Lettera a Tremonti di un’insegnante di periferia - 28 maggio 2010



"Ministro Tremonti,
lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. E’ esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un ‘ aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colelghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c’è, un giorno non c’è, un giorno è un “anatema psicologico delle sinistre” e l’altro giorno “dobbiamo fare sacrifici”. Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora. Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. IL tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre : aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33..ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere. C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale. La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i problemi erano altri, non certo questi. Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella. “Facessero una colletta i genitori, e che sarà mai qualche centinaio di euro”. Alla voce vedi sopra. “Qualche centinaio di euro è nulla”, ma non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, quel centinaio di euro serve per andare avanti. E dunque i tagli: nella scuola dove insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi, incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti mortali e le capriole all’indietro. E forse questo lei lo sapeva: qual è l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a lavorare? La nostra. Nel senso che lei aveva ragione e che quindi, nonostante i tagli , riusciamo ad andare avanti? No: nel senso che per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi: e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l’appello tutte le mattine. Però sa cosa c’è? C’è che abbiamo anche sopportato e stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no. Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà : si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati) , due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno. E allora mi dica lei quel ‘è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E ‘ una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni cosa vi aspettate? E’ già un mircolo se abbiamo le sedie nella mia scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con mussa e infissi rotti. “Si rivolga al Comun” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario, sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. E in effetti ..manco la chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a salvaguardare le scuole private. Lei lo chiama razionamento e si riempe la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè. Perché nemmeno il contributo di 15 euro annui riescono più a pagare. Lo stato vissuto nelle classi italiane è disastroso. Io la chiamo illegalità. Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi siano il bersaglio vero delle nostre scelte. E’ questa l’illegalità Egregio ministro. L’’illegalità e il non rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica e un insegnante non può farla. Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: io formo i cittadini di domani. Non lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”. Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno di più io, non di certo tu che gli togli maestri, risorse e ruolo sociale. Da qualche mese mi rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. IL mio Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli? Di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza degli edifici scolastici: sono questi per me i monumenti culturali dell’Italia che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli. Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni. Mila Spicola Professoressa."

Grazie Mila.

Questo post è stato pubblicato il 05 giugno 2010 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

40 Responses to “Lettera a Tremonti di un’insegnante di periferia - 28 maggio 2010”

  1. Ho condiviso questa tua lettera su facebook e la condivido in pieno. Insegno in una scuola dell'infanzia, ho ancora 5 anni da lavorare in questa scuola che ho amato e che ancora amo, ma solo grazie ai bambini che sono il futuro e, pare, nessuno se ne accorga...

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  2. Anch'io ho condiviso la tua lettera su facebook. Insegno inglese in una scuola di frontiera a napoli e le condizioni in cui versiamo sono davvero assurde... I ragazzi sono la nostra unica soddisfazione e chi gioca al potere se ne approfitta! Così come se ne fregano del futuro dei nostri ragazzi che vogliono come marionette da gestire..

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  3. Questo è parlar chiaro Mila, complimenti davvero!!!sarebbe bello se tutti gli insegnanti facessero altrettanto, anche perchè un paese senza istruzione e senza cultura e destinato a non avere futuro e i nostri figli sono il futuro.
    (forse no quello di Tremonti e della Gelmini)
    con stima, Grazia lombardi

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  4. condivido in pieno, collega.
    da me (scuola do una florida cittadina lombarda) il Preside ha mandato comunicazione ai genitori: non ci sono più i soldi per pagare le ore di supplenza: se possibile, i ragazzi verranno mandati a casa, altrimenti divisi nelle altre classi. si è rotta la fotocopiatrice, non ci sono i soldi per ripararla e ho pagato di tasca mia le fotocopie per le ultime verifiche. sta finendo il toner della stampante, stamperò a casa le relazioni finali. e così via.

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  5. Condivido in pieno anche io! Sono un'insegnate (precaria)di una scuola della provincia di Verona e anche nel mio circolo il dirigente ha comunicato a noi supplenti che non ci sono i soldi per pagare gli stipendi di aprile, maggio giugno...La scuola sta affondando giorno per giorno ma la gente fa finta di non vedere e non sentire, è una vergogna!

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  6. Non sono insegnante ma condivido in pieno tutto ciò che la Sig.ra Mila ha scritto. Aggiungerei solo una domanda al sig. Tremonti: i suoi figli dove vanno a scuola? Lui li manderebbe in una classe con 34 alunni? e il Sig. B i suoi nipoti?

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  7. Mi sembra di aver letto che il 90% dei bambini e dei ragazzi frequenta le scuole pubbliche.
    Milioni di studenti, milioni di famiglie, milioni di voti.
    Continuo a ripetermi come cacchio sia possibile che di fronte a tanto sfacelo quella banda di malfattori continui a prendere voti e raccogliere consenso.
    Manipolazione dell'informazione, certo. Ma non basta. Se hai figli o nipoti a scuola e vivi realtà come quelle descritte nel post non hai bisogno di informazione mediata e manipolata. Tu sei il testimone diretto dei fatti.
    E allora?
    Popolo di coglioni o di complici dello sfascio, direi.

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  8. Anche io ho condiviso anche io su fb. Non insegno, ma a settembre il mio ometto inizierà le elementari (o scuole primarie)e già avverto la differenza e soprattutto il disagio che probabilmente all'asilo cercano di non far emergere.

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  9. BRava Mila, condivido in pieno e sottoscrivo quello che hai avuto il coraggio di dire. Anche io sono una professoressa, nel ricco nord est, ma lo scempio si sente anche qua.
    Un bacio per quello che hai scritto e che Dio ce la mandi buona
    Anna

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  10. condivido i pensieri espressi nel post. Aggiungo solo che anche nel centro di Milano, a poche centinaia di metri dal Duomo, siamo senza gessi da settimane, la carta igienica non si è mai vista, due bagni su tre sono rotti, i ragazzi sono divisi in altre classi nel caso di assenza di un insegnante, nella prima di 26 alunni ci sono, nell'ordine, una bambina psicotica, un alunno disabile, quattro bambini dislessici. Per il 30% delle ore è stata concessa la compresenza con un'insegnante di sostegno. E sapete perché in pochi si lamentano? Perché, nonostante tutto, gli insegnanti assorbono il colpo. Malgrado i tagli e il malumore, onorano il contratto, erogano un servizio di qualità, comperano i gessi, organizzano i recuperi fuori orario scolastico ...

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  11. condiviso ankio, studentessa italiana emigrata all'estero, spero ke si diffonda.

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  12. Condivido in pieno anch'io! Sono genitore e rappresentante in CdI in un liceo statale e le cose vanno sempre peggio!!!

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  13. Sono lettore di tedesco all'Università di Torino e condivido in pieno quanto hai scritto. Ma dirò di più: l'ombra lunga di questo governo copre di tenebre tutt l'arco dell'istruzione, dalle Elementari fino all'Università. Da noi si parla che probabilmente verrà chiusa la Facoltà di Lingue nell'Anno Accademico venturo (Gelmini, grazie!) per via di una politica cieca, votata al risparmio sulla pella dei poveretti (Chi non possiede una cattedra o un contratto di ricercatore a pagamento sarà a spasso) e alla salvaguardia dei potenti o ricchi (I prof verranno tutti "traghettati" o infilati in altre Facoltà, dunque continueranno a percepire stipendi altissimi pur non avendo cattedre e insegnamento).
    Per tacere che l'ombra lunga della malaeducazione ha ormai raggiunto l'età delle matricole dell'Università. Manca ogni preparazione, ogni abitudine allo studio e al pensiero autonomo. Siamo ormai all'assurdo: gli studenti devono prendere corsi come stilare un Curriculum o scrivere un tema. All'Università!
    E tutto questo per poter dare in mano ad Ignazio elicotteri e aerei da guerra, bello schifo!

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  14. ....fanno sicuramente bene le lettere di denuncia,sopratutto fa bene non abbassare mai la guardia,e vedo che la CLASSE INSEGNANTE si difende molto bene!io mi occupo di commercio,non sono quindi un tecnico,i miei figli,entrambi universitari,hanno frequentato la scuola pubblica con tutte le complicazioni del caso,e AMEN!"piacere bicicletta,pedalare"....si dice!certo, il ministro ha una bellissima bicicletta,non ha problemi se fora la gomma,ne trova una di ricambio già pronta,probabilmente non deve fare "GIMKANE" o percorsi accidentati,niente salite o discese,curve o dossi,ma molto più probabilmente A PEDALARE LUI CI MANDA GLI ALTRI.....almeno abbia il ritegno di non FARE LA VITTIMA quando E' MANDATO DAI SUOI CAPI a partecipare alle trasmissioni PUBBLICHE che non sono ancora riusciti a sopprimere.

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  15. ho condiviso pure io su facebook la tua lettera! tutto questo è triste, ed è sconcertante il fatto che ci sia ancora della gente che continua a difendere questo governo! servi o semplicemente ignoranti... ma tanto come dice Mr. B in Italia abbiamo il sole, si prendesse una insolazione, magari grave!!!

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  16. Ciao ho condiviso anche io...ti dico solo che i mie figli vanno ad una scuola pubblica di Rona e ad uno, nell'aula mancan le sedie ad altezza uguale per tutti gli alunni...e non c'è stato verso di ottenere 25 sediedie uguali (non ci sono soldi) così i bambini a cui capita la sedia bassa si devono arrabattare con ciscini(fuorilegge perchè non di materiale ignifugo) per non avere il banco ad altezza bocca...all'altro abbiamo dovuto provvedere, a mettere, noi genitori tende alle finestre dell'aula, per ripararli dal sole( con richieste burocratiche dell'altro modo). Dotare di gommini le sedie per non procurare rumore quando vengono trascinate e "omaggiare" la scuola di un pc ed una stampante perchè era cosa dell'altro mondo ottenerne uno funzionante dalla pubblica amministrazione...Vergogna vergogna vergogna...per i mille tagli alla scuola e i sovvenzionamenti dati (come tu stessa hai scritto) ad altri organi...Ci lamentiamo poi che siamo fra gli ultimi paesi in tema "istruzione"? Vogliamo parlare degli edifici fatiscenti che ospitano le scuole??? Ci meravigliamo se poi i nostri giovani vanno via dal nostro paese per studiare e vivere meglio??? Eliana.

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  17. Condivido pienamente ciò che dice la professoressa e le do il mio sostegno morale, ma non giudichi la situazione dei militari che sicuramente non conosce in maniera precisa e che non è migliore di quella dei professori.L'Italia è un colabrodo purtroppo

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  18. Ha tutta la mia solidarietà, professoressa.

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  19. Cavoli, finalmente qualcuna che la dice chiaro a quel sordo di Tremor...opss Tremonti!! Sono una supplente di 42 anni, lo sarò per tutta la vita perchè di ruolo non se ne parla e se anche non parlo per me parlo per la mia piccolina che ha solo 4 anni e io già penso alla sua istruzione negata...NEGATA!! E' una vergogna e più di una volta ho chiesto a mio marito di partire, andar via da questo paese che non tutela suoi cittadini meno fortunati che non possono ovviare alle manchevolezze dello Stato usando la propria tasca. la Gelmini è mamma ma non avrà mai i nostri problemi...il suo "tesorino" andrà in una bella scuola svizzera, americana, inglese o dove cavolo vuole. Avrà la sua famosa "lavagna interattiva", 4 insegnanti di lingua e tutori e docenti a tutte le ore...il suo "tesorino" non saprà mai cosa significa "impiccarsi" per arrivare a fine mese, destino riservato a noi poveri comuni mortali che ancora crediamo a parole che ormai hanno perso significato. Quelle parole che dovremmo insegnare ai nostri figli e a scuola come giustizia, solidarietà, uguaglianza, diritti...dove sono finite? Ci sono ancora? A quanto sembra proprio no. Ma anch'io mi domando: ma chi li vota questi governanti di paglia? Ah, è vero, dimenticavo i voti comprati per 20 euro e anche, i più fortunati, per 100 euro testimoniati dagli scatti dei cellulari nelle urne. Ecco dove ci hanno portato, a vendere il voto. Nessuno lo dice questo, ma l'importante è arrivare al fine no? Ci siete quasi riusciti ad affondare questo paese...mancano solo i nostri sogni e le nostre illusioni...ma non tarderanno anche quelli a perire miseramente sotto i vostri tagli insulsi e senza senso. Da cittadina italiana ed "educata" vi dico grazie davvero di tutto!!!!

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  20. grazie.. sottoscrivo e condivido.. PAROLA PER PAROLA!
    Mimma

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  21. grazie Mila! anch'io ho condiviso su FB. Sono un'insegnante precaria della scuola primaria. Lavoro nella ricca e bella Romagna, ma anche in questa ex isola felice i problemi e i disastri son gli stessi.

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  22. aminta patrizia infantino6 giugno 2010 18:36:00 CEST

    condividendo ho condiviso su fb...dovremmo rinunciare a un mese di stipendio bloccando totalmente la didattica e mettendoli in ginocchio...forse scuoteremmo l'opinione pubblica...un mese però non un giorno!!!

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  23. grandissima prof.........una noce nel sacco non fa rumore....dobb unirci tutti, tante lettere come questa, tante proteste, tanta confusione....il coraggio della parola non deve mancare....

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  24. Ho fatto un gruppo su facebook per spingere il ministro a rispondere!!

    http://www.facebook.com/topic.php?topic=105&uid=125206534179219#!/group.php?gid=125206534179219&v=info

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  25. federica maranesi--Docente Primaria Rastignano _ BOLOGNA6 giugno 2010 22:48:00 CEST

    Ahi..ahi..ahi...,ma quanti anonimi ti hanno scritto cara Mila: paura di farsi vedere in "chiaro"?! Paura delle circolari di Direttori Generali dei vari Uffici Scolastici (V:Limina in quel di Bologna che con una circolare invita gli insegnanti a far scuola e a non esprimere il proprio punto di vista!!!)? Peccato nascondersi dietro l'anonimato!! Sono Federica Maranesi, lavoro da trentanni a Pianoro di Bologna, condivido tutto quello che hai scritto nella tua lettera: tre DONNE hanno distrutto la scuola italiano negli ultimoi decenni FALCUCCI/MORATTI/GELMINI quest'ultima pedina inerme nelle mani di Tremonti: quanta tristezza vedere la nostra scuola PUBBLICA essere distrutta dai vari governi (di destra o di sinistra poco importa...sembra abbiano fatto la corsa per vincere il premio dedicato alla DISTRUZIONE DELLA SCUOLA ITALIANA!!). Ho ormai passato già da 10 anni il "mezzo del cammin della mia carriera scolastica"...la concluderò con tanta tristezza nel cuore, tanta amarezza, con il disappunto totale per quei ministri ciechi che non hanno saputo capire che l'istruzione è la base del futuro!!! Che forse come diceva il buon Macchiavelli lo scopo sia quello di livellare le masse, farne degli ignoratnti per poi poterli comandare e annientare?? Ma l'Italia è una Repubblica o una Dittatura?
    Teniamo duro, viviamo ancora il nostro lavoro non come MISSIONE, ma come capacità di creare nei nostri alunni persone libere di pensare, ragionare, apprendere!!

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  26. federica maranesi--Docente Primaria Rastignano _ BOLOGNA6 giugno 2010 22:55:00 CEST

    Ahi..ahi..ahi...,ma quanti anonimi ti hanno scritto cara Mila: paura di farsi vedere in "chiaro"?! Paura delle circolari di Direttori Generali dei vari Uffici Scolastici (V:Limina in quel di Bologna che con una circolare invita gli insegnanti a far scuola e a non esprimere il proprio punto di vista!!!)? Peccato nascondersi dietro l'anonimato!! Sono Federica Maranesi, lavoro da trent’anni a Pianoro di Bologna, condivido tutto quello che hai scritto nella tua lettera: tre DONNE hanno distrutto la scuola italiano negli ultimi decenni FALCUCCI/MORATTI/GELMINI quest'ultima pedina inerme nelle mani di Tremonti: quanta tristezza vedere la nostra scuola PUBBLICA essere calpestata dai vari governi (di destra o di sinistra poco importa...sembra abbiano fatto la corsa per vincere il premio dedicato alla DISTRUZIONE DELLA SCUOLA ITALIANA!!). Ho ormai passato già da 10 anni il "mezzo del cammin della mia carriera scolastica"...la concluderò con tanta tristezza nel cuore, tanta amarezza, con il disappunto totale per quei ministri ciechi che non hanno saputo capire che l'istruzione è la base del futuro!!! Che forse come diceva il buon Macchiavelli lo scopo sia quello di livellare le masse, farne degli ignoranti per poi poterli comandare e annientare?? Ma l'Italia è una Repubblica o una Dittatura?
    Teniamo duro, viviamo ancora il nostro lavoro NON come MISSIONE, ma come capacità di creare nei nostri alunni persone libere di pensare, ragionare, apprendere!!

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  27. condiviso, grazie Mila
    Andrea

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  28. Ottima lettera! Un ringraziamento a Mila. La faccio circolare....Tina

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  29. Faccio parte di un gruppo che si occupa, più che di "combattere" qualcosa di cui sappiamo tutto sommato poco, di studiare approfonditamente le questioni per poterle combattere meglio, anche semplicemente parlando con la gente, e quindi mi trovo spessissimo a parlare con teste di legno che mi rompono le scatole perché dicono che "facciamo politica". Io allora dico: se, in onore al suo significato etimologico (studio Lettere classiche), vogliamo intenderla come "riattivare la nostra coscienza di cittadini, capire quello che succede e cercare di fare qualcosa se la situazione non ci piace", allora TUTTI "facciamo politica"; se vogliamo intendela come "entrare in politica o influenzarla attivamente mediante rapporti con politici", la situazione è ben diversa, e quindi comunque vadano le cose la politica o la facciamo tutti (e allora è normale, perché qualunque cosa si dica o si faccia praticamente si fa politica, anche decidere o meno se buttare una carta a terra è un atto politico) o si fa politica solo se si entra attivamente, e allora è un'altra cosa, e quindi, sigora Mila, non la riguarda. Un plauso a chi "fa politica" in classe insegnando a vivere da cittadini.

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  30. Leggendo i commenti, ho notato che ci sono parecchi insegnanti a scrivere e quasi tutti sono daccordo con Mila. Quello che mi domando è, ma perchè non SCIOPERATE / MANIFESTATE E NON ATTIRATE SU DI VOI L'ATTENZIONE DEI MEDIA (MAGARI ANCHE STRANIERI) ?!?! Forse adesso, periodo di esami, potrebbe essere un momento buono; oppure a settembre, quando dovrebbe iniziare la scuola. E non parlo di una manifestazione di 1 giorno, ma ad oltranza, fino a quando non otterrete una firma su un 'assegno' da 6 zeri !!!! Purtroppo sfogarsi in un blog o al bar serve solo a 'calmarsi' senza ottenere nulla di concreto.
    Ciao, Gabriele C. - Diversamente Occupato

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  31. Per quanto può valere, farò il possibile per diffondere questo messaggio, decisamente amaro (per non dire di peggio) quanto realistico.
    In questo Paese dove ormai l'informazione è una chimera, fatti salvi rari casi, questo spaccato di una realtà che è sicuramente condivisa in tutto il Paese e non solo dove Lei insegna e "combatte" potrà forse risvegliare qualche coscienza. O almeno perderemo con la consapevolezza di averci provato...
    Auguri a noi, ne abbiamo bisogno.

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  32. salve a tutti ho letto i commenti, sarò sincera e dirò quello che penso ormai da molti anni. io non sono un'insegnante, non sono per la verità nemmeno un'impiegata pubblica, ma ammetto che a me la scuola ha dato molto, credo molto nella scuola, nell'istruzione ecc. io penso che questa situazione si sia creata perchè purtroppo in italia cercano tutti il posto statale, la sicurezza arrivato il 27del mese, l'occupazione di impiegato, di insegnante è la prima occupazione in italia. non dimentichiamoci che gli insegnanti devono essere pagati arrivati al mese e se già c'è la crisi, già è un paese in sofferenza economica, finanziare, c'è il debito pubblico, non ci sono molte imprese... insomma come si crea questa ricchezza, come si produce questo valore per pagare tutti gli insegnanti, tutti i dipendenti statali, tutte le pensioni ecc?????? mi chiedo sempre questa cosa io, pur non essendo insegnante. l'istruzione si da i suoi frutti ma lo sappiamo bene... molto a lungo termine!!!lo stato è come un datore di lavoro, assume assume assume, ma se poi non produce, non vende, non trae ricchezza dalla sua attività come fa a pagare alla fine del mese???le graduatorie stanno scoppiando, è come un datore di lavoro che rifiuta tutte le offerte che gli si presentano!!!io non me la prendo col ministro, ma capisco anche voi che vi trovate in questa situazione. l'unica soluzione sarebbe lasciar perdere il posto statale di insegnante, far calmare le acque per alcuni decenni, far risanare le casse dello stato e andare al privato!!!!!! e soprattutto bisogna far capire ai giovani questo concetto, l'unico modo per far ripartire l'economia è produrre valore, ma non può avvenire se tutti siamo dipendenti statali o insegnanti!!!

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  33. Gianclaudio, docente liceo Rebora di Rho7 giugno 2010 19:24:00 CEST

    Ho letto con molta attenzione e coinvolgimento la "precisione chirurgica" della collega da condividere totalmente. L'ultimo post, anonimo del 7/6 ore 17.51, però merita una grande riflessione; personalmente mi sono sempre chiesto cosa potremmo fare oltre ad "arrabbiarci al bar" e l'unica soluzione passa attraverso il nostro prodotto! Quando, vent'anni fa, proposi al mio collegio quello che ora chiamiamo Open day, mi colpì tantissimo la perplessità di alcune illustrissime colleghe che videro nella presenza dei futuri studenti e genitori in aula/laboratorio soprattutto un'invasione e un "inutile" giudizio al loro operato! Da quel momento vivo con il pieno convincimento che questo atteggiamento sia il nostro vero limite! Molti di noi pensano che la nostra professione sia riconoscibile solo nelle 18-24 ore comunque realizzabili (bene o male!?); la verità è che quelle sono SOLO lo strumento con cui noi raggiungiamo l'obiettivo di formare i futuri cittadini attraverso un'Istituzione Scuola che dovrebbe essere agganciata alla contemporaneità! Voglio essere provocatorio: a fronte di uno stipendio uguale (non parlo di differenze disciplinari naturalmente!) chi si impegna nella scuola e per la scuola anche per più di dieci ore alla settimana, percepisce dal Fondo d'Istituto una cifra che al massimo raggiunge una mensilità all'anno ... ma i conti non tornano!!! Perchè devo ricevere 100 per 18 ore e solo 8 per 10 alla settimana? Un mio collega giustamente diceva ".. a quella cifra uno o non è un esperto (esperto era colui che realizzava un progetto percependo un utile dal Fondo per l'Autonomia) o è un idiota!" Basta essere un idiota! Io voglio poter essere retribuito per quello che posso fare nella scuola arrivando anche a dieci ore al giorno ma con uno stipendio di 300!!! Purtroppo molti di noi invece vedono in quelle 18 ore il loro dovere professionale e questo noi passiamo al popolo Italiano!!! Personalmente ho fatto l'esperienza della libera professione e ritengo il nostro lavoro una missione seconda (forse) solo a quella del prete; quindi non dovremmo parlare di soldi ma noi viviamo in una struttura sociale che solo ai soldi pensa e questa società l'abbiamo creata noi ( la scuola forma i futuri cittadini...). Qualche colpa dobbiamo quindi riconoscerla anche al nostro operato e se davvero amiamo il nostro lavoro e il nostro prodotto, fare nel futuro di più per il raggiungimento dell'obiettivo e meno per riempire un contenitore di 18 ore!!! Grazie alle stupende parole di Mila (facciamo in modo che al Ministro arrivi da noi tutti la stessa lettera visto che la condividiamo?) che sicuramente non è un ramo secco della nostra categoria ma proviamo anche a riflettere sui tanti danni prodotti nella nostra categoria dai rami secchi!

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  34. Silvia De Clementi8 giugno 2010 14:45:00 CEST

    Grazie cara collega. Condivido pienamente tutto ciò che dici e faccio circolare la lettera su Facebook. Spero che le tue parole (che sono anche le nostre) arrivino a Tremonti. Buon lavoro! Silvia

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  35. Brava e pensare che ci sono colleghi di ruolo che snobbano tutto e tutti e criticano anche il nostro diritto di scioperare, spesso questa è gente che è entrata grazie al clientelismo esasperante della nostra cara Italia
    W l'Italia, io dico sempre fra me e me....poveri bambini!!!!!!

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  36. Marco Marzuoli - Bologna14 giugno 2010 08:37:00 CEST

    Grazie Mila !!!!!

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  37. Brava Mila, grazie per aver detto quello che tutti noi insegnanti pensiamo. Io aggiungo di più " Ministro Tremonti, Ministro Gelmini, vergonatevi, guardandovi allo specchio inorridite nel vedere gli artefici della morte sociale e psicologica di centinaia di bambini bisognosi. Tremonti non ha figli e non potrà mai avere una coscienza paterna, la Gelmini invece potrà con fierezza guardare negli occhi i suoi figli nella consapevolezza che tutti i figli sono stati protetti come i suoi. Ambedue i nostri Ministri saranno sereni nell'accostarsi ai sacramenti!

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  38. Cara Mila.
    Ti ringrazio (mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo perchè mi sento molto vicino a te) per quello che hai scritto.
    Non sono un insegnante,ma un papà di Anzola Emilia, piccolo comune della provincia di Bologna, che insieme ad altri sta lottando per 43 bambini che nell'anno scolastico 2010-2011 resteranno esclusi dalla scuola materna del nostro paese.
    Sono disgustato da quello che sta succendendo, dato che un Paese che non investe nel suo futuro è spacciato, destinato a soccombere ad altri stati più "furbi" di esso e che magari sono disposti a ridurre le spese realmente inutili a favore di settori come la scuola e la ricerca scientifica.
    Ti ammiro tantissimo per la tua scelta coraggiosa e per esserti opposta a quello che ha tutti gli aspetti di una violazione della legge.
    Mi sono chiesto a lungo, e lo sto facendo tutt'ora, come mai tutte queste violazioni della legge possano passare indenni attraverso sentenze di TAR e altri organismi dello stato.
    Questi tagli indiscriminati violano diversi articoli della costituzione, ma nessuno sembra preoccuparsene, forse perchè l'illegalità sta perdendo i connotati di qualcosa di negativo e sta acquistando quelli di "indice di furbizia".
    Io proprio non ce la faccio: non riesco a considerare furbo chi se ne infischia del prossimo calpestandone i diritti, soprattutto se "il prossimo" è un gruppo di bambini o ragazzi.
    Mi fa piacere sapere che qualcuno è ancora disposto a lottare per un mondo migliore.
    Con sincera ammirazione
    Roberto

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  39. ti voglio solo abbracciare forte.
    una piccola insegnante di scuola primaria

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  40. sono un'insegnante e condivido in pieno quanto da te scritto. è vergognoso quello che stanno facendo alla scuola pubblica ed è altrettanto vergognoso quello che danno alle scuole private.
    una ne fanno e cento ne pensano per affossarci sempre di più.
    marina

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