Come muore la laicità


C'è un paesino di poco più di 800 anime sull'appennino piacentino che si chiama Pecorara. Qualche giorno fa il suo sindaco, tale Franco Albertini, prende una decisione: intitola una delle due piazze principali del paese al cardinale Jacopo Da Pecorara, un personaggio, dice il sindaco «che ha dato lustro al paese». Tanto lustro gli ha dato che già l'altra piazza è a lui dedicata, con tanto di lapide in suo onore.
Non ci sarebbe (quasi) nulla di strano. Se non fosse che la piazza che prenderà il nome del cardinale, attualmente, si chiama Piazza 25 Aprile.

Update: Il sindaco di Pecorara fa retromarcia: "Abbiamo deciso di revocare la delibera legittimamente assunta e giuridicamente ineccepibile con cui si voleva unicamente rendere omaggio al cardinale, lungi da noi l'idea di cancellare o comprimere il significato del 25 Aprile".
Se, vabbè.

Questo post è stato pubblicato il 22 gennaio 2010 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

4 Responses to “Come muore la laicità”

  1. La cosa si è risolta con la marcia indietro del sindaco:
    http://www.facebook.com/photo.php?pid=30935189&o=all&op=1&view=all&subj=261374259241&aid=-1&id=1402183007

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  2. la storia non si ricorda intitolando le strade...ci sono città e città piene di vie tutte con lo stesso nome, che potrebbero avere il merito di commemorare persone ed eventi, ma scadono poi nel rendere gli stessi nomi troppo impersonali. Meglio intitolare le strade a persone che hanno vissuto sul territorio o che significano davvero qualcosa per gli abitanti.

    Ci sono un sacco di vie nei paeselli che pur avendo un nome istituzionale, mantengono nel gergo e nel dialetto la toponomastica tradizionale che avevano fino agli anni '50; non trovo nulla di vergognoso o di antipatriottico nel dedicare una piazza e una via ad una persona del luogo. Se questo significa sacrificare qualche nome troppo abusato che tanto finisce per non significare niente, ben venga, questo patriottismo esasperato è alla stregua di quello delle persone che alla vigilia dei Mondiali o degli Europei comprano bandiere e magliette e si definiscono "orgogliosi di essere italiani". La memoria storica si mantiene in tutt'altra maniera, non con la toponomastica.

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  3. No, infatti, perché l'asciare l'abusato XXV Aprile e non dedicare una piazza allo stesso cardinale, vissuto tra il XII ed il XIII secolo a cui è già dedicata l'altra? In effetti il Cardinale è assai meno abusato e poi è molto vicno alla memoria storica del paese, che saranno mai quegli 800 anni, se uno è del luogo? Ma dai!

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  4. Ma non fanno prima a leccare il culo agli elettori invece che ai preti?

    Tanto lo scopo e' solo quello: il clero muove voti e prende soldi, quelli pagati dagli elettori con le tasse.

    Sveglia, cari connazionali: piantatela di votare gente che regala i vostri soldi a chi ne ha gia troppi e vi fa vivere in un paese da terzo mondo!!!

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