In quali mani


Fermo restando che una malattia non sia cosa su cui ironizzare ( quantomeno non troppo ), rimango comunque perplesso da quanto "cotti" siano oramai i vari leader.
Qui non si parla più di ricambio quanto di rottamazione.

Questo post è stato pubblicato il 25 marzo 2010 in . Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

13 Responses to “In quali mani”

  1. non riesco a smettere di guardarlo, siamo al limite dell'incapacità di intendere e volere!

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  2. anche senza incentivi e di corsa

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. Trovandomi spesso nella necessità di criticare l'imbecille in quanto tale, senza distinzioni di sorta e colore, mi corre l'obbligo di consegnare il premio "Imbecille di giornata" al commentatore anonimo delle 19.23.

    Non credo servano spiegazioni....
    Paolo

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  5. Spero che l'anonimo sopra faccia ironico riferimento alle armi che lo stesso Bossi più volte ha ventilato di poter tirare fuori... spero...

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  6. Per nulla.... faccio indistintamente e poco ironicamente riferimento ai nostalgici (o perlomeno giustificatori improvvisati e per questo ancora più imbecilli) della "rivoluzione democratica ma fino al punto che alla fine un bel proiettile non ci starebbe poi tanto male visto il soggetto"

    Paolo

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  7. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  8. Paolo, mi riferivo all'anonimo oggetto anche del tuo intervento.

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  9. Capito tardi.. per restare in tema potrei dire che mi è partito un colpo :-)

    Però credo che la tua sia vana speranza. Ancora si soffre di questo male, vedo ancora troppo spesso l'antifascista militante trasformarsi nell'oggetto del suo odio, d'altronde la storia ce l'ha già insegnato più volte. E tutt'intorno gli amici, i compagni, far finta di non aver compreso, girarsi dall'altra parte e buttarla in caciara così passa prima la delusione di dover condividere col cretino gli stessi gusti, gli stessi ideali. Per non parlare di chi ride della battuta, una bella manata sulla spalla e tutto passa, d'altronde quell'altro se l'è andata a cercare.

    Paolo

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  10. Credo sia un'esagerazione Paolo pensare che si nasconda chissà cosa dietro una battuta (cretina è vero) o una sparata, non siamo negli anni 70.
    Scusate ancora non riesco proprio a capire cosa dice Bossi. Non potrebbe scriverlo qualche anima pia?

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  11. Chi segue questo blog sa che tutte le opinioni sono ben accette e che non è nostra abitudine censurare alcun commento.
    Purtroppo a volte c'è chi approfitta di questa libertà e inserisce commenti che, oltre ad istigare inutilmente alla violenza, rischiano di attirare azioni legali sui gestori del blog. A questo proposito, previa consultazione con gli altri autori, i commenti delle ore 19:23 e delle 20:01 sono stati rimossi.

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  12. http://theitalianist.files.wordpress.com/2009/10/berlusconi-putin1.jpg

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  13. Spero mi spiegherete perché il mio commento delle 20.01 è stato cancellato, visto che non sono lo stesso anonimo cretino che ha scritto delle p38 e non ho scritto nulla che assomigliasse al delirio di quel pazzo. Il neo è stato sottolineare il fatto che le p38, la violenza, è definita pazza e pericolosa solo in certe situazioni nella nostra società? Che dipende dal tempo in cui viviamo? E, tanto per essere chiari, questo perché sì aborro tutte le forme di violenza, ma mi stupisco anche delle differenza che la nostra civiltà crea e ha creato sul giudizio della stessa.

    Non mi sembra niente di eretico e nemmeno tanto originale, voi che dite? bah.

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