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Ministro Gelmini, non poteva usare Street View?

44 Commenti »

Siccome sono uno che vuole vederci chiaro, mi sono preso la briga di andarmi a guardare con Google Street View la scuola materna di Livorno nella quale, a dire di alcuni, sarebbero esposte delle bandiere comuniste: motivo per il quale il ministro Gelmini ha addirittura inviato sul posto degli ispettori.
Guardiamo la prima foto:

La strada a sinistra si chiama Via del Casino, e il portoncino rosso che vedete in quella strada è l'ingresso della scuola "incriminata"; la strada a destra, invece, è Via San Marco. Ci siete sin qui?
Bene, ora prima giriamoci verso destra:

e poi imbocchiamo Via San Marco:

Andiamo ancora avanti:

ancora un po':

e a questo punto giriamo la testa a sinistra:

poi alziamola:

e infine guardiamo più da vicino cosa c'è su quel muro:

Ah, ecco: la targa che celebra il PCI e le bandiere rosse ci sono (non sono proprio quelle che vedete qua, perché Street View non è in tempo reale, ma il posto è questo, come si rileva agevolmente da queste foto del Tirreno, delle quali riporto qua sotto la più significativa):

però sono collocate addirittura su un'altra strada rispetto a quella dell'asilo. Badate: non di fronte, non accanto, ma su un'altra strada, cioè su un lato esterno diverso del medesimo edificio, all'interno del quale, nel 1921, fu fondato il PCI.
A voi pare che questa cosa sia paragonabile alla scuola di Adro piena zeppa di simboli leghisti? A me, onestamente, proprio no.
Una sola domanda: la Gelmini non poteva usare Street View come me, per rendersi conto delle situazione?
Cioè, c'era bisogno di mandare sul posto degli ispettori pagati con i soldi pubblici?

Dev'essere una questione cromatica

21 Commenti »

Dopo aver tollerato per settimane che una scuola intera fosse disseminata di simboli leghisti accampando pretesti inconsistenti, e dopo aver provveduto ad ordinarne la rimozione solo quando le circostanze l'avevano ormai costretta, Mariastella Gelmini manda gli ispettori a Livorno perché sul lato opposto all'ingresso di un asilo c'è una targa che ricorda la fondazione del PCI con due drappi di Rifondazione Comunista.
Si vede che il metabolismo del ministro funziona in modo opposto ai semafori: accelera col rosso e rallenta col verde.

Circolare, qua non c'è niente da vedere

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Quante storie, per un comune in cui prima si mette la taglia sugli immigrati, poi si nega la mensa scolastica a chi non se la può pagare e infine si tappezza di simboli leghisti una scuola pubblica.
'Sti giornalisti non riescono proprio a farsi i cazzi loro, eh?

Voci fuori dal coro di "Ader"

10 Commenti »


Signor direttore,
le scrivo per ringraziare le tante, tantissime persone che sabato sono venute ad Adro per protestare contro un sindaco che, con la scuola pubblica, si comporta come fosse una sua proprietà. Peccato per la pioggia: le tante bandiere italiane non hanno potuto sventolare nel sole, proprio perché pioveva; ma sono state un bellissimo spettacolo: mi sono sentita rincuorata e, anche se ho osservato il tutto solo dalla finestra, ho pianto di gioia.
Le assicuro che se nel corteo avessi visto sfilare persone di Adro che conosco, sarei scesa anch’io. Ma capisco i miei compaesani: come me sono stati condizionati dalla paura di essere all’indomani indicati a dito da altri come traditori. Perché, vede signor direttore, qui ad Adro viviamo come in un paese assediato: sospettiamo l’uno dell’altro; abbiamo paura a dire quello che pensiamo perché sentiamo di non sentirci liberi.
E’ come se vivessimo in un periodo di cui ho letto sul libro di storia; cioè come se sentissimo il dovere di dirci in tanti: “silenzio, lui e i suoi ti ascoltano!” e abbiamo paura che qualche furbo trovi il modo di fartela pagare, come ha già fatto in tante occasioni. Una certa ditta per i rifiuti ci ha intossicato l’ambiente, ma guai a dirlo, perché la proprietà della ditta… Il sindaco ha fatto varianti all’uso delle aree, così che ognuno teme che domani tocchi a lui sentirsi dire che lì passerà una strada, che quell’area è edificabile oppure no; che quelle modifiche che magari vuoi fare alla tua casa, ti vengano proibite…
Senza accorgerci, lentamente in tanti noi ad Adro ci siamo lasciati invadere dalla paura, non degli stranieri, ma dal capo del Comune che, avendo ricevuto da tanti altri di noi i voti, si comporta come il padrone di tutto e di tutti. Una volta ero convinta che lui fosse convinto di fare il bene di Adro, ma dopo la figuraccia prima per la mensa scolastica e adesso con la scuola del Sole delle Alpi, siamo in tanti a doverci svegliare dal sonno profondo a causa del quale non ci siamo più occupati delle cose della politica, pensando che tanto… chiunque fosse stato eletto, qualcosa di buono avrebbe fatto.
Invece ci siamo sbagliati ed io spero proprio che la manifestazione di sabato abbia convinto tanti come me che non si può restare chiusi in casa e permettere ad altri di fare i loro comodi.
Ringrazio di nuovo tutti i partecipanti alla manifestazione di sabato; mentre passavano io ho pregato il Rosario perché non succedesse niente di grave. Chissà se del fatto che ho pregato sono stati contenti i sacerdoti di Adro; non capisco più niente nemmeno di quelli, perché più che a predicare il Vangelo, mi sembrano impegnati a far politica col sindaco. Ho pregato comunque anche per loro. Una cristiana di Adro

(pubblicata il 21 settembre su BresciaOggi)

Ma come ci siamo ridotti?

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Ieri ero ad Adro con alcuni amici e molti altri a manifestare perchè la scuola pubblica sia di tutti e perchè quella locale sia liberata al più presto dagli oltre 700 simboli leghisti. Giornalista: "Perchè siete contro i simboli dei partiti nella scuola pubblica?"
Risposta: "Scusi ma ha sentito la sua domanda?"

Meglio digiuni che pieni di negri

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Silvano Lancini, l'imprenditore che ha saldato il debito della mensa della scuola di Comune di Adro per garantire i pasti a tutti i bambini, ricorda che nel 2006 il sindaco leghista Danilo Oscar Lancini (un omonimo o un parente?) promise ai vigili urbani un "bonus" (che alcuni chiamarono, probabilmente in modo più appropriato, "taglia") di 500 euro per ogni immigrato clandestino arrestato.
Il che equivale a dire che nel Comune di Adro le risorse ci sono se si tratta di impiegarle per catturare gli stranieri irregolari, ma vengono misteriosamente a mancare quando il problema è quello di consentire ai bambini meno abbienti di mangiare a scuola come tutti gli altri, e che assicurare a tutti il servizio della mensa scolastica, se l'aritmetica non è un'opinione, è meno importante che togliersi dai coglioni venti immigrati clandestini.
Quando si dice che vale la pena di tirare la cinghia, eh?

Lieto fine (faidate)

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All'atto indegno del sindaco di Adro, in provincia di Brescia, che aveva disposto dei pulmini per prelevare i bambini delle famiglie che non riuscivano a pagare la mensa scolastica (non avrebbe fatto prima, con gli stessi soldi, a sfamare quegli stessi bambini insieme ai loro compagni?), ha dovuto provvedere un semplice cittadino. Un imprenditore, che ha versato 10.000€, in forma anonima, per appianare il debito. L'imprenditore, però, non si è fatto scappare l'occasione di scrivere una lettera ai suoi compaesani, e insieme a loro ai sacerdoti:

Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo.
Alla maggioranza di governo:
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
Ai consiglieri e assessori di Adro:
Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).
E un monito finale:
Il sonno della ragione genera mostri.
Per quanto ancora i cittadini avranno la forza di sopperire ai politici?

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