Liberali sulle telefonate, illiberali sulla vita e sulla morte

La stessa maggioranza che inveisce contro le intercettazioni ordinate dai giudici, definendole come inaccettabili violazioni del diritto alla privacy dei cittadini, sta cercando di approvare una legge che imporrà alle persone di restare attaccate a respiratori artificiali, di tenersi in corpo sondini nasogastrici, e più in generale di sottoporsi a terapie invasive e dolorose che le mantengano forzatamente in vita anche contro la loro volontà.
Ebbene, io sono dell'idea che non si possa essere liberali a corrente alternata: se la libertà personale viene invocata per consentire agli individui di parlare al telefono senza che gli altri vengano a conoscenza di quello che dicono, a maggior ragione dovrebbe essere difesa quando si tratta di garantire che nessuno si azzardi a decidere sulla loro vita e a sequestrare arbitrariamente il loro corpo.
Il resto, come spesso accade, è aria fritta.

Questo post è stato pubblicato il 21 febbraio 2011 in ,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

7 Responses to “Liberali sulle telefonate, illiberali sulla vita e sulla morte”

  1. la più dolorosa presa per i fondelli di questa roba che hanno il coraggio di chiamare Testamento Biologico è che in ogni caso le volontà dell'individuo NON saranno VINCOLANTI per il medico, quindi se il medico è un maiale bigotto...
    ma allora lasciate perdere, invece di prenderci per il cu**!
    e ieri c'erano patetici giornalistucoli che proponevano per il 17 marzo una bella coccarda tricolore: io sarei più per una macchia di vomito, maledetta e sottosviluppata Lobotom-italY...

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  2. Uhm... non so, io non farei di tutta l'erba un solo fascio. Ad esempio io nel casso Welby non avrei fatto proprio nulla, perché il caro Welby pur sapendo per anni e anni che la sua fine sarebbe stata quella di finire immobile, non fece nulla quando poteva farlo da solo. Troppo facile, troppo comodo, pretendere che siano gli altri a staccare le macchine senza avere il coraggio di farlo da soli finché se ne è avuta la possibilità. Altro caso invce sono le volontà di chi ha espresso il desiderio di non essere mantenuto in vita in caso di incidente gravissimo e imprevedibile. A parte qusto non credo che si possa lo stesso mischiare gli argomenti, anche perché da quello che leggo il decreto che Berlusconi vuole non impedirebbe le intercettazioni ma solo la loro diffusione, e in questo mi vedo d'accordo. Negli USA chi diffonde simili elementi finisce in galera, e mi pare anche giusto, perché si è innocenti fino all'ultimo grado di giudizio.

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  3. Sono gli ultimi colpi di un regime in caduta?

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  4. che poi non so mica se i liberali delle democrazie occidentali sono poi così contrari all'uso delle intercettazioni telefoniche come strumento di indagine e di formazione della prova in un processo penale

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  5. Venerdì sushi, fammi capire, Welby si sarebbe dovuto suicidare anni prima perchè è troppo facile poi, quando si è immobilizzati, chiedere agli altri di sospenderti le cure???
    Certo, proprio uno sfacciato a pretendere che gli altri smettano di sottoporti ad un trattamento, direi che è proprio da cafoni.
    Finché ne ha avuto la possibilità Welby ha cercato di vivere una vita degna di tal nome, anche per le persone che aveva intorno, immagino. Dopodichè, quando ha ritenuto, lucidamente, di non poter andare avanti, ha chiesto di non ricevere dei trattamenti. Fine della storia. Questa è la realtà, da sempre, della condizione umana, anche se con storie diverse. Non ti preoccupare, probabilmente avrai l'occasione per riflettere della cosa.

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  6. Post sacrosanto, con un commento altrettanto impeccabile dello Zio, cui mi unisco in toto.
    PS: venerdì sushi, ma scherzi vero?
    Welby è stato lucido fino all'ultimo, ha chiesto semplicemente che fosse interrotto un trattamento sanitario, diritto che gli è garantito dalla Costituzione. "Troppo comodo"?! no, tu pigli per il c..o, di' la verità.

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  7. @ Venerdì Sushi: Stavolta non sono d'accordo. Non tutti - pur avendo la consapevolezza di ciò che riserva loro il destino - hanno la capacità di agire autonomamente per cambiarlo e compiere un'azione che faccia loro concludere la propria esistenza. Credo sia già drammatico arrivare a pensare una cosa del genere e dover dire - magari contro una vita che pur si ama ma che è diventata intollerabile, che non è più vita - "basta così". Compiere poi autonomamente un'azione in questa direzione è ancora più drammatico, doloroso, emotivamente devastante. Uno sforzo titanico. Poi c'è chi ha la freddezza/durezza/determinazione necessaria. Un Monicelli, per dirne uno a caso. Ma non tutti sono/siamo così.

    Uno stato 'civile', secondo me, dovrebbe predisporre le cose in modo tale da 'accompagnare' tutti alla fine, in queste situazioni, nel modo in cui ciascuno di noi vuole. E non imporci esiti così strazianti e violenti da doverci far 'anticipare la soluzione' pensando che ci dobbiamo difendere 'a modo nostro', mettendo in atto tutte le possibili risorse della nostra determinazione contro l'istinto di sopravvivenza - che pur come animali abbiamo - per sottrarci a un'ultima, dolorosa, inutile violenza.

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