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Bugiardino spaziale per ansia locale /2

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(o di come una donna di nome Sora Cesira, abitante di un pianeta lontano, vorrebbe aiutarvi senza offesa)



Cari co-abitatori dell'universo, eccomi di nuovo a voi.
Oggi, sempre con la speranza di non risultare presuntuosa e saccente, vorrei parlarvi di una questione che nel vostro paese è sulle prime pagine dei giornali.
Prima però, devo necessariamente ricordarvi che vi scrivo dalla provincia marziana di Hadaavedee, governata con misura e moderazione dal luminoso Stamomeyonoy.
Sulla "Menzonya", che il vostro vocabolario traduce come "rassegna stampa", ricorre spesso la parola "pedofilia".
Dopo varie ricerche su Wikivedee, siamo riusciti a trovare la traduzione esatta.
Ma cari coabitatori ...qual è il problema?! Qui da noi questa pratica è assolutamente legale!
Così come sono legali Muthuuo ( il vostro vocabolario traduce "rapina") e Skontrinoo ( trad. "evasione fiscale" ).
Qui su Hadaavedee le questioni sono ridotte all'osso e, grazie al saggio Stamomeyonoy e alla sua regale consorte Apphostocosyy, oggi affrontiamo le cose con estrema naturalezza.
So che la cosa può sembrarvi strana, ma vi basti pensare che qua, con gli opportuni permessi, tutto è possibile.
Vuoi praticare la pedofilia? Ti basta chiedere il consenso al bambino, poi alla famiglia del bambino, poi, come consiglio, agli antenati dei bambini che in tempi remoti l'avevano subita senza consenso.
Inoltre, per dimostrare che è pratica buona, il luminoso Stamomeyonoy impone (e guardate che lui non impone quasi mai) che l'aspirante "Vatikanyoo" ( trad. "pedofilo" ) si sottoponga per primo alle pratiche che intende perpetrare.
Una volta, tante "burokrazye" ( trad."Ventennio") fa, un Vatikayoo prese un bambino e lo costrinse a sè senza consenso.
Allora non regnava Stamomeyonoy, allora c'era il luminoso Mosokatzituaa, il quale per sua indole era poco incline all'indulgenza e alla comprensione.
Vi devo dire cosa fece?
Non credo sia il caso. Vi dico solo che da allora, mai più nessuno osò contraddire i "Cempionhzligh" ( trad. "verità insopprimibili" ) del nostro pianeta.
Sono certa che con un po' di pratica non sarete da meno. Noi qui, ma questo ormai lo sapete, siamo "Naantikkya" avanti.

Bugiardino spaziale per ansia locale /1

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(o di come una donna di nome Sora Cesira, abitante di un pianeta lontano, vorrebbe aiutarvi senza offesa)

Cari coabitatori dell'universo,
Il fatto che io viva da anni sul pianeta Marte, che al contrario di ciò che erroneamente vi viene riferito, è caldo e ospitale, non può esimermi dallo scrivervi due righe per gettar luce su questioni che vi generano ansie sempre crescenti.
Il vostro vivere quotidiano è molto affascinante tanto che, anche noi quassù, ne prendiamo spesso spunto per ravvivare i passaggi a vuoto della vita marziana.
Pensate che grazie al vostro paese abbiamo persino creato un gioco di ruolo.
Purtroppo, essendo noi traslati nel tempo e nello spazio (e anche un po' nell'intelligenza), ci ritroviamo a giocare facile, e , per quanto le vostre strategie siano quantomeno originali e curiose, mai riusciranno ad avere la meglio sulle capacità ormai ampiamente radicate del nostro sistema.
Hadaavedee, il paesino in cui si è insidiata la nostra comunità, fa capo al saggio Stamomeyonoy, che da una burhokraziaa (l'equivalente di un vostro ventennio) governa e amministra con "scherveloo" e " misuuraah".
Purtroppo non sono stata in grado di rinvenire questi termini sul vostro vocabolario e, nel chiedervi scusa per l'evidente lacuna, spero di esservi utile con la traduzione fornita da un vostro antico vocabolario che riconosce in "saggezza" e "moderazione" il significato più appropriato.
Le cose sul nostro pianeta sono diventate più facili e scorrevoli grazie a Stamomeyonoy. Egli ha infatti introdotto alcune regole molto semplici che, nel corso delle burhokraziee ci hanno reso la vita più agevole.
Una regola molto simpatica si chiama "huguallianzhaa" e vuol dire che se una cosa vale per me, vale anche per te.
In realtà è molto più semplice di quello che sembra. Funziona persino con i bambini! Ve la spiego in due parole. Una volta Stataapezzyy, figlia adorata del nostro regnante, aveva bisogno di una "populaara" (il vostro antico vocabolario traduce in "casa popolare").
Stamomeyonoy non ebbe dubbi. Applicò la legge e fece in modo che l'amata fanciulla, dopo aver atteso in lista per qualche tempo, raggiunta la necessaria graduatoria, avesse finalmente una sua residenza.
So che a dirlo così può sembrare troppo facile, ma vi assicuro che dopo qualche momento iniziale di stordimento, persino voi potreste essere in grado di cimentarvi.
Vi prego di non considerarmi saccente e presuntuosa.
E' solo che qui stiamo "Naantikkya" (trad. "un pizzico") avanti.

Cordialmente,
la Sora Cesira.

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