A loro piace così

A loro piace così, che uno sia costretto a buttarsi dalla finestra, perché la vita ce l'ha data il padreterno e solo lui può togliercela, e allora se vuoi ammazzarti fallo pure ma io una mano non te la do.
A loro piace così, anche se ogni anno sono mille, quelli che decidono di farla finita in questo modo perché non ne hanno altri a disposizione, e nessuno ne parla neanche per sbaglio.
A loro piace così, perché altrimenti come farebbero a blaterare che si è trattato di un gesto di disperazione anziché di una libera scelta?
A loro piace così, perché non si può mica perdere l'occasione di puntare l'indice sui familiari che non lo hanno assistito, sui parenti che se ne sono fregati e sugli amici che lo hanno lasciato solo, aggiungendo dolore al dolore e sofferenza alla sofferenza.
A loro piace così, perché bisogna combattere contro la "cultura della morte", e poi chissenefrega se la cultura della morte, quella vera, fa prosperare il commercio di questo povero paese senza che nessuno alzi un dito per impedirlo.
A loro piace così, perché concedere alle persone il diritto di scegliere, di decidere sulla propria vita, di disporre liberamente del proprio corpo, sarebbe intollerabile.
Non è una questione di religione, badate, ma semplicemente di potere: a loro piace così, perché adorano i sudditi e hanno una paura fottuta degli uomini liberi.

Questo post è stato pubblicato il 02 dicembre 2010 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

10 Responses to “A loro piace così”

  1. Il pensiero libero fa paura.E' dalla Rivoluzione Francese che ce la menano con i principi del diritto naturale e del relativismo.I bersaglieri a Porta Pia,se già da allora fossimo stati una nazione seria,sarebbero andati avanti ed avrebbero scannato il papa e bruciato il vaticano.I francesi avevano il loro tornaconto a fare sopravvivere la centrale dei preti a Roma.Perchè altrimenti se li sarebbero ritrovati ad Avignone.

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  3. sono a favore dell'eutanasia e ho trovato particolarmente sgradevoli i commenti della pattuglia clericale del nostro parlamento.

    ma mi chiedo -proprio per che non lo so- ma siamo davvero sicuri che avrebbe voluto l'eutanasia? si dice che fosse depresso, fosse vero si sarebbe davvero potuto trattare davvero di un gesto di un gesto disperazione. c'è una differenza sostanziale tra uno stato di depressione e una lucida (e lecita a mio parere) richiesta di farla finita. prima di strapparci le vesti, siamo sicuri questo caso si possa annoverare nella seconda categoria?

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  4. Giusto perdìo,la vita la può togliere solo dio ed il suo vicario in terra,attraverso i trasmettitori di radio vaticana.
    Spazzolone

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  5. Un piccolo punto,se ti diagnosticano un tumore,credo che altro che depressione,.disperazone e terrore si impadroniscono della tua mente.
    Il suicidio è una reazione logica.
    "Prima di rimanere immobilizzato a letto mi sparo in testa",e lo fai nel momento in cui la disperazione si è impossessata di te e non vedi altra soluzione.
    E se ci fosse un altra soluzione?
    se ci fosse un medico che renda la tua morte più dolce e certamente più dignitosa?
    Magari superando il momento della diperazione,rimandare quel momento..
    Questi,vogliono gente che soffre e spera,spera a loreto,a lourdes,a pietralcina,soffre e spende,e più soffre e più spera e più spera e più spende.
    Ma fatemecapì,questi se fanno interpreti della parola di dio,dopo bonifacioVIII,sistoV e giovanni paoloII? Boh?

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  6. la depressione è una malattia, è identificabile e curabile. avere pensieri suicidi è un sintomo piuttosto frequente nella depressione. un evento negativo, può poi contribuire a innescare la malattia, ma non è vero che il suicidio è una reazione logica, sono relativamente pochi quelli che scoprendo una malattia sviluppano depressione e intenti suicidi.
    se una persona è depressa e decide di farla finita, è un suicidio è un dramma.
    altra cosa è raggiungere la consapovelozza di non voler più vivere perchè non si accettano le conseguenza della malattia.
    non conosco il caso, ma mi verrebbe da pensare che uno che si butta dalla finestra non ha deciso in coscienza di farla finita, è stato vittima di un gesto di disperazione.
    tra l'altro, dove l'eutanasia è legale, il protocollo prevede esplicitamente che il medico escluda che la persona sia depressa.

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  7. @Alieno:Mi sono espresso male..con logica non intendo conseguente,ma possibile,non fuori dalla norma,comunque,eutanasia se proprio vogliamo limitare il discorso ad un singolo argomento,non significa suicidio legalizzato senza condizioni.
    poi fammi capire come uno che va incontro ad una malattia incurabile e dolorosa che porterà ad una scelta di fine vita magari per evitare sofferenze atroci,come fa a non essere depresso.

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  8. Ecco il sottotitolo che avevo messo sul mio vecchio blog:

    "Il sofista Crizia aveva sostenuto la teoria secondo cui la religione sarebbe stata inventata da un legislatore intelligente che, resosi conto che gli uomini si comportano bene solo se controllati, creò il concetto di Dio, una sorta di poliziotto che ci controlla tutti quanti ventiquattr'ore su ventiquattro."

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  9. Mi sembra che in certe occasioni sia meglio il silenzio. Generalizzare su questioni del genere mi sembra decisamente poco opportuno. Il fatto che il suicidio sia un gesto estremo non credo che sia da discutere. Le motivazioni che stanno dietro ad una simile scelta sono talmente personali che fare un discorso solo di disperazione o solo di libera scelta non solo è inutile, ma è persino dannoso. Il problema non è togliersi la vita o meno, ma come decidere di vivere il proprio dolore. Il suicidio logico alla Kirillov ha fatto il suo tempo. Perché la scelta non è tra vita e morte, ma tra vita e dolore. E le cause del dolore non sono solo malattie.

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  10. concordo con andrea, proprio per questo eviterei di utilizzare questo caso per battaglie (giuste e necessarie in generale) per il diritto di scegliere.
    se non altro perchè, a differenza di altri, non mi risulta lo abbia chiesto o voluto e non possiamo sapere il perchè di quel gesto.

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