Visualizzazione post con etichetta Roberto Formigoni. Mostra tutti i post

Nicole Minetti, Ruby e il listino di Formigoni

34 Commenti »

Proviamo a fare un paio di conti insieme:

  • le prime firme sul listino di Formigoni alle elezioni regionali risultano autenticate in data 13 febbraio 2010;
  • l'annuncio della candidatura di Nicole Minetti (candidatura della quale molti si domandano il motivo) è del 18 febbraio 2010, cioè cinque giorni più tardi;
  • si tratta, peraltro, di una decisione ancora non definitiva: prova ne sia il fatto che il posto della Minetti è considerato ancora "a rischio" il 23 febbraio 2010;
  • alla fine Nicole entra nel listino, ma la sua candidatura è sostenuta da firme che i cittadini hanno apposto quando il suo nome ancora non c'era, perché logicamente non poteva esserci: il che, oltre ad essere palesemente irregolare, denota una singolare disponibilità ad andare incontro ad eventuali ricorsi e contestazioni pur di fare in modo che l'igienista dentale venga eletta;
  • ora salta fuori che Nicole Minetti è implicata (e stando a quanto dice Repubblica indagata) nella vicenda di Ruby, la minorenne marocchina che ha raccontato di aver partecipato alle feste a casa Berlusconi.
Voi che ne dite, com'è il quadretto che ne viene fuori?

Antonio, Ambrogio e Andrea

26 Commenti »

Nella perizia che i radicali hanno fatto eseguire sulle firme del listino di Formigoni alle elezioni regionali ci sono delle vere e propria chicche.
Questi tre signori, ad esempio, si chiamano Antonio, Ambrogio e Andrea; però, curiosamente, firmano tutti e tre nello stesso identico modo:

antonioambrogioandrea
Che volete, sono i miracoli di Firmigoni...

Firmigoni totale

27 Commenti »

La notizia di oggi è che i Radicali hanno pubblicato tutto quello che avreste voluto sapere di Formigoni e non avete mai osato firmare. Ecco a voi i nove (dicasi nove!) motivi di irregolarità delle firme sul suo listino:

  1. Le firme “sognate”: 42
  2. Le firme “inesistenti”: 21
  3. Le firme subito invalidate dall’Ufficio elettorale: 244
  4. Le firme invalide per vizi di autenticazione: 526
  5. Le firme non autenticate: 26
  6. Le firme false: 473 certamente dalle stesse mani; seri indizi su altre 99
  7. Le firme impossibili (o “falso ideologico”): 1826
  8. Le firme doppie: alcune, da approfondire
  9. Le firme dei “veggenti”: 544 (ovvero: per le quali i certificati elettorali sono stati acquisiti in data antecedente alle autenticazioni)
Come potete agevolmente riscontrare, trattasi di roba da repubblica delle banane.
La domanda sorge spontanea: che altro deve succedere perché Formigoni si dimetta?

Dimissioni? No, meglio attaccare

6 Commenti »

firme
Non so come andrà a finire, in termini strettamente giuridici, la vicenda delle firme sul listino di Formigoni: sta di fatto, però, che in qualunque posto civile evidenze di questo genere avrebbero portato ad immediate dimissioni.
Il fatto che quelle dimissioni non arrivino, e che anzi si attacchi invece di chiedere scusa, la dice tutta sulle condizioni in cui versa il nostro paese: intendendosi per tale non soltanto la classe politica, ma anche -e forse soprattutto- l'opinione pubblica.

Se la legge è sovrana si chiama democrazia, se il popolo è sovrano si chiama fascismo

51 Commenti »

Secondo alcuni commentatori la denuncia delle firme false sul listino di Formigoni alle elezioni regionali dovrebbe essere considerata irrilevante, perché la volontà popolare, successivamente dimostrata dal voto degli elettori, non può essere vanificata dalla burocrazia.
Si tratta, a ben guardare, di due affermazioni distinte, sulle quali vale la pena soffermarsi qualche secondo.
Innanzitutto occupiamoci del richiamo al concetto di burocrazia, che nel caso di specie mi pare evocato a sproposito per motivi sin troppo evidenti: se per realizzare un'opera pubblica un'impresa deve possedere dei requisiti, e se l'ufficio pubblico preposto a verificarne la sussistenza fa giacere la pratica ritardando il progetto così a lungo da renderlo inattuabile, allora siamo di fronte ad un caso di burocrazia che deprime l'iniziativa degli individui; se invece l'impresa quei requisiti non li possiede, li falsifica pur di ottenere l'appalto e alla fine viene scoperta, il problema non è di burocrazia, ma di legalità.
E' sin troppo evidente che il listino di Formigoni non è stato affossato dall'inerzia dell'apparato amministrativo che doveva controllarne la regolarità, e quindi dalla burocrazia, ma piuttosto dal fatto che quella regolarità mancava sin dall'origine, il che configura un problema decisamente diverso: di legalità, per l'appunto, cioè di certezza delle regole che debbono valere per tutti, e alle quali nessuno può sottrarsi.
Poi c'è l'annosa questione della volontà popolare: gli elettori, si dice, hanno comunque premiato Formigoni con il voto, il che varrebbe a sanare nella sostanza l'irregolarità delle firme presentate per poter accedere alle elezioni.
Si tratta, per la verità, di un modo di vedere le cose che negli ultimi tempi si è andato diffondendo in modo preoccupante: quello secondo il quale la sovranità popolare consisterebbe nel fatto che la volontà della maggioranza è più forte della legge, cioè al di sopra di essa.
Ciò che è vero, in realtà, è che in uno stato di diritto la maggioranza dei cittadini può modificare o addirittura abrogare una legge: con il piccolo particolare che deve farlo secondo quanto previsto dalla legge stessa, vale a dire esercitando il voto e mandando in parlamento i propri rappresentanti, i quali a loro volta provvederanno a cambiare o eliminare la legge seguendo la procedura all'uopo stabilita dalla costituzione; finché ciò non avviene quella legge resta in vigore, e non vale a sottrarle efficacia il fatto che la maggioranza (o, al limite, la totalità) dei cittadini dichiari di non condividerla.
Esemplificando con un caso limite, sarebbe addirittura possibile che la volontà popolare reintroducesse nel nostro paese la pena di morte; ma ciò potrebbe avvenire solo nel caso in cui i parlamentari eletti da quei cittadini si prendessero la briga di modificare prima la Costituzione e poi il codice penale, attenendosi scrupolosamente alle regole previste dall'ordinamento: fino a quel momento qualsiasi esecuzione capitale che abbia luogo sul territorio dello stato rimane illegale, nonostante il fatto che la stragrande maggioranza della popolazione la richieda a gran voce.
Sapete qual è il nocciolo della questione? In uno stato di diritto non è il popolo, ad essere sovrano, ma la legge: tutte le volte che si cerca di invertire arbitrariamente questa elementare gerarchia si finisce per ricadere, più o meno consapevolmente, in una situazione che conosciamo fin troppo bene.
Quella situazione, per usare un termine la cui portata viene spesso trascurata, si chiama fascismo.
Ecco, personalmente tenderei ad evitarla.

Che dite, le rifacciamo?

21 Commenti »

Qua non si parla di chiacchiere dei soliti radicali rompicoglioni, ma della valutazione di un perito calligrafico accreditato presso il Tribunale di Milano, secondo il quale almeno 349 delle 3.628 firme apposte sul listino regionale “per la Lombardia” del candidato Presidente Roberto Formigoni erano false.
Siccome 3.628-349 fa 3.279, e siccome il numero minimo di firme a sostegno del candidato presidente era pari a 3.500, ne consegue che se quanto afferma il perito corrisponde al vero le elezioni si sono svolte in modo irregolare.
Un conto è la burocrazia, che in questi casi viene spesso e volentieri citata a sproposito, un altro è la legalità: e soprattutto il diritto dei cittadini ad avere delle elezioni come si deve.

Manovra dolosa

2 Commenti »

Roberto Formigoni intercettato:

Io mi sono arrabbiato con lui [Angelino Alfano], gli ho detto perché, anche perché sabato lui si era impegnato, gli ho detto "guarda che è il nostro capo che ha bisogno di una cosa del genere" [che sia accolto il ricorso per la Lista Formigoni]... Sì, sì, faccio, faccio, poi invece... A questo punto a me sembra che è chiaro che la cosa non si fa.
Sempre Formigoni sull'esclusione della Lista Formigoni dalle regionali (poi riammesse dal Tar), questa volta in pubblico:
Manovra ordita da più soggetti per impedire dolosamente la presentazione delle nostre liste. [La Corte d'Appello di Milano ha compiuto una grave irregolarità], lasciando nelle loro [dei Radicali] mani [le firme] più di dieci ore senza avvisarci.
Che dite, se quei giudici si fossero fatti corrompere dalla nuova P2, sarebbero stati gli unici NON politicizzati?

Vuoti a rendere

25 Commenti »

La Regione Lombardia erogherà un contributo di 4.500 euro alle donne che rinunciano ad abortire pur vivendo in condizioni economicamente difficili.
Interessante.
Tanto interessante che ci sarebbe da chiedersi come mai analoghi incentivi non vengano riconosciuti anche alle donne che rinunciano a smettere di studiare -pur vivendo in condizioni economicamente difficili-, che rinunciano a scegliersi il lavoro sulla base delle loro inclinazioni e non della necessità immediata -pur vivendo in condizioni economicamente difficili-, che rinunciano a mandare a puttane i loro talenti e a vedersi sfiorire giorno dopo giorno in una vita di merda -pur vivendo in condizioni economicamente difficili-, che rinunciano a rinunciare alle loro ambizioni, ai loro sogni, alla prospettiva di un futuro diverso -pur vivendo in condizioni economiche economicamente difficili-.
Ecco, quando quei 4.500 euro saranno disponibili anche per tutte quelle donne -e sono tante-, allora se ne andrà via la sgradevole sensazione che si tratti di un contributo a fondo perduto finalizzato ad incentivare l'interpretazione femminile più gradita agli integralisti. Quella della scatola.

6 Presidenti con le palle

10 Commenti »

Vogliamo fare un po' un quadro dei 6 neoeletti/riconfermati Presidenti delle regioni Pdl/Lega? Dal Nord al Sud, ecco a voi la carrellata:
Roberto Cota, gladiatore della vita (quella nordica, si intende):

Sono per la difesa della vita e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero. [Domanda: "ma quindi quelle pillole che la Bresso aveva ordinato e che sono già arrivate in Piemonte, rimarranno nei magazzini?] Eh sì, per quanto potrò fare io sì.

Roberto Formigoni, l'imperatore eletto illegalmente, la cui storia parla per lui:
L'esperienza di Gioventù studentesca prima e di Comunione e Liberazione poi hanno rappresentato il terreno fertile su cui è germogliata la mia passione per la politica.

Luca Zaia, il pupillo di Bossi e il recordman di queste elezioni:
Mi sarò el Presidente de tuti; e par tuti me darò da far e tuti scoltarò!
[Sarà pure il Presidente di tutti, ma per esserlo la prima regola è farsi capire dalla gente. Si capisce bene, se il Presidente comunica con i suoi cittadini in veneto, chi ne rimane fuori]

La Presidente più discussa su questo blog, Renata Polverini, che mette subito le mani avanti alla maniera destrorsa:
Quando sarò presidente della Regione Lazio non ci saranno né spinelli in vendita nelle farmacie [spinelli nelle farmacie?!], né stupefacenti distribuiti su prescrizione medica.

Stefano Caldoro, inarrivabile per le qualità del suo primo sostenitore, Nicola Cosentino:
Una svolta storica che ci carica di una pesante responsabilità in una regione che fino a poco tempo fa era considerata un feudo rosso e dove era impossibile l’alternanza. Ora tocca mettersi al lavoro.
[Sono solo io, o il "tocca mettersi al lavoro" di Cosentino inquieta alquanto?]

Allora finiamo in bellezza con la Calabria di Giuseppe Scopelliti. Quando dico bellezza, intendo proprio bellezza, quella della sua candidata "velina" Italia Caruso: Ragazzi, non c'è che dire: si apre per le nostre regioni un periodo di progresso e prosperità.
Siamo proprio in buone mani.

Il Corriere e l'ineleggibilità di Formigoni

Nessun commento »




Il Corriere, come accade da un po' di tempo in qua, arriva tardi e male informato. La questione dell'ineleggibilità è nata qui, un mese prima che il Corriere se ne accorgesse. Qui i dettagli e il parere del Professor Angiolini.
E' la Legge, bellezza, e vale per tutti (anche per Vasco Errani).

Decreto ad paninum

15 Commenti »

Napolitano firma il decreto. E poco più di un'ora dopo il suo varo, il presidente della Repubblica ha emanato il decreto legge salva-liste. Il capo dello Stato ha dato il suo via libera al decreto una volta verificato che il testo - spiega il Quirinale - corrisponde alle caratteristiche di un provvedimento interpretativo della normativa vigente.
Pare il governo di Fantasilandia sia riuscito infine a confezionare quello che si preannuncia essere il DL più fantasioso e sgangherato della storia della Repubblica.

Recidivi

10 Commenti »

Spero sia uno scherzo:

(ASCA) - Milano, 4 mar - Le porte del Tar lombardo erano gia' chiuse da 10 minuti quando l'avv. Luca Giuliante, legale rappresentante del listino Formigoni, si e' presentato davanti ai cancelli del tribunale amministrativo regionale per presentare il ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello che esclude dalla competizione elettorale il listino dell'attuale governatore. L'orario di chiusura del Tar e' fissato alle ore 13, e a quell'ora sono stati chiusi come di norma gli uffici amministrativi, cosi' i legali per farsi aprire hanno dovuto telefonare al personale del Tar per avere accesso agli uffici. Non e' ancora chiaro se il ricorso verra' accettato nonostante i dieci minuti di ritardo rispetto all'orario previsto.
Grazie a Pasquale Annicchino per la segnalazione.

Roma chiama, Milano risponde

7 Commenti »

Ecco, ora vediamo se anche questi verranno a raccontarci di essere stati minacciati.

Formigoni: alla fine arriva l'esposto

3 Commenti »


Vi ho già raccontato ( ed altri lo hanno fatto prima di me) che Roberto Formigoni non è ricandidabile alla presidenza della Regione Lombardia, in base alla Legge 165/2004 che limita a due i mandati consentiti ai governatori regionali: ora, grazie all'iniziativa di questo amico, è stato presentato l'esposto che trovate qua.

Vediamo se gli riuscirà di fare un bel rap pure su questo.

Le suonerie mancanti di Formigoni

7 Commenti »


FormigoniUnoDiLoro
Qualcuno di voi sarà al corrente del fatto che Roberto Formigoni sta portando avanti una campagna elettorale assai moderna e innovativa: fra i vari gadget messi a disposizione nel suo sito, tutti molto multimediali, meritano una menzione speciale le originali suonerie per i cellulari, che gli elettori possono liberamente scaricare e utilizzare sul loro telefonino.

Io, che sono curioso come una scimmia, ho dato un'occhiatina alle suonerie disponibili (Insieme per grandi obiettivi, per i giovani, per gli anziani, per il lavoro, per la bellezza e per la libertà), rilevando tuttavia che a occhio e croce ne manca qualcuna: ragion per cui, invece di limitarmi a criticare e basta, mi sono armato di santa pazienza e ho provveduto a colmare personalmente la lacuna.

Le suonerie mancanti sono qua sotto: ascoltatele e se vi piacciono scaricatele cliccando sui rispettivi titoli.

Buon divertimento.

Insieme per Silvio



Insieme per i Cardinali



Insieme contro l'Autodeterminazione

Roberto, uno di noi o uno di loro?

5 Commenti »


Visto l'originale, non ho saputo resistere:

FormigoniUnoDiLoro

Sapevate che Formigoni non può essere ricandidato?

10 Commenti »


State a sentire, gente, ché questa è proprio bella.

L'articolo 2, lettera f) della Legge 165/2004 impone la "non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto, sulla base della normativa regionale adottata in materia".

Ce lo segnala Marco Cappato, candidato alla Presidenza della regione Lombardia per la lista Bonino Pannella, il quale annuncia la presentazione di un ricorso, ma se n'era già occupato anche Pippo Civati, consigliere regionale del PD in Lombardia; in base alla norma appena citata, e procedendo per logica elementare, Formigoni non si può ricandidare: si tratterebbe, infatti, della terza volta consecutiva dopo le sue elezioni del 2000 e del 2005, entrambe avvenute a suffragio universale e diretto (mentre non entra nel conteggio la prima elezione, quella del 1995, basata su un metodo elettorale diverso).

Naturalmente la faccenda, per la verità decisamente clamorosa, sarebbe rimasta nell'oscurità pressoché assoluta se i soliti rompicoglioni non si fossero presi la briga di segnalarla.

Tutte le faccine del manifesto, tanto per fare un esempio, ne sapevano qualcosa?

Ancora su CL: stavolta firma la petizione!

8 Commenti »


Sign for SUL POTERE MONOPOLISTICO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE NELLA REGIONE LOMBARDIA


Comunione e Liberazione è l’unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell’ambito di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia attraverso un’occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i centri di potere (dai Direttori Generali ai dirigenti delle Unità Organizzative nei più importanti Assessorati, dai Direttori Generali delle pubbliche Aziende Ospedaliere ai primari, dagli Amministratori Delegati ai Presidenti delle società di trasporto, dai Direttori Generali degli Enti e delle Agenzie regionali ai consigli di amministrazione delle società a capitale pubblico della Regione Lombardia operanti in ambiti strategici come le infrastrutture, la formazione, l’ambiente ecc.) costituendo, di fatto, una pericolosa situazione di potere «dominante».
Così scrive Enrico De Alessandri, dipendente dell'Assessorato alla Sanità lombarda.
Formigoni che fa? Lo sospende e gli dimezza lo stipendio .
E qualcuno si chiede se il datore di lavoro sia Comunione e Liberazione o la Regione Lombardia...
Firmate la petizione, ve ne prego
.

L'Aquila: l'ennesimo regalo alla Curia

5 Commenti »


Il Governatore della Lombardia a vita, che a forza di frequentare il clero deve aver cominciato a sentirsi un po' Papa, ha fatto in modo di "donare" l'ennesimo obolo alla Curia: 7,5 milioni di NOSTRI euro, 30 anni di incassi dalla gestione e l'edificabilità di un terreno che non lo era. Leggete un po' qua i dettagli.

Il candidato anti-Formigoni: dai che stavolta vinciamo sicuro sicuro

6 Commenti »



Pare che Pigi Bersani (quello immobile o soprammobile?) abbia sciolto la riserva e deciso chi candidare alla Presidenza della Regione Lombardia, alle prossime elezioni di marzo. Un uomo nuovo? Non proprio. Uno vincente? Naaa. Uno capace? Mi astengo, chè ho appena finito di mangiare e vorrei quindi digerire serenamente. Ebbene sì, cari amici, il candidato "anti-Formigoni" è lui: ancora una volta, Filippo Penati. L'appena trombato alle provinciali di Milano, quello che ha perso contro Guido Podestà (che nessuno sa chi sia), il grande timoniere provinciale che voleva fare le "ron-dem", le ronde democratiche. Lo stesso che voleva andare "oltre" la Provincia per guidare la futura Città Metropolitana che, più poi che prima, sostituirà provincia e comune milanesi.
E' il Pd nell'era di Pigi, bellezza: dopo le sconvolgenti nomine alla segreteria nazionale, ricicliamo un perdente. Un Pd davvero rivoluzionario.
Poi ditemi che non hanno ragione quelli che pensano che il Partito Democratico, alla Lombardia, ci abbia rinunciato a priori.

(N.B. Dedicato al mio amico di Facebook Alberto Biraghi)

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Sponsor

Random Post