Mi spiace, io non sono d'accordo

Di giacche Bonanni se ne può comprare altre, un fumogeno non ha mai ucciso nessuno. Contestare qualcuno è legittimo. Se poi quel qualcuno è Bonanni è giusto persino impedirgli di parlare.
Prendete "Bonanni" e sostituitelo con chi volete voi: ecco, io ritengo che la prima e l'ultima frase siano inaccettabili chiunque sia il loro soggetto, e per quanto possa essere condivisibile il dissenso nei suoi confronti.
L'unica affermazione sulla quale sono d'accordo è quella nel mezzo: ma contestare, a mio modo di vedere, non significa né tirare fumogeni addosso a qualcuno (quello è piuttosto "aggredire"), né impedirgli di parlare.
Si chiama nonviolenza, e non venitemi a raccontare che è una favola inutile per creduloni: qualcuno ci ha liberato una nazione, mentre il mondo è pieno di gente che mena e spara da decenni senza cavare un ragno dal buco.

Questo post è stato pubblicato il 10 settembre 2010 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

20 Responses to “Mi spiace, io non sono d'accordo”

  1. La questione è interessante, sono completamente d'accordo con quanto scritto da te, però e c'è un però dico:

    Bisogna farsi anche delle domande, chi contesta lo fa perchè non ha luoghi dove esprimere il proprio dissenso, perchè spesso non riceve risposte.
    Non voglio giustificare non mi si fraintenda, il fumogeno se lo dovevano mettere in quel posto, ma mi pare che da un pò di tempo a questa parte si stia promuovendo dalla perte delle forze politiche, opposizioni comprese, la negazione del diritto a protestare.

    Se tu rappresentante politico, sindacale, ecc, ecc fai qualcosa che noi minoranza contestiamo, non avendo luoghi e occasioni per un faccia a faccia, poi scleriamo e per farci sentire, per far sentire le nostre istanze, facciamo l'unica cosa che ci rimane, veniamo dove tu sarai e facciamo sentire il nostro dissenso. Dico mai ma proprio mai un politico o altro che inviti a salire sul palco chi lo contesta per un faccia a faccia, se uno non avesse niente ma proprio niente sulla coscienza lo farebbe.

    Questo non legittima la violenza ma la contestazione si, siano essi fischi, buuu, e tutto ciò che a voce può essere fatto.

    Se tu Schifani, sospettato di associazione mafiosa non ti giustifichi poi la gente sclera e ti fischia, perchè inascoltata, idem per bonanni.

    Chi rappresenta il popolo, i politici o i lavoratori, sindacati, ha il dovere di dare spiegazioni sul proprio operato.

    Tutti loro sono tenuti a dare spiegazione, in altri paesi più democratici i politici hanno dovuto dare spiegazioni per molto meno, o per fatti non rilevanti per i rappresentati, come gusti e attitudini sessuali, ecc.

    Quindi cosa ci raccontiamo?

    la politica é sempre più lontana dei bisogni dei cittadini, questi poi si ribellano e di solito le ribellioni non sono proprio democratiche.

    Le rivoluzioni ghandiane valle a fare ora, ti sputano.

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  2. Quando a proposito di Bonanni, Schifani e Dell'Utri sento dire "gli si è impedito di parlare" mi viene veramente da ridere: pontificano ovunque vogliono. Poi sulla violenza per carità, ci mancherebbe.

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  3. In definitiva é opportuno condannare il fumogeno, opera di un singolo, ma legittimare la contestazione, di molti.

    Ogni contestazione, deve essere capita, anche la peggiore, solo così la si arresta, con la ragione.

    Chi tira fumogeni non ragiona, chi condanna il gesto non ragiona.


    Ragionare significa andare in contro all'altro e cercare di capire i motivi delle sue azioni per capire se sono condivisibili o meno ed eventualmente difendersi e spiegare il proprio punto di vista.

    L'inascoltato è il più pericoloso, questo mi porta a dire oggi che bisogna sempre ascoltare le ragioni degli altri, pure dei violenti, solo così sia arresta il circolo vizioso del:

    tu non mi ascolti, io mi incazzo - non ti ascolto perchè ti incazzi - mi incazzo ancora di più.

    questo vale per i contestatori ma forse ora che ci penso per gli estremisti, tentare non nuoce.

    La storia insegna che la linea dura non paga, perchè si tende a pensare che il bene vince sempre sul male, ma si dimentica una cosa, nessuno si sente il male, ma molti sono in torto.

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  4. L'illogicità della violenza è dimostrata dal fatto che le motivazioni della contestazione a Bonanni sono state fagocitate dai modi censurabili con cui essa si è svolta

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  5. L'India e il Pakistan sono state liberate con la non violenza, col risultato che non solo con povere, classiste e castiste, ma sono sempre in guerra (calda o fredda). Quando parliamo di non violenza, parliamo anche dei risultati.

    Inoltre, tralasciamo il fumogeno che è esagerato, fischiare non è reato, e fischiare in 100 è ugualmente un non reato: se non è un reato è molto probabile che non sia una violenza.

    Vi ricordate i fischi a Bruno Vespa, il giorno in cui sembrava doversi redimere?
    Col senno di poi, con che cuore si può ancora criticare i fischiatori?
    Stiamo parlando di gente che ha televisioni, stampa, radio: parlano ogni giorno, e ci avvelenano ogni giorno con le loro sporche idee, e questo da anni, decenni. Se il popolo, usurpato dei diritti, della voce, picchiato volentieri dalle forze dell'ordine, non può più nemmeno fischiare, che deve fare?
    L'infermiera che è morta collo sciopero della fame, ha fatto parlare di sé, e poi è finita lì.
    Pannella ha fatto decine di scioperi della fame, ed è come non li avesse mai fatti.
    L'astensionismo e le schede bianche sono il viatico per la politica per agire sempre più nel suo proprio interesse.

    Come bisogna esprimerlo questo dissenso? Prendendo una cariola e andando a L'Aquila? O in tenda in Val di Susa? Poi dicono che è tutta un'ammucchiata di gente che protesta per professione, e ti sei tirato la zappa.
    Fai il No B day? E quanti ne puoi fare all'anno? 1? 1 No B day al'anno con le televisioni contro, a cui segue il si B day con le televisioni a favore, e alla fine è come se nulla fosse.

    Non si può fischiare? Bene, allora restiamocene chiusi in casa a clickare Mi Piace sulle notizie del Pomodoroo di Informazione Libera, così si che ce li togliamo di torno.

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  6. Infatti, io vorrei capire la gente comune dov'è che lo deve manifestare il dissenso? alle loro feste no, la no, dall'altra parte nemmeno.

    Capisco che sia spiacevole, ma la contestazine deve essere spiacevole sennò che contestazione è?

    Letta che ridicolmente fa il vittima di turno col dito puntato mi sa di popolo delle libertà, un motivo in più per non votare più pd.

    della serie: trova le differenze.

    Io ho un senso diverso di democrazia: in tanto credo nella forza dell'esempio, in secondo luogo un politico non deve mai sottrarsi alle critiche, ma anzi se è convinto delle proprie ragioni deve affrontarlo il dissenso, anche 10 100 1000 volte se necessario.

    Se uno non vuole interferenze di contestazioni legittime o meno che siano ha 2 scelte:

    o blinda la festa/comizio, ecc o instauriamo il "precomizio contestativo" cioè un giorno dedicato ai contestatori. Ma questa è utopia, non solo berlusconi detesta il dissenso a quanto pare.

    democratici, pfui!

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  7. Assolutamente d'accordo anche se merita molta attenzione il discorso della genesi di certi comportamenti violenti. Un discorso che non deve essere giustificativo ovviamente ma che serva a capire appunto. Tale discorso è alla nostra portata senza concedere nulla alla giustificazione?

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  8. concordo con metil e con storico. ovviamente però la frase centrale mi fa essere d'accordo con le contestazioni, anche pesanti, come quella che ha subito schifani. anche perché poi schifani ha parlato. fuori luogo l'accusa di squadrismo di fassino che ormai da anni non ne azzecca una, tra riabilitazioni di craxi et similia.
    l'unica cosa (e non sto parlando di bonanni che sicuramente si è spaventato e nemmeno delle frasi riportate sul fatto che è giusto che non parli) è che molti furbacchioni alle prima contestazioni scappano per poi fare le vittime...

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  9. saranno inaccettabili, ma più che comprensibili.
    Giul

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  10. pienamente d'accordo. Leggittimo contestare, illegittimo aggredire. Mi pare così semplice.

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  11. se vogliamo parlare di violenza, c'è molta più violenza in uno stato e una casta degli eletti che ha paura dell'ombra di un qualsiasi dissenso che non sia di cartapesta, e blinda ogni occasione perché sa di non avere consenso nel mondo reale, e soprattutto di non poter reggere un confronto dialettico.

    cosa sono qualche decina di autonomi che fischiano (e vengono prontamente respinti fisicamente dal servizio dordine del PartitoDiDio), rispetto nella scorta di un qualsiasi boiardo di stato di seconda classe? per non parlare del suo addetto stampa.

    c'è estrema violenza in un "processo democratico" che stà consapevolmente abbandonando qualsiasi pretesa di rappresentatività, che ha fatto saltare le poche garanzie che avrebbe dovuto offrire (stampa e soprattutto televisione controllata e sterilizzata, sistema giudiziario depotenziato fino alla paralisi, legge elettorale che mette le liste in mano ai partiti e lascia solo la scelta tra simboli indistinguibili e privi di spessore, insicurezza economica e distruzione della sfera delle relazioni sociali che disincentivano e minacciano la partecipazione politica reale).

    e questo senza contare la violenza conclamata dello stato verso il dissenso e la "devianza", che peraltro questo blog non ha mancato di raccontare.

    rispetto allo stato delle cose, la reazione a bonanni è ben meno che commisurata.

    per ora si parla essenzialmente di scontri nel campo della comunicazione, ma anche qui vale la regola aurea "no justice, no peace".

    quanto alla nonviolenza, è una scelta legittima e onorevole, ma pretendere di imporla agli altri è altrettanto violento.

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  12. Teoricamente condivisibile (perché teoricamente sono -ero- un nonviolento pure io).
    In pratica però i nazisti non ce li siamo tolti dalle palle con le rose, né tantomeno la non-violenza dei monaci buddhisti ha attualmente risolto la questione del Tibet o della Birmania.

    Quello nonviolento è un metodo affascinante, ma non credo affatto che sia l'unico possibile (purtroppo).

    Detto questo, possiamo deprecare quanto vogliamo la violenza, però di fatto la gente è esasperata, ed è tanto più esasperata quanto meno le sue frustrazioni sono "istituzionalizzate" da partiti o movimenti. Se ci si sente soli contro il mondo, Alessandro, un fumogeno gettato a un sindacalista è il meno.

    Scusate, a Bonanni. Ho lavorato per una controllata della Cisl, e il contratto che avevo era da denuncia. Quello lì è sindacalista come io sono finalista di Miss Italia.

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  13. Secondo me la non-violenza in questo caso non c'entra assolutamene nulla: non si sta facendo una rivoluzione contro l'occupante oppressore ma manifestando dissenso in una (per il momento) democrazia costituzionale, quindi il limite di ciò che si può fare non lo stabilisce una teoria politica ma la legge rispettosa della Costituzione: reato tirare un fumogeno, quindi no; legittimissimo fischiare, quindi sì. Sui fischi lasciatemi dire un'ultima cosa: ma possibile che si debba risentire questo perbenismo da anni '50 aggiornato alle esigenze di un evento televisivo? Non te la senti di relazionarti col pubblico? A: non fare il politico; B: non dibattere su una pubblica piazza. E per favore non venitemi a dire che non sembra il salotto di Bruno Vespa c'è odore di terrorismo.

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  14. sono molto preoccupato dai commenti che leggo...nessuno avversa bonanni più di me, ma a tirargli quel fumogeno non solo si è spaventata una persona, e non la sua idea che non è solo sua, ma lo si è anche-ad essere cinici-rafforzato.

    io lo volevo andare a contestare -dopo averlo sentito, però-, e non ci vado più, perchè di essere confuso con un branco di violenti che si autonominano rappresentanti di una classe intera non mi va.
    (non ha mai fatto male a nessuno ? prendine uno in un occhio e poi vedi)

    qui sono tutti così convinti di avere ragione, che anche solo il fatto che chi non la pensi come loro parli gli sembra una provocazione...
    ...ne ho viste tante in vita mia, e vi lancio questa profezia : se quanto accaduto si ripete fino a diventare prevedibile, l'unico che se ne gioverà è il sistema, che farà ancora meno sforzo a mantenersi in sella.

    ma in questo paese, dal passato, non si impara proprio MAI, MAI, MAI ?

    Marco

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  15. ma sai leggere? nessuno ha fatto l'elogio del fumogeno, ma per un idiota che tira un fumogeno non devono pagare altri che semplicemente contestano.

    Più di così uno che deve dire? vogliamo dargli l'ergastolo? e diamoglielo, alla faccia dei manettari?!

    P.S. io sono dell'idea che, fumogeno a parte, un danno fatto non può mai avere la stessa pena di un "tentato" danno.

    Opinioni.

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  16. Ormai si è obbligati a dire l'ovvio.
    E forse, visto il tenore di alcuni commenti, anche a ribadirlo.

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  17. La non-violenza è forse l'unica "invenzione" dell'uomo perfetta e ci credo fermamente.
    Ed è vero che il fumogeno è stato troppo; ma ciononostante, in rari casi, è giusto non far parlare.
    Alla tua frase del post mettici Totò Riina ad un incontro sulla giustizia.
    Faresti parlare un mafioso conclamato di giustizia, un pedofilo accertato di pedagogia, un bancarottiere di economia?
    Io, personalmente, no.

    Sarò troppo esagerato ma, per me, ci sono azioni nella vita di una persona che, in determinati contesti, ti possono togliere il diritto di parola (così come ce ne sono altre che te lo possono ridare).

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  18. ma tu non hai impedito di parlare a Ugo Limoni o come si chiamava? proprio qui, su questo blog. In effetti non hai usato il fumogeno però.
    Peace & Love

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