E se tu la credevi vendetta, il fosforo di guardia segnalava la tua urgenza di potere, mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge, quello che non protegge: la parte del boia.Era il 1973 quando Fabrizio De André cantava questi versi in una canzone dell’album "Storia di un impiegato": da allora sono passati quasi quarant’anni, ma l’inclinazione ad esercitare il "ruolo più eccitante della legge", specie da parte di chi la legge dovrebbe farla rispettare, non sembra essere passata di moda.
Storie che una volta consumate fanno una gran fatica a venire a galla, e nei pochi casi in cui emergono hanno la spiacevole tendenza a rimanere ammantate da un bel drappo nero di silenzio e di omertà: Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi sono soltanto i più noti (o i meno silenziati, fate voi) nomi di una lista che a voler essere puntigliosi (e in uno stato di diritto, per la verità, bisognerebbe esserlo) sarebbe assai più lunga ed inquietante.


