Cosa si deve fare in Italia per ottenere un rimborso delle tasse

Nel 1994 una società, mal interpretando una norma di legge, paga un'imposta che non avrebbe dovuto pagare per un importo di circa 2 milioni di lire; accortosi tempestivamente dell'errore, l'amministratore presenta entro i termini di legge una dichiarazione rettificativa chiedendo a rimborso la somma indebitamente versata.
Il tempo trascorre senza che l'ufficio delle imposte si degni di dare corso alla richiesta: quando si accorge che si sta avvicinando la scadenza del termine di dieci anni che farebbe scattare la prescrizione, la società produce -a proprie spese- un'ulteriore istanza, alla quale l'ufficio continua a non dare riscontro, ed è quindi costretta a proporre ricorso -a proprie spese- per fare valere i propri diritti.
Dopo due o tre anni la commissione tributaria discute il ricorso e riconosce alla società il diritto alla restituzione dell'imposta pagata, stabilendo contestualmente che le spese del contenzioso si intendono compensate, cioè che tutti i costi sostenuti per la causa restano a carico del contribuente.
La società, a questo punto, deve notificare -a proprie spese- la sentenza all'ufficio delle entrate, affinché quest'ultimo prenda atto di avere torto e provveda a restituirle quanto le deve: dovrà attendere altri sei mesi -il tempo teoricamente a disposizione dell'ufficio per proporre appello contro la decisione della commissione tributaria- e poi -a proprie spese- produrre un'ulteriore istanza per ottenere, trascorso ancora qualche mese, il rimborso di quanto aveva erroneamente pagato.
A quel punto, a meno di altri contrattempi, saranno trascorsi quindici anni dall'errato versamento.
La vicenda è realmente accaduta (la documentazione è presso il mio studio e non la pubblico per evidenti ragioni di privacy): non rappresenta, purtroppo, un'eccezione, ma la regola.
Fate un po' voi.

Questo post è stato pubblicato il 07 luglio 2010 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

12 Responses to “Cosa si deve fare in Italia per ottenere un rimborso delle tasse”

  1. Ti consiglio anche una simpatica lettura di questo piccolo blog, in cui un povero consulente IT racconta del suo contenzioso con il fisco. In soldoni, non ha mai evaso nulla, ma si trova fuori dagli studi di settore e per il fisco è evasore e ora sta affrontando un processo tributario.

    Le cifre non sono pubblicamente disponibili perché il pover'uomo sta con l'acqua alla gola e per dartele ti chiede un obolo. :|

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  2. Guarda, non mi meraviglio, e anzi da quel che mi dice il mio commercialista sono episodi abbastanza frequenti.
    Se poi vuoi sentirti male, ti racconto questa: una delle mie sorelle lavora a Londra.
    Un lustro fa aveva sbagliato la dichiarazione dei redditi, senza accorgersene!
    Il giorno lavorativo successivo al pagamento, le telefona l'ufficio tributario londinese che la convoca "quando potrà, secondo i suoi tempi lavorativi"!
    Appena arrivata, le hanno restituito la cifra che aveva consegnato in eccesso (tradotto: una 50ina di euro, circa) tramite assegno circolare. Non solo, ma la tipa le ha consegnato il suo biglietto da visita "qualora dovesse avere dei problemi l'anno prossimo".
    Insomma: il venerdì mia sorella aveva versato 50 euro di troppo; il lunedì glieli hanno restituiti.
    Adesso puoi piangere: i fazzoletti sono nel primo cassetto della mia scrivania.
    Ciao,
    Alessandro

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  3. Per completezza di informazione... a quanto ammonta il totale di "a sue spese"?

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  4. Quindi è giusto, in Italia, non pagare le tasse.

    cvd

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  5. Beh, un blog come questo non può essere superficiale nel commentare un fatto del genere, facendo passare l'Agenzia delle Entrate come il "mostro cattivo".

    Gli agenti del fisco lavorano sempre sul pregresso, facendo cioè indagini sugli anni fiscali precedenti, prima che "scatti la prescrizione". Hanno quindi un arretrato mostruoso da smaltire entro il 31 dicembre di ogni anno, e questo a causa della mancanza di personale: il governo non vuole fare nuovi concorsi per risparmiare, senza pensare che così invece guadagnerebbe di più!

    Un'azienda che deve 2 milioni è di medie o grandi dimensioni. Un'indagine su quelle aziende può durare diversi mesi e forse anche anni, a causa delle scatole cinesi, delle società di comodo, delle rogatorie a San Marino, in Lussemburgo, in Svizzera, o nelle Isole Vergini. tutti stratagemmi che i COMMERCIALISTI mettono in atto per eludere le tasse e le imposte giocando su costi, false fatturazioni e giri di denaro vari.

    Un'Agente delle Entrate per un magro stipendio deve demolire il complesso giochetto che una squadra di COMMERCIALISTI ha messo in atto dietro un compenso a svariati zeri. Questo spesso dovrebbe richiedere anni, ma il lavoro in scadenza costringe il Fisco ad accontentarsi, ed i commercialisti lo sanno.

    Inoltre il governo ha messo su dei "premi di produzione" che i dirigenti delle Entrate si intascano in base al numero (e non alla qualità) di verifiche svolte. Quindi ogni agente è caricato di indagini su anni fiscali passati, da effettuare (male) nel minor tempo possibile per far arricchire il proprio dirigente.

    Ecco allora che un farraginoso sistema di controllo per forza avrà problemi anche nel gestire una pratica per la restituzione di quanto pagato in eccesso, pratica che ovviamente verrà presa in considerazione (forse) quando sarà in scadenza.

    Infine è bene dire che in Italia, e solo in Italia, un COMMERCIALISTA è considerato bravo non quando ti mette i conti a posto e ti fa pagare il dovuto (Mills fu denunciato dal suo commercialista!!!) ma quando riesce ad eludere spesso illegalmente le maglie del Fisco.

    Ci sapresti illuminare su quanto questa azienda tua cliente (tanto è anonima) ha evaso o eluso in questi anni??

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  6. @Arturo: 2 milioni... di lire...

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  7. @Arturo: chi è il superficiale? Io o tu, che confondi 2 milioni di euro con 2 milioni di lire (leggi quello che ho scritto, prima di commentare, per favore), e che parli a sproposito di rogatorie internazionali in Lussemburgo e nelle Isole Vergini (per un pagamento di mille euro che non era dovuto? ma che vai cianciando?) ed elusioni d'imposta quando il caso che racconto riguarda semplicemente un importo pagato per errore e quindi teoricamente da restituire al volo?
    Chi è il superficiale? Io o tu, che spari illazioni a casaccio sul modo in cui lavoro, e su quanto eludono o evadono le aziende che seguo (come ti permetti? io sono una persona seria, cosa credi?).
    Riflettere, please, prima di aprire bocca e dare fiato.

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  8. Ammetto la mia superficialità, e ti chiedo scusa se il mio commento è risultato offensivo. Provo a chiarire meglio quello che intendo dire.

    Fossero anche 2 Euro, il motivo per cui si innescano tali meccanismi burocratici sono dovuti al cronico disinteresse ad organizzare come si deve le Pubbliche Amministrazioni. I tagli agli sprechi sono fatti male, e gli unici enti che garantirebbero entrate allo Stato (Magistratura ed Agenzia delle Entrate) vengono quotidianamente mortificati.

    Siano 2 milioni, o 2 centesimi, ammetterai che il tuo post accusa la colpevole e ridicola burocrazia del Fisco (che non nego), senza però sottolineare come tali meccanismi siano diretta conseguenza delle sciagurate politiche italiane (di sempre).

    Anche per cause in tribunale di poco conto possono innescarsi lungaggini tragicomiche. E dare la colpa alla magistratura mi sembra semplicistico.

    Sono stanco di tutti quei banali discorsi contro il Fisco che non vanno al di là del "poveri noi tartassati". Ecco perché, e ti chiedo scusa per questo, mi sono fiondato a testa bassa e lancia in resta (e avendo letto con superficialità) nella casella dei commenti.

    Non voglio mettere in dubbio il tuo lavoro, ma proprio perché sei dell'ambiente, mi vorrai consentire di nutrire poca stima verso i tuoi colleghi, allo stesso modo in cui, senza nulla togliere ai rappresentanti onesti ed impegnati, che amo e seguo, covo un forte risentimento nei confronti della classe politica di cortigiani (la stragrande maggioranza), di ogni livello e colore.

    Le mie più sentite scuse. Se vorrai continuare questa discussione, ignorando quanto possa averti offeso, sarei grato ed onorato.

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  9. @Arturo: ci mancherebbe altro, certo che la voglio continuare. Però, perdonami,ci sono un paio di cose che non capisco: da dove desumi che io voglia ridicolizzare il fisco "senza sottolineare come tali meccanismi siano diretta conseguenza delle sciagurate politiche italiane"? Questo blog, dal 2006, non parla quasi di altro (delle sciagurate politiche italiane, intendo): né dal tenore del post si evince -mi pare- che io abbia assunto l'aria di quello che dice "poveri noi tartassati".
    Quanto ai miei colleghi, permettimi una precisazione: io preferisco sempre parlare delle persone piuttosto che delle categorie (altro è dare giudizi sulle organizzazioni, che sono cosa diversa).
    I buoni e i cattivi, insomma, non ci sono: né da una parte, né dall'altra.
    Ciao.

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  10. quando vivevo in germania i rimborsi per le tasse pagate in eccesso arrivavano in tre-quattro settimane dalla consegna della dichiarazione dei redditi. quando ho vissuto in brasile si passava a tre-quattro mesi, ma in tutti i casi i soldi arrivavano puntuali sul mio conto corrente. ora che dovrei ritrasferirmi in italia mi viene male a pensarci...

    mané

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  11. Sono due anni che non perdo un tuo post. Quindi non posso dubitare delle tue intenzioni. Ma spesso leggo i post isolandoli dal contesto, come chi capita per caso sulla pagina.

    Ed alla luce di ciò il tuo post non differisce molto dai commenti indignati che anche io ho fatto quando ho avuto a che fare da cittadino con gli uffici del mio Comune, o con gli sportelli delle ASL, o con le montagne di faldoni della Pretura.

    Indignazione comprensibile, ma il problema non è il Comune in sé, o l'ASL, o la Pretura. Su questo sembriamo d'accordo.

    Mi sono posto per anni il problema delle "categorie": è giusto o no, quando non si possono fare nomi e cognomi, parlare di categorie?

    Beh, quando vedo la mia Campania orrendamente cementificata non posso non condannare (con tutte le attenuanti che vuoi) "i costruttori", "gli ingegneri", "gli Uffici Tecnici" (anche se tutto in ultima analisi è riconducibile ai "politici"). Ed i miei colleghi ingegneri non fanno fatica ad essere d'accordo.

    E quando dicono che "gli Italiani" sono collusi, corrotti, raccomandati, cortigiani e poco inclini alle regole, non riesco proprio ad opporre l'argomento "sì ma ci sono anche gli onesti". La considero invece una tesi più volte dimostrata da cui si può partire per analizzarne le cause (che anche stavolta coinvolgono la politica).

    Insomma, parlare per categorie, consci dei limiti di tali argomentazioni, non credo sia sempre inutile nell'analisi dei problemi.

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  12. Cicci belli!!
    A Dublino ci si registra per una cosa che si chiama PPS ed e' una specie di codice fiscale. Con le code e tutto ci vogliono 2 ore se sei Europeo.
    Dai il tuo PPS al tuo datore di lavoro e su questo ti vengono calcolate le tasse.
    Ti viene comunicato tramite lettera a casa quanto ti verra' rimborsato ogni anno, visto che 3600 euro sono comunque sembre rimborsati in due rate a luglio e dicembre.
    Se vuoi puoi registrarti al sito revenue.ie dove puoi tenere tutta al tua situazione sotto controllo. Se hai cambiato indirizzo o qualcosa non va, ti chiamano al cellulare e ti informano. Loro.

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