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Con il velo non vale

16 Commenti »

Mi pareva fossimo arrivati alla conclusione che il burqa può rappresentare un problema solo se nasconde il volto di chi lo indossa e ne impedisce l'identificazione: ebbene, pare che a Rimini una studentessa dell'istituto alberghiero non abbia potuto ottenere lo stage in hotel perché portava il velo, anche se quest'ultimo le lasciava il viso completamente scoperto.
Qualora la notizia venisse confermata, si tratterebbe si scegliere: o decidiamo che anche i capelli costituiscono un elemento imprescindibile per identificare un individuo -però, coerentemente, vietiamo i copricapi, i cerchietti, la tintura, le treccine, le acconciature eccentriche in genere e pure il gel-, oppure ci convinciamo, una volta per tutte, che l'avversione nei confronti del velo nasconde spesso e volentieri un diffuso e fastidioso sentimento anti-islamico.
A voi la scelta.

Grazie a Valeria per la segnalazione

Ignoranza o demagogia?

31 Commenti »

Isabella Bertolini, deputata del PDL, ha presentato un progetto di legge che prevede, tra l'altro, un anno di reclusione per coloro che impongono alle donne, con la forza o con le minacce, di indossare il burqa.
Siccome nel nostro ordinamento è tuttora vigente il reato di violenza privata, che punisce con la reclusione fino a quattro anni "chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa" (ivi compreso, evidentemente, utilizzare un particolare indumento), se ne deduce una considerazione molto semplice: la norma proposta dalla parlamentare non solo è del tutto inutile, giacché esiste già un articolo del codice penale che disciplina, ricomprendendola in una previsione di ordine generale, la medesima fattispecie, ma prevede una pena addirittura quattro volte più lieve rispetto a quella attualmente in vigore.
Delle due l'una: o la Bertolini non conosce il codice penale, oppure la sua proposta di legge è puramente demagogica.
A voi la scelta.

La lotta all'integralismo vale solo per il burqa?

Secondo Gianfranco Fini "nessuna donna deve essere costretta a fare qualcosa che non vuole da gerarchie diverse dalla legge". Messa così, sembra ineccepibile: ma allora perché non vale anche per le "gerarchie" diverse da quelle musulmane?
Me lo domando oggi sul sito dell'Espresso: per dire la vostra, cliccate qua.

E il suo, di sdegno, dov'era?

23 Commenti »

E invece il suo sdegno dov'era, signora Santanchè, mentre nel compiacimento generale il nostro governo scaricava dai pullman una vagonata di ragazze -alcune delle quali velate- allo scopo di omaggiare il dittatore Gheddafi?

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