La Volpe del Tavoliere rimase impagliata (cit.)



Troppo facile scrivere oggi contro D'Alema, ma una riflessione va fatta, perche' il voto di Puglia qualche cosa ce la dice.
La prima cosa e' che dalle primarie non si torna indietro. Chi continua a ripetere che siano controproducenti, che siano una perdita di tempo o altro, vuol dire che non ha capito di che pasta sia fatto il nostro elettorato.
La seconda cosa e' che le primarie possono essere organizzate in una settimana, con risultati imponenti. 200.000 persone ai gazebo vorranno dire qualcosa ? Dunque, basta con i "non c'e' tempo", basta, ne abbiamo le scatole piene di decisione prese al chiuso di una stanza e fra quattro persone.
La terza cosa che queste primarie ci dicono e' che non esiste alcun laboratorio politico, qualunque fosse il significato.
La quarta cosa e' che il nostro elettorato e' di centro sinistra, non quello dell'UdC e se vogliamo ritornare ad essere un partito importante e' quello a cui dobbiamo puntare.
Adesso, se non bastasse, un po' di autocritica, perche' se e' vero che non si puo' andare con le tendenze, e' pur vero che noi non abbiamo una base politica su cui dialogare. La politica delle alleanze non funziona se non e' convincente. E per convincere c'e' bisogno di contenuti.
Vendola ha vinto perche' i contenuti li ha messi ed e' evidente che il 70% del centro sinistra giudica la sua politica in Puglia efficace. O ce ne rendiamo conto o non avremo alcunche' da dire.
Si conferma che la strategia, senza il consenso e' nulla e la strategia si costruisce, si pianifica avendo presente il polso dell'elettorato. Se questo non c'e', vuol dire che si e' leader di cartapesta o del salotto di casa, perche' oltre non si va. Questo e' il punto.
Adesso, nel Lazio, va fatto un ragionamento chiaro, perche' non vorrei che nello scambio Puglia-Lazio, il centro sinistra perdesse anche quest'ultimo, perche' non vorrei che l'incapacita' dei piani alti di leggere il Paese, ci costringesse, con scelte che gia' stanno prefigurando uno scenario incomprensibile, a una campagna asfittica, perche' vorrei capire dai grandi strateghi se gli elettori in tutto questo sono compresi.
Allora, io credo che abbiamo bisogno di un cambio chiaro, non di rimettere in discussione il segretario, e, stavolta per favore, mettiamoci la politica dentro.
(Sergio Gaudio)

Questo post è stato pubblicato il 25 gennaio 2010 in ,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

4 Responses to “La Volpe del Tavoliere rimase impagliata (cit.)”

  1. Il Governo Vendola in Puglia ha commesso diversi errori, ad onor del vero il più delle volte imputabili a personaggi importanti del PD pugliese.

    Ma ha fatto bene se non benissimo in una regione meridionale, che nella qualità della vita e nell'impegno per migliorarla è veramente lontana (e di questo mi rammarico per loro) dalle altre realtà meridionali.

    Vendola è una brava persona ed un ottimo politico. Ed in Puglia l'abbiamo capito. E ne abbiamo piene le tasche di quelli come D'Alema.

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  2. Sono d'accordo con ciò che scrive Allegra, ma se volete veramente cambiare dovete liberarvi delle menti vecchie e affaticate che si trovano dentro il vostro partito. Su questo a mio parere non si scappa. Le alleanze proposte dal PD recentmente sembrano più mosse di una partita a risiko che stimoli a promuovere la vita politica.

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  3. Tristemente mi viene da pensare che alcuni personaggi, invece, abbiano capito benissimo come la pensi l'elettorato del PD e che proprio per questo vorrebbero non essere costretti a dargli retta. Prima o poi qualcuno capirà che il mitologico centro non esiste, ma sarà troppo tardi.

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  4. Caro Francesco, tu hai detto che Vendola sarebbe una brava persona, Vendola non è quello che una volta aveva detto che per lui i bambini avevano il diritto di fare sesso sia con altri bambini che con gli adulti?

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