Come cambiarsi d'abito

Quante persone sarebbero disposte a vestirsi tutti i giorni allo stesso modo?
No, perché tutte le vostre osservazioni (delle quali vi ringrazio) sul nuovo template mi hanno fatto riflettere su una cosa: cambiare l'aspetto del blog è un po' come mettersi una giacca diversa, un nuovo pullover, un altro paio di pantaloni rispetto a quelli del giorno precedente.
A me succede spesso: a volte mi presento a studio con il gessato e i mocassini, altre ho voglia di stare più comodo e mi metto addosso un maglioncino e un paio di Adidas, altre ancora non ho voglia di pensarci e mi presento vestito con una combinazione di colori da fare paura anche a un daltonico.
Dentro quella roba, naturalmente, ci sono sempre io: ma forse quello che ho addosso, in qualche modo, contribuisce a dare un'idea del mio umore, di quello che penso, della luna dritta o sbilenca con cui mi sono svegliato.
Non credo che i caratteri, i colori e la divisione degli spazi di un blog siano una cosa molto diversa da un abito: e sono un po' stufo, a dire il vero, di andarmene in giro vestito sempre allo stesso modo. Ragion per cui, credo che di qui in avanti cambierò il template un po' più spesso del solito: magari una o due volte al mese, se ne avrò il tempo, senza precludermi la possibilità di mettermi un vestito serioso, oppure divertente, o anche minimalista, e perfino (perché no?) un abito pieno di colori e scritte luccicanti, di quelli che a guardarli cinque minuti finisce che ti gira la testa.
Ragion per cui, preparatevi: d'ora in poi si cambierà un po' più spesso.
Credo che sia anche questo uno dei modi con cui provare a raccontarvi quello che penso.

Questo post è stato pubblicato il 24 febbraio 2010 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

10 Responses to “Come cambiarsi d'abito”

  1. Avete mai notato che nella maggior parte dei film di fantascienza di stampo non apocalittico, ma utopico, tutti gli esseri umani utilizzano gli stessi vestiti? Forse perchè si riconosce che una società matura deve abbandonare l'idea del capitalismo/consumismo di cui i vestiti in fondo sono una tragica espressione (quanto mi fa incazzare sentir parlare nello stesso TG di terremoti e di fashion/moda/pretaporter/trendy e altri cazzi).
    Penso sempre alle parole messe in bocca al Capitano Picard dell'astronave Enterprise "Nel nostro tempo non lavoriamo per accumulare denaro e beni materiali, ma per migliorare noi stessi e il mondo in cui viviamo".
    Credo che solo chi abbia decise carenze di autostima e ancora non abbia capito chi è e cosa stia a fare su questo pianeta abbia bisogno di un vestito per sentirsi meglio o per esprimere qualcosa.
    Saluti

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  2. Fai pure quello che vuoi, ti leggo sempre "nudo" via RSS, quindi non mi cambia nulla :-)

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  3. Può essere una buona idea, ma come dice anonimo via RSS non cambia nulla. Ed è probabilmente il modo in cui la maggior parte dei lettori abituali fruisce del blog.
    Ma del resto: se cambiando spesso veste avrai fatto bene anche ad una sola persona, ne sarà valsa la pena.
    Sulla scomunica a Emma Bonino non hai scritto niente?

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  4. io leggo i contenuti, il contenitore è abbastanza ininfluente.Fai come ti sembra meglio.

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  5. @ Riccardo
    immagino che tu te ne vada in giro con un calzino a coprire le pudenda, forse manco quello, dato che non hai bisogno di un vestito per sentirti meglio e che hai abbastanza autostima per comunicare al mondo che tu, al contrario di me per fare un esempio insignificante, hai capito tutto sul significato della tua vita. Ho una curiosità, tutt'altro che morbosa: il dito accusatore contro un post "caldo" e il suo vivo autore fa parte di questo significato?
    Chiedo scusa all'autore per difesa non petita.
    Claudio

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  6. Questo template mi pare un po' scomodo, il testo è troppo spostato a sinistra e le colonne a destra fanno quasi metà pagina. Mi sa che anch'io passerò a leggere direttamente dal RSS.

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  7. @Riccardo
    Certo, ha assolutamente senso argomentare una propria assurda teoria con una piccolissima percentuale di produzione sci-fi - che tra l'altro non so da dove sia uscita, visto che di film utopici non riesco a ricordarne nemmeno uno. E pure in Star Trek, che tu citi, i vestiti sono identici perché sono uniformi della Flotta Stellare, il servizio militare della Federazione: in una qualsiasi situazione che non richieda protocollo, si vestono tutti chiaramente in modo diverso.
    La mancanza di diversità è sintomo di malfunzionamento della società, non il contrario. Ti suggerisco la lettura, oltre che di qualche buon libro di antropologia o sociologia, del resto della fantascienza mondiale di cui probabilmente non conosci l'esistenza...

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  8. Francamente mi sembrava più personale e friendly quello precedente. Si leggeva anche meglio. Sarà anche divertente ma immagina se ogni paio di settimane ti cambiano impaginazione, caratteri e colori dei tuoi quotidiani preferiti.
    Non aggiunge nulla, ti mette solo alla prova.

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  9. L'abito fa il monaco eccome
    e i vestiti che portiamo dicono molto più di noi stessi di quanto non crediamo
    questo è maggiormente valido per la grafica di un blog dove siamo all'archeologia della scienza grafica (tutta da scoprire e da codificare)
    sul nostro sito alcuni volevano fare tutto rosso
    poi qualcuno ha detto che era troppo comunista
    allora ci siamo azzuffati (il viola proprio non ci piaceva, gli altri colori erano tutti occupati)
    ora il sito cambia colore più o meno ad ogni click (indifferente allo stato d'animo di chi ci scrive o di chi legge)

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  10. Si potrebbe sempre creare una collezione di template differenti tra loro ma accomunati da un unico stile ben riconoscibile. Così si salva capre e cavoli :)

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