Il destino di Stefano e l'attenuante di stato

Scarcerato Stefano Gullotta, il ragazzo massacrato di botte da un poliziotto e sbattuto in carcere dopo Roma-Inter. Elio Vito:

[Risultano a suo carico] denunce e segnalazioni per rapina, lesioni personali e guida in stato di alterazione psicofisca per sostanze stupefacenti.
Ucciso Stefano Cucchi dopo un pestaggio in carcere e abbandono in ospedale. Carlo Giovanardi:
Era in carcere perché era uno spacciatore abituale. La verità verrà fuori, e si capirà che è morto soprattutto perché era di 42 chili.
Ecco a voi due esempi di attenuanti di stato: se uno ha la fedina penale da lucidare, si merita pure le botte.
Badate bene: dalle stesse istituzioni che dovrebbero proteggerne l'incolumità, si intende.

Questo post è stato pubblicato il 12 maggio 2010 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

4 Responses to “Il destino di Stefano e l'attenuante di stato”

  1. Seguendo la logica: domattina irruzione preventiva a Montecitorio e giù botte da orbi.
    E se qualche preziosa testa si spacca, suvvia, leggete la fedina penale delle decine di condannati con sentenza definitiva.
    Suvvia, erano dei poco di buono.
    Suvvia.

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  2. intanto scajola "non si sente garantito" e non si presenta ai giudici, provate a farlo voi se vi riesce (ah, già a voi non vi riesce neanche di farvi regalare 900.000 euro a vostra insaputa)
    ma dove siamo arrivati?

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  3. La classe politica e dirigenziale vive ormai da troppo tempo in un mini-mondo a sé stante, dove tutto è loro dovuto e concesso, e chi o cosa gli vuol far notare delle piccolezze (ad es. che la legge è uguale per tutti e che loro sono dipendenti nostri, non il contrario) viene bollato come comunista, sovversivo, fomentatore di odio, e altri termini ormai privati e svuotati mediante abuso del loro significato originario.
    Probabilmente ce li meritiamo, i Giovanardi, i Vito, per aver permesso con l'ignavia che questi personaggi mediocri salissero al potere e ci si radicassero. Ce li meritiamo tutti.

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  4. quoto Raf.E anche Lalla e Roberto.
    merizeta

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