Che (ci faccio qui?)

San Valentino fa brutti scherzi. Io la mattina del 15 mi sono svegliata tardi, con in testa il ricordo pressante dello zibibbo della sera prima e nello stomaco tutte le 15 portate della cena amorevolmente preparata. Bersani evidentemente stava peggio di me se ha avuto l'ammirevole faccia tosta di dichiarare

la lega non è razzista
l'onorevole dichiarazione prevede, a mio avviso due spiegazioni:
o Bersani conosce dei leghisti di cui io non sospetto l'esistenza (se così fosse faccio ammenda e mi cospargo il capo di cenere), perchè a me risulta che vogliano - a titolo di esempio non esaustivo del lega-pensiero - fermare i profughi col mitra, eliminare i bambini "dei" zingari e invocare la tolleranza a doppio zero (come la farina), dichiarare che non è reato torturare i clandestini, uccidere persino gli orsi se non autoctoni.
oppure, opzione a mio avviso più probabile, assistiamo alla nascita di una grottesca storia d'amore. E mentre nella mente scorrono immagini in bilico tra "Love Story" e "Amore Tossico", mi chiedo cos' hanno in comune lega e PD per essere costantemente ed ormai da anni nella fase del corteggiamento pre-adolescenziale del "prendi e lascia". La risposta mi arriva da una segnalazione nel blog di Daniele Sensi aspettando con ansia il momento del primo amplesso tra i novelli Paolo e Francesca, al coro di Padania unida jamàs serà vencida, mi scopro insolitamente romantica a sussurrare tra me e me
Hasta la polenta, siempre!

Questo post è stato pubblicato il 24 febbraio 2011 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

6 Responses to “Che (ci faccio qui?)”

  1. Cosa non si fa per rimanere in sella, comunque e con chiunque, anche a costo di rosicchiare gli avanzi, pur di non ammettere a se stessi di essere dei falliti.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Io infatti mi domando come faccia la gente a dare ancora credibilità a Bersani ed al pd

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  4. Il problema è che la "Lega in doppiopetto" (diversa, almeno nella facciata offerta al pubblico, dalla "Lega da osteria" qui sopra illustrata) seduce segmenti sempre crescenti di elettorato di sinistra, ha dalla sua il fascino di chi offre soluzioni rapide, facili e relativamente indolori (almeno per chi si trova dal "lato giusto" della barriera...) a problemi complicati. Quel fascino che al Nord le sta procurando una nomea (immeritata) di partito del "buon senso" e del pragmatismo non-ideologico.

    Immagino che Bersani, con quella dichiarazione, abbia volutamente cercato di ignorare l'anima truce e fascistoide, per evitare di spingere indirettamente altre fette di "popolo" in braccio ai leghisti: l'elettore ex PCI (o ex Ulivo, se più giovane) che si trova a condividere talvolta le proposte populiste della Lega "istituzionale" non ama sentirsi dare del filonazista (o giù di lì), non si riconosce in quel profilo, e finisce per bollare come ideologizzato e privo di buon senso chiunque gli si rivolga in quei termini.

    Probabilmente è eccessivo "fare gli gnorri" a fronte delle sparate bestiali degli Stival o dei Borghezio, ma purtroppo la Lega è un avversario sorprendentemente scivoloso, contro il quale l'arma dell'accusa di razzismo non è poi così efficace come ci si aspetterebbe: occorrono comunque strategie più sofisticate, almeno nella comunicazione, da parte dei dirigenti politici.

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  5. Spero non ti spiaccia se ho linkato l'articolo del tuo blog al mio.

    Sinceramente non saprei come commentare se non con epiteti ingiuriosi nei confronti dei dirigenti del PD.
    Possibile mai che pur di abbattere il nano siano disposti a tornare a braccetto con la lega?

    Dico tornare, perché quando la lega gridava Roma Ladrona e dava del mafioso a B. ci volevano stare insieme eccome...

    Certo che però vedendo le foto di alcuni leghisti mi verrebbe da rivalutare Lombroso...

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