Archive for luglio 2009

Divagazioni sul tema

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Sarà che di Vasco mi piacciono molto di più le canzoni vecchie...

(Vasco Rossi, "Un Senso", da "Buoni e cattivi", 2004)
(Vasco Rossi, "Sono ancora in coma", da "Vado al Massimo", 1982)

Sogno o son desto?

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Cantanti mascherati

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Mah, maschera per maschera, io preferisco i favolosi anni '80...

Meglio tardi che mai

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Ci sarebbero molte considerazioni da svolgere, ma oggi mi limiterò ad accennarne solo una: abbiamo impiegato sin troppo tempo per stabilire che i disagi di un intervento chirurgico non devono rappresentare una sanzione, sadicamente caldeggiata dagli integralisti, contro le donne che intendono abortire.

Si tratta, tutto sommato, di un piccolo passo verso la civiltà.
Anche se la strada da fare è ancora lunga.

Effetto censura: dirompente

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L'ultimo caso di censura in Francia riporta al centro il dibattito sulla libertà di espressione: entro quali limiti andrebbe permessa, se ammettiamo limiti alla libertà? Quando c'è di mezzo l'istigazione alla violenza, o presunta tale, che fare? Sono le domande che si annidano intorno alla canzone "Sale pute", sporca puttana, di OrelSan, che doveva cantare al festival delle Francofolies, ma che è stato bloccato da Ségolène Royal, Presidente della regione che ospita la kermesse. Sul banco degli imputati le seguenti frasi:
Ti detesto, voglio che tu muoia lentamente, che resti incinta e perda il bambino... Sei una scrofa da bordello... Ci lasciamo bene se ti spezzo il braccio...
Ora, la questione è: quelle frasi hanno più forza se censurate o lasciate libere di essere cantate? Personalmente propendo naturalmente per la seconda ipotesi, anche solo per la considerazione che qualora non ci fosse stata la suddetta censura, ben pochi di noi avrebbero conosciuto i versi del ribattezzato "Eminem di Alençon". Effettivamente, anche il video "artigianale" sembra rispecchiare un fenomeno un po' di nicchia...

Uguaglianza differenziata

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State attenti, ché questa è bella.

Secondo i nostri amici crociati, dal punto di vista canonico la Ru486 è tale e quale a un aborto chirurgico.
Sempre secondo i medesimi catechisti, tuttavia, dal punto di vista medico la Ru486 non è come l'aborto chirurgico nemmeno un po', tant'è vero che stanno facendo di tutto per non introdurla, adducendo a riprova delle loro farneticazioni ora fantomatici (e antiscientifici) rischi per la salute della donna, ora astruse congetture sui presunti pericoli del famigerato "aborto facile".
Ebbene, amici difensori della vita, fate pace col cervello: la pillola abortiva e l'aborto farmacologico sono o non sono la stessa cosa?
Perché, sapete com'è, noi lo sosteniamo da un pezzo, che non c'è differenza.
Eravate voi, che dicevate di sì...

Brutta gente irriconoscente...

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(Tratto da Avvenire del 30 luglio)
Ma tu guarda, ti fai il culo per far diventare il paese così aperto ed accogliente nei confronti degli immigrati ed i loro figli e loro cosa fanno per ringraziarti?
Abortiscono.
Gente strana...

Pezzo di Storia (con stracchino)

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Alle 15 e 7 di oggi al Senato abbiamo scritto un pezzo di storia [...]. La soddisfazione è incontenibile, sono commosso.
A dichiararlo ieri è stato l'on. Gianluca Pini della Lega Nord. Vi starete chiedendo: ma cos'è successo di così eclatante nella storia del nostro Paese? Welfare universale per tutti? Abolizione degli ordini professionali? Adozione per le coppie gay? Di più.
L'Alta Val Marecchia in Romagna è ora legge dello Stato. [Abbiamo ridato] dignità al popolo dell'Alta Val Marecchia di ritornare alla sua madre patria.
Esprimiamo le nostre felicitazioni per il popolo di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello. Da romagnola quale sono, figuro la gioia di un marchigiano che cambia confine e da un giorno all'altro si trova a essere un Piadinaro doc. Però dai, non è proprio come dire, che so, che il Tibet è finalmente libero o che la guerra fra russi e ceceni è finita. Non so se i posteri saranno disposti a dedicare uno spazietto ai nuovi Romagnoli nei manuali di storia, con buona pace della Lega.

Apparizioni

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Il tizio che vedete nella foto si chiama Tomislav Vlasic, è un frate francescano ed è la guida spirituale dei "sei veggenti" di Medjugorje (ossia delle persone alle quali la Madonna sarebbe costantemente apparsa durante gli ultimi 30 anni).

La notizia è che il buon Vlasic è stato espulso dall'ordine francescano e ridotto allo stato laicale per essersi reso protagonista di eresia e manipolazione delle coscienze, e per aver intrattenuto rapporti sessuali con una suora.
Ebbene, converrete con me che il combinato disposto dei capi d'imputazione, sintetizzato in una immediata esemplificazione pratica, suona più o meno così: mentre i suoi discepoli si dedicavano ad apparizioni celesti di dubbia attendibilità (da cui l'accusa di manipolazione), il nostro amico si dilettava con apparizioni terrene di carattere assai più concreto.
Con buona pace di tutti i laicisti secondo i quali a Medjugorje non c'è niente di vero.

Baffi e naso finto cercasi

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Possiamo discutere sulla scelta del Pd di far eleggere il proprio Segretario ai non tesserati, potenzialmente tutti i cittadini italiani. Se si parla con i militanti del Pd, infatti, alcuni ritengono, a mio avviso con raziocinio, che le cariche interne andrebbero votate dagli iscritti al partito. Tuttavia, l'art. 2, comma 3, dello Statuto prevede che per votare il Segretario nazionale occorre soltanto:

- dichiarare di riconoscersi nella "proposta politica" del Pd; - affermare di "votarlo alle elezioni"; - accettare la registrazione nell'"Albo pubblico delle elettrici e degli elettori".
Non sembrano però aver recepito le norme gli stessi fautori delle stesse, ossia "gli organizzatori", che a La Repubblica di oggi dichiarano:
Se al seggio saranno riconosciuti notori candidati o militanti o esponenti di altri partiti, sarà impedito loro di votare
Ci sentiamo di suggerire a questi ultimi, qualora avessero la geniale idea di recarsi alle urne del Pd, per poi finire sull'Albo pubblico degli elettori dello stesso, avendo così dichiarato il falso, di munirsi di baffi e naso finto. Magari anche un parrucchino potrebbe rivelarsi utile.

Scatole usa e getta

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La notizia, amici, è presto detta: nel 2006 il Nicaragua, sotto la pressione della Chiesa Cattolica, ha introdotto una legge che proibisce l'aborto in qualsiasi circostanza. Le conseguenze? Bambine di dieci anni costrette a partorire dopo aver subito una violenza carnale, malate di cancro cui viene sistematicamente rifiutata ogni cura per preservare la salute del feto, adolescenti che si suicidano dopo aver scoperto di essere rimaste incinte. Un gran bel quadretto, insomma, fieramente realizzato dai crociati che difendono ad ogni costo, e a forza di anatemi, la vita nascente: della vita già nata, invece, chissenefrega, soprattutto se si tratta di una donna, ossia di un contenitore che si deve tutelare finché ha qualcosa dentro, ma si può buttare via con disinvoltura immediatamente dopo l'uso. Mica vorrete mettere a rischio l'incolumità di un feto per difendere una scatola, no?

Dialetto parlamentare

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L'idea mi pare davvero ottima, al punto che proporrei di estenderla ad altri e più importanti settori dell'attività pubblica.

Se tanto mi dà tanto, ad esempio, anche (e probabilmente a maggior ragione) sui parlamentari dovrebbe incombere l'obbligo di conoscere la cultura della regione dove lavorano, e quindi il relativo dialetto.
Orbene, amici, allo scopo di consentire agli amici della Lega di mettersi nelle condizioni ideali (da essi stessi solertemente individuate) per lavorare con efficacia, mi è gradita l'occasione di regalare loro un micro-corso di romanesco, che inizierei ad articolare con la lettura e ripetizione delle seguenti tre frasi-tipo:
  1. stavorta ho propio cacato fôri d' 'a tazza (stavolta ho davvero esagerato);
  2. si nun sto manzo me rimannano ar paesello co' tutt' 'a camicia verde a core appresso a 'e galline cor trattore (se non mi calmo finirà che mi costringeranno a tornarmene al paese natio, portando con me financo la camicia verde, a dedicarmi alle attività agricole cui ero avvezzo in precedenza);
  3. c'ho er naso così lungo che pare che me so' pippato er Viagra, c'ho tarmente tanti bozzi 'n faccia che pe' famme 'na carezza ce vôle er Nissan Patrol, c'ho li capelli schierati a zona: 'a natura fa brutti scherzi, ma me m'ha propio preso per culo (ho il naso eccessivamente prominente, la pelle butterata e i capelli assai radi: con me la natura è stata tutt'altro che clemente).
Istruzioni per l'uso: leggere, ripetere, rileggere, ripetere ancora.
Fino alla perfezione.
Sennò, fuori dai coglioni.

Il Foglio dietro un dito

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La vicenda Marino e la questione dei rimborsi gonfiati mi fa sorridere. Mi viene da pensare: lo scandalo che ha scovato Il Foglio sarebbe scoppiato comunque se Marino non avesse lavorato all'estero? Mi spiego. Con una certa cadenza ci arrivano da oltreconfine le notizie di dimissione di ministri o cadute di governo per questioni di note spese, spesso avvenute nella legalità ma nello sconcerto dell'opinione pubblica. Prima i filmetti porno del marito della ministra degli interni britannico pagati coi soldi del contribuente, vicenda che ha costretto la povera Jacqui, cornuta e mazziata, a dimettersi. Ora il caso della ministra della Spd, che in vacanza in Spagna ha fatto arrivare dalla Germania la sua macchina con autista, destinata esclusivamente a degli incontri di lavoro: la marachella da 10.000 euro potrebbe costare una sconfitta ancora più pesante alla Spd. Tutti questi episodi vengono visti dall'occhio italico come qualcosa di esotico, oggetto di battute nostrane. Li utilizziamo poi quando c'è da trasformare una persona in bersaglio, come ha fatto Il Foglio con il chirurgo, e ha fatto benissimo. questo sì che è un giornalismo che dà il suo contributo. Mi rimane però il dubbio che ci piaccia nasconderci dietro a questi episodi senza esaminare il nostro sistema Paese: perché i cittadini non si incazzano quando vengono utilizzati gli aerei di stato per farsi i giretti vacanzieri? Perché nessuno esige che i nostri rappresentanti vadano in giro in bicicletta, in motorino, se del caso con la propria macchina, anziché dare un'autista anche al consigliere del delegato del dirigente del reparto della commissione dell'organo? Perché, anziché pubblicare "La casta" una tantum, i giornali non si impegnano in campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, per imprimere anche in Italia il concetto dei "soldi dei contribuenti"? Mi permetto umilmente, quindi, di suggerire al Foglio un buon inizio per intraprendere una strada del genere: perché non ci dicono quanti soldi stanno spendendo Bersani, Franceschini e Marino per l'elezione del segretario del Pd, se tutti e tre hanno gli stessi fondi (ne dubito), stesso accesso ai mezzi di comunicazione interni (ancora peggio), se quindi i soldi dei contribuenti (non mi si dica che il Pd si finanzia con il suo tesseramento!) sono utilizzati almeno per implementare il pluralismo e la democraticità di un partito che per ora sembra solo utilizzare i soldi punto?

Ma come, non erano tutte calunnie dei laicisti?

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IRLANDA: ARRIVA MONUMENTO NAZIONALE PER VITTIME ABUSI CHIESA

(ANSA) - LONDRA, 28 LUG - Il governo irlandese ha deciso oggi la costruzione di un monumento nazionale che ricordi le decine di migliaia di bambini molestati nel corso dei decenni all'interno di istituti gestiti dalla Chiesa. La proposta fa parte del piano d'intervento del governo dopo che due mesi fa si è conclusa l'indagine - il Ryan Report, durata 10 anni - sulle violenze minorili. Il governo è riuscito a reperire 25 milioni di euro per finanziare una serie d'interventi. Ma non è tutto. Il ministro per l'Infanzia Barry Andrews ha inoltre fatto sapere che l'esecutivo sta pensando all'introduzione di una giornata nazionale che ricordi coloro che sono morti a causa di violenze sessuali, psicologiche o torture. Andrews ha detto che nonostante la crisi economica il governo è riuscito a trovare il denaro necessario per far fronte a ciò che ha definito come un passaggio oscuro nella storia dell'Irlanda.

Il peggio del peggio quotidiano, 28 luglio 09

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Questa volta l'attenzione va al trafiletto riportato da Il Tempo, visto il calibro degli attori in campo non è il caso di scomodarsi ad assegnare Oscar. Tuttavia qualcosa mi induce a pensare che, in qualche anfratto di qualche gola sperduta dell'Afghanistan, questa notte qualcuno starà morendo.

Si, dal ridere..

Vietato respirare

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Bologna:
Milano:
Madonna di Campiglio:
Pordenone:
Qualcuno avrebbe la bontà di spiegarmi che cazzo sta succedendo in questo paese?
Grazie.

Villa Certosa: Fenici e scontenti..

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Berlusconi Fenici

Soluzione finale

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Adesso viene fuori che in Italia, dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza, i clandestini che vorranno evitare l'arresto non potranno più nemmeno denunciare la nascita dei figli: i quali, pertanto, dovranno essere assegnati (o direttamente, oppure in seconda battuta, giacché entrambi i genitori verranno arrestati) ai servizi sociali.

Mentre vi informo che potete leggere qua i dettagli di questa ennesima aberrazione, vi invito a riflettere su un fatto tanto lampante quanto drammatico: costoro stanno riuscendo nell'impresa di sottrarre ad alcune categorie di esseri umani, almeno finché stazionano nel territorio nazionale, il diritto di esistere e riprodursi.
Il fatto che gli stessi personaggi che si distinguono per l'approvazione di simili provvedimenti si straccino le vesti, in circostanze diverse e decisamente inappropriate, per invocare la sacralità della vita e il diritto alla maternità, è alternativamente rivoltante o comico, a seconda del lato da cui preferite guardarlo.
Ebbene, mi perdonerete se quest'oggi non riesco a vedere la faccenda da un'angolazione diversa rispetto a quella da cui, ahimè, la guarderanno certamente i disgraziati cui è capitata la sventura di doversi rifugiare dalle nostre parti.
E' un punto di vista dal quale, ne converrete, c'è ben poco da ridere.

Fra un mese, fra un anno, scordate le avrai

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Da bambino ero un tifoso dell' Inter.
(Zlatan Ibrahimovic, Milano, 11 agosto 2006)
Ci sono tante grandi squadre, ma una soltanto è speciale.
(Zlatan Ibrahimovic, Barcellona, 28 luglio 2009)

Silviorotondo

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Allora, gente, come sapete Berlusconi ha deciso di chiudere Villa Certosa, tagliare i ponti con la sua dissoluta esistenza precedente e poi, per formalizzare la cosa con una certa solennità, di recarsi in pellegrinaggio da Padre Pio.
Insomma, un doppio salto mortale da Porto Rotondo (dove c'era la gnocca) a San Giovanni Rotondo (dove c'è la mummia del santo) senza passare per il via.
L'occasione mi è gradita per suggerire al presidente, già che c'è, un percorso più graduale di avvicinamento alla redenzione; in particolare, prima di raggiungere le spoglie del Santo da Pietrelcina gli suggerirei di visitare, nell'ordine che preferisce:
  • Camporotondo di Fiastrone (MC): il 16 agosto è prevista la festa della Protezione Civile e -non scherzo- del "Bar Monia";
  • Camporotondo Etneo (CT): notevole la chiesa barocca di Sant'Antonio Abate;
  • Locorotondo (BA): fanno un bianco secco da paura, eccezionale con il pesce;
  • Monterotondo (RM): a luglio c'è la sagra della panzanella, e se hai culo becchi anche quelli che cantano gli stornelli;
  • Monterotondo Marittimo (GR): ci allevano la cinta senese, ragion per cui c'è da ingozzarsi di bistecche.
Ecco, direi che la via della salvezza, così congegnata, risultarebbe meno impervia.
D'altronde si sa, certe cose vanno fatte con calma...

Energia scaricata non rinnovabile

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Certamente il bacino di attenzione è quello dei discotecari, del "popolo della notte": Rimini/Riccione, finesettimana di luglio. In giro tantissimi gruppi di ragazzi, dai 15 ai 25 anni. Sembrano sempre pieni di energia (e non è un'allusione alla fonte dell'energia in discussione!), sempre in movimento, anche quando parlano ciondolano di qua e di là. Li vedi e pensi che sono dei serbatoi naturali di attivismo. Dopo che hanno attirato la tua attenzione per le loro movenze, ti focalizzi sulle fattezze: oltre agli occhialoni, obbligatori, portano quasi tutti delle magliette con dei simboli o delle immagini. Cosa raffigurano? Chiaro: nomi di discoteche, dai colli riccionesi o all'isola di Ibiza (Cocoricò, Pachà, alcuni anche l'Hollywood di Milano). Peccato: per un momento ho sperato che quelle energie, oltre a essere scaricate a suon di musica, potessero essere utilizzate per un'Idea, un'aspirazione.

Per un qualcosa, passatemi il termine, di collettivo.

MetilparaNobel /9

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E' stata una vera e propria caduta degli dei: Luca Volontè e Silvio Berlusconi, dopo due battaglie titaniche, hanno dovuto soccombere a Gabriella Carlucci e Sandro Bondi; il torneo perde così due tra i sui protagonisti più importanti, ma acquista due campioni che sembrano entrambi lanciatissimi verso il successo finale.

Anche quest'oggi vi chiedo di votare due volte, per completare anche la parte bassa del tabellone: da un lato si affrontano il cherubino Gaetano Quagliariello e l'aspirante velina-parlamentare Noemi Letizia; dall'altro Roberto Maroni, il padre di ogni ronda, sfida Michela Vittoria Brambilla, che dall'inizio di questo gioco non riesco a definire forse perché compiutamente indefinibile.
A voi, come sempre, la scelta: votate, votate, votate.
E tenetevi pronti per il pirotecnico rush finale.

Meno male che Silvio c'è stato

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"Sotto qua abbiamo scoperto trenta tombe fenicie del trecento avanti Cristo". Un giorno, credetemi, ci riappacificheremo con la memoria di questi anni, e Berlusconi ci mancherà. Ma non soltanto per nostalgia o per l'innata umana tendenza a ricordare con affetto qualunque porcheria abbia infestato la nostra gioventù (lo Slime Pit dei Masters negli anni '80, i Masters negli anni '80, gli anni '80): noi a Berlusconi saremo grati. Gli saremo grati, certo, per averci regalato centinaia di momenti memorabili e di immagini senza tempo (Berlusconi che fa le corna, Berlusconi che fa cucù, Berlusconi fa la mitragliatrice, fa il dito medio, dà del kapò al tedesco, si intorta la finlandese, sgridato dalla regina d'Inghilterra, e mille altre avventure), e per averci in questo modo permesso per anni di parlare contemporaneamente di politica e di grandi stronzate. Gli saremo ancor più grati per averci reso tutto più facile, prestando il suo stesso corpo alla rappresentazione fisica di tutto ciò che vedevamo di male nell'Italia e nell'italiano medio: l'ignoranza, la volgarità, la proverbiale italica furbizia (che è il nome che abbiamo dato al proverbiale italico disprezzo per la legalità), il maschilismo, le barzellette di merda, il clericalismo di convenienza, la mafia, i massoni, i post-fascisti, la canzone napoletana, il Milan. A tutto questo Berlusconi ha fornito una faccia, ha dato dei lineamenti che potevamo mettere a fuoco: ecco cosa stiamo diventando, dicevi guardando Berlusconi che raccontava una bellissima barzelletta sulle scorregge, e ti orientavi, ed era facile. Ma soprattutto gli saremo grati per questi lampi di genio, queste preziose occasioni di capire come lavora la mente fervida di un corteggiatore «di buon gusto, di cultura e di eleganza» che non ha mai pagato una donna perché ama «il piacere della conquista». Trenta tombe fenicie. - Sai, erano proprio qui sotto. - Davvero? - Ti giuro. Proprio sotto all'attuale gelateria. - Che posto pieno di cultura che è la tua villa, Silvio. - La sai quella di Pierino, Obama e Putin che vanno al bagno? Io naturalmente vivo in affitto a Milano e non sarei credibile se millantassi una cosa del genere, ma ho già riadattato la tecnica ("Sai, in questo letto ci è morta mia zia Assunta") e adesso spero che escano altre registrazioni perché ok i morti antichi, ok la proposta di cosa a tre con un'amica, ma io non mi sento sicuro, ho bisogno di altri consigli, di più buon gusto, di più cultura e di più eleganza. Aiutami Silvio, meno male che ci sei tu.

Chiacchiere democratiche

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Dario Franceschini, dopo aver premesso che alle unioni civili dovranno essere attribuiti dei diritti senza tuttavia considerarle delle vere e proprie famiglie, si affretta a dichiararsi contrario alle adozioni da parte delle coppie omosessuali, giacché la legge, suo parere, deve tutelare "prima di tutto il diritto del meno protetto, che è il minore adottato". Ignazio Marino, da parte sua, prima chiede polemicamente a Franceschini come farà a conciliare due pensieri così diversi come quelli della Binetti e della Serracchiani (informandoci en passant della circostanza che la Serracchiani abbia un pensiero), e poi contrattacca dichiarandosi favorevole alle adozioni da parte dei single (per inciso, se qualcuno mi facesse il favore di spiegarmi con un briciolo di logica perché mai uno che consentirebbe ai single di adottare dei bambini dovrebbe essere considerato più disponibile di altri a riconoscere i diritti dei gay, gliene sarei davvero grato). Pier Luigi Bersani, da parte sua, non entra nel merito (ottenendo in tal modo lo stesso risultato degli altri due senza sobbarcarsi la fatica di trovare delle circonvoluzioni dialettiche per giustificarlo). Nel frattempo, in Germania, uno studio dell’università di Bamberga rivela che i figli di coppie gay crescono altrettanto bene dei figli degli eterosessuali, né sono particolarmente discriminati. Ecco, fate un po' voi...

Altro che influenza..

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Un nuovo invisibile flagello:

MetilparaNobel /8

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Anche l'ultima testa di serie ha passato il turno: una disinvoltissima Michela Vittoria Brambilla ha stracciato il povero Fausto Raciti, completando la rosa dei magnifici otto che si contenderanno la fase finale.

Siccome le ferie incombono, e vorrei completare il gioco prima che tutti partano, da oggi vi farò votare due volte per ogni puntata: una vera e propria overdose, dalla quale spero che riuscirete a riemergere sani e salvi.
Gli scontri in programma quest'oggi completano la parte superiore del tabellone, e sono di livello assoluto: da un lato Luca Volontè (che al primo turno ha faticato moltissimo per liberarsi della Santanchè) contro Gabriella Carlucci (una delle più in forma); dall'altro Silvio Berlusconi (già, da adesso gli tocca competere come tutti gli altri) di fronte a Sandro Bondi, che per ironia della sorte è senz'altro il suo suo seguace più fedele.
Non vi dico altro: votate, votate, votate; due volte, mi raccomando.
E godetevela, ché qua siamo nell'Olimpo.

Alla prossima chiamiamo i bocciofili

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Finalmente ce l'abbiamo fatta: anche da noi i soldi all'università verranno dati a seconda della qualità dell'ateneo e non più a pioggia! Un applauso alla ministra, che è riuscita a passare da strega inseguita da folle riottose a eroina contro le baronie. Tuttavia, andando ad approfondire la Grande riforma, si incappa subito nella solita italianiata, che vi sottopongo. Per l'attribuzione dei fondi l'Anvur valuterà due aspetti: la qualità della ricerca e la qualità della didattica. Quest'ultima verrà giudicata in base

alla percentuale dei laureati che trovano lavoro a tre anni dal conseguimento della laurea, alla capacità degli atenei di limitare il ricorso a contratti e docenti esterni evitando il proliferare di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati a personale non di ruolo.
Interessante. La ministra ha passato un anno della sua onorata carriera a dire che bisognava allontanare i baroni dalle università, e ora viene fuori che i docenti a contratto, quelli che magari sono pure esterni e danno un po' di aria alle università e la avvicinano al mondo del lavoro, non vanno più bene. Ma andiamo avanti. I fondi verranno erogati in base
alla quantità di studenti che si iscrivono al secondo avendo fatto almeno i due terzi degli esami del primo anno e alla possibilità data agli studenti di valutare attraverso un questionario la qualità della didattica e la soddisfazione per i corsi di laurea frequentati.
Mi immagino già la scena. Siamo all'università di Foggia (quest'anno punita con un milione di euro in meno), il professore entra in classe e dice: "Ragazzi, oggi dovete compilare il questionario per la Gelmini. Vi ricordate quell'aula informatica che ci avete tanto chiesto? Ecco, vedete di mettere le crocette al posto giusto". Se per un lavoro del genere ci vogliono i luminari dell'Anvur, la prossima volta sarebbe meglio chiamare quelli del circolo di bocce, che potrebbero ideare un sistema dotato di più raziocinio.

Silvio, un premier pomp...

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Roma, 24 lug. - (Adnkronos) - Preoccupato per gli incendi in Sardegna, Silvio Berlusconi potrebbe recarsi entro il week-end sull'isola per un sopralluogo e valutare la situazione. L'annuncio sarebbe arrivato dallo stesso premier durante il Consiglio dei ministri, in corso questa mattina a Palazzo Chigi. Non e' escluso che il Cavaliere possa partire gia' in giornata.
Preso atto della non-notizia, sarebbe interessante sapere quanti credono che:
A) Il Premier è preoccupato veramente per gli incendi e si reca a non si sa bene far cosa.
B) Incendio per incendio, è un'ottima scusa per l'ennesimo week end di fuoco a Villa Certosa.
C) Non gli può fregar di meno degli incendi ma pensa sia un modo per recuperare consenso dopo aver preso per il culo i sardi con lo spostamento del G8.
Io la risposta l'ho già..

Il fallimento del proibizionismo

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Devo proprio dirvelo: in quarant'anni non mi è mai successo di riscontrare, in merito a qualsiasi altro argomento dello scibile umano, tanta ostinazione da parte dei governi nel perseguire una strada che alla prova dei fatti continua a rivelarsi sistematicamente fallimentare.

Su questo blog si è discettato più di una volta, con le consuete contrapposizioni, sull'eventualità di legalizzare il consumo della droga: nel corso di quei dibattiti i fautori del proibizionismo hanno avuto modo di illustrare ampiamente le loro ipotesi catastrofiste, prospettando le gravissime conseguenze che secondo loro si ricollegherebbero all'abbandono delle attuali politiche e al tentativo di percorrere la strada dell'antiproibizionismo.
E' proprio a costoro che oggi vorrei porre alcune semplici domande: siete davvero sicuri che andrebbe peggio di così? Cosa ci vuole, per convincervi che vale la pena di prendere in considerazione un punto di vista diverso? Non vi bastano, non dico per farvi cambiare idea, ma almeno per farvi balenare un dubbio, queste statistiche drammatiche? Non è sufficiente, per prendere atto che le politiche proibizioniste non funzionano, apprendere che un italiano su dieci (infanti compresi, s'intende, ché se riduciamo la base imponibile ai soli utenti potenziali la percentuale schizza ancora più in alto) fa uso di cocaina e pasticche?
Credetemi: non ho mai riscontrato, in tutta la mia vita, tanta ottusa ostinazione, applicata minuziosamente in modo cieco e preconcetto, senza alcuna considerazione per l'evidenza dei fatti.
L'evidenza -un'evidenza innegabile, se si applica un minimo di onestà intellettuale- è che il proibizionismo non funziona: e quando una cosa non funziona, scusatemi, significa che quella cosa va modificata.
Con coraggio, intelligenza e disponibilità a tentare nuove strade.
Oppure per ammettere che ci stiamo sbagliando vogliamo aspettare che gli italiani diventino tutti tossicodipendenti?

Prestigiacomo: poltrona vs. ideali = 2 a 0

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La Prestigiacomo si è risvegliata dal torpore nel quale era stata risucchiata. Il ministro dell'ambiente, dopo il silenzio assoluto sull'abuso edilizio certificato con il piano casa, dopo l'oblio durante le polemiche sul destino della munnezza napoletana e l'emersione di quella palermitana, e dopo che non si è sentito proferire verbo (forse perché Floris non le aveva concesso udienza?) sulla grande riconversione dell'energia italiana al nucleare, si è risvegliata. Sì, perché infilare nel decreto anti-crisi i commissari straordinari che al posto suo avranno i poteri di autorizzazione in materia ambientale, forse è un po' troppo. Allora che fa la pasionaria berluskoniana, si dimette? "Nella mia vita non ho mai minacciato di dimettermi. Mi affido a Silvio Berlusconi". E te pareva. Mai una volta che in Italia qualcuno sia disposto a perdere la poltrona per la causa. Neanche quando per gli impianti nucleari non ci sarà bisogno di alcuna analisi sull'impatto ambientale, tanto ci penseranno i commissari di Calderoli (ministro della semplificazione del rompimento di balle per la salute altrui). Chi scrive, però, se lo aspettava: dopo che il decreto-legge anti-Eluana era stato votato all'unanimità dal Consiglio dei ministri, quindi anche dalla profecondazione assistita, prolaicità, prolibertà di scelta Stefania Prestigiacomo, nessuna sorpresa per l'ennesimo atteggiamento "coerente" con i suoi "ideali".

Sillogismi omosessuali: un'esercitazione

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Marco Carta, vincitore dell'ultimo Sanremo, in un'intervista al mensile Topgirl ci fornisce l'ennesima dimostrazione di uno schema di ragionamento (sic) che viene tipicamente applicato al mondo dell'omosessualità.
State attenti:
Uno
Io non sono gay.
Due
Ma il punto è: anche se fosse? Dovrei giustificarmi? Perché? Che male ci sarebbe? Viviamo in un paese libero e ognuno può pensare di me ciò che vuole.
Tre
E poi: se uno fa delle foto così, deve essere per forza gay? E' stato un brutto scherzo di qualcuno che non mi vuole bene. La gente è molto cattiva.
La domanda, ne converrete, sorge spontanea: se uno dichiara di non essere gay, aggiungendo tuttavia che anche se lo fosse non ci sarebbe niente di male, e concludendo quindi che se la gente lo dovesse ritenesse tale la cosa non gli darebbe alcun fastidio, perché mai quelli che generano nelle persone la convinzione che sia omosessuale dovrebbero essere considerati dei cattivoni che non gli vogliono bene?
Se sin qui avete seguito con attenzione potrete agevolmente riscontrare che lo schema è sempre lo stesso.
Prendiamo, ad esempio, la questione delle adozioni da parte delle coppie omosessuali; il meccanismo, in questo caso, funziona più o meno così:
Uno
Io non sono gay.
Due
Tuttavia, non ho niente contro gli omosessuali: credo anzi che essi dovrebbero godere di tutti i diritti civili, esattamente come gli altri.
Tre
Però alle adozioni sono contrario: se si fa crescere un bambino con due persone dello stesso sesso, andrà a finire che diventerà omosessuale anche lui.
La domanda, in questo caso, è persino troppo ovvia: se hai appena dichiarato che non hai nulla contro gli omosessuali, perché consideri un'eventualità negativa la possibilità che un bambino lo diventi?
Insomma, capito il trucco? Basta dichiarare inizialmente di non essere gay (senza questa premessa il giochino non funziona), quindi prodursi in una bella affermazione (più è retorica, meglio riesce il colpo di scena) in favore degli omosessuali, e infine chiudere in bellezza mollando una bomba che sconfessi tutto quello che si è detto fino a quel momento.
Che ne dite di provare anche voi, facendo altri esempi nei commenti?
Io vi consiglio di esercitarvi: tra un po' chi non sarà in grado di ragionare così se la passerà maluccio.

RAI: Il cimitero degli elefanti

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Buone, anzi ottime notizie per chi ancora paga il canone Rai: sembra ormai sicuro che dal 2010 Maurizio Costanzo trascinerà le sue menbra sui canali della tv pubblica (?) per un programma in prima serata.

«Nessun ruolo direttivo: un programma a partire dal 2010. Sto studiando alcuni format e ne ho anche elaborato uno. Vorrei superare il talk show di costume, dato che i reality hanno fatto di persone sconosciute al trettanti fenomeni. Penso a un programma che si chiami Ognuno ha la sua storia».
Già immagino due commoventi ore in cui il racconto dell'ultimo costruttore valdostano di grolle dell'amicizia, ormai sull'orlo del tracollo, va ad intrecciarsi con le vicende strazianti del vincitore della lotteria di fine anno di Montecchio Maggiore, ormai ridotto sul lastrico a forza di scommettere sulle gare clandestine di "tiro del menhir dal viadotto autostradale". Ma ancora:
Compensi? «Ho chiesto un trattamento legato ai livelli medi di mercato. Nulla di grande. Anzi. Voglio un ingresso tranquillo, da professionista che ama il suo lavoro.
Attenzione alle frasi "Nulla di grande" e "trattamento legato ai livelli medi di mercato", traduco per i più distratti: Verrò pagato una vagonata di soldi ma forse questo è meglio non pubblicizzarlo troppo. Ed ecco la perla indiscussa:
Le pesa l’addio a Mediaset? «Non ragiono in termini di addii definitivi. Lascio comunque un presidio importante, mia moglie Maria De Filippi. Che resta (ride) la mia più importante creazione».
In breve: non solo affonderà le mani nel budget RAI, non ci risarcirà neanche dei danni culturali perpetuati negli anni dalla De Filippi, roba al cui confronto anche la Bignardi sembra un'intellettuale.. Secondo indiscrezioni non confermate, sembrerebbe che il nostro chiuderà l'ultima puntata facendosi abbattere in diretta niente popò di meno che da Mr Crocodile Dundee..

Propaganda monopolistica

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Una bella trovata contro la disoccupazione (!) e per il rilancio dell'equilibrio dell'informazione: in Francia è stata istituita una commissione composta da dieci studenti di scienze politiche che dovranno conteggiare i tempi di parola dei politici, per garantire il pluralismo e la par condicio. Dopo che in Italia è stato chiuso il Centro d'ascolto e lasciato tutto nelle mani dell'Agcom, il cui Presidente viene scelto dal Presidente del Consiglio (Berlusconi) sentito il Ministro delle comunicazioni (ossia il Ministro per lo Sviluppo economico, Scajola), pensate che dalle nostre parti a qualcuno possa venire in mente di togliere al governo il controllo della Propaganda? Suvvia, se poi qualcuno ha problemi nel trovare lavoro, come suggerito dal Presidente del Consiglio si rivolga al figlio del Berluska (e vista la frenetica attività degli ultimi tempi, forse è più disponibile il Berluska in persona).

Le vite degli altri /4

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Negli Stati Uniti, grazie a Google Health, il testamento biologico si farà online.

In Italia, grazie a Quagliariello, alla Roccella, alla Binetti e agli altri componenti dell'allegra combriccola bipartisan (ivi compresi, a maggior ragione, tutti quelli che non lanciano anatemi ma nemmeno alzano un dito per modificare le cose), il testamento biologico si farà col cazzo.
Tutto qua.

Moderazione musicale

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Abbiate pazienza, ma ogni volta che leggo una notizia del genere non posso fare a meno di pensare che lo smisurato successo di quest'uomo mi risulta sempre più inspiegabile: e dire che campo a pane e musica da quasi quarant'anni.

Delle due l'una: o sono io, che non riesco a cogliere la genialità di questo individuo, oppure è proprio vero, come sospetto da un po', che la musica si sia ridotta ad una gigantesca operazione di marketing del tutto svincolata dalla minima considerazione sulla qualità di ciò che si vende.
Allevi, bisogna ammetterlo, per vendere vende alla grande: non c'è salotto buono in cui manchino un paio dei suoi capolavori, tanto più graditi ad un gusto (se così si può chiamare) che si è andato formando intorno all'esigenza di eliminare anche dall'arte ogni forma di originalità, di asperità, per dirla con una parola grossa di dubbio, quanto sempre più rassicuranti nella loro convenzionalità, nella loro moderazione, nel loro buonismo scialbo che, come si diceva una volta, fa tanto chic e non impegna.
Insomma, gente, per quanto mi riguarda Allevi potrebbe benissimo tornare a ballare la break dance.
Ciò detto, mi scuso per lo sfogo, vi saluto e vado a sentirmi un pezzo di Zappa.

Amici lontani

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Da un po' di tempo, grazie al widget "Who's among us", mi sono accorto che c'è chi segue questo blog dal sud della Cina (oppure dal Vietnam?), dall'Africa orientale (Nigeria? Benin? Camerun? Gabon?), dall'Africa centro-occidentale (Kenya? Uganda? Tanzania?), dal Medio Oriente (Arabia Saudita? Yemen?), da varie località degli Stati Uniti e da alcune imprecisate zone europee (le stelline si ammucchiano, lassù, e non si capisce dove sono di preciso). Conosco già qualcuno di questi lettori più o meno lontani, ma della maggior parte di loro non so un bel niente: siccome mi fa piacere sapere che il mio blog è seguito anche da fuori, mi permetterei di invitare gli interessati, sempre che ne abbiano voglia, a farmi sapere nei commenti qualcosa di loro.

Che volete farci, sono curioso come una scimmia.

Assenteista a me?

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Il Corriere della Sera fa rilevare a Iva Zanicchi, recentemente rieletta al Parlamento Europeo, il suo record di assenze durante la scorsa legislatura. L'Aquila di Ligonchio, candidamente, risponde:

Insomma, assenteista per modo di dire, avevo firmato un contratto per una fiction di otto puntate e i contratti si rispettano, l’ho detto che se mi avessero rieletto mi sarei impegnata.
Non senza aggiungere, in relazione al nuovo mandato, che ulteriori assenze saranno tuttavia inevitabili, giacché c'è un'altra fiction in corso di realizzazione che la vedrà tra i protagonisti:
Diranno ancora che sono assenteista, ma io non sono andata alle sedute perché dovevo girare.
Ecco, ora immaginiamo che la Signora Rossi venga assunta da un'azienda qualsiasi con un contratto a tempo determinato di tre anni, e che dopo due anni e mezzo riceva una telefonata del genere:
-Pronto, è la Signora Rossi?
-Sono io, chi parla?
-Scusi, Signora Rossi, mi chiamo Bruschettoni...
-Bruschettoni, Bruschettoni... Mi spiace, ma non credo di conoscerla...
-Lo so, Signora, in effetti non ci conosciamo. Sarei il suo capoufficio alla "Palle & Palle S.p.A.": sa com'è, lei non si è mai presentata e quindi non abbiamo avuto il piacere di conoscerci...
-Ah, come no, la Palle & Palle! Piacere, Bruschettoni, che aria tira laggiù?
-Mah, insomma abbiamo visto tempi migliori, sa com'è, la crisi...
-Eggià, immagino, sono tempi duri, ci vuole pazienza. Ma bando alle ciance, aveva bisogno di qualcosa?
-Sì, Signora Rossi: guardi, non è che sia urgente, eh, ci mancherebbe, era più che altro una curiosità, ecco. Ma non vorrei disturbarla...
-Nessun problema, sono in pausa pranzo. Mi dica pure.
-Ecco, mi domandavo, scusi eh, ma come mai lei, pur essendo stata assunta e percependo regolarmente lo stipendio, non ha mai preso servizio? Mi spiace intromettermi, sa, ma dalla direzione continuano a chiedermelo, e in azienda le solite malelingue iniziano a darle dell'assenteista: così mi informavo, più che altro per lei...
-Be', insomma, andiamoci piano con le parole, sa?
-Ma io...
-Ma io un cazzo, guardi. Bel coraggio, avete: assenteista a me!
-Infatti...
-Ecco, infatti! Lo sa, dico, lo sa, che prima di essere assunta avevo appena firmato un contratto per girare la fiction "Un posto in culo alla luna"?
-Veramente non lo sapevo...
-Ecco, si informi allora, prima di diffamare la gente onesta che lavora dalla mattina alla sera!
-Sono mortificato...
-Ehhh, si fa presto a mortificarsi, non ci vuole niente! Ma io sono una persona seria, sa?
-Non ne dubito...
-Ci mancherebbe pure questo! E le persone serie i contratti li rispettano, cosa crede? Che avrei dovuto fare, me lo dica lei, mollare tutto e precipitarmi in azienda? E la fiction? E il contratto? E la mia credibilità? Lei non si rende conto, mi creda...
-No, no, mi rendo conto benissimo...
-E allora se si rende conto lo dica, a quelli della direzione, che la smettessero di dire cose inesatte sul conto della sottoscritta, ha capito? Assenteista io, ma guarda un po' te...
-Riferirò...
-Ecco, bravo, riferisca. E adesso la smetta di rompermi i coglioni, che mi sta andando il pranzo di traverso e tra un'ora devo cantare al Festival della Caponata, ha capito?
-Certo, ma...
-Niente ma. E' stato un piacere. Arrivederci!
-Scusi, Signora Rossi, un'ultima cosa...
-Uffa, che c'è ancora?
-Ecco, non per metterle pressione, ci mancherebbe, con tutti gli impegni che ha... ma ricorderà che tra sei mesi le scade il contratto, e in azienda, ecco, ci domandavamo se rinnovarlo oppure no...
-Guardi, io le posso dire questo: se me lo rinnovate potrà anche darsi che io venga a lavorare.
-Dice davvero?
-Certo.
-Signora Rossi, lei non sa che gioia mi dà! Corro a dirlo alla direzione, saranno felicissimi!
-A meno che non abbia altre fiction, s'intende.
-Questo è scontato, ci mancherebbe...
-Bene. Allora siamo intesi.
-Siamo intesi.
-E ricordi, io le ho semplicemente detto che vedrò di impegnarmi.
-...
-Però non le prometto niente, eh?

MetilparaNobel /7

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Tra Maroni e la Zanicchi è stata una battaglia all'ultimo sangue: l'ha spuntata (di un soffio) il ministro, confermando la regola che, fino a questo punto, ha sempre visto prevalere le teste di serie. L'ultimo ottavo di finale, ne sono consapevole, potrebbe sembrare un po' squilibrato: Michela Vittoria Brambilla è una fuoriclasse vera che non ha bisogno di presentazioni, mentre Fausto Raciti, segretario dei Giovani Democratici, non è che un giovane appena affacciatosi al mondo della politica; io, tuttavia, continuo a nutrire una certa fiducia negli outsider, specialmente se sono dotati del raro talento di saper scrivere fiumi di inchiostro senza esprimere un solo concetto (verificare per credere).

Come al solito, gente, la decisione spetta a voi: votate, votate, votate.
E tenetevi pronti, che dalla prossima volta passiamo ai quarti di finale.

A ciascuno le sue %

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Secondo Euromedia research quasi il 70% degli italiani ripone la propria fiducia in Silvio Berlsuconi. Secondo Ipr Marketing neanche il 50% degli italiani ripone la propria fiducia in Silvio Berlusconi. Siamo sicuri che parliamo degli stessi italiani?

Poche cose sono più dure da sopportare del fastidio di un buon esempio (*)

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8 luglio 2009
22 luglio 2009
----- (*) Mark Twain

Tipografia zero

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Supponiamo che un tizio qualsiasi, per noia, disagio, ignoranza, perché non ha altro da fare o semplicemente perché nessuno gli ha mai spiegato che si potrebbe fare altro, prenda a trascorrere le sue serate infilandosi su per il culo tre o quattro libri belli grossi, per esempio dei vocabolari. Supponiamo che intorno a quel tizio, complici i consueti meccanismi di emulazione, si radunino via via altri individui i quali, afflitti anch'essi dalla stessa noia, dal medesimo disagio e da un'analoga scarsità o mancata conoscenza di alternative, decidano di unirsi a lui, facendo capannello intorno alle librerie e inaugurando una vera e propria moda consistente nella ripetizione sistematica e collettiva della pratica testè descritta. Supponiamo, infine, che gli individui in questione siano minorenni, e che quindi lo stato reputi di doverne tutelare l'incolumità, messa gravemente a repentaglio dalla pessima abitudine contratta, non ritenendoli in grado di provvedere a se stessi con la dovuta maturità. Voi che ne dite: per proteggere la salute di quei giovani non sarebbe opportuno che gli organi di quello stato mettessero a loro disposizione altre cose da fare, o si adoperassero per fare in modo di coinvolgerli in quelle che già esistono, o magari si spremessero le meningi per capire come spiegare loro che c'è di meglio da fare, che infilarsi nell'ano tre o quattro libri da due chili l'uno tutte le sante sere?

Oppure, secondo voi, sarebbe sufficiente che proibissero loro di possedere un vocabolario?

LA soluzione

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Il ministro Ignazio La Russa analizza i motivi che stanno muovendo i meridionali pro Berluska ad aggregarsi intorno all'idea del Partito del Sud, e a La Stampa rivela la soluzione per fermare l'esodo: "si chiama democrazia. Il Pdl deve dotarsi di organismi di partito e questi devono funzionare". Ah ok, sono d'accordo. Ma perché, ad oggi questi organismi non ci sono? Buono a sapersi, quando si parla di un partito, oltretutto al governo...

Vince Noemi, ma tifiamo per Patrizia

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Due papine a confronto. Noemi Letizia: c'è chi dice che la vedremo all'Isola dei Famosi. Certo: dopo che ha eseguito tutto ciò che le è stato detto per far rientrare lo scandalo della festa di Casoria, finto di essere fidanzata e rilasciato interviste agli organi di stampa del suo papy, è stata promossa. Peccato che la sua promozione varrà anche da esempio per le aspiranti papine: se vai dal potente di turno per cercare la raccomandazione e ti comporti bene, finisce pure che vieni servita come prodotto della tv pubblica e realizzi il tuo sogno di diventare una starlette (c'è qualcuno che si ricorda ancora come si è inverato il trionfo di pubblico di Elisabetta Gregoraci? Alla Farnesina...). Patrizia D'Addario: per costruzione delle dimensioni dello scandalo è riuscita a superare addirittura la Lewinsky. Sentire il Presidente del Consiglio accordarsi con una prostituta rispetto al luogo dove si consumerà la prestazione è come minimo agghiacciante. Il coraggio la ragazza ce l'ha: Berlusconi non ha mantenuto i patti e si è dimenticato dell'affare immobiliare di lei, e lei con tanto di audio e foto ne ha diffuso l'immagine di puttaniere. C'è da prevedere, però, che sarà un caso di scuola per tutte le papine e aspiranti tali: la D'Addario non rilascerà interviste esclusive e servizi fotografici, nessuno la chiamerà per fare un reality, i suoi clienti le staranno ben alla larga da oggi in poi. Insomma, fine della carriera e zero favori per il suo progetto immobiliare. Chissà se Noemi, un giorno, avrà pietà di lei.

Il peggio del peggio quotidiano, 21 luglio 09

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Giornata pregna oggi, due lingue che sulla stessa testata, ovviamente Il Giornale, si adoperano furiosamente nel tentativo di ripulire la faccia (occhio all'avvelenamento da cerone) del datore di lavoro.

Da una parte il sempre disponibile Mario Giordano con un pezzo in odore di Pulitzer dal titolo " Aggrappati all'indecenza" e dall'altra il sempreverde Filippo Facci con il pezzo dal titolo " Travaglio & C. : Gossip e politica. Ecco i gigolò del pettegolezzo".
Due lingue che si intrecciano quasi a dar vita ad un porno di serie c.
E come di consueto:
The Oscar goes to: Mario Giordano & Filippo Facci

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