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Tu chiamale se vuoi tentazioni

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Leggendo le esternazioni del cardinal Bagnasco su Berlusconi Sandro Bondi si è improvvisamente accorto che la chiesa dovrebbe offrire una guida lontana da ogni "tentazione politicista".
Peccato, però, che fino al giorno prima se ne fosse sistematicamente dimenticato: a partire dal 2005, quando i vescovi misero in piedi una vera e propria campagna per l'astensione nei referendum sulla fecondazione assistita, e poi negli anni successivi, durante i quali la chiesa ha partecipato attivamente al dibattito politico sul testamento biologico, sulle coppie di fatto, sul matrimonio gay, sulla contraccezione d'emergenza, sulla pillola abortiva, sull'eutanasia, sulla ricerca scientifica, sulle staminali embrionali e via discorrendo.
Bisogna ritenere che Bondi abbia cambiato idea anche a proposito di quegli interventi, e che quindi sia disposto a riconsiderare i temi a cui si riferivano in senso più liberale? Oppure, come credo, le "tentazioni politiciste" dei vescovi sono censurabili solo se si riferiscono al suo capo, mentre rimangono tollerabili, se non addirittura gradite, in tutti gli altri casi?
Sapete com'è, sarebbe il caso di saperlo: tanto per capire fino a che punto i cattolici che votano il PdL sono disponibili a far finta di niente.

Sì, ma dopo le avete riattaccate

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Ecco, poi un giorno uno apre il sito della Repubblica e legge che nel suo nuovo libro Joseph Ratzinger ha scritto testualmente:

Con il suo annuncio Gesù ha realizzato un distacco della dimensione religiosa da quella politica, un distacco che ha cambiato il mondo e che veramente appartiene all'essenza della sua nuova via.
Detto da uno che è il capo della chiesa, e che un giorno sì e un giorno no si scaglia contro le leggi che configurano un modello alternativo di famiglia, contro le leggi che legalizzano l'eutanasia, contro le leggi che consentono l'aborto, contro le leggi che disciplinano il testamento biologico, contro le leggi che introducono l'informazione sessuale nelle scuole, contro le leggi che permettono la fecondazione assistita, contro le leggi che ammettono il divorzio, contro le leggi che favoriscono la scuola pubblica, contro le leggi che estendono le adozioni alle coppie omosessuali, contro le leggi che regolamentano la ricerca scientifica sugli embrioni, contro le leggi che istituiscono il matrimonio gay, suona davvero credibile.
Gesù le avrà pure distaccate, religione e politica: ma mi pare che poi le abbiate riattaccate per benino, o sbaglio?

Due piccioni con un post

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Le intromissioni del Vaticano negli affari del nostro paese, come ha ripetutamente avuto modo di rilevare chi legge questo blog con un minimo di assiduità, mi hanno sempre irritato parecchio, e non mi pare una buona ragione per giudicarle in modo diverso la circostanza che, per una volta, possano incidentalmente andare nella direzione che auspico.
Ragion per cui, l'occasione mi è gradita per ribadire che a mio modo di vedere il cardinal Bertone farebbe bene ad occuparsi dei problemi dello stato di cui è segretario, piuttosto che di quelli degli altri, o alternativamente a battersi per l'abrogazione del concordato, portata a termine la quale sarei felice perfino di vederlo candidato alle elezioni politiche.
Ciò detto, rilevo en passant che il nostro governo, così prono alle indicazioni dei porporati quando si tratta di proibire l'eutanasia, discriminare gli omosessuali e mettere i bastoni tra le ruote alle donne che vogliono abortire, stavolta pare non avere la minima intenzione di cagarseli di striscio.
Così con un post solo ho preso due piccioni.
Che volete, sono tempi in cui si deve risparmiare.

Quando il papa ti incasina le strade

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La foto che vedete qua sopra è stata scattata da chi vi scrive pochi minuti fa nel bel mezzo di Via Merulana, la strada del centro di Roma che unisce la Basilica di San Giovanni in Laterano con quella di Santa Maria Maggiore.
Il signore in cima al braccio meccanico sta piazzando sull'albero uno degli innumerevoli megafoni che giovedì prossimo diffonderanno nell'etere canti e preghiere mentre il Santo Padre percorrerà la strada tra le due basiliche in occasione del Corpus Domini.
Come potete immaginare, la conseguenza di tale operazione, ripetuta su ogni albero (o quasi) ed effettuata alle cinque di pomeriggio del venerdì, è un caos infernale di clacson, ingorghi e bestemmie: le quali ultime, sia detto per inciso, mal si addicono alla santità della ricorrenza che si va preparando con tanta solerzia (non che me ne freghi granché, ma il contrasto è assai singolare anche sul piano strettamente estetico).
Domanda: perché queste cose non vengono fatte di notte, o la mattina presto, o perlomeno nei giorni festivi? Perché per preparare una festa religiosa si blocca una strada sulla quale devono passare tutti, devoti e non, per giunta in un giorno lavorativo?
Se il tizio col motorino che mi ha tagliato la strada e che io non avevo notato a causa del camion che impediva la visuale non avesse frenato all'ultimo momento e mi fosse finito sotto le ruote, a chi si sarebbe rivolto per chiedere i danni?
A me o al Papa (*)?
---
(*) N.B. Qualcuno ha voluto interpretare alla lettera il titolo e l'ultima frasedel post, rimproverandomi del fatto che me la prenderei col papa, il quale non c'entra niente. E' ovvio che in questo caso quando parlo del papa mi riferisco agli organizzatori della processione (è una figura retorica, anche se non so bene quale: se qualcuno la conosce, me lo dica): so bene da solo (grazie tante, Emanue') che non è certo il papa a fornire le direttive pratiche per installare i megafoni, ma qualche oscuro impiegato della curia e/o del comune: sui quali, comunque, incombe la responsabilità di controllare come operano i loro incaricati in modo da non arrecare disturbo ai cittadini. Vorrei vedere se avessero organizzato così una festa islamica, che succedeva. Scusate per la precisazione pleonastica, ma a volte pare ci voglia anche questo.

Mobilitazione parrocchiale

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Per avvalorare la recente esternazione del Santo Padre secondo cui "la Chiesa non si identifica in nessun programma politico", il parroco di San Tommaso ai Cenci a Roma ha avuto l'alzata d'ingegno di inviare ai propri parrocchiani questa mail:

In coscienza, quanti credono nell’amore, nella vita, nella famiglia non possono votare lo schieramento avversario, che nega concretamente tali Principi. (...) Anche l’ipotesi di astenersi dal voto, è una scelta inopportuna perché sono in ballo valori troppo alti ed è un momento molto critico in cui bisogna uscir fuori per difendere particolarmente i valori della vita e della famiglia e fermare la disgregazione ormai già in atto da molti anni nel nostro Paese. Per questo, si può essere convinti che nel Lazio è meglio votare l'attuale schieramento di Renata Polverini come nelle altre Regioni coloro che sostengono tali valori.
Che volete che vi dica? Manca meno di una settimana alla battaglia, e a quanto pare gli eserciti sono schierati in campo aperto.

Crociati compresi.

Chiacchiere a parte, i vescovi sono con Berlusconi?

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Nel giro di due giorni ben tre vescovi si sono espressi in difesa di Guido Bertolaso, sostenendo che il vero obiettivo degli attacchi al capo della Protezione Civile è Silvio Berlusconi e sottolineando, già che ci sono, che quest'ultimo è una persona onesta perseguitata dalla magistratura.

Siccome l'ultima occasione in cui il Papa ha esortato la Chiesa a non fare politica risale a poco più di un mese fa, i casi sono due: o il Santo Padre dice certe cose tanto per dirle, oppure i suoi collaboratori si guardano bene dal dargli retta.

Voi che ne dite, mi sbaglio?

Altri li scelgono, alcuni li vogliono, tutti li pagano

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paga

E' lo stesso schema utilizzato per gli insegnanti di religione: svolgono una funzione destinata solo ad alcuni ma li paghiamo tutti, e come se non bastasse se li scelgono loro.

La notizia sarebbe perfetta per qualche battuta, ma date le circostanze mi pare più opportuno porsi una domanda seria: in tempo di crisi, quei quattrini non potevano essere impiegati per qualcosa di più utile alle persone in difficoltà?

Chiare, fresche e dolci acque

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A Reggio Calabria non c'è l'acqua potabile, ma invece di investire risorse per ottenerla si destinano 37 milioni di euro alla ristrutturazione delle chiese.

A Roma, viceversa, l'acqua potabile c'è, tanto che il Vaticano se la prende e non la paga.

Quando è questione di liquidi, quelli della Santa Sede è meglio lasciarli stare.

Ah, no?

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Non riesco a spiegarmi l' urgenza con la quale l' Aifa è intervenuta.
(9 agosto 2009, sulla pillola RU486)
La legge 40 esprime il diritto alla dignità, non è una legge certamente cattolica, ma che ha voluto intervenire in difesa della salute della donna, davanti a tante sperimentazioni selvagge, che temo possano tornare di nuovo.
(4 aprile 2009, sulla fecondazione assistita)
L' autodeterminazione non può implicare che una persona scelga di non essere nutrita.
(13 febbraio 2009, sul testamento biologico)
Tra le tante cose buone che poteva fare, ha scelto la peggiore. Si tratta di un duro colpo non solo per noi cattolici, ma per le persone che in tutto il mondo si battono contro la strage degli innocenti che si compie con l' aborto.
(25 gennaio 2009, su Barack Obama)
Sono inaccettabili le proposte di usare tali embrioni per la ricerca o destinarli a usi terapeutici oppure donarli a coppie sterili. Non è lecito il congelamento degli ovociti.
(13 dicembre 2008, sulle staminali embrionali)
Siamo di fronte a una sentenza grave dal punto di vita etico e morale. Forse si potranno trovare delle giustificazione nei cavilli procedurali e nelle interpretazioni del linguaggio, nella sostanza però rimane un fatto gravissimo ed estraneo alla cultura del popolo italiano.
(14 novembre 2008, sul caso Englaro)
I parlamentari cattolici non possono appoggiare leggi contrarie alla parola di Dio.
(1° aprile 2007, sulle unioni civili)

Scommettiamo?

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Mi punge vaghezza che a settembre le norme condivise con minore difficoltà saranno quelle che impongono ai giudici che indagano su un prete di avvisare il vescovo, e ai giudici che indagano su un vescovo di avvisare il cardinale segretario di stato(*). Volete scommettere una cena con me, che su quelle saranno tutti d'accordo? ----- (*)All’articolo 129 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni: (...) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: (...) 2-ter. Quando risulta indagato o imputato un Vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un Ordinario di luogo equiparato a un Vescovo diocesano, abate di una abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l’ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l’informazione al Cardinale Segretario di Stato. 2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente ad un Istituto di vita consacrata o ad una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l’informazione all’Ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della Repubblica competente”.

Palloncino clericale

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Magari c'è qualcosa che mi sfugge, lo premetto. Però mi pareva di aver capito che il ritiro della patente a chi si mette al volante dopo aver bevuto troppo, recentemente introdotto nel nostro ordinamento, risponda ad esigenze di semplice sicurezza stradale: vale a dire che secondo il legislatore è necessario impedire che la gente guidi l'automobile dopo aver assunto una determinata quantità di alcool, poiché circolare in quelle condizioni metterebbe oggettivamente a repentaglio l'incolumità del conducente e quella degli altri. Se questo è vero (e mi pare che sia vero, a meno che, come premettevo, non mi sia sfuggito qualcosa), i motivi per cui nei singoli casi il tasso alcolico abbia superato il limite previsto dalla legge dovrebbero essere considerati irrilevanti: è di tutta evidenza, infatti che chi si mette alla guida dopo essersi ubriacato per una ragione comprensibile, o addirittura lodevole, non può essere considerato, a parità di tasso alcolico, meno pericoloso di un altro che torna a casa in macchina dopo essersi sbronzato per uno scopo meno edificante. Insomma, per farla breve il prete di cui parla notizia, tabelle alla mano, era da considerare pericoloso: esattamente come lo sarebbero stati, a parità di tasso alcolico, il sommelier che rincasasse dopo un'intensa serata di lavoro, il ragazzo che uscisse dalla discoteca dopo essersi fatto un cocktail, il losco individuo che avesse bevuto un bicchiere in più tentando di far ubriacare una minorenne nella speranza di trombarla. Se il giudice di pace dovesse decidere che in questo caso è ammissibile una deroga, quindi, avremmo accertato che la legge, in realtà, non punisce chi mette a repentaglio la sicurezza degli altri, ma soltanto chi si è sbronzato senza un motivo ritenuto valido: strafottendosene, contrariamente a quanto i suoi estensori vanno ripetendo, dell'incolumità dei cittadini, e preoccupandosi invece di operare delle graduatorie tra diversi stili di vita, a seconda del fatto che un giudice li consideri più o meno degni di approvazione. A meno che non si stabilisca che essere investiti a causa di una messa è meno grave che essere messi sotto per colpa di un rave. Capitasse a voi, farebbe differenza?

La regola che conferma la regola

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Chi legge questo blog sa bene quale sia la mia opinione sulle recenti vicende che hanno coinvolto il Presidente Berlusconi. Mentre colgo l'occasione per precisare, a beneficio di qualche commentatore superficiale e/o in malafede, che altro è sottolineare la gravità di indagini riguardanti il Presidente del Consiglio e aventi ad oggetto appalti truccati, induzione alla prostituzione, spaccio di stupefacenti e altre simili amenità (operazione alla quale mi sono effettivamente dedicato su questo blog), e altro è stracciarsi le vesti contro la prostituzione, le prostitute e i loro clienti tout court (cosa che ovviamente, nonostante le maldestre lagnanze di qualcuno, mi sono ben guardato dal fare), mi corre l'obbligo di comunicarvi il mio parere su alcune considerazioni recentemente svolte da "Famiglia Cristiana".

Secondo Don Antonio Sciortino, direttore del noto periodico, sarebbe infatti necessario un intervento esplicito della Chiesa, la quale dovrebbe pronunciarsi ufficialmente e condannare con fermezza la situazione di degrado morale nella quale è precipitata la politica del nostro paese.
Ebbene, siccome sono uno dei pochi che considera ancora l'onestà intellettuale qualcosa di più di un semplice ammennicolo di cui agghindarsi quando si esce a cena con gli amici, vi dirò come la penso: siccome gli interventi pubblici del Vaticano aventi ad oggetto le vicende politiche italiane mi sono assai sgraditi quando riguardano temi sui quali la Santa Sede esprime posizioni in disaccordo con le mie (leggasi eutanasia, fecondazione assistita, aborto, contraccezione e via discorrendo), non vedo perché essi dovrebbero incontrare il mio favore allorché esprimano, sia pure per grandi linee, punti di vista che personalmente condivido.
Trattasi, lo ribadisco, dei rappresentanti di uno stato estero: riterrei appropriato, pertanto, che le loro opinioni sulle vicende politiche del nostro paese le tenessero per sé.
Di qualsiasi vicenda si tratti.

Una margherita per il signore

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La notizia del giorno è che le 544 persone che l'AMA (l'azienda che a Roma si occupa della raccolta, del trasporto, del trattamento, del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti) sta per assumere ai servizi cimiteriali verranno selezionate dall'Opus Dei.

Chi legge regolarmente questo blog sa bene che il meccanismo non rappresenta certo una novità: accade lo stesso, tanto per fare un esempio, nel caso degli insegnanti di religione, che vengono scelti dalla Curia ma poi vengono pagati dallo Stato, il quale, tra l'altro, è pure obbligato ad assumere quanti tra loro, successivamente, dovessero perdere il gradimento del Vaticano.
Si tratta, ne converrete, di un sistema a dir poco singolare: un po' come se voi, per recarvi al ristorante, foste obbligati a portarvi dietro un prete, incaricato di scegliere le portate al vostro posto e subito dopo andarsene, lasciandovi l'obbligo di mangiarvi quello che vi viene portato e, naturalmente, l'incombenza pagare il conto.
Ebbene, amici, a questo punto non mi stupisco più di niente: per cui, pur avendo programmato una serata casalinga, credo che uscirò, andrò in pizzeria e mi farò una bella capricciosa.
Vista l'aria che tira, potrebbe essere una delle ultime.

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