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Insomma, 'sto parlamento è supremo e centrale o inutile e controproducente?

12 Commenti »

Non è che io mi scandalizzi perché qualcuno vuole modificare la Costituzione, ci mancherebbe altro; però, insomma, sarebbe il caso di mettersi d'accordo, perché tra questa roba:

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento quale titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale.
e quest'altra:
Adesso diranno che io offendo il parlamento, ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducenti.
c'è, come dire, una differenza piuttosto evidente, com'è agevole rilevare avendo cura di consultare un dizionario qualsiasi.
Insomma, amici del PdL, o ci spiegate se 'sto Parlamento è centrale e supremo o inutile e controproducente -perché così, abbiate pazienza, va a finire che uno non ci capisce più niente e finisce per confondersi- oppure fate un'altra proposta di legge, magari costituzionale, per cambiare il significato degli aggettivi come meglio vi aggrada.
D'altra parte siete legittimati dal popolo, no?

Ma voi lo sapete, cosa significa "oltre"?

37 Commenti »

La parola "oltre" significa "al di là".
Se affermo che voglio andare "oltre" una cosa che ha fatto qualcun altro, quindi, intendo dire che ho intenzione di fare meglio di lui.
Ebbene, se scelgo di usare la parola "oltre" per paragonarmi ad un mio antagonista, mi conviene senz'altro che la cosa fatta da lui sia una cosa buona, anzi ottima: perché dicendo che voglio andare "oltre" una cosa ottima, implicitamente comunico a tutti di essere così bravo da poterla addirittura superare, magari facendo una cosa davvero eccezionale.
Se invece quell'altro ha fatto una schifezza, dire che voglio andare "oltre" non significa granché, perché per fare meglio di una schifezza non ci vuole certo un'impresa da fuoriclasse: basta una schifezzuola che faccia un pelino meno schifo e già faccio la mia porca figura.
In questo caso, vocabolario alla mano, mi converrebbe cambiare parola, dicendo magari che voglio andare "contro", non "oltre" quella schifezza, per marcare in modo netto e inequivocabile la differenza tra me e il mio antagonista, per rendere chiaro a tutti che con lui non ho niente in comune, per sottolineare che il paragone tra noi due è del tutto improponibile, per affermare senza possibili equivoci che io e lui siamo su due pianeti completamente diversi.
Insomma, più il mio avversario è bravo, più faccio bella figura a dire che voglio andare "oltre" quello che ha fatto lui; più il mio avversario è scarso, più andare "oltre" quello che ha fatto lui finisce per perdere valore, fino a configurare una differenza trascurabile, inconsistente, impalpabile.
Ciò premesso, delle due l'una: o Bersani e il suo staff hanno dei seri problemi con l'italiano, oppure la loro campagna serve semplicemente a comunicare che quelli del PD sono un tantino meno peggio, ma solo un'anticchietta, di quelli del PdL.
In entrambi i casi, ne converrete, c'è di che preoccuparsi.

Toh, sono i vostri figli

18 Commenti »

Toh, si tratta dei figli di quelli che fanno fuoco e fiamme se gli immigrati non parlano l'italiano.
A volte la vita è curiosa, nevvero?

Il carro (del dialetto) davanti ai buoi (dell'italiano)

2 Commenti »


Voi mi direte: e allora? Che c'è di male ad imparare un po' di dialetto? Niente, per carità. Ammesso che non vi siano altre priorità:

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