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Il sindaco sostenuto dai sabotatori delle donne

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A prescindere dalla nostra candidatura, io non lo voglio più, un sindaco che è sostenuto da chi gioisce per questa vergogna. Da chi ha brigato e lavorato da anni, affinché questa vergogna prendesse corpo. Da chi saluta come un inno alla vita l'espropriazione del corpo delle donne, la loro equiparazione a un'incubatrice, un contenitore, una scatola.
Gente che ha distrutto i consultori, ha utilizzato il sabotaggio dei diritti civili come strumento di lotta politica, ha praticato e pratica l'imposizione della propria coscienza su quella degli altri, si fa in quattro per gettare le donne nel tunnel dell'umiliazione e della colpevolizzazione.
Io non lo voglio, un sindaco sostenuto da questa gente.
Perché mi piacerebbe vivere nella capitale libera di un paese libero.

Ombre fondamentaliste su Roma

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Secondo Avvenire (leggere per credere) alle prossime elezioni comunali di Roma occorrerà votare contro il riconoscimento delle coppie di fatto, contro il riconoscimento delle unioni omosessuali, contro il testamento biologico, contro l'aborto.
Adesso sta a voi decidere: votare per Alemanno, che ospita sul suo sito l'editoriale e giusto due giorni fa si è nuovamente schierato con il Movimento per la Vita, oppure scegliere chi per il riconoscimento delle coppie di fatto e delle unioni omosessuali, per il testamento biologico e per il diritto delle donne di scegliere sul proprio corpo si batte da sempre.
Io, al vostro posto, non avrei dubbi.

Giusta? No, terrificante

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Allora, gente, la questione è questa: ritengo che la Marcia per la Vita sia una manifestazione fondamentalista; legittima, naturalmente, ma fondamentalista. Non può essere definito altrimenti un contesto nel quale l'aborto viene equiparato all'omicidio, e quindi -più o meno implicitamente- alle donne che abortiscono viene attribuita la qualifica di assassine.
Ebbene, da candidato nella Lista Civica per Marino al 2° Municipio di Roma, sono rimasto molto meravigliato quando il mio candidato Sindaco, ieri, l'ha definita "giusta": è un aggettivo che non condivido neppure in minima parte, dal quale mi dissocio senza riserve.
Riccardo Magi, il candidato radicale al Consiglio Comunale, si è già espresso in modo molto chiaro sulla vicenda: ma credo valga la pena che la mia voce si aggiunga alla sua.
Io, come ho già avuto modo di dire più di una volta, trovo la Marcia per la Vita una manifestazione terrificante: e oggi lo ribadisco con la massima chiarezza, certo di parlare anche a nome degli altri candidati radicali nei municipi, promettendo che se sarò eletto farò di tutto, nei limiti di quanto mi sarà possibile, per costituire un presidio vivente contro tutti gli integralismi e contro gli attacchi alla libertà di scelta delle donne sul proprio corpo.
Perché, da radicale, so bene una cosa: la legalizzazione dell'aborto è stato lo strumento attraverso il quale siamo riusciti a sconfiggere la piaga dell'aborto clandestino. E a far calare drasticamente, checché ne dicano, il numero degli aborti. Chi si batte per abrogare quella legge non vuole che gli aborti cessino: vuole semplicemente renderli criminali; consegnare le donne all'illegalità; lasciarle davvero sole, per poi colpevolizzarle e trattarle da assassine.
Non è antiabortista, chi vuole abrogare la legge 194. Manco per niente. A prescindere da quello che blatera.
Ed è bene che una buona volta lo si dica con chiarezza.
Tutto qua.

Update: Francesca Battistelli, anche lei candidata nella Lista Civica Marino al 2° municipio, si associa al contenuto di questo post. Non è la prima volta che ci troviamo d'accordo: se avete in mente di votare me, ricordate che potete votare anche lei.

Non c'è pericolo

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E non è tutto: Breivik rischia di scontare "solo" 21 anni in un carcere pulito, non sovraffollato, con la doccia in cella, nel quale probabilmente gli sarà consentito perfino di leggere dei libri, di essere portato tempestivamente in infermeria se non si sente bene, di lavorare e di fare sport.
Si chiama civiltà, e con ogni evidenza è l'unica strada da percorrere per fare in modo che i fondamentalismi, nessuno escluso, scompaiano dalla faccia del pianeta.
Si chiama civiltà, e non è gratis: costa sacrificio, abnegazione e una gran voglia di superare la rabbia, la vendetta, la violenza per farne qualcosa di utile, costruttivo, umano.
Si chiama civiltà, ma detto tra noi non è il caso che ve ne preoccupiate: finché vi capiterà di trovare l'avverbio "solo" scritto in quel modo sul sito web di uno dei quotidiani più venduti del paese, non c'è pericolo che ci dobbiate fare i conti.

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