Fecondità differenziata

L'occasione mi è gradita (si fa per dire) per ricordarvi che secondo il nostro Presidente del Consiglio la prova che Eluana Englaro fosse viva consisteva nella circostanza che, nonostante le sue condizioni, fosse astrattamente fertile. Quindi, in estrema sintesi, lei era viva -anche se incosciente- in quanto poteva procreare, mentre questo non può procreare perché è incosciente, e quindi è come se fosse morto.

Un arzigogolo in piena regola, non trovate? La realtà, tuttavia, è molto meno complessa, ancorché decisamente più preoccupante: in entrambi i casi si è cercato di negare ciò che il soggetto chiedeva, ovvero la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali nel caso di Eluana, e la procreazione artificiale nella vicenda in questione.
In altre parole, il messaggio è chiaro e forte: non puoi fare ciò che desideri.
Il resto, ne converrete, è aria fritta.

Questo post è stato pubblicato il 04 giugno 2009 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

6 Responses to “Fecondità differenziata”

  1. Giudizi e giudicanti tutti italiani.
    Ho l'impressione che il Berlusca abbia ragione quando dice che i giudici sono bacati, se pensiamo che uno di questi "sugnori" ha concesso i domiciliari ad un boss mafioso perchè e depresso......

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  2. Per quanto posso comprendere e concordare sul ragionamento astratto io oggi ho medito e penso che il caso in questione non sia da usare in questo modo :/ L'impressione che ne ho avuto è che non si tratti tanto di loro vs stato, ma il punto è la diatriba sul volere o meno del marito, il fatto che il padre di lui non voglia e quindi da cui sia partita la faccenda giudiziaria. Magari mi sbaglio. Comunque il parallelismo è venuto in mente subito anche a me.

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  3. siamo sicuri che lui lo volesse?

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  4. Anch'io ci vedo un parallelismo, ma esattamente in senso opposto.

    «"Lei" era viva -anche se incosciente- in quanto poteva procreare», bene, ma nessuno ha mai desiderato, o richiesto, che procreasse.
    "Questo", come viene chiamato, non è vero che non può procreare; può eccome, ma non c'è la sicurezza che LUI lo voglia.

    A me sembra che il giudizio sia intervenuto in tutela della SUA volontà, in quanto non può esprimerla.
    Esattamente come il padre di Eluana ha agito per tutelare la volontà di chi non poteva esprimerla.

    Lele

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  5. Scusa Metilparaben, ma siamo sicuri che il soggetto (cioè l'uomo in coma, non sua moglie) chiedesse o accettasse di avere un figlio in QUESTO modo?
    Non mi sembra che il tribunale si sia espresso sulla illiceità tout court della procedura, ma sull'impossibilità di ricostruire che cosa volesse la persona ora in coma. Mi sembra che si sia proceduto cioè in maniera completamente analoga a quella adottata dai giudici nei confronti di Eluana: cioè con attenzione nei confronti dei desiderata comprovabili. Giudici che non si sono MAI pronunciati sulla fertilità della Englaro e che, viceversa, hanno consentito che si compisse la sua volontà.

    Silvia

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  6. Senza il consenso di lui non si poteva dire di sì alla moglie.

    Anche se fosse dimostrato che lui voleva un figlio, una cosa è avere un figlio quando si è vivi, un'altra è un figlio "postumo".

    Se si vuol fare cose del genere bisogna dar modo alle persone di dare o negare l'assenso.

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