L'eutanasia e la guida senza casco

Tanto per elevare il livello del dibattito Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, ha l'alzata d'ingegno di paragonare i malati terminali che rivendicano il diritto di scegliere una morte dignitosa a quelli che non mettono il casco o non indossano la cintura di sicurezza.
Voi che ne dite, devo per forza chiudere con una battuta, tipo che a Piero Welby è andata fin troppo bene perché potevano pure levargli i punti dalla patente, oppure mi consentite di mettere da parte il cinismo difensivo e farmi venire una gran tristezza in santa pace?

Questo post è stato pubblicato il 29 novembre 2010 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

21 Responses to “L'eutanasia e la guida senza casco”

  1. La seconda opzione, dato che li abbiamo al governo. Se fossimo in un altro Paese europeo in cui ormai questi diritti sono dati per acquisiti potremmo invece sdraiarci dal ridere in santa pace.

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  2. La Roccella ha detto queste cose a Domenica In - L'Arena. Probabilmente l'unico posto (a parte il salotto di Vespa) in cui riesce a spacciarsi per una persona seria.

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  3. Vada per la grafica bruttina (e illegibile; ma forse è colpa della mia presbiopia). Ma questi banner pubblicitari sotto i post sono veramente penosi.
    Ciao,
    Alessandro

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  4. e con santa pazienza aspettiamo anche la prossima dichiarazione, magari in collegamento con "Affari Tuoi", rispetto alla situazione di 10 persone, molte in stato vegetativo a cui vengono tolte le cure
    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=128585&sez=HOME_ROMA
    forse domani avranno più tempo...

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  5. Sarò "esagerato", ma io la vedo come una caduta di stile, doppia visto che sei tu.
    Poi figurati se ho il "potere" o le capacità comunicative per convincerti che ho ragione.
    Arisaluti,
    Alessandro

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  6. Caduta di stile? Scusami, Ale, sarebbe una caduta di stile prendersi (o provare a prendersi) qualche soldo di pubblicità? Siamo alla demonizzazione del denaro? E il fatto che provo a mettere unpo' di pubblicità inficia il valore (o il disvalore) dei miei contenuti? Se permetti, con la stima che ti riconosco, questo non me lo aspetto da te...

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  7. uh, ma giungi a conclusioni che io non ho certo detto
    È brutto, esteticamente molto brutto.
    Eppoi, se vuogliamo cadere nella polemica, abbi pazienza (come usi dire tu): sei tu che fai il rivoluzionario ad ogni costo (il radicale, addirittura) e mi cadi su 'ste cosette. Hai bisogno di du' lirette - perché sono due, e le ricavi così?
    Una precisazione: "demonizzazione" non mi appartiene; semmai è un termine berlusconiano.
    Che ti devo dire: felice di deluderti
    ciao,
    Alessandro

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  8. Non so davvero a quale altri conclusioni sarebbe stato lecito giungere, Ale: dire che una cosa è brutta è un conto (e può anche darsi che lo sia, anzi tra parentesi il tuo commento mi ci fa riflettere), altro è parlare di una "caduta di stile" (che a me pare cosa diversa, generalmente attinente al profilo "etico" di qualcosa, almeno nel mio modo di intendere l'italiano).
    Ciò detto, non vedo il nesso tra l'essere "rivoluzionario", come dici tu, o "addirittura (addirittura? e che è, al quaeda?) radicale" e le "du' lirette" di cui parli, né in quale senso guadagnarle con la pubblicità implichi una "caduta", né in che modo la questione cambierebbe se non fossero "due" ma magari duecento, né infine perché guadagnarle "così" debba essere considerato disonorevole: disonorevole, secondo me, è il furto, il sequestro di persona o la corruzione, non mettere i banner su un blog.
    In coda, due parole sul tuo "ad ogni costo", che aprirebbe il campo ad altre riflessioni: quale sarebbe, questo "ogni costo" di cui parli? Io scrivo semplicemente quello che penso, senza voler essere niente, ma proprio niente, "ad ogni costo".
    Tutto qua. Poi, ovviamente, ognuno è libero di vederla come vuole.

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  9. Mmmmmh
    Continui a leggermi come vuoi, il che impedisce lo scambio sui contenuti (specificare cosa penso, leggere il tuo interpretare il mio pensiero, scriverti quello che ripenso, arileggere la tua lettura, dirti che l'hai letta come volevi tu eccetera eccetera).
    La caduta di stile è l'insieme delle cose, non tanto della pubblicità in sé, che chissenefrega: ma che tu l'abbia fatto, qui e in questo ambiente.
    E non è opera di demonizzazione, come facilmente mi releghi tu (è il vizio di Francesco Costa, se ti può far piacere il pessimo paragone).
    Ritengo solo che un luogo di pensiero e di confronto non abbia bisogno di queste cosucce.
    Poi il fatto che ci stia tanto a perdere tempo, forse forse forse qualcosa sta rosicchiando il tuo amor proprio?
    By the way, fai come credi: io i cavalieri senza macchia e senza paura li vedo in altro modo.
    Ti giuro: neanche riesco a dire cose serie co' 'sto cavolo di adSense sotto gli occhi che mi chiede della partita Brasile Italia del 1970 (3 a 1).
    Mapperfavore, sù.
    Salutami Osama,
    Alessandro
    Alessandro

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  10. Guarda, Ale, effettivamente è brutto: per questo l'ho tolto, mettendolo solo sotto i singoli post; ma credimi, dopo quello che hai scritto (che trovo raccapricciante, cavaliere senza macchia incluso) stavo per lasciarcelo. Dopodiché, davvero, pensa quello che vuoi. Ciao.

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  11. P.S. un'ultima cosa: visti i modi furbetti, i toni acidelli, il compiacimento a trovare il paragone velenosetto (cerca qualcosa meglio di Costa, by the way) stai tecnicamente trollando. Così, magari non te ne eri accorto.

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  12. Invece il parallelo è calzante: se tu sei d'accordo che il guidare senza casco o cintura di sicurezza (entrambi comportamenti che non ledono né mettono in pericolo gli altri) debbano essere sanzionati (o meno), in base a quale ragionamento giungi alla tua conclusione?

    Io, per esempio, ritenendo che la mia vita appartiene a me, in principio sono favorevole all'eutanasia, e, per lo stesso motivo, sono favorevole a che casco e cintura di sicurezza non siano un obbligo.

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  13. Non discutevo sul fatto che il parallelo fosse o meno calzante: personalmente lo trovo irrispettoso, perché non c'è il minimo confronto, posto che il tuo ragionamento non fa una grinza, tra le motivazioni che possono spingere un tizio a non mettere il casco e quelle che inducono un malato a chiedere l'eutanasia. Ho come la sensazione, insomma, che la Roccella banalizzi la cosa, e il bello è che quelli come lei accusano gli altri di banalizzare la vita e la morte.

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  14. Vedo che il signor letterato lo avevo inquadrato bene. Mi erano bastate quelle due righe da pseudo accademico della crusca per capire chi c'era dietro la tastiera.

    Effettivamente pero` preferivo la grafica di prima. Non lo avevo scritto perche` questa e` piu` leggera e il mio obsoleto PC fa meno fatica a caricarla.

    I banner tienili, non c'e` alcuna ragione valida per rinuciare a queste due lire.

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  15. Le parole della Roccella non hanno ne` capo ne coda. Il paragonare le due cose non ha proprio alcun senso dal punto di vista giuridico ed etico. Eppure penso che qualche filosofo in vita sua lo abbia letto.

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  16. io ci vedo un'apertura interessante: nonostante l'esistenza di alcune leggi, siamo liberi di non rispettarle, dice la roccella.

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  17. Comunque, AL, debbo dirti che questa brutta discussione con te mi è dispiaciuta molto. Non so, c'era un tono sgradevole fin dal tuo primo intervento, o almeno questo è quello che ho percepito. La cosa mi dispiace, te la scrivo qua e poi chiudo, per quanto mi riguarda, la vicenda.

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  18. "caduta di stile" è mettersi a parlare di cazzate in un post serio qual è questo.

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  19. Forse se l'eutanasia fosse stato un diritto riconosciuto ai cittadini, Monicelli avrebbe abbandonato la vita senza bisogno di buttarsi dalla finestra.

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  20. quanto si dà da fare la sora Roccella

    http://unita.it/cmlink/2.626/eluana-ultimo-oltraggio-il-9-febbraio-giornata-pro-life-1.257053

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