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Io, a occhio e croce, direi la seconda

33 Commenti »

Secondo voi al padreterno -ammesso e non concesso che esista davvero- dà più fastidio che un bambino si lasci scappare una bestemmia o che le sue insegnanti lo puniscano lavandogli a forza la bocca col sapone?
Nel caso in cui la notizia fosse confermata, gradirei che qualcuno mi chiarisse la differenza tra questa gente e i famigerati integralisti islamici.
Perché, per quanto mi sforzi, io non riesco a vederla.

Grazie a Alfonso per la segnalazione

Il GF, le bestemmie e il rifiuto della realtà

21 Commenti »

Cari amici, mi corre l'obbligo di comunicarvi una clamorosa notizia: che la cosa vi piaccia o no, in Italia la gente bestemmia.
La cosa, tra l'altro, avviene piuttosto frequentemente, in una miriade di luoghi e di situazioni diverse, con infinite varianti dialettali e spesso per motivi futili, se non addirittura per scherzare o semplicemente per abitudine: si bestemmia tutti i giorni negli uffici, nelle scuole, nei campi sportivi, negli ospedali, nelle fabbriche e in qualsiasi altro posto in cui sia dato rilevare, sia pure in quantità minimale, la presenza umana.
Ebbene, siccome a me pare che la rappresentazione della realtà sia l'unico motivo in base al quale il Grande Fratello possa assumere un significato degno di nota, finendo per diventare perfino prezioso proprio perché ha il merito di svelare impietosamente in quale mediocrità sia precipitata una parte assai consistente del nostro paese, delle due l'una: o si consente che i partecipanti interpretino autenticamente se stessi -e quindi oltre a mangiare, bere, trombare e cagare bestemmino, se è quello che fanno abitualmente-, oppure si decide di abolire i reality e li si sostituiscono con delle fiction, nelle quali i protagonisti fanno e dicono le cose che qualcun altro ha scritto su un copione dopo averle inventate.
Protestare per le bestemmie dal Grande Fratello, insomma, significa rifiutare la realtà così com'è, per quanto indecente possa sembrare, e fare in modo che ne venga dipinta una completamente diversa, corretta come si ritiene più opportuno e depurata di tutto quello che si ritiene impresentabile.
Si chiama nascondere la testa sotto la sabbia, e trovo che sia l'ennesima dimostrazione dell'ipocrisia dilagante nella quale siamo costretti a sguazzare.

Da "ignobile" a "non encomiabile", senza passare per il via

17 Commenti »

Maurizio Gasparri, 6 novembre 2004, sulla bestemmia di Guido Genovesi del Grande Fratello:

Quella bestemmia è un gesto ignobile e intollerabile, mi auguro che il comitato tv e minori assuma decisioni adeguate alla gravità del caso.
Maurizio Gasparri, 2 ottobre 2010, sulla bestemmia di Silvio Berlusconi in Abruzzo:
In serata ci sono stati contatti con autorevoli esponenti della Chiesa. E ci hanno detto chiaramente che le battute, seppur non encomiabili, non cambiano la sostanza delle cose: per la Chiesa contano i fatti.
Ora, non è che io sia un acerrimo avversario di chi bestemmia, e per dirla tutta ritengo ridicolo che bestemmiare sia ancora considerato un reato.
Ciò premesso, non posso non rilevare come il capogruppo del PDL al Senato consideri la bestemmia "ignobile e intollerabile" quando promana da un concorrente del Grande Fratello, mentre si limiti a ritenerla "non encomiabile" se a pronunciarla è il Presidente del Consiglio.
Delle due l'una: o siamo di fronte al solito giochino dei due pesi e delle due misure, oppure anche Gasparri, nel frattempo, ha cambiato idea: nel qual caso, a mio parere, dovrebbe avere almeno il buon gusto di comunicarcelo.

Gira gira, il cetriolo finisce sempre in culo all'ortolano

19 Commenti »

Ricapitoliamo: Berlusconi prima bestemmia e fa incazzare il Vaticano, poi si preoccupa di averla fatta troppo grossa e per recuperare che fa? Dà un bel giro di vite ai diritti delle donne che decidono di abortire, dei malati che vogliono il testamento biologico, delle coppie sterili che hanno bisogno della fecondazione assistita e degli omosessuali che sognano di sposarsi e di adottare un figlio.
Per la serie: lui fa gli show e il cetriolo se lo prendono loro.
Interessante, nevvero?

Chapeau, signor Buffon

3 Commenti »


Ma ai giovani bisogna anche fargli capire, insomma, che in Italia l'ipocrisia va bene ma fino a un certo punto.
Gigi Buffon sulle bestemmie in campo, qua.

E mo'?

10 Commenti »





Adesso cosa facciamo, li eliminiamo ad uno ad uno, una bestemmia dopo l'altra?

No, perché fossi stata io dentro la casa del Grande Fratello, dopo l'annuncio dell'espulsione di Massimo per una bestemmia da far ridere, avrei organizzato la bestemmia collettiva da ammutinamento del Bounty.

Anche senza la disobbedienza civile, però, è un fatto che gli italiani bestemmino. E se quella è la casa del reality, dove tutti si ammucchiano con tutti, si menano, etc., dovrebbero essere anche liberi di bestemmiare.

Perché altrimenti il reality va bene solo quando c'è da fare audience (con la scopata in diretta, ad esempio), ma se c'è da portare avanti una minima campagna culturale (la libertà di bestemmiare - sta poi alla sensibilità dei singoli ritenerla opportuna o meno), allora il Grande Fratello non può tirarsi indietro.

Perché il reality a metà non vale.

Peccato che non ne siano consapevoli i partecipanti, forse troppo impegnati a truccarsi o a ingellarsi i capelli.

*da Francesco Sciotto. Fortuna che ci sono i Radicali a mandare in onda tutto, "senza filtri, senza mediazione, senza veline!":

I cattolici meritano più rispetto dei "mongoloidi"

33 Commenti »



Altro che chiacchiere: il Grande Fratello è una formidabile cartina di tornasole per capire in che paese di merda viviamo.

Stasera, per esempio, un concorrente è stato espulso perché nei giorni scorsi aveva bestemmiato, offendendo in tal modo tutti i cattolici davanti al teleschermo; mentre annunciava il provvedimento, già che c'era, la Marcuzzi ha colto l'occasione per scusarsi con le famiglie delle persone con Sindrome Down per l'eccessiva disinvoltura con cui alcuni concorrenti continuano ad utilizzare la parola "mongoloide": con il particolare che, scuse a parte, quei concorrenti non sono stati espulsi.

Se ne deduce con una certa evidenza che in Italia bestemmiare è più grave che prendere per il culo i disabili.

Oppure, più probabilmente, che i disabili non contano un cazzo, mentre i cattolici contano eccome.

P.S. Mi scuso per la parolacce (merda, culo, cazzo) che ho usato in questo post: d'altronde, siccome non ho bestemmiato, nessuno dovrebbe avere l'alzata d'ingegno di chiuderlo.

Quanti comportamenti sono peggiori di una bestemmia?

11 Commenti »


Al Grande Fratello, come molti sanno, se ne vedono di tutti i colori: invidie, maldicenze, sotterfugi, falsità, insulti, botte e chi più ne ha più ne metta. Ogni volta si scatena un po' di maretta, si minacciano provvedimenti disciplinari, ma i protagonisti vengono immancabilmente perdonati e lasciati amorevolmente proseguire il gioco.

Invece sono pronto a scommettere che questa volta, dopo che perfino il Codacons ha ritenuto di scomodarsi, si procederà senza colpo ferire all'espulsione, sulla scorta della solita ipocrisia -tutta italiana, e quindi tutta casa e chiesa- in base alla quale è più grave insultare una divinità (la cui esistenza, ne converrete, è quantomeno controversa) che prendersela con una persona in carne e ossa.

E' bene sottolineare che non si tratta di una novità: nel calcio, ad esempio, alcuni comportamenti violenti contro gli avversari vengono sanzionati da regolamento con un cartellino giallo, ma se uno rivolge una parolina poco edificante a Dio o alla Madonna non si scherza, rosso diretto e andare a pentirsi sotto la doccia.

Non nutro, lo preciso, grande simpatia per le bestemmie; ritengo, tuttavia, che esse costituiscano un esempio assai meno negativo di altri comportamenti come la violenza fisica e verbale verso gli altri, l'ipocrisia, la grettezza, l'intolleranza e un'ulteriore serie di atteggiamenti riprovevoli: potendo scegliere, insomma, preferirei che i miei figli fossero costretti a sorbirsi una bestemmia piuttosto che una lite velenosa, magari con qualche ceffone, tra due persone in carne ed ossa.

Voi che ne dite: è colpa mia, che sono un miscredente senza rimedio, oppure sono loro, ad essere un tantino ipocriti?

Il crocifisso e la bestemmia

41 Commenti »


scomunica

Vediamo di metterci d'accordo una volta per tutte: o il crocifisso va tutelato quale simbolo religioso, nel qual caso non c'è ragione di appenderlo nelle aule scolastiche, oppure deve essere difeso in quanto parte integrante delle nostre radici culturali, e allora non si capisce perché la tradizione della bestemmia in dialetto, invero profondamente radicata nel tessuto connettivo della nostra società, debba ricevere un trattamento di minor riguardo.

Resto in attesa di un chiarimento definitivo sulla questione.

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