Ad ogni costo


Incredibilmente (ma anche no), la Santa Sede riesce a trovare da dire perfino sulla vicenda di Jana Rawlinson, l'australiana due volte campionessa del mondo nei 400 metri a ostacoli che ha rimosso le protesi al seno per avere più possibilità di vittoria alle Olimpiadi del 2012.

Secondo il Cardinale portoghese José Saraiva Martins, prefetto Emerito della Congregazione per le cause dei Santi e membro di varie congregazioni pontificie, si tratta infatti di una scelta "molto discutibile", giacché in tal modo l'atleta "rinuncia platealmente alla sua femminilità: una cosa non comprensibile, o meglio spiegabile con l'idolatria del successo ad ogni costo".

La Rawlinson, per la cronaca, aveva messo le protesi circa 14 mesi prima per ragioni puramente estetiche; avessero intervistato il Cardinale in quel momento, avrebbe certamente dichiarato che si trattava di una scelta "molto discutibile", giacché in tal modo l'atleta aveva "enfatizzato artificialmente la sua femminilità: una cosa non comprensibile, o meglio spiegabile con l'idolatria della bellezza ad ogni costo".

Sul fatto che simili critiche non siano comprensibili, o meglio spiegabili con l'idolatria di rompere i coglioni ad ogni costo, il prelato non ha ritenuto di pronunciarsi.

Questo post è stato pubblicato il 07 gennaio 2010 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

8 Responses to “Ad ogni costo”

  1. forse per la prima volta dissento con te metil: il cardinale avra' quasi di certo risposto a una domanda stupidissima di qualche giornalista.
    La vera questione è che i giornalisti in italia corrono a chiedere opinioni a preti e cardinali x qualsiasia cosa,che sia come soffriggere l'aglio o come portare i capelli quest'anno.
    Mirko

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  2. Mirko ha purtroppo perfettamente ragione. Fra le altre cose ancora nessuno e' riuscito a giustificarmi le presenze costanti delle cosidette autorita' religiose locali quando si inaugurano accesi al mare, ponti, vie, scuole e qualsiasi altra cosa sia di dominio pubblico. Ecco cosa intendo quando voglio dire che siamo sotto una dittatura vaticana.

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  3. D'accordo con i due precedenti post: aggiungo che la scelta dell'australiana mi sembra una fesseria... le tette fanno peso? Boh... Rimane il fatto che ogni cosa che fa l'uomo al Vaticano non va più bene: ormai non ci capiscono più niente, poverini (si fa per dire)...

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  4. @Mirko: Il cardinale può anche rifiutarsi di rispondere, o dire che non ha sufficienti informazioni per formulare un giudizio corretto; non è che gli intimano di parlare con una pistola puntata alla tempia

    @Anonimo 3: prova a correre con due meloni che ti ballonzolano davanti al petto e ne riparliamo. :) Non è solo questione di peso, ma anche di comodità ed equilibrio.

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  5. Atrus ha ragione, ad una domanda del genere il Cardinale avrebbe potuto rispondere che non è affar suo perché non sa cosa vuol dire: essere atleta olimpico, essere donna, avere le tette.

    Ad Anonimo3: quando si corre a quei livelli tutto ciò che fa da inerzia è controproducente. Lo so perché ho fatto atletica tanti anni.

    E poi sinceramente la gente può fare come gli pare senza che per forza sia richiesto un commento

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  6. Quindi, con le tette non si diventa campionesse di atletica? Ma per favore... Quanto al commento mio e di altri: ovvio che possa fare quello che vuole, l'australiana, ma altrettanto ovvio che se sei un personaggio pubblico sai che se fai qualcosa è soggetto a giudizio di tutti... se no decidi di fare una vita anonima... dario

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  7. Sei ancora lì anonimo?

    "Quindi, con le tette non si diventa campionesse di atletica? Ma per favore."

    Adesso trovami una saltatrice in alto, o quattrocento ostacolista visto che ci siamo, o mezzofondista, o marciatrice, o maratoneta, campionessa del mondo o campionessa olimpica o primatista mondiale negli ultimi trent'anni che avesse più di una prima e mezza (all'incirca).

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  8. A sto punto mi aspetto che i santi gonnelloni si pronuncino (magari con toni positivi) anche sulla "rivergination" di Paris Hilton.
    Jane K.

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