contesto così che ha fatto dire ad altri, a alcuni compagni negli interventi successivi, che si sapeva che spesso può accadere che se si pensa di inserire un virus in altri corpi, poi ci si accorge che è l'altro corpo che si immette nel nostro. Ed è francamente cosa che a proposito di Giulia Innocenzi io mi sento tranquillamente, in proprio, di dire che questa osservazione è a iosa legittimata. Per l'intervento nel suo complesso. Ma infatti, devo dire lo ritenevamo in molti piuttosto scontato e non vale la pena, appunto, di dargli troppo valore. Però fai bene a sottolineare anche questa osservazione, che è stata fatta.
Bordin: Era solo per cercare così degli spunti. Poi passiamo naturalmente ad altro.
Unica riflessione: ma a cosa serve un comitato se non a discutere di posizioni, in quanto tali potenzialmente divergenti, che fanno crescere il movimento attraverso il confronto? Basta così poco, e cioè la critica al regolamento Beltrandi, per essere considerati un corpo estraneo?
Ritengo, e porto avanti questa posizione, che i Radicali siano all'altezza di un confronto più acceso e ad ampio raggio rispetto agli altri partiti: è questa la nostra ricchezza.
E questo è quanto ho da dare.

P.S. Tutto ciò che è stato trascritto sopra potrebbe essere sovvertito se quell'"in proprio" fosse "improprio", come ha trascritto Radio Radicale. Riascoltandolo, e inserendolo nel contesto, tuttavia, sembra proprio essere "in proprio". Anche perché altrimenti la frase non avrebbe senso.

Il giornalismo mediocre di Fabrizio Roncone

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A pagina 14 del Corriere di oggi c'è l'intervista che mi è stata fatta ieri da Fabrizio Roncone.
Dopo averla letta sono costretta a rilevare, come peraltro avevo già avuto modo di verificare in altre circostanze, che si tratta di un poveretto costretto per campare a manipolare le interviste che effettua: in caso contrario, evidentemente, quello che scrive non risulterebbe interessante neanche in una rivista parrocchiale.
Durante l'intervista Roncone ha provato in tutti i modi a farmi parlare male di qualcuno: Santoro, Travaglio, Ruotolo, il regista, la Borromeo, la Grambassi. Non essendoci riuscito, ed avendo quindi perso in partenza l'unica parte del suo lavoro che avrebbe potuto suscitare un minimo interesse, ha dovuto rivoltare la frittata tentando di mettere in cattiva luce me.
Come se non bastasse, l'intervista riporta domande che non mi sono mai state fatte e, di conseguenza, risposte che non ho mai dato.
E' curioso che un fatto del genere avvenga subito dopo la puntata di Anno Zero dedicata alla libertà di informazione, nella quale si è parlato di giornalismo: ebbene, quello di Roncone non mi pare giornalismo, ma un modo patetico per tirare avanti inventando quello che non è mai accaduto e che però fa comodo scrivere.
Tra l'altro, con una fantasia mediocre.

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Ecco l'intervista pubblicata, con vicino in rosso quello che è effettivamente stato detto.

«Michele, mi creda, è un maestro straordinario».
Qual è il consiglio più importante che le ha dato in questi primi, complicati giorni di lavoro?
«Aspetti... mi faccia pensare...».

Pensi pure.
«Ah, ecco, sì! Mi ha detto: attenta, qui è pieno di gente cattiva». (MAI PRONUNCIATA LA PAROLA "QUI")

Qui, in Rai? (DOMANDA INVENTATA)
«Ha detto qui. Nel mondo del giornalismoe quindi, suppongo, anche in Rai». (OVVIAMENTE, RISPOSTA INVENTATA ALLA DOMANDA INVENTATA)

Come sono le riunioni di redazione? (DOMANDA INVENTATA: SONO STATA IO A PARLARE SPONTANEAMENTE DELLE RIUNIONI DI REDAZIONE, DEFINENDOLE STIMOLANTI E ISTRUTTIVE)
«Beh, io vengo dalla politica. Il giornalismo è una cosa un po` diversa...».(E' LA RISPOSTA AD UNA DOMANDA DIVERSA, CHE RONCONE EVIDENTEMENTE SI SENTE LEGITTIMATO A INCOLLARE DOVE PIU' GLI AGGRADA)

Il suo, come ha scritto con ironia Annalena Benini sul Foglio, è il percorso di «una ragazza sinceramente democratica». (DOMANDA INVENTATA: DURANTE L'INTERVISTA RONCONE NON HA MAI PARLATO DI ANNALENA BENINI, NE' DI QUELL'ARTICOLO)
«Okay, va bene: a sedici anni mi sono iscritta ad Azione giovani, il movimento giovanile di An. Però dopo aver assistito alla prima riunione, sono andata via». (MAI PRONUNCIATE LE PAROLE "OK, VA BENE": INSERENDOLE CAMBIA TUTTO IL SENSO DELLA MIA RISPOSTA, CHE E' STATA SEMPLICEMENTE "SI'" QUANDO RONCONE, ALLA FINE DELL'INTERVISTA E NON A QUESTO PUNTO, MI HA CHIESTO: "ERI TU CHE A 16 ANNI AVEVI PARTECIPATO A UNA RIUNIONE IN AN?")

Delusa? (DOMANDA INVENTATA)
«A disagio. Poi, per fortuna, all`università ho incontrato i radicali. Altre teste, altro animo. Attualmente sono presidente degli studenti Coscioni». (RISPOSTA INVENTATA: HO SOLO DETTO, QUANDO MI HA CHIESTO SE FACCIO ANCORA POLITICA, DI ESSERE PRESIDENTE DEGLI STUDENTI COSCIONI E NEL COMITATO DI RADICALI TALIANI)

Ma tentò di mettere il naso anche nel Pd. (DOMANDA INVENTATA: MI HA CHIESTO SE MI FOSSI CANDIDATA ALLA SEGRETERIA DEI GIOVANI PD, "METTERE IL NASO" NON L'HO MAI SENTITO)
«Mi candidai alla segreteria dei giovani. Ma persi». (IN REALTA' HO CHIARITO DI ESSERMI CANDIDATA ALLA SEGRETERIA DEI GIOVANI PD DA RADICALE)

Ambiziosa. Ora, la tivù. (DOMANDA INVENTATA: L'UNICA COSA SIMILE CHE HA DETTO E' STATA LA PRIMA BATTUTA AL TELEFONO: "STAI FACENDO CARRIERA, EH?")
«Imparo. Rubo qualcosa a tutti». (RISPOSTA INVENTATA DI SANA PIANTA)

Marco Travaglio.
«Gentilissimo, a volte persino amichevole». (MAI DETTO "A VOLTE PERSINO")

Sandro Ruotolo.
«Oh... è coltissimo... eppure, nonostante questo, è sempre lì che studia».

Ruotolo studia?
«Sì... insomma, si documenta, approfondisce».

Alessandro Renna, il regista.
«Beh, lui è proprio carino». (MAI DETTO "PROPRIO CARINO")

Carino, scusi, in che.senso? (DOMANDA INVENTATA)
«Mah... ti mette a tuo agio. E poi è pieno di accortezze». (MAI DETTO "E' PIENO DI ACCORTEZZE")

Tipo? (DOMANDA INVENTATA)
«Tipo che ora stiamo lavorando sulla mia acconciatura. Io non mi trucco, non mi pettino... E anche Michele me l`ha detto: non è che posso andare in onda come se fossi appena scesa dal letto». (RISPOSTA INVENTATA: HO SOLO DETTO CHE SANTORO VUOLE CHE IO MANTENGA IL MIO STILE NATURALE, CHE SOLITAMENTE NON MI TRUCCO MA CHE SONO CONSAPEVOLE CHE NON POSSO ANDARE IN TV COME SE "MI FOSSI APPENA SVEGLIATA". IL TENTATIVO DI EVOCARE LA FIGURA DI UNA CHE AMMICCA AL REGISTA E' DI TERZ'ORDINE)

È fidanzata? (INFATTI; GUARDA UN PO' DOVE ATTACCA QUESTA DOMANDA)
«Sì. Con un commercialista militante radicale».

È un tipo geloso? «No... no... direi di no...». (SAPIENTE UTILIZZO DEI PUNTINI DI SOSPENSIONE PER CREARE LO SQUALLIDO EFFETTO VOLUTO)

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