Dobbiamo scoprire dove sono

I gay sono malati e deviati, hanno bisogno di aiuto psicologico, dobbiamo scoprire dove sono e identificarli, e se sono clandestini devono venir espulsi. (...) Devono farsi curare, se sono curabili, altrimenti devono stare dentro le loro mura, perché non possono invadere la libertà altrui.
Un vescovo? No. Un sindaco. Fate un salto da Fabio e scoprite chi è.

Questo post è stato pubblicato il 21 luglio 2010 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

30 Responses to “Dobbiamo scoprire dove sono”

  1. Missiato e' stato un po' troppo duro. Tuttavia queste dure reazioni "etero-oriented" sono provocate dal fatto che ultimamente la comunita' gay ha deciso di intraprendere una politica basata sullo scandalo e su una certa aggressivita'... mascherata da "gioiosa manifestazione". Parlo di certe cose tipo il "Gay Pride", esaltate ed appoggiate da certa stampa e da certa sinistra. Il rischio e' quello di fomentare la reazione della maggioranza silenziosa, ovverossia degli etero.

    RispondiElimina
  2. Embè? E' un cattolico.
    Che ti aspettavi, qualcosa di sensato?

    C'è una categoria di predicatori di gran lunga più intelligenti, guarda qua:

    http://iltafferugliointeriore.blogspot.com/2010/07/e-noi-ancora-confonderci-coi-razzingher.html

    RispondiElimina
  3. @ ugo limone: non è la prima volta che leggo un tuo commento che invita alla 'normalizzazione' dei gay.
    basta con questi gay assurdi tutti lustrini e pailletes che indeboliscono il valore di quei meravigliosi gay silenziosi, non appariscenti, discreti che non danno fastidio.
    ma la mia libertà di essere contemporaneamente un serio professionista (laureato, parlo correntemente 4 lingue e ne conosco altre 4 o 5 per hobby, ah, insegno di professione) con una bella casa, degli amici, molti interessi E anche allo stesso tempo baraccona che parla al femminile di sé e degli altri quando vuole farsi una risata o provocare una reazione non è ammissibile, vero?
    beh, peccato, perchè io rivendico il diritto di essere entrambe le cose, quando mi pare e piace, e senza chiedere scusa se, ancheggiando provocatiorio in un corso del centro, stimolo omoeroticità o fastidio. sai quante cosa a me danno fastidio, ma le tollero ugualmente....
    ti ricordo stonewall, parlando di politiche "basate sullo scandalo". inoltre non siamo noi che diamo scandalo, perchè essere gay non é né una malattia, né un problema (almeno per me). scandalo, per me, è altro. che ne so, essere governato da plurinquisiti (di destra e di sinistra), sentirmi dire come devo comportarmi da gente che nasconde stupri su bambini. consumatori abituali di coca che mi dicono di non drogarmi. insomma, mi pare un po' una magnacciata o, come dicono a roma 'tutti froci con il culo degli altri'. in fondo siamo in tema, no?

    RispondiElimina
  4. @Fe: nessuno infatti ti vuole togliere la liberta' di andare al Gay Pride a manifestare, quello che ho visto e' che in quelle manifestazioni si sprecano gli sberleffi al Santo Padre.

    Questo puo' provocare a molte persone un senso di fastidio che si traduce in una estremizzazione delle posizioni antigay.
    Quando cio' succede e' tardi per lamentarsi delle parole di fuoco di un sindaco cattolico.

    RispondiElimina
  5. Ugo Limone nerchiosbrodolone,
    la tua mancanza di rispetto è imbarazzante... che poi c'è anche l'articolo 3 della Costituzione che ti dà torto...
    La chiesa è omofobica, punto e basta. Quantunque e qualora un gay stesse zitto zitto, quatto quatto, la Chiesa avrebbe comunque da ridire... che poi è il contrario di quanto predicava Cristo...
    E se poi qualcuno sberleffa il papa (che "santo" non è, e "padre" sarà per te, ma non in senso assoluto), è una questione di limiti alla buona educazione. Ma seguendo il tuo ragionamento, questo papa provoca, e tanto... e allora cosa dovrebbero fare i gay contro le sue provocazioni?
    In più il tuo non pensare autorizza il vecchio andazzo da bulletto con i piedi puzzolenti e l'animo nero: se mme prevochi, adacheddevo reagì.
    Voglio dire che a me stanno sulle scatole tante cose, ma non mi sento autorizzato a reagire con fare nazisotide solo perché mi ritengo provocato.
    Ma in quale tugurio malfamato vive uno che sragiona così.
    Ammettilo: sei un omofobo. Saresti più onesto con te e con gli altri.
    Ciao,
    Alessandro

    RispondiElimina
  6. @AL: Non mi sembra di aver mancato di rispetto.

    Tu dici la Chiesa avrebbe comunque da ridire ad un gay che se ne sta zitto. E questo lo dici tu, innanzitutto non ci sarebbe questo clima di perenne provocazione, da una parte e dall'altra...

    Ed e' vero che questo papa provoca, ma Giovanni Paolo II era senza dubbio molto piu' moderato eppure non e' stato risparmiato dagli attacchi. Questa e' la tipica spirale che alimenta se stessa.

    Aggiungi inoltre che tu non reagisci con fare nazistoide, tuttavia ti rivolgi a me facendo uso di nomiglioli come fanno i bambini dell'asilo.

    RispondiElimina
  7. Eeeebbe',
    tale è la stupiditudine delle tue argomentazioni che giusto all'asilo possiamo andare.
    In quanto al fatto che lo dico io che la Chiesa avrebbe comunque da ridire sui gay, sei veramente poco documentato, visto che è proprio la Chiesa ad aver suggerito più volte ai gay di non palesare la propria "devianza".
    Anzi, ti dirò di più, super roccosiffredi de'noantri, quando i nazisti cercavano gli omosessuali nascosti nelle case e nelle cantine, indovina chi li aiutava con cinica e pervicace metodica?
    Proprio i componenti la simpatica Chiesa, perché i gay credenti avevano la pessima idea di andarsi comunque a confessare.
    Studia un po' di più, supermaschionetragliagrumi, e scoprirai quanto e come la Chiesa abbia agito contro i gay.
    E senza nessun gay pride che la "provocasse".
    Ribadisco: ammetti di essere omofobico, e avresti più rispetto di te e dei tuoi deliri.
    Ricordati l'articolo 3 della Costituzione, e lascia le stronzate della Chiesa dentro le mura del Vaticano che è meglio.
    Ciao megatriceratopone,
    Alessandro

    RispondiElimina
  8. Ho appena letto la notizia. Ma perché il sindaco vecchio e deviato lui mentalmente non va a ritirasoi con i nipoti sulle ginocchia?

    Da notare che dichiara inoltre:
    "Questa non è la prostituzione femminile, questa è maschile e non può passare inosservata - sottolinea Missiato - il Piave ha anche un valore simbolico, c'è un monumento degli artiglieri circondato da preservativi, guanti, salviette".

    Come se la prostituzione femminile è data per scontata. Ma dove siamo arrivati?
    Che schifo.
    Verogna.

    RispondiElimina
  9. @AL: Ma che cosa centrano adesso i nazisti confessori?

    Le organizzazioni gay conoscono molto bene le posizioni della Chiesa ma fanno ben poco per bloccare la spirale. Attaccare insistentemente la Chiesa e' come attaccare tutti i Cattolici (ovvero la stragrande maggioranza della popolazione italiana), ti sembra questa una strategia intelligente?

    RispondiElimina
  10. La Chiesa conosce molto bene le posizioni delle organizzazioni gay, ma fa ben poco per bloccare la spirale.

    RispondiElimina
  11. @bellobello: La Chiesa e' in una posizione di forza e dietro di se ha l'appoggio delle masse, a che pro cercare un compromesso?

    RispondiElimina
  12. Allora oltre ad essere omofobico, sei anche furbetto.

    Punto uno: io scrivo "La chiesa è omofobica, punto e basta. Quantunque e qualora un gay stesse zitto zitto, quatto quatto, la Chiesa avrebbe comunque da ridire... che poi è il contrario di quanto predicava Cristo..."

    Punto secondo: tu replichi "Tu dici la Chiesa avrebbe comunque da ridire ad un gay che se ne sta zitto. E questo lo dici tu"

    Punto terzo: al che io ti controreplico che non lo dico io, ma che addirittura anche se i gay stavano zitti "quando i nazisti cercavano gli omosessuali nascosti nelle case e nelle cantine, indovina chi li aiutava con cinica e pervicace metodica?
    Proprio i componenti la simpatica Chiesa, perché i gay credenti avevano la pessima idea di andarsi comunque a confessare"

    Adesso, caro furbettone mio, dov'è che avrei parlato di "nazisti confessori"?
    Da nessuna parte. Te lo sei inventato.

    In più aggiungi una cazzata sesquipedale degna della tua ignoranza, e cioè: non solo i gay non devono manifestare i propri diritti, ma sono loro che stimolano la spirale dell'omofobia della Chiesa. Sei un genio dell'assurdo!

    Non ti è mai venuto in mente che le affermazioni nazistoidi, razziste, omofobiche e anticristiane dei preti siano da condannare? Quel tuo cervelletto non ha mai pensato che un gay ha gli stessi diritti di chiunque altro, e che la Chiesa ha rotto i coglioni con la sua politica antisemita, antigay, antidemocratica, antipreservativo.

    Vedo che fisiologicamente non sei capace di un'argomentazione che sia una. Adesso replicherai dicendo che magari ti ho offeso, oppure stravolgerai il mio pensiero, oppure sparerai altre cazzate a raffica.

    La mia domanda è semplice: sei omofobico, lo sai, sì o no? Perché non lo ammetti una volta per tutte?

    Evita di spedirmi insulti al mio mail privato, perché da mo' che l'ho segnato come spam.
    Alessandro

    RispondiElimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  14. @AL: Io non ho spedito nessun insulto alla tua mail privata, e non ho alcun interesse a farlo.

    RispondiElimina
  15. Da come lo dici sembra cha parli della Chiesa come di un'entità politica.... ma allora sti cazzi se il suo leader viene sbeffeggiato (o meglio se viene insultato a seguito dei suoi insulti) in un gay pride. Se invece non è un'entità politica, ma quello che dovrebbere essere, una setta religiosa che crede nell'amore, ecc. ecc., allora non dovrebbe fare il male che fa ai gay, insultandoli continuamente. Se l'essere definiti malati o altro, poi, per te non è un insulto, allora di che stiamo parlando?

    Comunque continuo a non capire perché la Chiesa ce l'abbia tanto con i gay. Forse lo sai tu.

    RispondiElimina
  16. Ugo,
    per favore, almeno sii onesto.
    E, ribadisco, rispondi alla domanda: sei omofobico, sì o no?

    RispondiElimina
  17. Vorrei spezzare una lancia per i Pride (gay, trans, lesbici, queer eccetera...), spesso vituperati perché parata baraccona ed esibizionistica, poco seria e politicamente improduttiva. Non sarà invece la forma più importante che abbiamo per impadronirci di una qualche forma collettiva, aldilà dei nostri piccoli individualismi? Le libertà individuali saranno anche importanti, ma onestamente vedo più immaginazione, creatività e libertà in un Pride che in altre rivendicazioni che in fondo hanno lo scopo di renderci uguali a tutti gli altri. Troppo facile riconoscerci l'uguaglianza solo se stiamo bravi. L'uguaglianza ci spetta senza toccare un briciolo di tutte le differenze che incarniamo. Mica gli etero si preoccupano di presentarsi come tutti rispettabili! Non ho paura dei paragoni che si fanno tra il Pride e il carnevale. Il carnevale senza sbeffeggio e trasgressione non ha ragione di esistere, e ha una lunga storia e tradizione. Ma per tornare a Spresiano, la necessità politica di non restare isolati e di fare massa è evidente: non c'è posizione moderata che possa "convincere" Missiato e gli altri come lui a dichiararci accettabili. Tra parentesi nel suo sito è lui a dichiararsi "moderato"!!! Se è moderato lui, allora una drag queen è addirittura conservatrice ;-) Non farei neanche sarcasmo sulla civiltà o meno del nord-est: a me sembra che un po' tutta l'Italia sia un colabrodo. Certo che se abitassi a Spresiano non sarei soltanto incazzato, mi sentirei umiliato e onestamente impaurito.

    RispondiElimina
  18. @AL:

    <>

    Con questa frase intendi ribadire che ti ho insultato privatamente?

    Smentisco. Io non invio insulti a nessuno, ne in pubblico ne in privato, se hai ricevuto insulti per email ti invito anche a denunciare la cosa alla polizia postale, poiche' l'indirizzo sicuramente non e' mio non ho niente di cui temere.

    E per finire non sono omofobico.

    RispondiElimina
  19. Polizia postale... ma per favore.

    Se non sei omofobico, allora non puoi scrivere/dire/pensare le cose che scrivi/dici/pensi.

    Vado via, che devo fare altri lavoretti più interessanti del rintuzzare la tua follia.

    Stai bene, piccolo omino, che prima o poi crescerai,
    Alessandro

    RispondiElimina
  20. @AL: "Polizia postale... ma per favore."

    Allora stai mentendo, dici che ti ho insultato sulla tua mail privata unicamente allo scopo di farmi apparire come un codardo. Se e' cosi' allora il tuo si che e' un atto degno di un codardo.

    RispondiElimina
  21. Bamboccio bello,
    dì quello che vuoi, me ne frega nulla: mi hai insultato privatamente, punto e basta. E pubblicamente non stai rispondendo a nulla; il post di Metil denunciava un fatto gravissimo, da te avallato anziché perlomeno stigmatizzato.
    Dici che non sei stato tu a spedirmi una mail insultante? E chissenefrega.
    Del resto avevo scritto che andavo via, e tu hai replicato sapendolo, quindi non concedendomi possibilità alcuna di replica. Quindi mi sembra che la codardia sia una cosa che frequenti abilmente.
    Se vuoi replicarmi di nuovo, io sto andando via, eppoi conosci il mio mail: ma evita di rompere in casa altrui; non è elegante... anzi, scusa Metil se stiamo nel tuo salotto.
    Buona giornata,
    Alessandro

    RispondiElimina
  22. ancora con questa "favola" che essere gay significa essere malati, è solo un orientamento sessuale punto, che poi qualcuno per riuscire a star bene con sè stesso abbia bisogno di psicoterapia o altro non è una tragedia, anche gli eterosessuali vanno in terapia!

    e per quando riguarda il gay pride la trovo una manifestazione che sotto l'apparente leggerezza ha qualcosa da dire, io sono etero ma partecipo sempre per solidarietà, qualche volta persino in trasferta

    RispondiElimina
  23. @AL:

    =====
    Bamboccio bello,
    dì quello che vuoi, me ne frega nulla: mi hai insultato privatamente, punto e basta.
    =====

    Si certo come no, mi sembra che qui l'unico bamboccio bello sei tu. Io non insulto nessuno e se continui a sostenere che ti spedisco insulti in privato vai pure a denunciare la cosa e vedremo chi ha ragione o no. E non me ne frega niente se vai via o meno, io ti aspetto sempre qui pronto a replicare.

    RispondiElimina
  24. Il concetto "i gay sono malati" è il solito disco rotto, il solito parlare a vanvera, è una trita e ritrita scemenza e fai bene a puntare il dito.
    Forse però, invece di estrapolare solo i pezzi della notizia che fanno più scandalo e indignazione, valeva la pena di citare che le esternazioni a mio parere deliranti del sindaco nascono da gente che tromba in pubblico lasciando in giro di tutto dopo.
    Non è bellissimo, eh.
    Almeno buttare il preservativo. Oppure tipo vedersi in casa propria (era questo il senso della parte relativa alle 'proprie mura', e francamente ha senso, se non lo estrapoli totalmente) e non all'aperto in un luogo potenzialmente aperto al pubblico. Non so, io non vado al parco Sempione a trombare la notte, sto a casa mia.
    Oltre a stigmatizzare le parole da alto medioevo del sindaco, visto che si parla della notizia, se ne potrebbero esplorare anche altri aspetti. Altro che gay pride, QUESTI sono eccessi. Che siano etero o omo, non è bello girare col patema di deviare un attimo dal sentiero principale e trovarti davanti due che scopano, o no?

    RispondiElimina
  25. Ma è mai possibile che ad ogni cacca di mosca sto coso al limone deve sempre partire con i suoi deliri?
    E datte na calmata a limò!
    Che sei in cassa che c'hai tutto sto tempo di scrivrere romanzi?
    Vai al mare vai...ci guadagni in salute.

    RispondiElimina
  26. L'omofobia veterocattolica del sindaco è da condannare, ma trombare in luogo pubblico o aperto al pubblico è vietato dala legge, e questo vale per gay ed etero.

    RispondiElimina
  27. Riporto quello che ho già scritto sul blog ilNichilista, e che riporterò in ogni blog in cui vedrò parlare in maniera non corretta di questa notizia:

    E' bello decontestualizzare le frasi, senza conoscere il contesto di quello che in realtà si parla. Ha l'effetto di far senitre superiore (il tipico paladino della giustizia in erba, per intenderci) chi scrive, e di far passare (in questo caso) per razzista omofobo chi le ha dette.

    Io, da cittadino SPRESIANESE e da COMUNISTA, lo so. Il discorso a cui si riferiva il sindaco (che, vi posso confermare, è tutto fuorchè omofobo, e come ho letto qui "veterocattolico") riguardava la situazione di degrado del Parco delle 'Grave del Piave' e non era ASSOLUTAMENTE inquadrata in un ottica generale, come invece questo blog (ed anche anche altri) e il 90% delle testate giornalistiche voglio far intendere (forse per vendere qualche copia/avere qualche lettore in più?).

    Questo luogo (un'area verde di 320.000 mq), dalla fine degli anni 90, è diventato un luogo deputato a comportamenti, diciamo, "non ortodossi". Questo perchè, in passato, dalle amministrazioni precedenti (leghiste), è stata fatta una scelta precisa: essendo "oneroso" presidiare e controllare il territorio, si è deciso di tagliare o chiudere tutte le vie d'accesso al fiume.

    Con questa scelta si è amputata l'abitudine (davvero popolare e antica) di frequentare l'alveo da parte delle comunità di Spresiano e dei paesi limitrofi. A questo punto l'alveo stesso è diventato una zona liminale, non frequentata e quindi adatta a concentrare i comportamenti socialmente problematici.

    Per farvi un esempio, durante uno dei pochissimi giorni di apertura dell'anno scorso, io stesso mi sono trovato di fronte ad una situazione a dir poco disdicevole: due persone di sesso maschile, completamente nude, atte a rasarsi i peli pubici. Il tutto mentre famiglie con bambini passeggiavano a pochi metri (Giudicate voi!). Queste situazioni, lì, sono all'ordine del giorno. Inoltre oltre ad essere un "parco giochi" (prediletto principalmente da omosessuali, ma anche da gente di ogni genere e gusto sessuale) è diventato una tana di spacciatori e gente poco raccomandabile.

    Comprendo e condivido quindi, il senso delle affermazioni del Sindaco Missiato. Cosa che non può essere fatta se non si ha un'approfondita conoscenza dei fatti che accadono quotidianamente all'interno del Parco Grave.

    RispondiElimina
  28. Riporto quello che ho già scritto sul blog ilNichilista, e che riporterò in ogni blog in cui vedrò parlare in maniera non corretta di questa notizia:

    E' bello decontestualizzare le frasi, senza conoscere il contesto di quello che in realtà si parla. Ha l'effetto di far senitre superiore (il tipico paladino della giustizia in erba, per intenderci) chi scrive, e di far passare (in questo caso) per razzista omofobo chi le ha dette.

    Io, da cittadino SPRESIANESE e da COMUNISTA, lo so. Il discorso a cui si riferiva il sindaco (che, vi posso confermare, è tutto fuorchè omofobo) riguardava la situazione di degrado del Parco delle 'Grave del Piave' e non era ASSOLUTAMENTE inquadrata in un ottica generale, come invece questo blog (ed anche anche altri) e il 90% delle testate giornalistiche voglio far intendere (forse per vendere qualche copia/avere qualche lettore in più?).

    RispondiElimina
  29. continua dal commento precedente:

    Questo luogo (un'area verde di 320.000 mq), dalla fine degli anni 90, è diventato un luogo deputato a comportamenti, diciamo, "non ortodossi". Questo perchè, in passato, dalle amministrazioni precedenti (leghiste), è stata fatta una scelta precisa: essendo "oneroso" presidiare e controllare il territorio, si è deciso di tagliare o chiudere tutte le vie d'accesso al fiume.

    Con questa scelta si è amputata l'abitudine (davvero popolare e antica) di frequentare l'alveo da parte delle comunità di Spresiano e dei paesi limitrofi. A questo punto l'alveo stesso è diventato una zona liminale, non frequentata e quindi adatta a concentrare i comportamenti socialmente problematici.

    Per farvi un esempio, durante uno dei pochissimi giorni di apertura dell'anno scorso, io stesso mi sono trovato di fronte ad una situazione a dir poco disdicevole: due persone di sesso maschile, completamente nude, atte a rasarsi i peli pubici. Il tutto mentre famiglie con bambini passeggiavano a pochi metri (Giudicate voi!). Queste situazioni, lì, sono all'ordine del giorno. Inoltre oltre ad essere un "parco giochi" (prediletto principalmente da omosessuali, ma anche da gente di ogni genere e gusto sessuale) è diventato una tana di spacciatori e gente poco raccomandabile.

    Comprendo e condivido quindi, il senso delle affermazioni del Sindaco Missiato. Cosa che non può essere fatta se non si ha un'approfondita conoscenza dei fatti che accadono quotidianamente all'interno del Parco Grave.

    RispondiElimina
  30. Ops, scusatemi, ho fatto un casino postando! cancellate gli ultimi due commenti!

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post