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Égalité un cazzo

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Un sacco di gente ci ha rimesso le penne, per affermare il principio che i cittadini sono tutti uguali.
E' per questo che fa una certa impressione girare in bici per il centro di Roma e imbattersi in una miriade di auto blu impegnate a circolare come se niente fosse nelle aree pedonali, a sostare dove non si potrebbe in attesa che il loro occupante, impegnato in chissà quali improcrastinabili faccende, ritorni con tutta calma a metterci il culo sopra, a saltare allegramente le code ai semafori con tanto di lampeggiante acceso.
Si tratta, evidentemente, di cittadini più uguali degli altri: gente che oltre ad andarsene in giro con l'autista non si degna neppure di farsi lasciare fuori dall'area pedonale e fare quattro passi a piedi, di farsi aspettare in un posto che non sia di ingombro alla circolazione, di mettersi in fila come gli altri quando c'è traffico; il tutto mentre le persone normali, quelle che vanno in giro col furgoncino per consegnare la merce ai negozi, che si recano al lavoro con lo scooter, che avrebbero bisogno di fermarsi giusto un attimo per fare un versamento in banca, si affannano come dannati in una bolgia dantesca per evitare una multa, per non arrivare in ritardo nel traffico congestionato, per cercare un parcheggio.
Non sto parlando del Presidente della Repubblica, ovviamente, né del premier, e neppure di ministri di particolare importanza: quelle automobili sono centinaia, e spesso sono occupate da gente che a guardarla in faccia non si riesce nemmeno a capire chi sia.
Eppure a quelle persone semisconosciute è permesso di sottrarsi alle regole che valgono per tutti gli altri: per quelli che lavorano, che studiano, che accompagnano i figli a scuola, che vanno in giro per negozi, che hanno un appuntamento la fidanzata, che vanno alla posta a pagare un bollettino; per quelli che vivono una vita normale, insomma, e che a quanto pare sono meno importanti di loro.
Un sacco di gente ci ha rimesso le penne, per affermare il principio che i cittadini sono tutti uguali.
E qualche volta, girando in bici per il centro di Roma, hai come la sensazione che sia stata fatica sprecata.

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