Bei tempi, quelli di Tangentopoli

Quando scoppiò il bubbone di Tangentopoli ero poco più di un marmocchio: però ricordo molto bene i processi trasmessi in televisione, le domande incalzanti dei giudici, le facce teree dei politici costretti ad ammettere le loro malefatte.
Dopo una ventina d'anni, come abbiamo avuto modo di verificare definitivamente negli ultimi mesi, la corruzione è rimasta il principale caposaldo di questo paese disgraziato, anche se rispetto ad allora sono cambiate molte cose: prima fra tutte (lo hanno sottolineato in tanti) la destinazione delle tangenti, che allora andavano a rimpinguare in buona parte le casse dei partiti, mentre di questi tempi finiscono nel patrimonio personale di chi le intasca senza passare per il via.
La differenza che mi colpisce di più, però, è un'altra.
Quando le indagini di Tangentopoli iniziarono a svelare lo schifo che era successo e a renderlo evidente agli occhi di tutti, la maggior parte dei politici coinvolti sembrò ritenere più dignitoso ammettere le proprie magagne piuttosto che continuare a negare arrampicandosi sugli specchi: il che, in qualche modo, dava la sensazione che nonostante il clima di sfascio generale fosse sopravvissuta, nella coscienza di chi pure aveva ingannato e derubato i cittadini, una soglia minima di rispetto nei loro confronti; si percepiva, insomma, la consapevolezza dei politici che la gente si potesse sì prendere per il culo, ma fino a un certo punto.
Ecco, a me pare che oggi anche quel briciolo di decenza sia venuto clamorosamente a mancare: e che la serena disponibilità di chi viene colto con le mani nel sacco a passare da scemo pur di negare l'evidenza equivalga, in realtà, a considerare scemi quelli che sono costretti ad assistervi.
Rispetto ad allora, insomma, loro sono molto più spudorati semplicemente perché noi siamo infinitamente più sudditi.
Sono cose che danno da pensare, o sbaglio?

Questo post è stato pubblicato il 08 maggio 2010 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

18 Responses to “Bei tempi, quelli di Tangentopoli”

  1. L'unica cosa è che non mi tornano i conti con la tua età. Quando è scoppiata tangentopoli, io non ero più una marmocchia...come mai tu lo eri quasi ancora? :-)

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  2. Mio figlio grande ha undici anni, ed è un marmocchio a tutti gli effetti. Io allora ne avevo quattordici, ed ero "poco più" di un marmocchio, come ho scritto. :-)

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  3. mah, quelli che ora vengono colti con le mani nella marmellata o hanno la stessa età di quelli che ai tempi di tangentopoli ammettevano le colpe (e quindi probabilmente all'epoca erano riusciti a schivare i colpi - leggi processi)
    oppure sono poco più giovani e all'epoca di tangentopoli guardavano e imparavano e pensavano a come avrebbero potuto eventualmente sfangarla - negando negando negando.
    sto blaterando qualcosa che ha senso?

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  4. Io pure, più o meno come te, tangentopoli l'ho visto dalla prospettiva che può avere un bambino, e per capirne l'impatto ho dovuto riapprofondirla con ricerche personali. Ma ho avuto come base di partenza il ricordo ancora vivo dei miei genitori, di quel periodo agitato e burrascoso dove si pensava che il bubbone della corruzione era finalmente scoppiato, e sarebbe bastato del tempo per drenarne via il pus e risanare un poco questo paese.
    Sono successe tante cose, in quegli anni. Si sono aggiunte generazioni di elettori innanzitutto, ed altre generazioni invece si sono spente.
    L'impatto della televisione sulla percezione popolare è stato terribile, io penso che nessuno se lo aspettasse. La gente ha dimenticato, per lo più. Questo perché quelli della mia generazione, che vanno per i trenta, non tutti hanno avuto genitori attenti. Molti sono cresciuti con il televisore come 3° genitore, e molto più presente degli altri 2. Al di là dei miti popolari come i giocatori di calcio, le veline, i partecipanti dei reality, che comunque colpiscono una fetta importante di persone, la distorsione della notizia è sempre più evidente, per chi ricorda, ma sempre meno facile da cogliere per chi non ha solidi punti di riferimento nel passato. D'altronde se tutti i media dicono A, credere che A sia errato suona come un'eresia...

    E' in questo contesto che devi leggere il comportamento dei politici moderni. SANNO che godono dell'impunità, prima ancora che giuridica, elettorale. Perché nessuno di buon senso, voterebbe in buona fede un politico compromesso con atti di corruzione, frode, e altre azioni illegali.
    E se nei principali tg nazionali non hanno la vergogna di falsificare le notizie per trasmettere che, ad esempio, andreotti oppure mills, sono stati assolti (e non i loro processi caduti in prescrizione), allora il comportamento dei politici "finti tonti" è perfettamente coerente e funzionale. Alla loro sete di potere.

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  5. quelli che si erano arricchiti con i favoritismi di tangentopoli oggi sono al governo ; quindi no n c'è da meravigliarsi di niente .

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  6. il fatto e' che i "politici" odierni ( lo virgoletto perche' piu che politici mi sembrano una manica di ladri e mignotte ) ... sono molto .. ma molto piu' paraculi di quelli dei tempi craxi e company.

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  7. Continuano, continuate a chiamare l'affaire Anemone-Balducci "nuova tangentopoli".
    Io invece sento sempre di più puzza di nuova P2.

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  8. Sono d'accordo su tutto,ma a parte questo... ti prego leva Sgarbi dagli ads qui a destra, è un supplizio! :P

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  9. E' una questione di civiltà: ormai da un lato i politici sanno che è più facile contrattaccare gridando alla menzogna, alla diffamazione, al complotto, al "lei non sa chi sono io", dall'altro i cittadini danno per scontato che la classe politica sia tutta costituita da ladri e intrallazzatori (e non mi sento di dargli completamente torto visti i casini degli ultimi mesi), quindi non se ne meravigliano più di tanto. Aggiungici anche una informazione "tradizionale" quantomai assopita o tendente alla espiazione catodica (vd. l'ultimo pellegrinaggio televisivo di Scajola) tranne poche zone franche, e questo è il risultato.
    Anche io ero un pischello ai tempi del primo scandalo, e ho studiato i fatti una volta raggiunta l'età della ragione. Personalmente, più melma si scopre, più credo che parlare di "Tangentopoli 2" non sia tanto campato per aria.

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  10. Concordo in pieno, più si va avanti e peggio è... I politici attuali non sono proprio politici (quelli di allora lo erano, anche se corrotti), questi sono veri e propri banditi...

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  11. io nel 92 avevo 4 anni e quindi non ricordo molto ma ti dirò che ho sempre avuto,fin da quando ho acquisito i miei diritti elettorali, anche io l'impressione che la classe politica non avesse più un briciolo di dignità e fossero tutti prostitute del Potere,pronti a sacrificare sul suo altare anche il buon senso e quel minimo di amor proprio che ogni essere umano dovrebbe avere per essere considerato tale...

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  12. non solo l'impudenza, ma la destinazione del furto era completamente diversa.
    Allora rubavano per portare (illecitamente) soldi nelle casse dei partiti, oggi per metterseli direttamente in tasca. Si dirà che rubare è pur sempre rubare, che è vero, ma la differenza è un segno della tendenza.
    E se al tempo di tangentopoli i furfanti si curavano con attenzione di nascondere le prove, oggi, capitanati dal micro-duce che ogni volta che piove blatera accuse alla magistratura, la fanno sporca, sfrontata, quasi fosse un diritto, stupiti che qualcuno obietti al "sistema".

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  13. Nuova P2? E perchè, la vecchia quando se ne era andata?C'è un piduista al governo da quasi 20 anni...
    Detto questo, vorrei sottolineare un altro aspetto che Metil non ha toccato: l'opinione pubblica.

    La gente di allora era indignata e furente. E scendeva in piazza per supportare i giudici contro i colpi di spugna che venivano dal Parlamento (oggi li chiamerebbero "forcaioli" o "orridi dipietristi").

    L'opionione pubblica di oggi è semplicemente
    ottenebrata da 20 anni di videocrazia.
    Aggiungeteci che illo tempore Kim Jong Silvio e le sue tv erano schierate (ingrato a papà Bettino) apertamente col pool per cavalcare l'onda popolare e guadagnare consenso (ricordo Brosio inviato di Fede in pianta stabile davanti al tribunale di Milano...).
    Ora, invece, da qualche anno è in atto una campagna di discredito nei confronti della magistratura.
    Il risultato è che quand' anche si scoprisse un calderone più fetido di Tangentopoli, il tutto verrebbe molto molto ridimensionato dai media.
    Siamo in una dittatura morbida da tempo. E quando la gente se ne accorgerà, probabilmente, non sarà manco più tanto morbida...

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  14. Aiuto Metil, ma di quale tangentopoli stai parlando?? Di quella del 92? Ti do una brutta brutta notizia: non avevi proprio 14 anni, rifai i calcoli!
    Comunque la risposta è ovvia: da allora ad oggi c'è stato l'avvento di Berlusconi e della sua propaganda, secondo cui i giudici sono dei nemici cattivoni dei politici, per cui le loro accuse sono parte della guerra, paragonabili tranquillamente a quelle opposte di berlusconi che dà loro dei matti. Ai tempi di tangentopoli la gente sapeva benissimo che le accuse mosse ai politici erano vere in buona parte, c'era poco da negare. Oggi i telespettatori devono mischiare la loro ragionevole convinzione che i politici siano ladri con frasi del tipo: giustizia ad orologeria, fango mediatico, rispetto della privacy, toghe rosse, caso Tortora etc etc

    enrigol, nato lo stesso tuo anno e ben più che marmocchio ai tempi di tangentopoli

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  15. Sono gli effetti del monumentale processo di disgregazione culturale firmata mister B. e compari.

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  16. e questa disgregazione culturale ha svariati effetti collaterali: si è fieri della propria ignoranza non esiste più la vergogna e nemmeno il semplice pudore.Si è fieri di somigliare a tipi come Corona,si è fieri di essere sudditi di un bauscia ripugnante perchè ha i soldi e se li ha è furbo racconta bugie? ma no...

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  17. Fizzi ha pienamente centrato le metastasti generate dalla cultura irraggiata da Kim Jong Silvio.

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  18. Cio’ che accadde nei sedici anni successivi all’entrata in politica di Berlusconi (indotta appunto dall’esperienza di Tangentopoli ) ce lo ricordiamo quasi tutti. La guerra tra gli Zar della finanza globale (la cui arma principale e’ la UE) e la Trimurti “italiana” (Vaticano, mafie, parte dell’establishment USA) degenero’ nella compravendita sempre piu’ sfacciata di uomini, cariche e brandelli sparsi di potere locale.
    Altro da registrare? Non mi pare.

    Oltre ogni piu’ pessimistica previsione, la seconda repubblica si e’ rivelata, a conti fatti, peggiore della prima. Ma destino vuole che oggi si sta aprendo una stagione sociale e politica molto simile a quella che produsse Tangentopoli (o Mani Pulite che dir si voglia). Abbiamo un’altra chance.

    TNEPD

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