Visualizzazione post con etichetta Avvenire. Mostra tutti i post

Il campione della "destra liberale" scrive ai vescovi

5 Commenti »

Mi sono sempre opposto ad ogni ipotesi di parificazione di trattamento tra matrimonio e unioni di fatto, specie di quelle omosessuali.
Gianfranco Fini su Avvenire, 13 novembre 2010.

Ogni tanto una buona nuova

2 Commenti »

Milano, 26 mar. (Adnkronos) - Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia riunitosi ieri ha sanzionato Vittorio Feltri con la sospensione di 6 mesi. Sono andati a sentenza tre procedimenti disciplinari: il primo relativo al caso Dino Boffo, ex direttore del quotidiano Avvenire, il secondo in merito alla collaborazione continuativa di Renato Farina ai quotidiani Il Giornale e Libero durante la direzione dello stesso Feltri, il terzo in relazione alla pubblicazione di un articolo su Gianfranco Fini pubblicato il 14 settembre 2009 su Il Giornale.

Discriminazioni "storicamente" acquisite

3 Commenti »


Se si riesce ad andare oltre il titolo, le motivazioni addotte oggi da L'Avvenire potrebbero ad una prima lettura avere un fondamento logico:

Ora qualcuno si avventurerà ad affermare che c’è libertà di aggressione nei confronti degli omosessuali. E qualcun altro, in un impeto di esecrazione, magari si spingerà a sostenere che lo "scellerato" via libera (se non l’incitamento) è venuto addirittura dalla Camera dei deputati, con un voto trasversale che starebbe lì a testimoniare la sostanziale cultura omofobica dei nostri rappresentanti. Si tratta di falsità, dalle quali qui – per quanto ci è possibile – vogliamo mettere in guardia.. ..Ma torniamo al cuore della questione: la legge Concia è stata "stoppata" perché il Parlamento ha ritenuto che contenesse in sé un rischio gravissimo, cioè quello di provocare una discriminazione nei confronti di chi omosessuale non è, proprio in virtù dell’introduzione nel codice penale di un’aggravante specifica, tesa a creare una sorta di super-protezione riconosciuta solo e soltanto alle persone che si dichiarano omosessuali. Il legislatore, insomma, in questa occasione ha saputo guardare lontano. E ha fatto anche di più: ha saputo riconoscere quello che appare come il rischio più elevato per una comunità civile: l’introduzione di un nuovo reato di opinione.
peccato che il pezzo prosegua:

..Un reato nel quale sarebbe potuto cadere, ad esempio, chi avesse pubblicamente sostenuto la bellezza e la bontà sociale del matrimonio storicamente definito, ovvero fra un uomo e una donna. Con simili norme per i portatori di questa opinione si sarebbe aperta la porta all’imputazione per «discriminazione» nei confronti di quanti, appunto gli omosessuali, non possono accedere al matrimonio fra persone dello stesso sesso.
Ricapitolando, il pericolo insito nella legge Concia consterebbe nel rischio di discriminare i portatori di discriminazioni "storicamente definite"...
Eh, non fa una piega...

Teologia medica

2 Commenti »

L’Avvenire, stamattina, annuncia che in Spagna, prossimamente, la pillola del giorno dopo sarà venduta nelle farmacie senza ricetta medica.

La pillola, si legge, è erroneamente definita contraccezione di emergenza, mentre è un farmaco abortivo.

Dato che a definirla “contraccezione di emergenza” mi risulta siano stati i medici di tutto il mondo, mi sfugge dove sia l’errore nella definizione.

Forse risiede nel fatto che i medici in questione ritengono che, quando si tratta di classificare farmaci, una laurea in medicina valga più che una in teologia.

Galatea

Sobrietà differenziata (*)

17 Commenti »

Parlano del nostro, ovviamente.

Il loro, invece, preferiscono tenerselo così com'è.
_____ (*) Questi riescono nell'impresa di farmi difendere perfino Berlusconi. Se non è un miracolo, ci assomiglia parecchio.

Professione: aguzzino

7 Commenti »

Avvenire di oggi dà conto della circolare che il direttore generale dell'Azienda Sanitaria ha inviato ai medici della Regione Marche in merito alla pillola del giorno dopo, nella quale si invita il personale medico, «considerata la situazione di obiettiva gravità ed urgenza in cui la richiedente versa», a «riscontrare positivamente la richiesta, rilasciando la relativa prescrizione». Avvenire, ovviamente, etichetta la direttiva come un "diktat", e riporta il commento di un non meglio identificato "ginecologo di consultorio pubblico", il quale si premura di precisare quanto segue:

Stiamo predisponendo una lettera per riaffermare la nostra volontà di non sottostare a questa disposizione che nega la nostra libertà professionale.
Ebbene, a questo punto viene da domandarsi: qual è la professione cui fa riferimento il nostro amico medico? Quella di negare i diritti delle donne? Quelle di obbligarle a rinunciare alla contraccezione? Quella di fare in modo che rimangano incinte contro la loro volontà?
Parrebbe di sì, giacché la libertà professionale cui fa riferimento il nostro amico consiste nel voler imporre la propria coscienza sul corpo di un altro, determinandone le scelte riproduttive e vanificando la sua volontà.
Il dubbio, quindi, non riguarda tanto la libertà professionale che l'anonimo medico dell'articolo rivendica, quanto la liceità della professione cui quella libertà, a suo dire, dovrebbe applicarsi.
Giacché non risulta a chi scrive che la professione di aguzzino sia consentita dalla legge.

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Sponsor

Random Post