Io faccio una casa per te, tu fai una cosa per me


Secondo Denis Verdini, coordinatore del PDL, non vi sarebbe nulla di male nel "sollecitare" gli aquilani che hanno ricevuto una casa dopo il terremoto a recarsi a Roma per ringraziare il Presidente del Consiglio per la sua generosità.
In fin dei conti è un semplice scambio di favori, tanto che la richiesta è stata addirittura formalizzata in una lettera.
Se questi sono gli "scambi" alla luce del sole...

Questo post è stato pubblicato il 20 marzo 2010 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

9 Responses to “Io faccio una casa per te, tu fai una cosa per me”

  1. Questa è l'Italia...L'Italia mafiosa dove un diritto diventa un favore e se non fai favori o compromessi non hai diritti.

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  2. Lo stesso Verdini indagato dalla procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8 de La Maddalena?

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  3. questi non hanno proprio idea di dove sta il limite dello schifo!

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  4. l'italia è un paese fondato sugli scambi di favore.
    questa gente fa passare ciò che sarebbe un tuo diritto per un favore, per il quale sei in debito, salderai il conto a tempo debito.
    è tipico dei mafiosi.

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  5. NON VEDO COSA CI SIA DI MALE

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  6. C'è di male che può essere che tra quelle persone qualcuno detesti Berlusconi o semplicemente non ha le sue stesse idee, opinioni diverse, magari di sinistra. Ciò non toglie che come tutti gli altri abbia diritto a riavere la casa che lo STATO gli ha fornito, Berlusconi ha solo fatto il suo dovere, non un favore e ha usato soldi e risorse statali, non mi risulta che solo gli aquilani tesserati PDL abbiano diritto ad una casa e il loro ringraziamento è implicito nelle tasse che pagano da anni per essere parte dello stato, sopracitato.
    O forse, senza tirare in ballo i massimi sistemi, erano troppo impegnati a rimuovere le macerie, che di sicuro, il caro Silvio, non sta rimuovendo con pala e carriola.

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  7. Già l'italiano è tendenzialmente suddito...

    enrigo

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  8. siccome gli hanno fatto un piacere agli acquilani

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  9. E io che pensavo che lo stato di calamità (legge 24 febbraio 1992, n. 225 se non erro) fosse un fondo destinato a ripristinare la situazione di vita normale delle persone in seguito ad eventi naturali catastrofici, ho capito male, è un piacere in realtà, un favore che il governo può decidere di concedere o meno, in cambio ovviamente di sostegno elettorale. Sono sempre così ingenuo a pensare che lo stato rappresenti me e non sono io a rappresentare lo stato.

    Perché poi siccome gli aCquilani hanno chiesto un piacere, ora devono ricambiare e sostenere il loro salvatore.

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