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Non s'era detto che era dannoso?

1 Commento »

Silvio Berlusconi, 5 marzo 2009:

E' dannoso per l'interesse di tutti noi che ci siano dei media che continuino a rappresentare la crisi come qualcosa di definitivo e di tragico.
Comunicato del PdL, 6 settembre 2011:
Il Consiglio dei Ministri si è riunito d'urgenza oggi, alle ore 18:40 a Palazzo Chigi e ha dato il proprio assenso a porre la questione di fiducia sulla "manovra" in discussione al Senato. Il ricorso alla fiducia è lo strumento regolamentare che consente una celere conversione del decreto-legge, come impone la gravità della crisi finanziaria internazionale.

Marco, la differenza la metti tu?

28 Commenti »

Marco Beltrandi è una persona con cui ho condiviso molte battaglie e del quale ho spesso apprezzato le iniziative, ma stavolta ha avuto un'alzata d'ingegno che mi ha lasciato davvero sbalordito: votare contro l'election day, provocando un aggravio di spesa pubblica che in un momento come questo ci saremmo potuti tranquillamente risparmiare, e per giunta farlo per una questione di principio assai discutibile (se si considera l'accorpamento un escamotage per arrivare al quorum, si potrebbe analogamente ritenere il contrario, ossia che la separazione sia un espediente per non raggiungerlo), mi pare un'idea che non brilla affatto per senso di responsabilità.
Il tutto a prescindere dalle assenze nelle fila dell'opposizione e dai 22 deputati sin qui persi dal gruppo, i quali ultimi davvero non si capisce cosa abbiano a che fare con la votazione di oggi (come se un calciatore che ha fatto un autogol si giustificasse dicendo che alcuni suoi colleghi avevano precedentemente cambiato squadra).
Intendiamoci: Marco era padronissimo di votare nel modo in cui ha votato e di sostenere la sua avversione agli accorpamenti; io, da parte mia, sono invece padrone di chiedergli se i soldi che si sarebbero potuti risparmiare abbia intenzione di metterceli lui.
Così, tanto per non dare la sensazione di voler comprare le proprie feroci contrarietà coi soldi degli altri.

Manovrina anti-congelamento

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Accordo
Vi sembrava incredibile che in Italia fossimo riusciti a imporre il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, senza che si cercasse di fare una manovrina sotto il tavolo?
E infatti, come potete vedere da questo prezioso documento (che potete trovare anche a questo link, comunicato n. 26), per i prefetti in tutta Italia è stato approvato, meno di 20 giorni fa, un aumento pari a 630 euro al mese.
Il congelamento degli stipendi è stato quindi annullato, se non ampiamente superato.
I prefetti, secondo questo documento, sarebbero di poco sotto i 90.000 euro l'anno, e quindi non destinatari del taglio del 10% dello stipendio.
Da questa crisi, quindi, c'è di sicuro qualcuno che ci ha guadagnato.

Supplizio a pagamento

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Quando ti costringono a pagare per poterti sottoporre a un supplizio in ragione del quale dovresti essere pagato, significa che qualcosa non va.

La crisi non esiste

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La crisi è un'invenzione.

Purtroppo noi Italiani siamo ormai abituati a credere alle bugie.

Galatea

Quando si arriva a questo

15 Commenti »

Ecco, quando si arriva a questo, quando alle persone viene sottratta ogni dignità, quando le si costringe ad essere sputtanate davanti a tutti per una manciata di euro in un'età della vita nella quale dovrebbero godersi in pace gli ultimi anni, significa che abbiamo perso.
Il resto è il solito cumulo di chiacchiere da quattro soldi.

La crisi non c'è, anzi sì

3 Commenti »


E pensare che io mi ero quasi convinto che la crisi non fosse poi così grave, che l'anno scorso fosse migliorata un sacco, che fosse tutta un'invenzione dei soliti catastrofisti, che in definitiva non ci fosse più niente da temere.

Chissà chi me la avrà ficcate in testa, tutte 'ste fregnacce.

C'è ritardo e ritardo

1 Commento »


Dalle news del Corriere.it:

La Banca d'Italia bacchetta gli istituti di credito italiani. Secondo Palazzo Koch, infatti, le banche del nostro Paese stanno mostrando "carenze e ritardi nell'applicazione delle disposizioni" in tema di remunerazione dei vertici. Lo si legge in una lettera inviata alle banche italiane dove si chiede di "assicurare lo scrupoloso e tempestivo allineamento alle disposizioni in tema di governance" redatte da Via Nazionale e ai nuovi principi e standard internazionali in materia.
Vale a dire, in estrema sintesi, che le banche italiane sono fin troppo scrupolose quando si tratta di contare i peli del culo e sottrarre l'ossigeno alle piccole imprese stritolate dalla crisi, ma si rilassano alquanto, e diventano di manica molto più larga, al momento di erogare gli stipendi a quelli che le dirigono.

Una sola considerazione: provateci voi, a restituire in ritardo quanto dovete a una banca, e poi state a vedere che casino inenarrabile vi si abbatte tra capo e collo.

Dopodiché, considerate che i ritardi delle banche nell'adeguare i compensi principeschi dei loro manager alle direttive della Banca d'Italia vengono sanzionati con qualche buffetto come quello che potete leggere sopra.

Traete voi le conclusioni.

Two birds with one stone

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State a sentire questa, che è proprio istruttiva.

Uno studio del Death Penalty Information Center rivela che:

  • ogni processo in cui l'imputato rischia la pena di morte costa un milione di dollari in più degli altri;
  • tra questi processi, solo uno su tre si conclude con una sentenza capitale;
  • solo una sentenza capitale su dieci, tra quelle comminate, viene effettivamente eseguita.
Se la matematica non è un'opinione, ne consegue che ogni esecuzione viene a costare

1 × 3 × 10 = 30 milioni di dollari

Ora, io non voglio fare demagogia: ma visti i tempi di crisi, non sarebbe il caso di risparmiarseli, 'sti soldi, e prendere due piccioni con una fava?

Ho sentito come un crack...

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Quattro di mattina e un lieve sogghigno accompagna una domanda...
Tra poche ore, all'apertura dei mercati azionari, le azioni Fininvest subiranno un crollo o saranno sospese per eccesso di ribasso?
Sò domande... oh!

La paura (tanta) e la speranza (...)

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Dice Tremonti:

Le crisi non sono il momento per fare le riforme perché queste causano incertezza e paura; non è il momento di spaventare la gente ma di rassicurarla. [...] Se il sistema delle pensioni non sta venendo giù è inutile intervenire con radicalità.
Cosa fa più paura: riformare il nostro sistema di welfare, per far sì che i giovani riescano ad avere la pensione domani, che le donne possano lavorare anche se con figli a carico, e che il licenziamento non sia più lo spauracchio di un popolo, che tanto ci sono gli ammortizzatori, oppure lasciare tutto così com’è, con una crescita prevista del debito pubblico che dovrebbe presto superare il 120%? Personalmente gradirei essere rassicurata con le riforme, magari prima che il sistema delle pensioni “venga giù”. E poi, se smettessero di dire che la crisi non c’è e che ci vuole più ottimismo, sarei anche pronta ad accettare cambiamenti nelle mie aspettative sociali. Se non ora, quando?

Crisi e porno: maschi a confronto

1 Commento »

Non sarà che il governo italiano stenta a dichiarare che siamo in recessione economica mondiale, per non dover rinunciare alle auto blu, agli elicotteri e ai benefit first class? Un paese che si è fatto portabandiera del rientro dalla crisi, la Gran Bretagna, è scosso da uno scandalo che ha colpito il ministro degli interni. La Smith, già indagata per aver rubricato le spese per la casa di proprietà della famiglia come spese per la seconda casa (mentre a Londra è affittuaria presso la sorella), è ora sotto accusa a causa del marito: ha guardato due film a luci rosse, del valore totale di dieci sterline, a spese del contribuente. Si potrebbe qui aprire una parentesi sulla povera Jacqui, che oltre ad essere cornuta è pure mazziata. Ma per fortuna c’è il principe William a risollevare il maschio britannico: a causa della crisi economica, d’ora in poi viaggerà in classe economica per ridurre i costi dei suoi viaggi. Pensate che con la crisi anche i nostri parlamentari ci toglieranno dal conto da pagare qualche festino in più?

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