Nuove forme di sterminio

Seble Woldeghiorghis per Metilparaben.

ANSA: Ormai da un mese 300 cittadini americani che si trovavano in vacanza in Egitto sono stati rapiti da un gruppo di banditi che li tiene imprigionati nel deserto del Sinai. La somma richiesta per liberare ogni ostaggio è di 9.870 dollari. Secondo alcune fonti, i prigionieri sono stati rinchiusi in container sotteranei e legati con le catene. Tra di loro vi sono anche numerosi bambini. Le donne sono state separate dagli uomini e vengono stuprate davanti ai loro figli. Chi non ha la somma a portata di mano viene appeso a testa in giù e torturato con scariche elettriche e ferri ardenti e a chi non riuscirà a pagare verranno espiantati i reni.
Come reagireste a questa notizia? Sicuramente rimmareste inorriditi alla sola immagine di un bambino che deve assistere alle grida della propria madre violentata davanti ai suoi occhi.
La notizia è vera, ma i media non ne stanno parlando. Forse perchè i prigionieri nel deserto non sono 300 cittadini americani, francesi o italiani, ma per la maggior parte profughi eritrei ed etiopi, e quindi esseri umani di seconda classe.
Un orrendo episodio di totale disinteresse da parte non solo dei mezzi di informazione, ma anche dei politici e dei personaggi del Jet Set che fino a poco tempo fa avevano giustamente smosso il mondo per salvare la vita di una donna condannata a morte in Iran e che ora tacciono davanti all'odissea di 300 persone. Non è la prima volta che accade. Nel deserto egiziano è in atto ormai da tempo un vero e proprio massacro dei profughi che rincorrono il loro sogno di libertà, ma se ne sa poco.
Tra meno di un mese, il 27 Gennaio, festeggeremo il Giorno della Memoria, ma mi chiedo quanto possa servire se non siamo in grado di riconoscere e intervenire nelle nuove forme di sterminio.

Questo post è stato pubblicato il 30 dicembre 2010 in ,,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

7 Responses to “Nuove forme di sterminio”

  1. effettivamente gli unici che hanno la notizia in "pagina" sono loro: http://www.avvenire.it/

    (anche RaiNews24 ne parlava da un mese, quando tutti gli altri seguivano Yara)

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  2. unico giornale un po' grosso, intendo.

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  3. sì, l'Avvenire è l'unico giornale che l'ha messa in prima pagina perché da sempre si occupa più di esteri che di Italia, e quando si occupa di esteri lo fa per lo più correttamente, a differenza di ciò che accade per l'Italia (fattore Vaticano), e a meno che non si tratti di argomenti che interessino direttamente affari vaticani. Per quanto riguarda l'indifferenza generale dimostrata dai mezzi di comunicazione verso gli Etiopi e gli Eritrei, si potrebbe pensare che dipenda dal fatto che sono troppo piccoli e neri, cioè appartenenti ad una popolazione africana di regioni poco importanti economicamente e strategicamente; e poi sono profughi? Chi li vuole? Non vorrei però che ci fosse una concausa, consistente nel timore di sembrare fondamentalisti religiosi, dato che gli Etiopi e gli Eritrei sono cristiani (copti) e i loro aguzzini questa volta non sono italiani ma appartenenti a popolazioni beduine di religione islamica. Ma forse penso male.

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  4. L'ONU non si è dichiarata in modo netto, l'unica che ha preso una posizione chiara è stata Laura Boldrini, rappresentante italiana dell'Alto Commissariato per i Rifugiati.
    Per come si sta affrontando la vicenda a livello diplomatico, sembra non esserci la volontà, o l'interesse a salvare queste vite.

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  5. "Per come si sta affrontando la vicenda a livello diplomatico, sembra non esserci la volontà, o l'interesse a salvare queste vite."

    Lo penso anch'io, è la verità, ma fa impressione lo stesso.

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  6. Leggere queste notizie mi fà sempre indignare, ma la cosa che più mi turba è il non poter fare nulla, a parte diffondere la notizia stessa...anche sapendo che si spendono miliardi negli eserciti di tutto il mondo, alla fine queste armi non si usano mai realmente per portare la pace lì dove serve.
    Giustamente questa povera gente non genera abbastanza interessi politici e/o economici affinchè una nazione definita civile intervenga in loro soccorso.
    Questa è una delle (tante) volte in cui mi vergogno di appartenere al genere umano.

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