Dalla lettera di Giorgio ad una "Pisapiana"

Scusa hai ragione, non ti volevo associare a cose che non conosci, visto che prima di tutto io non conosco te.
Volevo solo farti notare che Pisapia di fatto ha vinto grazie al sostegno dell'estrema sinistra dei vari leoncavalli ed ex sinistrearcobaleno dispersi per la città, che se non è stato "di partito" sicuramente è stato "di parte".
Se non te ne sei accorta forse ti sei persa un pezzo del discorso, o forse me lo sono perso io.
Conosco abbastanza bene l'ambiente movimentista-extraparlamentare che ruota attorno ai centri sociali per averlo frequentato a lungo in passato e la mia opinione è che, anche se qualche loro iniziativa è lodevole e magari mi capita ancora di frequentarla, il risultato finale è qualcosa di molto lontano dall'idea di democrazia che ho io e che immagino abbia anche tu.
Anche perchè sono proprio loro per primi a riempirsi continuamente la bocca di espressioni prese a prestito dalla "lotta armata" e tutto il loro lessico è imbevuto di termini ribellistici a priori, caricature della presa del palazzo d'inverno e della guerriglia nella giungla.
E' appunto il famoso "rivoluzionarismo parolaio", la malattia cronica della sinistra italiana di cui parlava già togliatti nel 1964 riferendosi ai maoisti italiani (abbiamo avuto anche quelli).
Anche nel 1964 il paradosso era che i militanti comunisti italiani venivano affascinati dall'ortodossia maoista proprio in risposta al processo di destalinizzazione in corso nel Pci e iniziato proprio nella stessa URSS nel 1956 con Kruscev.
Se non hai mai frequentato il leonka ti consiglio di cominciare presto perchè sarà uno dei nervi scoperti della prossima campagna elettorale, a questo proposito ti consiglio questo post: http://www.comunalimilano2011.it/infodiscs/view/412
Per quanto riguarda il modo indegno in cui sono trattati gli immigrati a Milano e in Italia e l'ignavia della sinistra (tutta) sfondi una porta aperta.
Però tutti i sacrosanti discorsi sulla accoglienza che noi-di-sinistra siamo molto bravi a fare (soprattutto quando parliamo fra di noi) non ci esentano dalla responsabilità di proporre anche delle idee su come gestire politicamente il fenomeno immigrazione in modo che sia al tempo stesso "progressista", ma anche "pragmatico".
In altre parole, opponiamoci giustamente agli accordi italia-libia, ma poi cosa proponiamo noi "da sinistra"? Ancora la vecchia parabola delle porte aperte per tutti?
Concedimi una battuta: le uniche parabole che interessano agli immigrati che conosco io sono quelle che loro stessi si mettono fuori dalla finestra delle case popolari per vedersi i loro tiggì, visto che i nostri non gli interessano.
In attesa che le seconde e terze generazioni diventino grandi, il rapporto con la comunità islamica per ora è un paragrafo del capitolo immigrazione che a sua volta può stare nella parte sulla cittadinanza.
La sinistra italiana deve decidere una buona volta quali soggetti all'interno della galassia musulmana italiana intende scegliersi come interlocutori: se i gruppi più moderati o quelli più fondamentalisti.
Non so a te, ma a me così non piace per niente.
Io ci tengo molto a sapere una volta per tutte se il mio partito sta da parte della figlia lapidata o del padre padrone che la lapida.
Pisapia in campagna elettorale ha espresso esplicite simpatie per la lista "di immigrati" proposta dal centro islamico "fondamentalista" di Milano.
Personalmente ho pensato subito che fosse una assurdità per molti aspetti, ma prima di tutto perchè rappresenta una forma di apartheid politico al contrario: invece di fare di tutto perchè gli immigrati partecipino legittimamente alla vita politica italiana cominciando a frequentare i partiti italiani come si fa in tutti i paesi normali (e che sarebbe il primo passo per migliorare questo paese!), gli facciamo fare una lista tutta loro così se ne stanno a "giocare alla politica fra di loro" e non si mischiano con "noi".
Fortunatamente Boeri non è caduto nello stesso tranello da "dinosauri della sinistra" e ha detto subito che era contrario alla "lista islamica" e invitava gli immigrati a partecipare alla politica italiana attraverso i partiti che ci sono già.
E ancora non a caso "noi del pd" alle nostre primarie (per statuto!) facciamo votare anche gli stranieri regolari.
Ma l'hai vista la tavolata di Boeri in via Padova?
In sintesi: finchè tutti noi "popolo di sinistra" non avremo sciolto questi due nodi e cioè:
- rapporto con la sinistra extraparlamentare,
- politiche di gestione dell'immigrazione,
sarà solo un parlare a noi stessi.
Per questo io veramente mi auguro che questa campagna elettorale ci veda soprattutto a parlare con "gli altri".
Sarebbe bellissimo se da domani i quarantenni leoncavallini, i cinquantenni ex diesse, i sessantenni volontari caritas e i trentenni vendoliani e rottamatori volantinassero per Pisapia tutti assieme ai mercati cercando di convincere le massaie leghiste.
Questo sì che sarebbe il vero "laboratorio milano".
buon lavoro
Giorgio (ps. per i commentatori: in linea di massima anche le persone che citiamo sono sedute dalla parte del torto, non commentate solo per ricordarcelo per favore)

Questo post è stato pubblicato il 17 novembre 2010 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

10 Responses to “Dalla lettera di Giorgio ad una "Pisapiana"”

  1. ma smetila,quali gruppi fondamentalisti di sinistra? QUesto post e' un miscuglio di luoghi comuni e stereotipi conditi da un livore per la vittoria di Pisapia. Il resto sono chiacchiere e invidie da parte di un PD che di sinistra no ha niente.

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  2. Il paese altalena tra una crisi di governo e l'altra e la sinistra sta sempre alle solite beghe...
    Se non l'avete capito l'Italia sta cosi' perche' nel PD tutto quello che si fa e' parlare delle primarie. E che cazz!

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. In effetti avete ragione tutt'e due. Io volevo commentare solo con un "eh?", ma poi avreste creduto che fosse diretto ai commenti precedenti.
    Sono post/attitudini come questo che ci faranno perdere sempre.
    Ebbbasta, suvvia!

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  5. Ma l'autore di ciò lo sa che in generale avrebbe ragione, ma che in questo singolo caso ha preso un abbaglio colossale? Conosce chi ha votato Pisapia? Sinistrarcobaleno?

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  6. Parliamo dei rapporti del PD con qualsiasi cosa sia di sinistra.

    Troppo facile ricorrere all'extraparlamentare gruppettaro che garantirà si è no voti sufficienti a riempire un pacchetto di tic tac, forse ancora non c'è la percezione dei voti che il PD poteva intercettare fra coloro che oggi votano 5 stelle, Di Pietro e partiti della sinistra obsoleti quanto una Bugatti.

    Forse è il caso di chiedersi perché perdete regolarmente quanto il rubinetto di una sciampista ad ogni prova elettorale, anche interna.

    Forse è il caso di chiedersi se non sia successo che proprio il PD ha definitivamente seppellito il concetto stesso di "opposizione" e di "sinistra" che invece andava al contrario rafforzato in chiave identitaria o altro, non so, parliamone.

    Ma con i presupposti di questo post la vedo dura, veramente.

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  7. Ottimo, la discussione è aperta.
    Considerato che a Milano si sono sbagliati tutti (politologi, politici, sociologi, storici, associazionismo) e che la gente NON è andata a votare nonostante ci fossero 4 candidati degnissimi, una cosa che non si era mai vista nella storia, tirate pure fuori le vostre spiegazioni come ha fatto Giorgio.

    Vi chiedo solo di precisare se siete Milanesi e quanto sapete delle ultime primarie.
    Perchè io le ho vissute "da dentro" (da dentro, non solo dal comitato Boeri) e vedo che su Pisapia (ma non solo) si declama spesso senza conoscere le cose e per luoghi comuni.

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  8. @ Giuliano
    tu conosci chi ha votato Pisapia?
    Io sì è per metà ha ragione Giorgio (e infatti Pisapia ha puntato a quel mondo con la sua campagna elettorale), per metà i "dissidenti" de Pd.
    Tanto per darti un esempio: la prima dichiarazione dopo i risultati l'ha fatta il portavoce Farina, ossia il direttore del Leoncavallo. A chi vuole comunicare Pisapia?

    @Sassicaia
    A Milano il Pd NON esiste.
    Te lo garantisce una che ci è entrata per fare la rivoluzione e che sta perdendo le speranze.
    Il Pd conta 4 gatti di iscritti e non ha pressochè alcuna macchina organizzativa.

    @tutti
    ragazzi, se non sapete le cose, forse è il caso di leggere gli altri senza azzannarli.

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  9. Francesca con questo tono non si va avanti.COsa hai contro i centri sociali? Perche' ti stanno cosi' sugli zebedei? Cosa credi che si faccia la dentro? Credete di essere meglio voi che state fuori?

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  10. Vorrei solo sapere come giudichi l'atteggiamento di Boeri, che ha fatto finta di voler spostare l'Expo all'Ortomercato, quando sapeva benissimo, per via del dossier a cui ha lavorato, che non c'è alcuna possibilità di fare una cosa del genere. E' questo il candidato del PD?

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