Voci fuori dal coro di "Ader"


Signor direttore,
le scrivo per ringraziare le tante, tantissime persone che sabato sono venute ad Adro per protestare contro un sindaco che, con la scuola pubblica, si comporta come fosse una sua proprietà. Peccato per la pioggia: le tante bandiere italiane non hanno potuto sventolare nel sole, proprio perché pioveva; ma sono state un bellissimo spettacolo: mi sono sentita rincuorata e, anche se ho osservato il tutto solo dalla finestra, ho pianto di gioia.
Le assicuro che se nel corteo avessi visto sfilare persone di Adro che conosco, sarei scesa anch’io. Ma capisco i miei compaesani: come me sono stati condizionati dalla paura di essere all’indomani indicati a dito da altri come traditori. Perché, vede signor direttore, qui ad Adro viviamo come in un paese assediato: sospettiamo l’uno dell’altro; abbiamo paura a dire quello che pensiamo perché sentiamo di non sentirci liberi.
E’ come se vivessimo in un periodo di cui ho letto sul libro di storia; cioè come se sentissimo il dovere di dirci in tanti: “silenzio, lui e i suoi ti ascoltano!” e abbiamo paura che qualche furbo trovi il modo di fartela pagare, come ha già fatto in tante occasioni. Una certa ditta per i rifiuti ci ha intossicato l’ambiente, ma guai a dirlo, perché la proprietà della ditta… Il sindaco ha fatto varianti all’uso delle aree, così che ognuno teme che domani tocchi a lui sentirsi dire che lì passerà una strada, che quell’area è edificabile oppure no; che quelle modifiche che magari vuoi fare alla tua casa, ti vengano proibite…
Senza accorgerci, lentamente in tanti noi ad Adro ci siamo lasciati invadere dalla paura, non degli stranieri, ma dal capo del Comune che, avendo ricevuto da tanti altri di noi i voti, si comporta come il padrone di tutto e di tutti. Una volta ero convinta che lui fosse convinto di fare il bene di Adro, ma dopo la figuraccia prima per la mensa scolastica e adesso con la scuola del Sole delle Alpi, siamo in tanti a doverci svegliare dal sonno profondo a causa del quale non ci siamo più occupati delle cose della politica, pensando che tanto… chiunque fosse stato eletto, qualcosa di buono avrebbe fatto.
Invece ci siamo sbagliati ed io spero proprio che la manifestazione di sabato abbia convinto tanti come me che non si può restare chiusi in casa e permettere ad altri di fare i loro comodi.
Ringrazio di nuovo tutti i partecipanti alla manifestazione di sabato; mentre passavano io ho pregato il Rosario perché non succedesse niente di grave. Chissà se del fatto che ho pregato sono stati contenti i sacerdoti di Adro; non capisco più niente nemmeno di quelli, perché più che a predicare il Vangelo, mi sembrano impegnati a far politica col sindaco. Ho pregato comunque anche per loro. Una cristiana di Adro

(pubblicata il 21 settembre su BresciaOggi)

Questo post è stato pubblicato il 24 settembre 2010 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

10 Responses to “Voci fuori dal coro di "Ader"”

  1. non c'entra niente ma vale la pena di costruirci un nuovo post:

    http://www.idocentiscapigliati.com/2010/09/pellegrino-pdl-choc-basta-disabili.html

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  2. Mo non ho capito ad Adro siamo ancora al "Dio ti vede, Stalin no". Perche`, sebbene siamo in una situazione di "democrazia reale", il voto e` per fortuna ancora segreto. Questo diritto non lo abbiamo ancora perso. Posso essere iscritto alla Lega, andare alle manifestazione della Lega, essere la moglie del sindaco della Lega e votare per i Radicali (se riescono a raccogliere le firme).

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  3. quoto mattia anche perchè penso che la lega lì governi da anni...

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  4. Questa lettera è agghiacciante....
    Però Silvia...il nano ha fatto il golpe solo da due anni e mezzo a questa parte.
    Prima non era così.. anke se governavano loro c'era ancora qualcuno con i coglioni che poteva mandarli affanculo.

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  5. Volete dire che votando i fascisti si torna al fascismo?
    Strano, chissà come può essere una cosa simile.

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  6. Prega prega... vedraiche le cose cambieranno. Non rischiare di farti vedere (chissà quanti si sono detti: se c'è qualcun altro di adro ci vado anch'io alla manifestazione. Ma nessuno ha avuto il coraggio di farlo per primo). Di' il rosario più che puoi ma mi raccomando chiusa nella tua cameretta guardando dalla finestra con sguardo di finta disapprovazione, vedrai che la divina provvidenza farà il resto: Putin prossimo primo ministro italiano.

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  7. leggendo la lettera mi è tornato in mente di quando, l'anno scorso, ho preso parte in sicilia ad un campo di lavoro nelle terre confiscate alla mafia. la gente del posto aveva paura a partecipare perché, dicevano: voi tra qualche settimana ve ne tornate a casa, noi qui dobbiamo restarci tutta la vita.

    quindi non solo di fascismo si tratta, ma di mafia bella e buona!

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  8. A me la soluzione pare abbastanza semplice: alle prossime elezioni votate un'altro partito. Giusto per dare il segnale che il sindaco è alle dipendenze dei cittadini e non viceversa.

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  9. Francesca Terzoni Lei ci sta dicendo che in Lombardia è arrivata la cultura mafiosa? Pechè da quello che lei descrive sembra di essere ritornato in Sicilia dove la sottomissione è la cultura vincente, dove la Chiesa fa parte di quella cultura, tutti sappiamo che la paura è l'arma segreta di chi ti vuole dominare, che i metodi leghisti si confondono con le dittature di vecchio stampo e con quelli mafiosi è gia evidente da parecchio tempo. Io spero tanto che gente come Lei prenda coscienza e oltre a pregare che psicologicamente la fa sentire con la coscienza a posto, di dire basta a chi sta creando tutto questo, a fare ripetere una storia gia vissuta col fascismo, che quando stava nascendo in tanti sono rimastia alla finestra a guardare, tanto non ce l'hanno con me. La ringrazio infinitamente per avermi permeso di conoscere una nuova realta. Onnj

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