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La riforma di Cota spiegata ai fedeli

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Roberto Cota, governatore del Piemonte:

Andremo in tutte le parrocchie del Piemonte a spiegare la nostra riforma sanitaria ai cittadini. (...) Per questo ho chiesto aiuto all’arcivescovo. Perché nelle parrocchie possiamo entrare in contatto con migliaia e migliaia di persone di ogni età, sentire le loro opinioni e spiegare il nostro progetto.
Ottimo.
Se ne deduce che per estendere ad un numero di cittadini ancora più cospicuo l'illustrazione della riforma sanitaria, e allo scopo di raccogliere ulteriori pareri preziosi, Roberto Cota non mancherà di recarsi anche presso le sedi dei centri sociali.
Oppure no?

C'est la vie, say the old folks

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Cliccare qui e qui per le due scene originali.
(abbiate pazienza, ma dopo aver visto le foto non ho potuto farne a meno)

Un bel segnale

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fiaccole
Enzo Ghigo, coordinatore del PdL per la regione Piemonte, commenta così la fiaccolata organizzata dal centrodestra contro i ricorsi elettorali:
E' un bel segnale, un successo, e la folta partecipazione, non solo di militanti ma anche di cittadini legittima il voto popolare.
Nella foto, un particolare del bel segnale.

Dissociazione comportamentale

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Fatemi capire: campane a lutto, funerali per feti (che invece sono embrioni), dichiarazioni di guerra (poi ritirate) per non far approdare nei propri ospedali la Ru486...
E tutto sto casino, per poi non dar da mangiare ai bambini le cui famiglie non riescono a pagare la mensa scolastica?
Bel modo di comportarsi, questo: vi costringiamo a fare i bambini, poi li facciamo morire di fame.
Bravi.

La Crociata della Lega contro le donne

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Non so se vi è chiaro, ma quella delle ultime elezioni regionali rischia di diventare una data memorabile (in senso negativo) nella storia dei diritti civili, ed in particolare di quelli femminili: dopo Roberto Cota, neo eletto governatore del Piemonte, anche Luca Zaia, suo compagno di partito in Veneto, chiude la porta alla RU486; il tutto mentre l'alleato Stefano Caldoro si accoda in Campania, Gasparri dà dei piazzisti dilettanti a quelli dell'AIFA (ed implicitamente a tutte le agenzie del farmaco europee, che hanno adottato delibere analoghe anni prima), e Monsignor Fisichella sancisce ufficialmente l'accordo con la Lega Nord a suon di piene condivisioni.
Insomma, gente, per i terroni, gli immigrati e gli omosessuali i tempi difficili erano già arrivati da un bel po', e pare che adesso sia il turno delle donne.
Se non siete compresi in queste categorie vi suggerisco di iniziare a chiedervi chi saranno i prossimi: niente di più facile che tocchi proprio a voi.

6 Presidenti con le palle

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Vogliamo fare un po' un quadro dei 6 neoeletti/riconfermati Presidenti delle regioni Pdl/Lega? Dal Nord al Sud, ecco a voi la carrellata:
Roberto Cota, gladiatore della vita (quella nordica, si intende):

Sono per la difesa della vita e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero. [Domanda: "ma quindi quelle pillole che la Bresso aveva ordinato e che sono già arrivate in Piemonte, rimarranno nei magazzini?] Eh sì, per quanto potrò fare io sì.

Roberto Formigoni, l'imperatore eletto illegalmente, la cui storia parla per lui:
L'esperienza di Gioventù studentesca prima e di Comunione e Liberazione poi hanno rappresentato il terreno fertile su cui è germogliata la mia passione per la politica.

Luca Zaia, il pupillo di Bossi e il recordman di queste elezioni:
Mi sarò el Presidente de tuti; e par tuti me darò da far e tuti scoltarò!
[Sarà pure il Presidente di tutti, ma per esserlo la prima regola è farsi capire dalla gente. Si capisce bene, se il Presidente comunica con i suoi cittadini in veneto, chi ne rimane fuori]

La Presidente più discussa su questo blog, Renata Polverini, che mette subito le mani avanti alla maniera destrorsa:
Quando sarò presidente della Regione Lazio non ci saranno né spinelli in vendita nelle farmacie [spinelli nelle farmacie?!], né stupefacenti distribuiti su prescrizione medica.

Stefano Caldoro, inarrivabile per le qualità del suo primo sostenitore, Nicola Cosentino:
Una svolta storica che ci carica di una pesante responsabilità in una regione che fino a poco tempo fa era considerata un feudo rosso e dove era impossibile l’alternanza. Ora tocca mettersi al lavoro.
[Sono solo io, o il "tocca mettersi al lavoro" di Cosentino inquieta alquanto?]

Allora finiamo in bellezza con la Calabria di Giuseppe Scopelliti. Quando dico bellezza, intendo proprio bellezza, quella della sua candidata "velina" Italia Caruso: Ragazzi, non c'è che dire: si apre per le nostre regioni un periodo di progresso e prosperità.
Siamo proprio in buone mani.

Il magazzino delle coscienze

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cota
Da una parte c'è chi non fa in tempo ad vincere e già comincia ad imporre la propria coscienza su quella dei suoi avversari: dall'altra, invece, c'è chi continuerà a battersi per il diritto di tutte le donne, senza distinzione di orientamento politico, a decidere sul proprio corpo e ad abortire soffrendo il meno possibile.
Questa, governatore Cota, è la differenza tra voi e noi: provi a chiuderla in un magazzino, se le riesce.

Non è che mi becco la Cotite?

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Civati mi segnala via mail che provando ad andare sul sito dei sostenitori di Roberto Cota succede questa cosa:

cota
E meno male che sono loro, quelli che hanno paura di contagiarsi.

Un'ora sola o tutta la Cota

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In genere sono piuttosto aggiornato sulle novità musicali, ma non sapevo che Alex Britti avesse scritto l'inno elettorale di Roberto Cota.

I sei comandamenti di Cota

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Roberto Cota, candidato leghista del PdL alla presidenza della regione Piemonte, ha firmato ieri un "Patto per la famiglia e per la vita" formulato in sei punti.

A parte l'ultimo, nel quale si condannano le mutilazioni genitali femminili, l'imposizione del burka a chi non vuole portarlo, gli abusi sulle donne e sui minori e altre simili pratiche (tutta roba implicita e quindi inutile, giacché non mi risulta che vi siano partiti politici o candidati favorevoli a tali nefandezze), il documento verte su alcuni punti fondamentali: avversione all'aborto (con conseguente impegno a costringere al ricovero le donne che dovessero utilizzare la Ru486), condanna del testamento biologico (con annessa nota d'encomio per le suore misericordine di Eluana Englaro, ma non per suo padre), chiusura alle coppie di fatto (a maggior ragione se omosessuali), promessa di sostegno alle giovani coppie (ma solo se contraggono matrimonio), sostegno economico alla scuola cattolica (qui se ne fa una questione di libertà di educazione, ma stranamente alle scuole islamiche non si fa cenno).

Ricapitolando e sintetizzando: no all'aborto, no al testamento biologico, no alle coppie di fatto, no alle unioni omosessuali, sì al matrimonio e sì alla scuola cattolica.

Non facevano prima a candidare il Cardinal Poletto?

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