22 febbraio 2010

Ordinanze usa e getta

Come si fa a tappezzare di crocifissi gli uffici pubblici senza esporsi alla possibilità di un ricorso? Semplice: si firma una bella ordinanza che impone di appendere una croce in tutti i locali del comune (assicurandosi, naturalmente, che abbia una risonanza mediatica adeguata), si aspetta pazientemente che ogni anfratto sia ricoperto di croficissi, e infine si revoca l'ordinanza iniziale (ovviamente senza dirlo ad anima viva). Così, se qualcuno dovesse prendersi la briga di fare ricorso al TAR, si sentirebbe rispondere che l'ordinanza non esiste, e che quindi il ricorso è inammissibile.

Fantapolitica locale, dite? Invece no. La storiella che vi ho appena raccontato corrisponde esattamente all'alzata d'ingegno che ha avuto il sindaco di Mandas (CA) Umberto Oppus, il quale ha candidamente dichiarato di aver annullato il provvedimento da lui stesso emanato perché ormai non aveva più senso, visto che lo scopo era stato raggiunto.

Voi mi direte: e se qualcuno, ora che l'ordinanza non c'è più, dovesse iniziare a rimuovere i crocifissi? Nessun problema: il nostro amico farebbe un altro provvedimento imponendo di rimetterli al loro posto, salvo revocarlo di nuovo prima del ricorso e ricominciare tutto da capo.

Il sindaco Oppus, guarda caso, è un esponente dell'UDC: così, tanto per rispondere a chi insiste a parlare di radici cristiane dell'occidente e moralizzazione della politica.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Embé?
Mi sembra di ingegno pari a chi si è ridotto (pagando in soldi e tempo) a rivolgersi alla corte di Strasburgo. Se è la guerra che si vuole, non ci si può aspettare che l'avversario subisca inerme.

luxus ha detto...

cavoli, è pure delle mie parti, che schifo!

Skumbino ha detto...

Io penso che sia ridicolo che uno stato laico, o comunque il rappresentante di una istituzione laica (il sindaco di un comune) si preoccupi di rendere obbligatorio il simbolo di una religione e di un altro stato all'interno dei suoi uffici e dei luoghi pubblici.
Secondo me non ci dovrebbe essere nessun divieto, o un divieto totale per preservare la laicità dei luoghi pubblici.
Quindi a fianco al crocifisso io metterei un cartello con lo spot della UAAR : "La cattiva notizia è che Dio non esiste, la buona è che non ne hai bisogno"

Ubikindred ha detto...

Cioè, sarebbe stupido chiedere il riconoscimento dei propri diritti?
Peraltro questa è una stupidaggine sesquipedale, dato che, se un domani qualcuno dovesse rimuovere il crocefisso e gli si dovesse elevare una contravvenzione, basterà rifiutarsi di pagarla dato che:
1) O l'ordinanza rimane e viene ovviamente sconfessata, dato che risulta palesemente contraria alla Costituzione e alle norme sovranazionali (Dichiarazione Dei Diritti Dell'Uomo, ecc.), peraltro dopo che è già stato espresso un pronunciamento della Corte Europea.
2) O l'ordinanza viene ritirata e quindi non vi è base legale per richiesta di una sanzione.
In entrambi i casi l'ordinanza si può (e si deve) tranquillamente disattendere.

qfwfq ha detto...

qui si spara sulla croce..... cristiana

Marino ha detto...

Ubikindred ha scritto:


Peraltro questa è una stupidaggine sesquipedale, dato che, se un domani qualcuno dovesse rimuovere il crocefisso e gli si dovesse elevare una contravvenzione, basterà rifiutarsi di pagarla dato che:
...
2) O l'ordinanza viene ritirata e quindi non vi è base legale per richiesta di una sanzione.
In entrambi i casi l'ordinanza si può (e si deve) tranquillamente disattendere.

no, si fa una bella ordinanza _retroattiva_ (le leggi penali non possono essere retroattive, ma le ordinanze che stabiliscono sanzioni amministrative? boh...) per far pagare la multa.
E magari il cugino del sindaco fa l'avvocato e gestisce i ricorsi...
Se solo tanta creatività si applicasse a risolvere i problemi reali.

Ubikindred ha detto...

Grazie alle divinità supere ed infere, parrebbe esserci divieto di retroattività anche nelle norme in questione:
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2000/140/5.htm

In particolare: "Il provvedimento, che ha valore regolamentare, non ha potuto avere, come si auspicava, una decorrenza retroattiva in recepimento di un esplicito rilievo in tal senso da parte del Consiglio di Stato.

Il Supremo organo, con il parere n. 30/1995 del 6 luglio 1995, ha dichiarato, infatti, che, per i regolamenti, il divieto di retroattivita' delle norme sancito dall'art. 11 delle preleggi, ha carattere tassativo ed inderogabile"

E' comunque certamente vero che: fatta la legge, trovato l'inganno...almeno da queste parti.

Daniela ha detto...

Il sindaco della mia città natale ha fatto di più: ha pagato di tasca propria i crocifissi...
Sapete, temeva che la sua aurea perdesse un poco di oscura luce....

Sleeper ha detto...

Ma poi su che base si può OBBLIGARE ad appendere i crocefissi?

Se divento sindaco, posso OBBLIGARE gli uffici pubblici ad appendere quello che mi pare?

Da quando i sindaci possono fare quello che gli pare ed emanare ordinanze da dittatura?

Mattia Paoli ha detto...

Basta non rispettare l'ordinanza iniziale che impone di mettere i crocifissi. Se mi danno la multa ricorro, se posso ricorrere vuol dire che c'è l'ordinanza e che quindi vincerò il ricorso. Se non posso ricorrere vuol dire che l'ordinanza non c'è e che quindi posso non esporre il crocifisso.

Basta disobbedire all'ordinanza fin da subito. :)

Leggoquestoblog ha detto...

posto qui perchè non saprei dove
http://img40.imagefra.me/img/img40/2/3/2/imagcopyright/f_2s9gcty9paim_4e0638d.jpg
il corriere della sera è come minzolini (mills/prescrizione=assoluzione)
titolando l'accoglienza del ricorso presentato dal governo italiano sulla vicenda del crocefisso nelle scuole, come se la partita fosse conclusa con ragione del governo.


Il ricorso sarà accolto se la Grande Camera deciderà così.....quindi..la corte di Strasburgo non HA DATO RAGIONE A NESSUNO, tanto meno a 'sto governo di incapaci.

Leggoquestoblog ha detto...

al corriere hanno cambiato il titolo. ehehhehe

http://img38.imagefra.me/img/img38/2/3/2/imagcopyright/f_2s9gctyalmam_1e0e4ae.jpg

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