L'ora di cioccolata


Stamattina, ore 08:15, io e i miei figli in macchina verso la scuola:

Io - Allora, come sono andate 'ste pagelle?
Figlio piccolo - Bene! Nove in matematica, nove in italiano, nove in geografia, ottimo in comportamento, ottimo in religione.
Io - Apperò. Allora ti piace, fare religione.
Figlio piccolo - Sì!
Io - E scusa, perché fare religione ti piace e andare in chiesa no?
Figlio piccolo - Perché in chiesa mi annoio!
Io - ...
Figlio piccolo - E poi a religione mi danno la cioccolata!
Io - Come sarebbe, la cioccolata?
Figlio grande - Sì, sì, gli fanno delle domande e se rispondono bene gli danno un pezzo di cioccolata!
Io - Ah...
Figlio piccolo - A me piace, la cioccolata.
Io - Ma domande del tipo?
Figlio grande - Be'...
Figlio piccolo - Mmm tipo...
Figlio grande - Tipo gli anni di Cristo!
Figlio piccolo - Ecco, sì, tipo gli anni di Cristo.
Io - ...
Figlio piccolo - Trenta!
Io - ...
Figlio grande - Insomma, ti regalano la cioccolata...
Figlio piccolo - Eh...
Figlio grande - Ma chi è il tuo professore, Willy Wonka?

Questo post è stato pubblicato il 19 febbraio 2010 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

36 Responses to “L'ora di cioccolata”

  1. Perché non regaliamo un po' di cioccolata per le elezioni? Questi hanno capito tutto!

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  2. La cioccolata! Sono veramente dei sordidi corruttori questi maestri.
    Una volta si raccomandava ai bambini di non accettare dolciumi dagli sconosciuti, adesso bisognerà raccomandare loro di non accettare dolciumi nemmeno dagli insegnanti...

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  3. Quando ero piccoletto mi proponevano la cioccolata per farmi dire "Forza Roma", ma non ho mai ceduto a questi vili ricatti. In compenso cantando "Bandiera Rossa" ho avuto uno sconto sui punti per Camillo il Coccodrillo ^__________^

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  4. Grazie al piffero che stiamo dove stiamo...se si comincia a corrompere i ragazzini di 9 anni, prima della maggiore età avranno già curriculum criminali di tutto rispetto...

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  5. Gli educatori...prendere esempio, prendere esempio :-)

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  6. A parte il fatto che prima di dar cioccolata a decine di bambini bisogna sapere se la possono mangiare, ci sono varie intolleranze o comunque genitori che adottano per i figli diete specifiche per i più svariati motivi (es. banale l'obesità, non per altro il cibo nelle mense è studiato appositamente per essere equilibrato), mi sembra tanto una pagliacciata. I bambini devono capire, indipendentemente dalla materia, che non devono ricevere un premio per avere studiato o lo faranno in futuro solo a queste condizioni.

    E' anche ovvio che preferiranno quella materia alle altre, e non è di sicuro un comportamento etico all'interno di un istituto che ha lo scopo di istruire in tutti i campi del sapere.

    Se è un modo per avvicinare i bambini alla religione, è davvero patetico, non mi sembra molto diverso dai maniaci che offrono appunto le famose caramelle ai bambini.

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  7. Secondo me gli anni di cristo erano 33, quindi tecnicamente tuo figlio mi deve un pezzo di cioccolata, perchè la risposta era sbagliata.

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  8. ciao Metilparaben, ma con che faccia critichi i crocifissi nei luoghi pubblici se poi mandi i tuoi figli a fare l'ora di religione? mi sembra un po' un controsenso!

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  9. I miei figli fanno quello che scelgono di fare: sarebbe un controsenso se uno come me li costringesse a fare quello che dice lui.

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  10. @ Eutopia

    Scusa se mi intrometto, ma io sono addirittura sbattezzato e faccio lo stesso con mia figlia. Se vivessimo in un paese civile e laico, i bambini che non frequentano l'ora di religione o il catechismo o la messa domenicale non sarebbero trattati da appestati (da amichetti e adulti) come purtroppo avviene in Italia. Ma così non è, e non mi pare il caso di scaricare le conseguenze delle mie prese di posizione su un bambino.

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  11. Dovreste veder questa, ordunque: http://www.gearfuse.com/star-wars-dark-side-apron-makes-empty-promises/

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  12. beh la maggior parte dei bambini che conosco qui nella "cattolicissima" Lecco dichiarano apertamente di fare comunione e cresima (e accettare di frequentare la lunghissima e tremenda preparazione di catechesi) solo perchè così riceveranno bei regali da genitori e parenti devoti e attaccati alle tradizioni.

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  13. "Ciao Metilparaben, ma con che faccia critichi i crocifissi nei luoghi pubblici se poi mandi i tuoi figli a fare l'ora di religione? mi sembra un po' un controsenso!"

    Quoto

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  14. Prima di tutto, per criticare una cosa "i crocefissi" ad esempio, bisogna conoscerla.

    Se un bambino vuole conoscere la religione, o le religioni, visto che sono comunque parte della storia, non ha senso privarlo a priori.

    La religione, se insegnata in maniera distaccata e non come catechesi, fa parte del bagaglio culturale.

    Personalmente impedirò ai miei figli di frequentare tale lezione solo se diventa un indottrinamento, se è insegnata bene, come materia culturale, lascio a loro la scelta.

    Sono le persone superficiali che vedono tutto bianco e nero, se uno non vuole un crocifisso in un luogo pubblico e laico, non per questo non può più entrare in chiesa per ammirarne la costruzione e l'arte in essa contenuta.

    Se non sono cattolico, ciò non toglie che io possa leggere la bibbia, cosa che gli stessi cattolici spesso non fanno.

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  15. @Mattia Paoli: ho già risposto, ma proverò a spiegartelo meglio. Non so quelli degli altri, ma i miei figli, ancorché piccoli, sono persone. In quanto tali hanno un loro cervello, un proprio modo di ragionare e scelgono, ovviamente dopo aver ascoltato la mia opinione, che mi premuro di comunicare ne modo più chiaro possibile. Invece di quotare, rifletti sul fatto che la tua idea dei figli coincide in modo inquietante con quella di proprietà. Ecco, quello che scrivo da anni su questo blog è esattamente l'opposto. Altro che controsenso.

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  16. Non so che età abbiano i tuoi figli ma fino ad una certa età non sanno sicuramente cosa è meglio per loro.

    A me sembra un controsenso "affidare" a un insegnante di religione il cervello dei propri figli per paura di non "affidarlo" al tuo. E' una scelta di "libertà mentale" solo apparente, secondo me.

    Non capisco che male farebbe privarli dell'insegnamento della religione, ecco.

    Si probabilmente ho una visione in bianco e nero, ma non me ne vergogno affatto.

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  17. "I miei figli fanno quello che scelgono di fare: sarebbe un controsenso se uno come me li costringesse a fare quello che dice lui."

    In qualsiasi ambito?

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  18. Hai effettivamente una visione in bianco e nero. Sei libero di non vergognartene, così come sei libero di pensare dei figli quello che vuoi. Quanto alla tua frase secondo la quale avrei "paura" di affidare il cervello dei miei figli al mio, tuttavia, non te la permetto. Dopociché, pensa pure quello che vuoi.

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  19. la libertà di pensiero di un bambino di otto anni è un argomento che mi piacerebbe approfondire, se non altro sul piano psicologico e pedagogico. Si vede che hai dei bambini abbastanza intelligenti da poter pensare che l'ora di religione IN ITALIA è una scelta intelligente. Scommetto che li hai anche battezzati dopo aver discusso con loro e capito da qualche vagito che avevano intenzione di ricevere questo sacramento.

    Non voglio provocare, certo è che l'ora di religione nel nostro paese non è l'ora di religione del resto d'Europa, e lo sai.

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  20. ...mentre i tuoi figli no, e la cioccolata ne è la prova.

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  21. Eutopia, credimi: per provocare uno come me ci vuole altro. Liberissima/o di tenerti la tua opinione. :-)

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  22. Non risposta? Direi che ti ho risposto: ritengo che per l'educazione dei miei figli sia più costruttivo avere un padre non impositivo, che spiega quello che crede ma li lascia liberi di scegliere, piuttosto che non fare religione a scuola. E' la mia opinione, naturalmente. Tu, invece, perdonami, che vuoi imporre non solo ai tuoi figli quello che credi (o non credi), ma perfino agli altri come educarli, sei della stessa risma degli integralisti da cui rifuggi. Ciao a te.

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  23. Sig. Paoli, fossi in lei, andrei a dirgliene quattro ai Valdesi, allora. Credenti e, al tempo stesso, laicissimi: roba da non credere!

    http://www.chiesavaldese.org/pages/archivi/index_commenti.php?id=1008

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  24. I miei genitori mi hanno tenuto a casa all'ora di religione per i primi tre anni di elementari. Essendo bambino, ero stufo dei compagni sconvolti da questa cosa, parliamo dei primi anni '90, che mi consideravano Testimone di Geova in tono sprezzante e altri epiteti poco carini.

    Ho quindi chiesto IO di poter fare religione, i miei genitori me lo hanno concesso, per mia scelta.

    Non conoscendo la dottrina, alla messa del primo giorno scolastico ho OSATO prendere la particola come tutti i miei compagni, non sapendo cosa stavo facendo, imitando loro.

    Mi hanno trattato come un lebbroso, perché non avevo fatto la comunione in terza elementare e non la dovevo prendere. Ricordo ancora come quei perfetti bambini cristiani mi hanno additato sconvolti, dopo 16 anni, capite che non è stata una cosa leggera.

    Non capendo tutte queste "leggi" assurde, prive di logica, dogmi, mi sono presto reso conto che i primi 3 anni di scuola non mi ero perso poi molto, da lì in poi ho sempre provato a fare religione ogni volta che l'insegnante cambiava, fino alle superiori, per vedere come veniva trattata.
    I miei non mi hanno più imposto nulla, hanno sempre lasciato che decidessi io.

    Alle superiori avevamo un professore che ci parlava di attualità, e lo adoravo, subito dopo è arrivata una bigotta che censurava scene del film Forret Gump. Da lì ho rinunicato a tutto ciò che è religione.

    Sono grato per questa cosa, perché ora a 24 anni uso la mia testa, nel bene e nel male, non ho dei genitori che mi dicono come devo passare il mio tempo, cosa devo fare e cosa non devo, si sono limitati a consigliarmi e spiegarmi ciò che non capivo.

    In definitiva, non sottovalutiamo l'intelligenza dei bambini, lavoro in didattica e vi assicuro che spesso si rimane piacevolmente stupiti.

    Infine vorrei aggiungere che molti di quei bambini che seguivano i dogmi e le imposizioni dei genitori, senza poter scegliere, senza capire, ora non sono affatto su una buona strada.

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  25. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  26. Uhm, sento le stesse obiezioni di quando si parla di dare in adozione figli agli omosessuali. "Sono contrario, i figli poi subirebbero discriminazioni con i compagni di classe". Ecco, invece che educare le persone a non discriminare, si lascia tutto com'è, negando diritti ad altre persone.

    Io non voglio imporre ai miei figli di non fare l'ora di religione. Vorrei però insegnare loro delle cose che bene o male non facciano crescere in loro il desiderio di avvicinarsi alla religione in alcun modo. Credo che informare i miei figli sia un diritto che posso rivendicare.

    D'altronde non mi sembra che sia una scelta molto consapevole quella di fare l'ora di religione per ricevere della cioccolata, che tanto bene alla salute poi non fa. E non mi sembra neanche che insegnino queste grandi cose, visto che danno un premio a un bambino che da una risposta sbagliata.

    Non ti sto dicendo come educare i tuoi figli, ti sto dicendo come educherei i miei. Per non-risposte intendevo che liquidare l'opinione di una persona con "libero di pensarla così" non è molto costruttivo alla discussione. Anche se sei libero di pensarla così. :D

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  27. a mia figlia di 13 anni prendono le presenze a messa.
    pare che dopo due assenze non sia più valido il catechismo..... (manco un master alla Bocconi)
    poichè sono separato capita, più o meno ogni due settimane, che salti;
    ho saputo che quelli più assenti sono proprio i figli dei separati, che ci sia un complotto?
    finirà che non farà la cresima e rinuncerà ad essere praticante.
    nella parrocchia precedente organizzavano giochi, gruppi, gite. Tutte le domeniche era li perchè si divertiva. Ancora adesso ogni tanto partecipa alle gite.....

    pensavo: ora come faccio a spiegargli che la religione è una libera scelta?

    poi un giorno la nonna l'ha inviata a partecipare ad una udienza con il papa (Ratzi), lei ha risposto: no grazie! fosse stato quello precedente venivo, ma con questo non mi ritrovo per niente.

    io mi preoccuperei poco se un prof attira l'attenzione dei bambini con la cioccolata, alla fine, anche per i bambini, sono i contenuti che contano, e i bambini (ti sembrerà strano caro Mattia), spesso sanno molto bene cosa è meglio per loro.....
    ciao

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  28. Ho cliccato sul tasto "Mi piace"

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  29. L'importante è plagiarli fin da piccoli, e instillare in loro il pensiero magico ab eternum...La risposta corretta è marginale : prova a fare un sondaggino tra quelli che si dicono credenti sulle loro conoscenze bibliche o dottrinali, vedi cosa ne esce....

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  30. ne esce che ne sa di più un ateo, che per essere ateo conosce la religione, piuttosto che uno che la pratica e la conosce a memoria senza capirla COMPLETAMENTE, o non la praticherebbe.

    C'è anche l'alternativa di chi la conosce a menadito ed ha un'estrema convinzione che TUTTO ciò che trasmette sia legge, e abbiamo il post "pornocatechismo".

    Non mi piace generalizzare, ma purtroppo (o per fortuna) non conosco nessun cristiano coerente, sarò io che conosco le persone sbagliate o il cristianesimo non può essere coerente con la vita umana? Boh, forse sono ottuso io.

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  31. Sono pienamente d'accordo con Metil; e chi mi conosce sa quanto io sia causticamente ateo e anticlericale ...
    Mio figlio ha sempre deciso da solo cosa voleva fare in materia di religione, perché anche imparare sulla propria pelle a non fidarsi dei preti fa parte di un'insostituibile scuola di vita. Lezioni che non ci si dimentica più. L'importante è che possano ascoltare anche l'altra campana per mettere a confronto le diverse versioni. Io ho solo avuto molta fiducia sulla sua intelligenza; se uno infine non ci arriva da solo, non merita altro che far parte della massa di pecore che si genuflette davanti al papa. Chi è veramente ateo e razionalista, aborre (o aborrisce? boh?) qualsiasi atteggiamento che ricordi anche solo vagamente la ricerca di proseliti.

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  32. @Metilparaben

    Due cose:
    1) Nello specifico, dopo aver opportunamente approfondito lo svolgimento dei fatti, io contatterei i genitori del consiglio di classe e di istituto e informerei immediatamente il dirigente scolastico, e magari anche l'ASL.
    Al di là delle argomentazioni "religiose", semplicemente dal punto di vista dietetico, mi sembra gravissimo che degli insegnanti premino gli allievi con la cioccolata.

    2) Scrivi: "i miei figli, ancorché piccoli, sono persone. In quanto tali hanno un loro cervello, un proprio modo di ragionare e scelgono, ovviamente dopo aver ascoltato la mia opinione, che mi premuro di comunicare ne modo più chiaro possibile."

    Vorrei sapere in che modo i tuoi figli, dopo aver ascoltato la tua opionione, hanno argomentato la scelta di frequentare le lezioni di religione.

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  33. Metil, vorrei ancora sapere in che modo i tuoi figli, dopo aver ascoltato la tua opinione, hanno argomentato la scelta di frequentare le lezioni di religione.

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  34. Realtà che supera la fantasia
    http://www.youtube.com/watch?v=BNybwMVigf4

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