Dalla politica della bocciofila a quella fatta in casa




Di Pietro è verbalmente incontinente, è il Gasparri della sinistra. Ma il premio di oggi va al Partito democratico, che fa opposizione "casalinga" all'opposizione: Enrico Letta, vicesegretario del Pd, su La Stampa e sua moglie, Gianna Fregonara sul Corriere.
Che tristezza, leggete qua.

Questo post è stato pubblicato il 04 gennaio 2010 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

7 Responses to “Dalla politica della bocciofila a quella fatta in casa”

  1. Ciao Metil.
    volevo dirti che ho risolto con il codice e che non c'è più bisogno che rispondi alla mail!

    Sono riuscito a fare il generatore automatico di art.1 della Costituzione, in onore di Brunetta. Visto che il codice è il tuo se vuoi puoi metterlo sul blog, ti mando il codice corretto!

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  2. ciao
    seguo con piacere i tuoi post sul blog e ti trovo perspicace ed acuto (oltre al fatto che condivido il contenuto).
    Vorrei chiederti se, per te, a questo punto, lo "stile" di Di Pietro (francamente discutibile anche secondo me, a volte) sia poi così importante.
    Mi spiego: in una nazione allo sbando o forse peggio: sui binari dello sfascio controllato di una casta che si svende e si rigira per le mani ciò che rimane di una nazione, della giustizia, della costituzione ecc ci ritroviamo forse l'UNICO soggetto in politica (attivamente) a dire DAVVERO qualcosa di SENSATO.
    Forse dobbiamo davvero farcelo bastare..
    Ciao e complimenti

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  3. Mi sono accorta, stasera, che oggi ho pubblicato per eerrore la bozza di questo post, dove avevo solo raccolto degli appunti.
    Me ne scuso con chi è già passato.

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  4. E poi non ho ragione io quando dico che votare PD significa favorire il PDL..............

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  5. @ nico
    Ma davvero dobbiamo basare le scelte solo sulle parole e non sui comportamenti? Parliamo di elezioni regionali, guardiamo chi cavolo sono e cosa fanno gli esponenti locali dell'IdV.

    Il partito di Di Pietro ha recuperato il grosso della sua classe dirigente pescando tra navigatori esperti degli stagni melmosi della politica: ex democristiani e persino ex craxiani passati da Forza Italia, convertiti a discorsi barricadieri ma rimasti fedeli ai tradizionali costumi clientelari. La dirigenza nazionale ha una salda impostazione familistica, in nobile gara con Mastella (al cui partito Di Pietro ha strappato una serie di esponenti, specie in Campania).

    L'importante è far vincere una prospettiva alternativa, non un'etichetta diversa per una salsa che ha lo stesso sapore di quella dei concorrenti.

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  6. Giuro che ci capisco sempre meno.
    Persino il post mi è oscuro su questo argomento.

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  7. Paolo, da una parte Di Pietro si muove come un elefante in una stanza di cristallo, esponendo perennemente il fianco agli attacchi da ogni parte; basterebbe che imparasse a far politica sul serio, proponendo qualcosa di concreto e di utile, invece di sbraitare e basta.
    Dall'altra la desolante situazione del Pd, che per colpa di chi oggi ne decide le mosse, si trova ancora immobile, incapace di decidere e sempre più spaccato.
    I coniugi Letta, poi, pietosi per davvero.

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