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In Italia per essere di sinistra bisogna diventare di destra

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Una volta, neanche tanti anni fa, dichiararsi progressisti di sinistra significava essere garantisti, voler modificare la costituzione in senso innovativo, sentirsi cittadini del mondo e considerare la patria, il tricolore e l'inno nazionale elementi peculiari di una simbologia da tromboni di destra.
Oggi c'è qualcuno che pretende di aver diritto all'impunità rispetto a qualsiasi reato commesso, qualcun altro che la costituzione vuole modificarla a suo uso e consumo e qualcun altro ancora che col tricolore ci si vuole pulire il culo pubblicamente: sicché, per difendere un minimo di legalità, per evitare che questo paese diventi peggio del far west e per ribadire che l'unità nazionale ha portato con sé sacrifici che sarebbe bene non dimenticare, ci è toccato diventare giustizialisti, considerare la costituzione un totem che non si può mettere in discussione e agghindarci degli emblemi che fino a poco tempo fa appartenevano ai nostri avversari, portandoli festosamente in giro per le città come se fossero da sempre i nostri cavalli di battaglia.
Il che, a occhio e croce, equivale a dire che oggigiorno per contrapporsi a Berlusconi e Bossi, e quindi per potersi ufficialmente proclamare di sinistra, sembra essere necessario diventare di destra.
Non so voi, ma io mi sento un tantino in difficoltà.

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