Uno strano concetto di maturità

Per commemorare Bettino Craxi il tempo è "maturo", per ricordare Gabriele Sandri, invece, no.
Più che "maturo", il nostro mi pare un tempo in via di decomposizione.

Questo post è stato pubblicato il 09 novembre 2010 in ,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

15 Responses to “Uno strano concetto di maturità”

  1. Ecco, ad esempio io vengo da un ambiente agli antipodi di quello dal quale veniva Gabriele, eppure una lapide, un ricordo, soprattutto un monito mi sembrava doveroso.
    Sono un tifoso romanista trapiantato a Livorno che è la squadra che sostengo per appartenenza, tanto per mettere in chiaro.
    Gabriele merita un ricordo perché aveva una passione, come me, e per questa passione ci ha rimesso la pelle ed ora non può più trasmettere la sua passione a nessuno.
    Craxi aveva un'altra passione, quella di imporre quel mondo che ha ucciso Gabriele.
    E' una questione che supera ogni dicotomia fra destra e sinistra quella che pongo e spero venga capita.
    Ora ho paura che sia troppo tardi comunque.

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  2. Ci provano ancora una volta. L'impegno è quello di buttarla giù il giorno in cui Milano tornasse ad essere governata da gente onesta.

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  3. 1. A me Craxi non piaceva, ma dato che già altrove ci sono strade a lui intitolate, così come ci sono strade intitolate a Fanfani, Moro, Mancini, Berlinguer (colpevoli anche loro di finanziamenti "allegri") e financo a Togliatti, mi chiedo perché questa proposta debba scaldare gli animi.

    2. Sandri: a parte che ciò non ha niente a che vedere con la via a Craxi, se per ogni omicidio si dovesse erigere una targa, fate il conto voi: ogni anno avvengono in Italia circa 600 omicidi; dal 1945 ad oggi avremmo accumulato circa 40.000 targhe. A Napoli ci sarebbero più targhe che semafori...

    Inoltre, l'autostrada è privata, e decide il proprietario.

    Certo, se la cosa a voi "prude" perché morite dalla voglia di vedere una targa che in qualche modo "condanni" la polizia, è un altro discorso. Ma allora ditelo...

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  4. 1- Un po' come dire: visto che abbiamo gia' la vergogna di avere strade intitolate a un criminale ,strada piu' o strada meno non fa differenza. Paragonare un delinquente a Togliatti e' vomitevole. Fai schifo.

    2- Sandri e' il simbolo di non un semplice omicidio,ma di un omicidio eseguito da uno che dovrebbe tutelare il rispetto della legge.

    3- L'autostrada non e' privata ma e' un cosidetto bene accidentale del demanio.Cosi' come porti e aeroporti. Studia diritto amministrativo e poi ripassa da queste parti.

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  5. Mmmmmmh, chi va in auto con il bagagliaio pieno di spranghe, pronto ad aggredire tifosi "rivali" (e parliamo di calcio, non dell'indipendenza della Birmania!), non è proprio un santo né un esempio.
    Da qui a sparargli, per carità ne passa, e Spaccarotella ha tutti i torti del mondo.
    Ma il paragone non regge, Alessandro, proprio non regge. E non regge neanche l'argomento.
    Ciao,
    Alessandro

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  6. Caro Giacinto,

    1. Mi avessi citato uno degli altri, passi. Mi citi invece proprio Togliatti, e citi pure gli aggettivi "criminale" e "delinquente" (nei confronti di Craxi e non di Togliatti)...

    2. E allora?

    3. Per farla breve: il rifiuto di mettere la targa è della società Autostrade, persona giuridica privata. Mi pare che il concetto sia chiaro.

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  7. 1- e quindi non dimostri un bel niente.
    2- allora che?
    3- Hai detto un'altra cosa. che l'autostrada e' privata,chiudendo il tuo trittico da saccente

    AL ,tu vivi di stereotipi e luoghi comuni e non conosci affatto a notizia. L'auto in questione non aveva ne spranghe ne infamie che dici tu.

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  8. Giacinto, per motivare le tue presunte ragioni evita di andare sul personale, perché è da incivili e da arroganti.
    E oltretutto cerca di usare bene l'italiano, ne guadagni in immagine e in contenuti.
    Le spranghe c'erano, eccome. Basta documentarsi.
    E comunque, alla fine, sarete tutti contenti: la stele dedicata a Sandri si farà. Un altro esempio di commemorazione fuori luogo all'italiana.
    Avanti così.

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  9. Scusami Al, vorrei dire la mia e sapere cosa ne pensi, perchè sin dall'inizio io ho delle perplessità.
    Sandri non è stato ucciso in uno stadio. Non è stato ucciso mentre caricava, faceva a botte, provocava o che vuoi, in un contesto riferibile a "tifoso". lui era in macchina. il fatto che tifasse una squadra non c'entra niente, mi sembra. d'altra parte di targhe commemorative e mazzi di fiori se ne vedono fin troppe sulle strade, che facciamo, cominciamo a togliere quelle dei tifosi?
    dire che un tifoso è intriso di una cultura violenta non rende giustizia ai tifosi (di cui anche tu fai parte, se non sbaglio)e nega invece quello che è successo. quasi tutte le tifoserie, indipendentemente dai colori, hanno chiesto giustizia per questo ragazzo, ucciso per un proiettile kennediano (passami ti prego il riferimento ai proiettili con vita propria). Quindi forse, questa cultura violenta non fa parte automaticamente di ogni tifoso, ma di frange, e il fatto che ci sono dei tifosi violenti non equivale a dire che tutti i tifosi lo sono. Ma se anche Sandri fosse stato un violento, questo rende la sua morte meno ingiusta? Questo vuol dire che non vada ricordata?
    Non voglio nemmeno stare a indagare sul perchè si debba sparare da una sponda all'altra dell'autostrada, e non voglio nemmeno retoricamente pensare a come sarebbero state diverse le cose se quel ragazzo in macchina stava andando a trovare il nonno invece di undici òmini in calzoncini.
    Quello che voglio dire è che il fatto che Sandri tifasse una squadra è stato usato, a mio parere, per limitare l'orrore che è successo, per spostare l'attenzione.
    E il fatto che siamo in tanti a pensare che questo è l'omicidio di un cittadino, che incidentalmente tifava una squadra, te lo dimostra come anche noi e non solo, abbiamo visto e vissuto questa orribile tragedia
    http://www.asromaultras.org/gabrielesandri.html


    lady (giallo)Rossa

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  10. Perdonami, ma io lavoro, e nella mia auto non porto spranghe, e nelle mie tasche non ci sono sassi, e la gente che frequento non aggredisce pullmann di tifoserie contrarie nel nome di un "disagio giovanile" di cui vi fate vanto e scudo.
    Posso permettermi commenti rapidi.
    Sicuramente so che non ricordi il nome di un poliziotto ucciso a Catania tempo fa. Dov'eri con il tuo "siamo in tanti a pensare"? A "pensare" cosa? Che un tifoso accompagnato da teppisti e "ucciso per un proiettile kennediano" (Kennedy? Mapperfavore....) meriti addirittura una stele solo perché "targhe commemorative e mazzi di fiori se ne vedono fin troppe sulle strade"?
    La solita furbata all'italiana? Una cosa sbagliata accade frequentemente, e quindi adeguiamoci. Ancora queste cazzate?
    E non mi mettere in mezzo a questo modo di essere tifosi, perché io allo stadio non ci vado più da una vita: non sopporto i "buuu" contro i neri (a quando una stele all'Olimpico di Roma in memoria degli schiavi neri disonorati anche dei buuuu), non sopporto i "devi morire", le bandiere celtiche e naziste, i corri antisemiti (a quando una lapide fuori dall'Olimpico in memoria della Shoah?), i gesti inconsulti e cose simili.
    Onestamente non mi piace chi dice "noi" invece che "io", "anche tu" invece di "solo io". Sono stati dell'animo di un modo di essere italiano di cui dobbiamo liberarci.
    Così come dovremmo liberarci di questa malattia del dover per forza parlare tanto per dire sempre la nostra anche su una stele inutile, ingiusta, fuori luogo e diseducativa come è quella dedicata a Sandri.
    Pace all'anima sua. Lasciatelo dov'è. Non strumentalizzatelo. Non usatelo come simbolo di chissà cosa. Ripeto: mi meraviglio del banalismo qualunquista in cui sei caduto, Alessandro. Forse il fabiofazismo ha colpito anche te?
    Ciao,
    Alessandro

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  11. scusate, ma una targa in memoria di cosa?
    "giovane ucciso per sbaglio da un poliziotto"?

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  12. Lavoro anche io, e non ho mai preso la patente, quindi neanche io porto spranghe, non posso dire di non conoscere persone violente, ma posso sicuramente affermare di non approvarle, avallarle o giustificarle. Come la mia reazione, anzi la nostra, perchè non sono l'unica a non avere comportamenti violenti, davanti alla barbarie di quanto successo a Catania è stata di sdegno, schifo, disapprovazione, distanza (non lo nomino nemmeno Raciti, perchè tanto tu lo sai già, sicuramente, che non ne ricordo il nome). Ed ero sempre qui, nella mia politica della "livella", non ero allora e non sono ora pronta a giustificare la violenza. Non capisco dove e come mi sia fatta scudo del disagio giovanile, nè capisco la differenza tra il mio noi (tifosi non violenti) e il tuo fare un fascio di tutta l''erba che ti sembra diversa da te e dal tuo modo di pensare. Ma non è nemmeno questo l'argomento su cui ho tentato di ragionare.
    Il discorso è un altro, ed è su quel discorso che rimango perplessa. O Spaccarotella è un supereroe con la vista a raggi X, oppure non sapeva cosa ci fosse nella macchina o in tasca del ragazzo. Ha sparato. Un ragazzo è morto. Guarda, per me poteva essere anche il più violento del mondo (e condannabile per le sue azioni, anche se preferirei di fronte ad un tribunale e non in obitorio) ma penso che siano due cose distinte, e lo sono proprio perchè chi ha sparato non voleva ucciderlo (parole sue), e non poteva sapere se in quella macchina c'era un pericoloso fuorilegge o un innocente cittadino. Questo non giustifica la violenza da nessuna parte, per nessun motivo.
    Ed un omicidio non è più o meno grave a seconda del morto.
    Il ragazzo, purtroppo, è stato strumentalizzato dal momento in cui si è parlato di ultras ucciso, e non di una persona uccisa.
    per carità, è solo il mio pensiero :D

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  13. A parte il fatto che l'incosciente e irresponsabile di Spaccarotella stava lì per una precisa segnalazione, ma di fronte a tutto questo tuo ragionamento vale l'ottima e ficcante osservazione che c'è tra i nostri due ultimi interventi:

    scusate, ma una targa in memoria di cosa?
    "giovane ucciso per sbaglio da un poliziotto"?

    Poi, se vuoi, in separata sede ti racconto pure cosa penso dei contorni di Sandri, ché qui è meglio evitare per non essere fraintesi.
    Stai bene e forza Juve,
    Alessandro

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  14. Le spranghe non c'erano. CI stavano nella macchina degli avversari che li avevano aspettati per picchiarli.QUindi non solo non conosci la storia ma sei arrogante.L'italiano lo conosco bene, l'incivile provocatore rimani tu che getti ancora infamia sulla vicenda.

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  15. Vedi che non conosci l'italiano: io non ho scritto che tu sei incivile e arrogante, ma che questo tuo modo di fare è da incivile ed arrogante; ergo, reputavo tu non lo fossi. Ma dato che te la sei presa, vuol dire che ti senti incivile ed arrogante.
    E non sai scrivere: "L'auto in questione non aveva ne spranghe ne infamie che dici tu"; io non ho parlato di infamie (perché è sostantivo che ha altri significati), e "né" si scrive con l'accento.
    Padrone tu (e non "te") di scrivere stupidaggini. Tanto - ripeto - solo nel paese dei bunga bunga si mettono lapidi per il primo coglione che passa. Sandri di coglioni ne frequentava a iosa, e le sue taschette erano piene di pietruzze, così come l'auto dei suoi amichetti (aggressori e non aggrediti) era piena di spranghe.
    Padrone tu di dire stronzate, padrone io di pensare che la lapide a Sandri sia una stronzata.
    Ciao ciao,
    Alessandro

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