C'era Facebook ai tempi di Lincoln?


Sapete cosa hanno in comune Abraham Lincoln, Benito Mussolini, Franklin Delano Roosevelt, Adolf Hitler, Mohandas Karamchand Gandhi, John Fitzgerald Kennedy, Charles de Gaulle, Jean-Bédel Bokassa, Agostinho Neto, Giovanni Paolo II, Ronald Reagan, Anwar al-Sadat, Bashir Gemayel, Indira Gandhi, Olof Palme, Yitzhak Rabin, Hosni Mubarak?

Erano tutti capi di stato, e tutti hanno subito almeno un attentato (nella maggioranza dei casi mortale, e comunque sempre più grave del lancio di una statuetta in faccia) nel corso della loro attività istituzionale.

Ho citato i primi nomi che mi sono venuti in mente, ma a voler fare un lavoro sistematico la lista si allungherebbe a dismisura.

Il primo omicidio è del 1865, l'ultimo è del 1999.

La parola "blog", versione tronca del termine inglese "weblog", ha iniziato a diffondersi nel 2000. Facebook è stato fondato da Mark Zuckerberg nel 2004.

Fatemi la cortesia, spiegatemi di che cazzo andate cianciando.

Questo post è stato pubblicato il 15 dicembre 2009 in ,,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

21 Responses to “C'era Facebook ai tempi di Lincoln?”

  1. Leggo questo post con cui non si può non essere d'accordo e mi rendo conto di una cosa.

    Dal momento in cui stabiliamo che il lancio di un souvenir, difficilmente considerabile un'arma letale, è un attentato allora dobbiamo renderci conto che abbiamo già accettato gran parte di quelle "ciance"

    RispondiElimina
  2. Non vedo la connessione

    RispondiElimina
  3. Stiamo dicendo che la libertà d'espressione ci è data per l'esercizio del diritto di critica e di contestazione, NON per incitare all'odio e alla violenza. Siti come "Uccidiamo Tizio e Caio" mi sembrano ABUSI della libertà d'espressione.

    RispondiElimina
  4. @metil: era una battuta (connessione)

    RispondiElimina
  5. mi preoccupa parecchio la definizione di 'blog violento'.
    qualunque critica potrà essere spacciata per istigazione alla violenza, qualunque parola che non sia di amore incondizionato per l'azione di governo.
    mi spiace che l'unico che abbia detto che è sbagliato demonizzare la rete sia Casini.

    RispondiElimina
  6. Sono d'accordo col non demonizzare la Rete.
    Ma credo che fra una critica anche vivace e una istigazione ad ammazzare la distinzione sia abbastanza chiara.

    RispondiElimina
  7. @Rainbow

    Una volta che apri la porta al concetto che e' giusto oscurare un sito per "istigazione all'odio" (ad esempio "Odio Hello Kitty!") non puoi lamentarti se poi t'invade la casa...
    Meglio tener su un gruppo di Facebook composto da idioti oppure rischiare che il dissenso venga sistematicamente perseguitato?

    E sappiamo che e' cosi',i precedenti parlano chiaro - uso criminoso,diffusione di disfattismo,persecuzione e cosi' via - e quindi ritengo che sia affatto opportuno che questi signori il cui concetto di liberta' e' estremamente labile tentino di metter mano a certe cose.

    RispondiElimina
  8. Se davvero Maroni vuol far chiudere tutti i siti dove si inneggia alla violenza, per esser coerente dovrebbe far piazza pulita di quasi tutti quelli legati al suo stesso partito

    RispondiElimina
  9. @Rainbow

    Aggiungo.
    Oggi Luttazzi,Santoro e Biagi dei tempi dell'editto bulgaro ritengo sarebbero definiti istigatori di odio...

    RispondiElimina
  10. se alle leggi e ai tribunali si sostituisce la censura di maroni, la democrazia è finita (il poco che ne restava). voglio poi fare una riflessione: i governi sanno benissimo che è meglio incanalare rabbia e protesta piuttosto che lasciarla libera, per cui è interesse dei governi stessi mantenere in piedi certi "sfogatoi" (addirittura violenti fisicamente, es. gli stadi la domenica) piuttosto che avere la violenza sotto casa.
    quando si arriva alla censura, è perché c'è voglia di rafforzare un regime, reprimere anche fisicamente il dissenso che, se perde luoghi di espressione come internet, per forza si riversa sulle strade.

    RispondiElimina
  11. "Se davvero Maroni vuol far chiudere tutti i siti dove si inneggia alla violenza, per esser coerente dovrebbe far piazza pulita di quasi tutti quelli legati al suo stesso partito"

    parole sante!

    RispondiElimina
  12. Maroni non è nuovo a certe cose.
    Dopo aver fatto la legge 30/2003 ed averla chiama Biagi, adesso farà una legge restrittiva di Internet come in Cina e la chiamerà Legge Anti/Tartaglia

    RispondiElimina
  13. Lasciamo perdere "odio hello Kitty".
    Sto parlando di siti che dicono "ammazziamo tutti i froci" o "Gassiamo gli ebrei" o "Facciamo fuori i negri" e roba simile. incitazione all'odio politico, religioso, razziale, omofobico, con vere e proprie apologie di reati quali l'omicidio e la strage. Perchè siti del genere dovrebbero godere della stessa protezione di siti freqentati da persone civili come questo?
    Secondo Me è il web, sono gestori dei siti che dovrebbero darsi delle regole. io non ho il diritto di calunniare, e nemmeno di dire "quello lo dovrebbero ammazzare perchè non la pensa come me". Il rispetto dell'altro e delle regole di elementare convivenza è essenziale

    RispondiElimina
  14. @ demopazzia
    Anche le armi improprie possono fare danno: la vita no, ma la vista da un occhio il vecchietto l'avrebbe persa, se le guglie del duomo battevano lì.
    Può capitare a chiunque abbia notorietà, non solo a uomini politici (vedi Patty Pravo, a cui pure sono saltati dei denti per il lancio di un portacenere), perciò le menate sul "clima", in internet e fuori, sono eccessive. Però neanche direi che si è trattato di una cosa da ridere, tipo pistola ad acqua o fiala puzzolente.

    RispondiElimina
  15. @Rainbow

    Ovviamente "Odio Hello Kitty" voleva essere ironico...
    Cmq,domandi perche'.E io rispondo con:
    1)Usando la stessa tecnica di Metilparaben ti dico che omosessuali ed ebrei e quant'altro sono stati uccisi benissimo senza il supporto di blog e gruppi di Facebook quindi credo sia sbagliato confondere la causa (l'odio) con la conseguenza (la creazione di siti inneggianti all'odio);
    2)L'intenzione di tappare la bocca al dissenso e' chiara e da lungo tempo.Come ho gia' detto oggi Biagi forse sarebbe stato definito "istigatore di odio" considerando cio' che in passato e' accaduto a dimostrazione che il confine fra legittima critica e uso criminale di determinati strumenti non e' affatto chiaro in chi attualmente governa.

    Detto cio' io non sono disposto a rischiare che determinati gruppi\blog vengano strumentalizzati (perche' vengono strumentalizzati,e il post di Metilparaben lo chiarisce abbastanza bene) per imporre una situazione in cui una critica troppo accesa potrebbe essere considerata "istigazione all'odio".
    E non cessero' mai di ricordare che individui che han mosso legittime critiche sono stati allontanati e condotti in tribunale...

    In definitiva,dico che certe cose andrebbero fatte da individui la cui dedizione alla liberta' e alla democrazia e' ben chiara.
    Non da chi ha ampiamente dimostrato di pulirsi il culo con certe cose...

    RispondiElimina
  16. @Serena

    Hai ragione. Non voglio minimizzare. La statuetta avrebbe potuto fargli perdere un occhio. Ma c'è differenza tra un aggressione e un attentato.

    RispondiElimina
  17. Io trovo la discussione sull'aggressione surreale e profondamente stupida. Che c'entrano la politica, il terrorismo, il clima politico la sicurezza con le psicosi? Ma che non si sa che ci sono al mondo molte persone che soffrono di disturbi mentali?

    RispondiElimina
  18. “la muraille c'est le papier de la canaille”
    in fondo, per alcuni, facebook è solo una versione tecnologicamente più avanzata dei muri su cui scrivere fesserie e non è che per evitarlo qualcuno in passatoabbia mai pensato di abbattere tutti i muri

    RispondiElimina
  19. io più che in tale consesso
    accomunerei s.b. al suo carissimo amico bush,
    la versione 2.0 quella venuta peggio,
    cui tirarono addosso due ciabatte,
    ma almeno fu abbastanza lesto da abbassarsi per evitarle.

    RispondiElimina
  20. maroni ha ragione, iniziamo con chiudere 'La Padania' ed 'Il Gazzettino di Verona'

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post