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Detto da un laziale, parte seconda

6 Commenti »

Da tifoso della Lazio, ironia della sorte, mi tocca difendere Daniele De Rossi per la seconda volta.
La prima, qualcuno lo ricorderà, fu più o meno un anno fa, quando il centrocampista della Roma, mosca bianca nello stucchevole conformismo buonista che caratterizza da sempre il mondo del calcio, commentò la trovata della tessera del tifoso osservando che a quel punto sarebbe stato utile istituire anche la tessera del poliziotto.
Oggi, a distanza di un anno, Daniele di De Rossi torna sulle prime pagine dei giornali nell'ambito dell'ennesimo scandalo legato al calcioscommesse, e ci torna perché il suo nome è stato citato da un altro in un'intercettazione telefonica, in relazione a una partita per la quale il calciatore della Roma non è indagato e nella quale non ha neanche giocato.
Un po' pochino, ne converrete, per mettere in croce una persona: eppure quel nome è scritto bello grosso sui titoli di parecchi giornali, e dubito fortemente che gli verrà data analoga rilevanza nel caso in cui, come pare possibile, si accerti definitivamente la sua estraneità alla vicenda.
Nell'associarmi allo schifo già espresso da altri, rilevo una volta di più che il garantismo di cui molti si agghindano funziona a corrente alternata.
Il che, ne converrete, non è esattamente il massimo della credibilità.

Detto da un laziale

25 Commenti »

Daniele De Rossi sulla "tessera del tifoso":

Sono contrario, non mi piacciono le schedature. In alcuni casi viste le ultime vicende forse servirebbe anche la tessera del poliziotto.
Detto da un laziale: magari ce ne fossero, come questo.

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