Omicidio culturale


giorni

Eccovi serviti i risultati della campagna di odio che qualcuno porta avanti nei confronti degli immigrati: il clima è diventato così pesante che anche se si ha il permesso di soggiorno e un'occupazione si ha paura perfino di ammalarsi, perché ammalarsi vuol dire non potersi recare al lavoro, e non recarsi al lavoro può significare essere cacciato e sostituito, perché quando si ha a che fare con gli stranieri non si parla mica di persone, e allora è fin troppo evidente che uno vale l'altro.

Qualcuno eccepirà che non vede il nesso tra i fatti di Rosarno e la vicenda di questa povera donna; io, da parte mia, ripeto che quel collegamento mi appare invece nitidissimo: nel nostro paese vivono una quantità di perone che sanno fin troppo bene di essere considerate alla stregua degli animali, ma che ciononostante sono costrette a fare buon viso a cattivo gioco, pur di cercare disperatamente di sopravvivere.

Ecco, questa è una cosa di cui vergognarsi.

Questo post è stato pubblicato il 10 gennaio 2010 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

5 Responses to “Omicidio culturale”

  1. quando ci si vergogna di quel che ci accade attorno, si tenta o di riparare a quel che si è fatto o, se non è possibile, si ragiona di più quando si deve prendere una decisione analoga. nel caso specifico, smontare le leggi sull'immigrazione.
    siamo invece al punto in cui chi si vergogna non riesce a fare niente, e chi potrebbe far qualcosa non si vergogna affatto.
    hai titolato perfettamente, Omicidio culturale.
    oltre che sentirsi in colpa, ed abbassare lo sguardo quando incrociamo un immigrato, uno zingaro, non ho speranza che possiamo fare.
    forse, andarsene tutti via da questo cazzo di paese.

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  2. Purtroppo queste paure riguardano un po' tutti, ecco una notizia di venerdì scorso: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/08/news/il_giudice_annulla_il_licenziamento_ma_l_azienda_la_trasferisce_in_india-1880119/

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  3. Questa signora dipendeva da una cooperativa, mica da un padroncino o da una multinazionale, eppure temeva di essere licenziata se si fosse assentata per malattia. Mi vien da pensare all'abuso molto frequente di questa forma di impresa economica, storicamente nata come scelta di autogestione e solidarietà da parte dei lavoratori. Oggi tanti mettono su cooperative che sono tali solo nel nome, utili per erogare paghe inferiori e avvalersi di privilegi fiscali.

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  4. che minestrone di casi!!
    comunque di certo la causa prima di questi mali è l'iper-liberismo che in 30 anni ha massacrato il welfare,ha impoverito i lavoratori ,ha sbilanciato l'equilibrio di potere tra lavoratore e datore di lavoro,ridotto il lavoratore a merce, e utilizza questi schiavi moderni come strumento x calmierare il costo del lavoro. il risultato è ormai evidente direi...
    mirko

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