La calamita Mou

Io non lo so, se tutte le chiacchiere sul passaggio di Mourihno al Real Madrid siano normali, ma probabilmente non importa: quello che conta è che ancora una volta, tanto per cambiare, tutti parlano dell'allenatore dell'Inter e nessuno fa un fiato sulla squadra.
Da appassionato di calcio, non credo che il portoghese sia un fenomeno dal punto di vista tecnico-tattico: ho visto decine di squadre giocare meglio dell'Inter, e in certi casi (lasciando da una parte le perdenti ma irresistibili, e a tratti poetiche, suggestioni zemaniane di quindici anni fa) quelle squadre vincevano anche, oltre a divertire chi le guardava.
Però bisogna ammettere una cosa: Mou è un fuoriclasse senza precedenti nell'arte di proteggere la squadra da qualsiasi critica, condizionamento, pressione; una calamita umana in piena regola, capace come nessun altro di attirare tutta l'attenzione su di sé e lasciar respirare quelli che dovranno andare in campo.
Forse no, il fatto che proprio in questi giorni Mourinho cavalchi alla grande le voci di un suo possibile passaggio al Real Madrid non è per niente normale: e probabilmente è proprio per questo, che lui è un fenomeno.

Questo post è stato pubblicato il 20 maggio 2010 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

5 Responses to “La calamita Mou”

  1. Che sia un fenomeno non c'è dubbio, talvolta nel senso puro del termine, talvolta da baraccone, ma d'altronde nessuno è perfetto... Eppure si parla sempre e solo di lui, è davvero il parafulmine di ogni cosa.

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  2. stavolta non sono d'accordo con te, metil.

    dici, ed e' vero, che le formazioni di mourinho non hanno un gioco spettacolare come, tu dici, le squadre di zeman o come (e qui il paragone lo faccio io) il barcellona.

    pero' conto solo 3-4 allenatori al mondo che sono bravi come lui nella fase difensiva, e secondo me sono appunto i migliori al mondo insieme a lui: Ancelotti, Ferguson, Hiddink, forse Capello (che non e' tatticamente al livello degli altri 3 ma ottiene dai suoi giocatori piu' di quanto valgono).

    su mou aggiungo che dell'elenco che ho riportato e' l'unico (forse con hiddink) che e' in grado di far cambiare 3 o 4 volte assetto tattico alla propria squadra nella stessa partita senza che i giocatori perdano la tramontana.

    guarda a cos'e' successo con il barcellona: il fatto che dopo l'espulsione di motta abbia avuto bisogno di scambiare solo poche parole con un giocatore (zanetti mi pare, mentre tutti i giocatori sapevano gia' dove dovevano andare a posizionarsi) mi da' l'idea che avesse gia' pronto un piano B nell'ipotesi che 1 qualunque degli 11 fosse stato espulso.

    davvero non so quanti allenatori al mondo siano cosi' maniacali nella preparazione tattica: forse lo era sacchi, a suo tempo.

    detto questo, mourinho e' antipatico anche alla sua famiglia, figurarsi agli altri; e' un cagacazzi che sfida la pazienza di chiunque.

    ma ha una professionalita' esemplare nel preparare le sue squadre.
    forse non subito, ma credo che in massimo 2 campionati il real tornera' a vincere lo scudetto.

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  3. Cambiare 3-4 schieramenti tattici in una stagione, con gli stessi giocatori, ed arrivare in fondo alle tre competizioni non è da "fenomeno dal punto di vista tecnico-tattico"? Io credo di sì, anche perché l'ottima organizzazione di gioco non sempre coincide con lo spettacolo puro. Le nazionali brasiliane sono state spesso spettacolari, cosa che non andava quasi mai di pari passo con una buona organizzazione tecnico tattica. Ad esempio...

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  4. Confermo, me ne sono innamorata persa.

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  5. Probabilmente lo fa per avere il pubblico di Madrid dalla sua parte durante la finale!

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